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Introduzione alla sociologia

La sociologia è lo studio scientifico dei gruppi sociali, delle società nel loro complesso e del mondo umano in generale. Essa studia l’essere e l’agire di ciascun individuo in un determinato contesto sociale e i modi in cui le vite individuali riflettono i contesti dell’esperienza sociale.

-> La sociologia è un modo di pensare il mondo: significa coltivare l’immaginazione in uno specifico modo

-> Charles Wright Mills parla di immaginazione sociologica: capacità di osservare e riflettere da un nuovo punto di vista, libero-svincolato dai condizionamenti della realtà quotidiana personale del sociologo. (es. caffè: valore simbolico-rituale sociale-droga-valenza politica in base alla cultura).

Ogni elemento preso in analisi dal sociologo si trova coinvolto in una rete di relazioni socioeconomiche globali e deriva da un lungo processo di sviluppo storico-sociale.

Individui e società

La società è un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio condividendo tratti culturali come la lingua, i valori e delle norme di comportamento. La struttura sociale è costituita da relazioni stabili tra individui, gruppi e istituzioni (governo, famiglia ecc.) ed è in continuo divenire poiché la società è soggetta a un costante processo di strutturazione.

L’agire umano determina il mondo sociale e allo stesso tempo è influenzato dal contesto sociale in cui l’individuo agisce; esso è studiato dalla sociologia per mezzo dell’immaginazione sociologica.

La sociologia per comprendere il perché succedono le cose necessita di teorie: enunciati che espongono interpretazioni astratte, derivanti da una ricerca empirica, capaci di spiegare situazioni empiriche o fattuali.

  • Rivoluzione francese (1789)
  • Rivoluzione industriale (metà ‘800)

Che portarono a metodi di osservazione più sistematici e scientifici e non più basati sulle credenze religiose.

Auguste Comte

Fonda nel 1840 il termine sociologia come scienza della società capace di spiegare le leggi del mondo sociale, le quali potevano aiutare l’umanità a modificare il proprio destino e arrivare al benessere. Egli voleva la sociologia come scienza positiva (da positivismo) per poter fondare la conoscenza della società sull’evidenza empirica ricavata dall’osservazione, dal confronto e dalla sperimentazione.

  • LEGGE DEI TRE STADI Comte afferma che l’uomo per comprendere il mondo è passato per:
    • Stadio teologico: pensiero basato su idee religiose e visione del mondo come espressione della volontà di Dio
    • Stadio metafisico: Dio viene sostituito da essenze capaci di produrre i fenomeni naturali
    • Stadio positivo: applicazione del metodo scientifico al mondo naturale e sociale

Egli sosteneva che la soluzione alle disuguaglianze generate dall’industrializzazione fosse il consenso morale prodotto da una nuova “religione dell’umanità” in grado di mantenere unita la società.

Emile Durkheim

Vede la sociologia come una scienza capace di tradurre questioni tradizionalmente filosofiche in domande sociologiche le cui risposte erano ricercabili nel mondo reale -> studiare i fatti sociali come cose oggettive e concrete -> metodo oggettivo.

I fatti sociali sono istituzioni e norme che orientano il comportamento umano, le azioni (es. sistema monetario). Secondo egli ciò che tiene unita la società è la solidarietà che consiste nella condivisione di valori e costumi tra membri di gruppi sociali.

  • Società tradizionali -> solidarietà meccanica: individui legati da esperienze comuni poiché vi è una scarsa divisione del lavoro
  • Società industriale -> solidarietà organica: individui dipendenti gli uni dagli altri poiché vi è una maggiore divisione del lavoro

Nelle società il cambiamento è rapido e continuo e i valori presenti vengono persi senza essere sostituiti -> anomia: senso di inutilità, timore, disperazione che deriva da una mancanza di significato dell’esistenza. Il comportamento umano è socialmente condizionato e per questo egli vede il suicidio come un fatto sociale che è spiegabile solo da altri fatti sociali esterni all’individuo. Egli individua 4 tipi di suicidio:

  1. Suicidio egoistico: causato da una carenza di integrazione sociale. Isolamento dell’individuo (es. protestanti e persone non coniugate)
  2. Suicidio anomico: causato da una carenza di regolazione sociale. Individuo privo di norme, punti di riferimento
  3. Suicidio altruistico: causato da un eccesso di integrazione sociale. Sacrificio altruistico (es. kamikaze)
  4. Suicidio fatalistico: causato da un eccesso di regolazione sociale. Oppressione-impotenza di fronte alla società

