Razza, etnia ed emigrazione
Razza e etnia
Razza prodotto di relazioni sociali, attraverso cui individui e gruppi vengono classificati assegnando loro attributi o competenze sulla base di caratteristiche biologiche. Il processo in base al quale il concetto di razza viene usato per classificare individui o gruppi è detto razzializzazione.
Etnia tipo di identità sociale correlato a differenze culturali che diventano effettive o attive in determinati contesti sociali. Il concetto di etnia però non implica riferimenti biologici e non è né statica né immutabile.
Minoranza etnica gruppo che ha una posizione subordinata all’interno della società. I pregiudizi verso di loro accrescono un sentimento di solidarietà e interesse condiviso fra loro.
Razzismo
Razzismo credenza che alcuni individui o gruppi siano superiori ad altri sulla base di differenze razializzate. Esso molte volte viene incorporato nella struttura e nel modo di funzionare di una società, prendendo il nome di razzismo istituzionale. Il razzismo culturale oggi prende il nome e sfrutta il concetto di diversità culturale per discriminare certi gruppi.
Per comprendere la persistenza del razzismo, i sociologi parlano di etnocentrismo (diffidenza verso i gruppi di altre culture), chiusura di gruppo (un gruppo preserva i confini che lo separano da altri gruppi) e allocazione differenziale delle risorse (distribuzione diseguale dei beni materiali per cui i membri di un dato gruppo hanno una posizione di potere su altri gruppi).
Pulizia etnica e modelli di integrazione
Pulizia etnica: creazione di aree etnicamente omogenee attraverso l'espulsione delle altre etnie.
- Assimilazione: prevede l’abbandono di usi e costumi tradizionali da parte degli immigrati e la loro adesione ai valori e norme della maggioranza.
- Crogiuolo: anziché dissolvere le tradizioni degli immigrati a favore di quelle dominanti nella società che li accoglie, si cerca di mescolarle in nuove forme capaci di rielaborare i modelli culturali esistenti.
- Pluralismo culturale: le culture etniche sono pienamente intitolate a esistenze separate, pur partecipando alla vita economica e politica della società. Il multiculturalismo incoraggia i gruppi culturali o etnici a vivere in reciproca armonia.
I modelli migratori
- Il modello classico: l’immigrazione è stata largamente incoraggiata e la promessa della cittadinanza è stata estesa a tutti i nuovi venuti, pur restringendo il numero di ingressi annuo.
- Il modello coloniale: favorisce l’immigrazione delle ex colonie rispetto a quella da altri paesi.
- Il modello dei lavoratori ospiti: prevede un’immigrazione su base temporanea, ma non la concessione dei diritti di cittadinanza agli immigrati.
- I modelli illegali: l’entrata in un paese attraverso metodi illegali.
Globalizzazione e migrazioni
I fattori di tipo PUSH sono problemi interni al paese di origine che spingono le persone all'emigrazione (guerre, carestie, ecc.). I fattori di tipo PULL sono caratteristiche dei paesi di destinazione che attirano gli immigrati (lavoro, libertà, condizioni di vita migliori).
I fattori di livello macro sono la situazione politica di una certa regione, le leggi e i regolamenti che disciplinano l'immigrazione e l’emigrazione, le trasformazioni economiche internazionali. I fattori di livello micro, invece, riguardano le risorse, le competenze e le conoscenze dei migranti.
Le tendenze dei modelli migratori
- Accelerazione: aumenta il numero di migranti da un paese all’altro.
- Diversificazione: l’immigrazione consiste in gruppi diversi, ognuno per cause personali.
- Globalizzazione: le migrazioni assumono un carattere globale, coinvolgendo un numero maggiore di paesi come punti di partenza o di arrivo.
- Femminilizzazione: un numero crescente di migranti oggi è costituito da donne.
La diaspora
Diaspora: È il processo per cui un’etnia abbandona il luogo di insediamento originario per disperdersi in altri paesi, sovente sotto costrizione o a causa di circostanze traumatiche. Esistono 5 categorie diverse:
- Diaspore di vittime: i popoli subiscono un esilio forzato e anelano a tornare alla loro terra natale (esodo ebrei).
- Diaspore di lavoratori: esemplificate dal lavoro forzato degli indiani durante il colonialismo britannico.