Karl Marx

S’interessa al movimento operaio e le sue idee socialiste con l’obiettivo di collegare i problemi economici alle condizioni sociali. Egli si concentra sul capitalismo: sistema classista che determina un modo di produzione caratterizzato da:

  • Capitale: mezzi di produzione detenuti dai capitalisti-borghesia (classe dominante) -> che ricava profitto appropriandosi del prodotto operaio
  • Lavoro salariato: lavoro svolto dai lavoratori-proletariato (classe subordinata) -> priva di controllo sulle condizioni e sul prodotto del proprio lavoro.

Gli operai post industrializzazione si trasferirono nelle città per lavorare nelle fabbriche. Capitalisti e operai dipendono gli uni dagli altri ma attraverso un rapporto sbilanciato che causa un conflitto di classi: motore dello sviluppo storico secondo Marx. Egli individua una progressione di fasi storiche:

  1. Società comuniste primitive di cacciatori-raccoglitori
  2. Società schiavistiche e sistemi feudali
  3. Tramonto della nobiltà con l’avvento della classe borghese
  4. Avvento del proletariato

Marx teorizzò una rivoluzione dei lavoratori per dare origine a una nuova società comunista egualitaria: produzione organizzata intorno a una proprietà comune.

Max Weber

Egli riteneva che i sociologi dovessero studiare e comprendere l’agire sociale, ovvero le azioni individuali. Egli delinea il concetto di tipo ideale: forme pure di fenomeni reali, modelli utilizzabili per indagare e comprendere un fenomeno sociale nelle sue particolarità e allo stesso tempo inserirlo in un gruppo comune.

La società moderna è caratterizzata da un processo di razionalizzazione: organizzazione della vita sociale attraverso principi e conoscenze tecniche; essa si serve dal calcolo strumentale razionale per delineare delle conseguenze. Si sviluppa una burocrazia che viene vista come una minaccia per lo spirito umano.

Tre tradizioni teoriche

  • Funzionalismo (Durkheim-Comte)
    • La società è un sistema complesso in cui le varie parti collaborano al fine di mantenere una stabilità (società = organismo vivente). La sociologia ha il compito di analizzare le relazioni tra queste diverse parti. Per conservare la coesione sociale è importante il consenso morale: condivisione di valori. Merton distingue tra:
      • Funzioni manifeste: volute dai partecipanti
      • Funzioni latenti: non consapevoli (es. danza della pioggia)
      • Disfunzioni: aspetti della vita sociale che contraddicono l’ordine esistente
  • Teorie del conflitto (Marx)
    • Propongono un modello di strutture sociali per spiegare come funzionano le società; la società è composta da gruppi distinti in conflitto. I sociologi studiano le tensioni tra i gruppi per comprendere i rapporti di dominio. (es. femminismo: teoria del conflitto sulla disuguaglianza di genere)
  • Interazionismo simbolico (Weber)
    • Interesse per il linguaggio e il significato. George Herbert Mead sostiene che il linguaggio ci permette di diventare consapevoli della nostra individualità e capaci di vederci dall’esterno attraverso il simbolo: qualcosa che sta per qualcos’altro. Weber sostiene che le strutture sociali sono create dalle azioni individuali. Il comportamento umano è multiforme e una singola teoria non può spiegarne tutti gli aspetti.

Microsociologia e macrosociologia

Microsociologia: studio del comportamento quotidiano nelle situazioni di interazione diretta nei gruppi sociali.

Macrosociologia: studio e analisi delle strutture sociali e dei processi di cambiamento. Le due sono strettamente interconnesse.

A che cosa serve la sociologia?

  • Fornisce consapevolezza delle differenze culturali -> permette di guardare il mondo da diversi punti di vista
  • Contribuisce alla valutazione delle politiche
  • Servizio professionale da parte di alcuni sociologi
  • Contribuisce all’autocomprensione (perché delle azioni e il funzionamento della società)

Tipi di sociologia

Michael Burawoy individua 4 tipi di sociologia:

  1. Sociologia professionale: disciplina universitaria
  2. Sociologia pratica: studi finalizzati a obiettivi
  3. Sociologia critica: coscienza della sociologia professionale
  4. Sociologia pubblica: si rivolge ai movimenti sociali-soggetti non accademici

Mutamento sociale e globalizzazione

Le società premoderne

Le società premoderne possono essere raggruppate in 3 categorie:

  • Società di cacciatori-raccoglitori: piccoli gruppi che si procuravano da vivere cacciando-pescando-raccogliendo vegetali. Vi erano poche disuguaglianze perché non accumulavano ricchezze materiali – grande collaborazione. Le differenze di rango erano limitate a età e genere (uomini: caccia – donne: prole-pasti-raccolta).
  • Società pastorali e agricole (era glaciale):
    • Società pastorali: si occupavano di allevare animali (es. capre-bovini-cammelli) -> erano nomadi
    • Società agricole: nascono con l’orticoltura: coltivazione della terra -> erano stanziali e accumulavano riserve. Entrambe erano governate da capi.
  • Società tradizionali: società basate sullo sviluppo delle città, caratterizzate da maggiori disuguaglianze di ricchezza e potere data dalla presenza di autorità politiche (re e imperatori). Sono chiamate civili in quanto dotati di scrittura-scienza-arti. Le prime sorsero nel Medio Oriente nelle valli fluviali ed erano per lo più imperi formati dall’unione di più popoli. L’affermazione di civiltà-imperi ha portato alle invasioni-scambi-guerre.

Classificazione delle società contemporanee

La trasformazione delle società è stata determinata dall’industrializzazione.

  1. Classificazione: Modello dei 3 mondi
    • Primo mondo: paesi industrializzati -> superiore
    • Secondo mondo: paesi comunisti dell’Europa orientale
    • Terzo Mondo: paesi non industrializzati -> inferiore
  2. Classificazione:
    • Paesi sviluppati: più industrializzati ed elevato PIL
    • Paesi in via di sviluppo: meno industrializzati e minore PIL
  3. Classificazione:
    • Mondo maggioritario: paesi in via di sviluppo -> sud globale
    • Mondo minoritario: paesi sviluppati -> nord globale

Wallerstein afferma che nel mondo tutte le società sono interconnesse da rapporti economici capitalistici e per descrivere tali legami ha dato origine all’espressione sistema-mondo composto da:

  • Nucleo: paesi sviluppati-industrializzati-ricchi -> classe capitalista
  • Semiperiferia: paesi moderatamente ricchi-autonomi-diversificati
  • Periferia: paesi deboli-economia agricola -> classe operaia

In questo modo egli proietta a livello globale la teoria marxista del conflitto di classe.

Il cambiamento sociale

La società è in continua trasformazione e per misurare l’entità del cambiamento è importante tenere in considerazione anche ciò che rimane stabile -> Auguste Comte propone un’analisi della dinamica sociale (i processi di trasformazione) e della statica sociale (strutture che rimangono invariate).

I principali fattori di cambiamento sociale sono:

  • Sviluppo economico: l’ambiente fisico può favorire o limitare lo sviluppo economico in quanto ne è alla base. Nell’età moderna il capitalismo ha portato a un’espansione della produzione, a un accumulo di ricchezze e allo sviluppo di tecnologie produttive.
  • Mutamento socioculturale: che deriva tra 3 diversi ambiti:
    • Religione: intesa come forza conservatrice e/o innovatrice.
    • Comunicazione: ha permesso un maggiore controllo delle risorse materiali e lo sviluppo di organizzazioni, ha modificato la percezione dei nessi tra passato-presente-futuro. La scrittura ha permesso alle società di conservare la memoria del proprio passato per poterne essere consapevoli; con l’avvento di internet le comunicazioni sono diventate più rapide e distanti (società globale).
    • Leadership (carisma per Weber): la storia è ricca di leader politici-religiosi-militari-scienziati carismatici che raccogliendo un seguito popolare hanno contribuito a modificare radicalmente gli ordini sociali e i pensieri radicati.
  • Dinamiche politiche: il conflitto politico tra le nazioni ha portato a grandi cambiamenti nell’età moderna. Nelle società tradizionali i cambiamenti politici erano dati da piccole élite mentre nella società moderna le attività dei leader politici influiscono la vita quotidiana dei cittadini, e lo stato influisce sull’economia.