- Diaspore di commercianti: volontarie e dovute a ragioni economiche non traumatiche.
- Diaspore imperiali: quelle in cui l’espansione imperialista in nuove terre trascina con sé persone che poi si costruiscono in quei luoghi una nuova vita (ex: impero britannico).
- Diaspore culturali: emigrazione permanente nutrita di letteratura, idee politiche, convinzioni religiose (ex. Migrazioni caraibiche).
Le definizioni sociologiche della religione
Le definizioni inclusive considerano la religione un elemento funzionalmente necessario alla società.
Le definizioni esclusive fanno una distinzione tra realtà empiriche e realtà sovra-empiriche. Gruppi e credenze come i gruppi calcistici o ideologie politiche vengono quindi esclusi dall’ambito religioso, in quanto non fanno riferimento a nessuna realtà trascendente.
Le definizioni sociocostruzioniste studiano come la religione venga usata da individui, gruppi e organizzazioni e come tali usi si diffondono e modificano.
I sociologi hanno spesso giudicato le religioni come fonti importanti di solidarietà sociale. Credenze religiose, riti e pratiche collettive contribuiscono a creare una comunità morale in cui ciascun membro sa come comportarsi con gli altri.
Teorie della religione secondo Marx, Durkheim e Weber
MARX “La religione è l’oppio dei popoli”: le religioni rimandano felicità e ricompense alla vita ultraterrena, insegnando la rassegnata accettazione delle condizioni date nell’esistenza presente. L’attenzione viene così distolta dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie di questo mondo grazie alla promessa di ciò che accadrà in quello a venire.
DURKHEIM collega la religione con il carattere complessivo delle istituzioni di una società. Studia il totemismo dicendo che esso rappresenta la religione nella sua forma più elementare. Un totem è un simbolo considerato sacro, perché è il simbolo del gruppo stesso, ovvero rappresenta i valori fondamentali della comunità. Nella religione l’oggetto di culto è in realtà la società stessa. La religione non è soltanto questione di fede, ma anche di pratiche rituali che rafforzano il senso della solidarietà di gruppo nell’effervescenza collettiva. Durkheim parla infine di religione civile, dedita alla celebrazione di valori umanistici e politici come la libertà, l’uguaglianza e la cooperazione sociale.
WEBER i suoi studi differiscono da Marx perché essi si concentrano sul rapporto tra religione e mutamento sociale. Si differenzia anche da Marx, perché dice che la religione non è conservatrice, ma anzi ha provocato enormi trasformazioni sociali. Secondo lui nelle religioni occidentali (ex. Cristianesimo) sono importanti le nozioni di peccato e salvezza in virtù della grazia divina. Tali nozioni generano una tensione e un dinamismo emotivo assente nelle religioni orientali, che invece coltivano un atteggiamento più passivo.
Religione vicaria e secolarizzazione
Religione vicaria: si registra un ampio numero di appartenenti alle chiese, ma una loro scarsa frequentazione.
I tre parametri della secolarizzazione:
- Il seguito delle organizzazioni religiose è dato dal numero di persone che appartengono ad una chiesa o ad altre organizzazioni religiose e che partecipano attivamente alle loro funzioni e cerimonie.
- La misura in cui le chiese e altre organizzazioni religiose conservano influenza sociale, ricchezza e prestigio.
- La fede e i valori (parametro della religiosità), la partecipazione alle attività religiose e il grado di influenza sociale delle chiese.
Tipologie di associazioni religiose
Chiesa associazione religiosa di grandi dimensioni e ben organizzata, come la chiesa cattolica o quella anglicana. Hanno una struttura formale e burocratica.
Setta associazione religiosa di piccole dimensioni e scarsamente organizzata, che di solito sorge in polemica con una chiesa. Le sette mirano a scoprire e seguire la vera via e tendono a ritirarsi dalla società esterna e a chiudersi in comunità autonome.
I nuovi movimenti religiosi
Le tre categorie dei nuovi movimenti religiosi:
- I movimenti di affermazione del mondo: sono gruppi tipo terapeutici spesso privi di riti e teologie formali, che si concentrano sul benessere spirituale dei membri (New Age e Scientology).
- I movimenti di negazione del mondo: hanno un atteggiamento critico nei confronti del mondo esterno. Richiedono ai loro seguaci cambiamenti radicali della loro vita. Hanno natura esclusiva.
- I movimenti di adattamento al mondo: tendono a enfatizzare l’importanza della vita religiosa interiore a spese degli interessi più mondani. Gli appartenenti a questo gruppo cercano di recuperare la purezza spirituale che ritengono sperduta nelle religioni tradizionali.
Telepredicatori evangelici: si sono serviti abilmente della televisione per annunciare un vangelo della prosperità, secondo cui Dio desidera che i suoi fedeli siano finanziariamente prosperi e appagati, anziché disposti al sacrificio e alla sofferenza. Le raccolte di fondi sono un caposaldo del televangelismo, che deve sostenere scuole, università e gli stili di vita suntuosi dei predicatori.
Fondamentalismo religioso
Fondamentalismo religioso: atteggiamento mirante a imporre un’interpretazione letterale dei testi fondamentali di una religione e una loro applicazione a ogni aspetto della vita sociale, economica e politica.
Il villaggio globale e la convergenza dei media
I media elettronici, secondo McLuhan, stanno creando ciò che egli chiama villaggio globale, in cui le persone di ogni parte del mondo assistono insieme ad avvenimenti che suscitano il loro interesse. Il processo di globalizzazione e la potenza delle tecnologie della comunicazione permettono di ricevere nello stesso momento, in luoghi lontanissimi tra loro, gli stessi film, canzoni o notizie.
Le diverse tecnologie di comunicazione oggi sono strettamente intrecciate grazie a una convergenza dei media, fenomeno chiamato che indica il processo attraverso cui tecnologie di comunicazione un tempo distinte vanno progressivamente fondendosi.
Culture orali culture scritte (religioni manoscritti) stampa a caratteri mobili (1455 Gutenberg) nuovi media come smartphone e computer.
Internet: sistema globale di computer tra loro connessi. L’uso più noto di Internet è il World Wide Web, in pratica una sorta di biblioteca multimediale globale. Gli utenti generalmente navigano nel web con l’ausilio di un browser, un programma che permette di cercare informazioni e individuare particolari siti. Il web è anche la principale interfaccia dell’e-commerce, ossia le transazioni commerciali online.
Internet si può sviluppare ancora più velocemente grazie al cloud computing, una tecnologia che consente di usufruire, tramite server remoto, di risorse software e hardware (come memorie di massa per l'archiviazione di dati), il cui utilizzo è offerto come servizio da un provider, spec. in abbonamento.
Cinema
Prima proiezione cinematografica Fratelli Lumière in Francia nel 1895 L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat.
Predominio della produzione cinematografica America (detenevano diritti di distribuzione dei film) solleva la questione dell’imperialismo culturale, in quanto attraverso la distribuzione mondiale dei film vengono promossi i valori, i prodotti e la cultura americani.
Televisione
La tv entra in casa della gente, racconta i fatti in contemporanea. La tv è onnipresente ed è talmente integrata nella vita delle persone che viene accettata come componente della vita sociale. La televisione inoltre contribuisce a soddisfare le esigenze emotive e cognitive delle persone, aiutandole a elaborare le abitudini che creano un forte senso di fiducia negli altri o sicurezza ontologica.
Secondo Postman la televisione intrattiene e basta, non racconta le cose in modo serio, a differenza della stampa, che crea un cittadino razionale.
Musica
Precede lo sviluppo delle forme complesse di linguaggio. Theodor Adorno sosteneva che le forme musicali tendono a riflettere le società in cui vengono sviluppate. Musica capitalistica uniformità e ripetizione, l’ascoltatore non deve sforzarsi per apprezzarla.
La musica però può essere anche forza attiva nella vita sociale. Schoenberg ad esempio sfida le convenzioni musicali standard e viola le legge, costringendo l’individuo a pensare criticamente.
Attali pensa che la musica è lo specchio della società, di cui riflette la struttura organizzativa. Nelle società di massa la musica diventa un sottofondo. La musica è detta anche del futuro poiché i musicisti esauriscono rapidamente tutte le possibilità di un dato codice molto più rapidamente che nelle altre forme.
Le tre caratteristiche della musica sono: la connettività (ognuno può attivamente scaricare musica da internet), la musica come servizio (la musica è liberamente disponibile, ma paghiamo per servizi che ci aiutino a trovare quello che cerchiamo, ex. Spotify) e la produzione amatoriale (tutti possono essere produttori amatoriali in grado di rimixare la loro musica preferita e di pubblicarla online).