La globalizzazione

La globalizzazione = concorso di fattori tecnologici, culturali, economici e politici. Per alcuni è una sorta di progetto politico-economico perseguito dalle élite del nord con lo scopo di incentivare il commercio mondiale a loro vantaggio. A destra: la globalizzazione minaccia le identità nazionali. A sinistra: la globalizzazione è vista come un processo promosso dal capitalismo per sfruttare nuove aree del mondo. Molti studiosi vedono la globalizzazione come una maggiore interdipendenza di nazioni-gruppi che sono parte di un’unica comunità globale.

Dal punto di vista economico la globalizzazione è vista come un processo che porta le imprese transnazionali a oltrepassare le frontiere influenzando i processi produttivi globali.

Elementi della globalizzazione:

  • Sviluppo Ict: per una maggiore velocità e ampiezza delle interazioni globali (es. tecnologia satellitare-internet)
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (es. fibra ottica-satelliti-internet)
  • Nuclei di cultura globale: condivisione d’informazioni globali che diffondono una maggiore consapevolezza-responsabilità sociale globale-erosione delle identità nazionali.
  • Economica: nell’economia immateriale i prodotti si basano sull’informazione -> società della conoscenza – età dell’informazione – new economy. Essa comporta molti rischi ma i processi produttivi-organizzativi sono più flessibili e permettono di lavorare con processi produttivi e su mercati globali.
  • Politica: crollo del comunismo nell’Est europeo, ampliamento dei meccanismi internazionali di governo che facilitano la cooperazione tra gli stati-nazione (i paesi membri sono vincolati da regolamenti ma godono di benefici economici, politici e sociali), organizzazioni internazionali governative e non governative.

Il dibattito sulla globalizzazione

Di fronte al processo di globalizzazione David Held ha identificato 3 scuole:

  • Iperglobalisti: Globalizzazione = fenomeno che produce nuovo ordine globale dato da produzione e commercio internazionali -> formazione di un mondo senza confini
  • Scettici: Globalizzazione = fenomeno sopravvalutato non nuovo. Globalizzazione attuale = internazionalizzazione che mette al centro gli stati-nazione come soggetti politici. Per gli scettici l’economia mondiale non è globalizzata in quanto gli scambi non avvengono globalmente ma solo tra grandi aree; per questo essi si concentrano su processi di regionalizzazione.
  • Trasformazionalisti: Globalizzazione = processo dinamico e aperto che si sviluppa in modo contraddittorio; un flusso bidirezionale d’informazioni e influenze culturali che scorre dal globale al locale e viceversa.

Le città globali sono multiculturali (più gruppi etnici-culture).

Conseguenze della globalizzazione

  • Glocalizzazione (globalizzazione + localizzazione): le comunità locali sono spesso soggetti attivi che modificano i processi locali per adeguarli alla propria cultura (globalizzazione come flusso multidirezionale)
  • Individualismo riflessivo: consente all’uomo di costruire attivamente la propria identità adattandosi costantemente all’ambiente in cambiamento (non più ruoli tradizionali uomo-donna)
  • Reazioni nazionaliste e populiste: Con la globalizzazione vengono meno le strutture e i processi politici esistenti.

Il governo: complesso d’istituzioni che detengono il potere esecutivo su un territorio -> no globale

Governance: norme, regole, istituzioni, movimenti sociali attraverso cui viene disciplinato un ambito della vita sociale -> sì globale perché più inclusiva

Genere e sessualità

Sesso è determinato biologicamente e indica le caratteristiche fisiche che distinguono maschi e femmine.

Genere è determinato socialmente e indica le differenze sociali, culturali e psicologiche tra uomini e donne e comportano relazioni di potere. Oggi la sessualità non è più connessa alla riproduzione biologica e non vige più l’eteronormatività (etero è la condizione normale), ma si accettano diverse forme di sessualità.

Le identità di genere Socializzazione di genere: apprendimento dei ruoli sessuali e, attraverso le norme del comportamento maschile e femminile, delle identità di genere che ne derivano attraverso gli agenti della socializzazione es. famiglia-scuola-media. Le differenze di genere che ne derivano sono un prodotto culturale determinato dalle aspettative sociali.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaragnt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Leonini Luisa.
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