I quattro approcci allo studio dei mass media
Teorie funzionaliste
Esistono cinque funzioni dei media in grado di contribuire alla stabilizzazione del sistema sociale:
- Informazione: i media forniscono un flusso continuo di informazioni.
- Correlazione: i media ci spiegano e ci aiutano a comprendere il significato delle informazioni che ci vengono fornite.
- Continuità: i media hanno un ruolo nell’espressione della cultura dominante, nella ricognizione dei nuovi sviluppi sociali e nella costruzione di valori condivisi.
- Intrattenimento: svago che riduce le tensioni sociali, valvola di sfogo.
- Mobilitazione: incoraggiano la gente a partecipare attivamente alla vita sociale.
Teorie del conflitto
Approccio dell’economia politica: Alla fine i media più potenti sono quelli più ricchi che operano secondo loro interessi economici. Ex: strapotere delle corporazioni che il loro rigido controllo delle informazioni.
Ideologia e pregiudizi dei media: secondo Thompson, l’ideologia comporta l’esercizio del potere simbolico, cioè l’uso delle idee per nascondere, giustificare o legittimare gli interessi dei gruppi sociali dominanti. Ex: i servizi giornalistici sui conflitti industriali tendono a favorire il governo e le imprese a scapito degli operai in sciopero.
Testi: articoli di giornale o diari personali, trascrizioni di interviste, programmi televisivi e pagine web.
Sistemi di pensiero: Discorsi sono o modi di pensare e discutere sul mondo in un determinato contesto. Essi erigono confini attorno al loro oggetto, circoscrivendo quello che può essere detto in modo intellegibile su di esso.
L’industria culturale: i membri della scuola di Francoforte pensano che nelle società di massa la produzione culturale è standardizzata e dominata dalla ricerca del profitto nella stessa misura delle altre industrie. Quest’ultime in una società di massa sono lo strumento per includere nel pubblico i valori ritenuti più appropriati: il tempo libero non è un’interruzione del lavoro, ma una preparazione ad esso. La diffusione dell’industria culturale inoltre mina negli individui la capacità di pensare in modo critico e indipendente.
Teorie interazioniste
Il più influente approccio interazionista allo studio dei media è forse rappresentato dalla teoria del panico morale: le rappresentazioni mediatiche esagerate e sensazionalistiche contribuiscono ad alimentare nella società ondate ricorrenti di panico morale. Tale panico serve ad attribuire il ruolo di capro espiatorio a determinati gruppi sociali.
I tipi di interazione sono:
- L’interazione faccia a faccia: è ricca di indizi che gli individui utilizzano per dare senso a ciò che gli altri dicono.
- La quasi-interazione mediata: costituita dalle relazioni sociali create dai mass-media, in cui individui non sono direttamente connessi.
- L’interazione mediata: implica l’utilizzo di una tecnologia mediale, come la stampa o la trasmissione elettrica. Questa interazione ha luogo direttamente tra individui specifici, ad es. due persone che si parlano al telefono, ed è di tipo dialogico, ma non offre la stessa gamma di indizi dell’interazione faccia a faccia.
Teorie post-moderne
Il mondo post-moderno è contraddistinto da un’assenza di certezze, dalla mescolanza e dall’accostamento di stili e generi, dalla possibilità di manipolazione dei prodotti culturali. Ma poiché la conoscenza che la grande maggioranza delle persone ha della realtà passa attraverso la rappresentazione mediatica, la loro realtà è plasmata, persino determinata, dai media. L’iperrealtà è un mondo in cui il garante ultimo dell’autenticità e della realtà è per l’appunto il passaggio in televisione o negli altri media, che rende quel mondo – più reale del reale -. L’iperrealtà è inoltre costituita da simulacri, immagini che ricavano il loro significato esclusivamente da altre immagini e pertanto non sono radicate in alcuna realtà esterna.
Pubblico e rappresentazioni mediatiche
Modello ipodermico siringa informazioni iniettate pubblico passivo le accetta (non pensa in modo critico).
Pensiero 1 i media creano bisogni del pubblico.
Pensiero 2 il pubblico usa i media per soddisfare le proprie esigenze, quindi i media forniscono strumenti e contenuti secondo tali necessità.
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