Cos'è la sociologia?
È una scienza che studia la società. L'oggetto dello studio è soluzione gerarchica → la sociologia è la scienza più complessa che si occupa degli oggetti più generali relativi all'uomo per interpretare tutta la società. Nasce durante il positivismo con Comte ed è capace di orientare la vita degli uomini.
- Soluzione residuale → sminuisce la sociologia dicendo che si occupa di ciò che è tralasciato dalle altre scienze; nasce con Ranchiman, sociologo americano.
- Soluzione formale → la sociologia si occupa della base della società, delle sue forme, è la grammatica e la geometria della società. Deriva dal pensiero di Simmel.
La sociologia è quindi una disciplina che ha al suo interno tante prospettive diverse. L'elemento fondamentale è il suo pluralismo. Di conseguenza essa studia il micro (es: relazione tra due persone) ma anche il macro (intero globo). Per questo motivo si ha difficoltà a circoscrivere i contributi sociologici.
Il sociologo
Per quanto riguarda il sociologo, si parla di definizione tautologica (definizione che spiega una parola utilizzando la parola stessa) → il sociologo è colui che viene definito così dall'ambito scientifico. La sociologia non è un insieme di conoscenze codificate ma si occupa di determinati problemi adottando teorie e concetti. È finalizzata all'autocomprensione della società, ossia avere coscienza di se stessi, e può avvenire in due modi.
Robert Nisbet → il sociologo può essere paragonato ad un artista che dipinge la società in base a ciò che per lui ha più rilevanza, mettendo in primo piano ciò che magari per un altro “artista” va tralasciato in secondo piano. Ma come l'artista deve conoscere gli strumenti per il suo lavoro, così il sociologo deve conoscere tecniche, teorie e concetti riguardo al suo ambito.
Metafore della società
- La società come macchina (“Tempi moderni”, Charlie Chaplin) → si basa sull'idea di una società orientata all'efficienza (tema del calcolo e della regolarità). Consiste in una vita scandita principalmente dal ritmo della “catena di montaggio”, grazie alla quale si riesce a mettere in relazione la parte con il tutto. L'uomo però può rimanere incastrato dentro l'ingranaggio, dentro la macchina; ciò comporta un alto grado di spersonalizzazione, l'individuo che non viene riconosciuto per ciò che è ma per ciò che fa. (periodo di fine anni 60-70, società industrializzata, dominata dal settore secondario).
- La società come labirinto (“Labirinto astratto”, Paul Klee) → rappresenta una società frammentata in cui è presente una forte sconnessione tra le parti (quasi il contrario rispetto alla prima ipotesi). In questo caso emerge un problema di tipo esistenziale, ossia l'uomo che si perde nella società e non riesce più ad orientarsi, in quanto la stessa società non ha un obiettivo generale.
- La società come organismo (“Uomo vitruviano”, Leonardo Da Vinci) → consiste in una ideologia di uomo che deve adattarsi all'ambiente, all'organismo che si differenzia dalla macchina del primo caso in quanto è vivo, mobile, ma può anche morire (declino della società).
- La società come panopticon (Edificio carcerario, Isola della Gioventù, Cuba), dal libro di Chiara Fonio → è un luogo in cui tutto ciò che lo circonda può essere osservato, controllato. Infatti nella nostra società non è possibile lasciare delle tracce (es: cellulare, mail).
Sociologia e società moderna
Nella società moderna, la sociologia diventa principalmente una disciplina scientifica; l'elemento fondamentale che fa sì che sia definita scientifica, è il metodo → consente di verificare le opinioni, consente di approfondire i termini che utilizza il sociologo. Tutti possiamo esprimerci su concetti generali, ma il sociologo utilizza un linguaggio rigoroso e un metodo, esprimendo tendenze quasi certe sulla società. Egli infatti non pretende di esprimere una verità, in quanto è anche consapevole che una società non è statica, bensì è dinamica e muta in ogni momento. Di conseguenza le tendenze non sono altro che fasi della società, e quindi ciò che esprime il sociologo è limitato nel tempo e nello spazio.
La nascita della sociologia può essere fissata intorno al '700-'800 con l'avvento del positivismo e prima ancora, dell'illuminismo; queste due correnti sono causa del mutamento ma gli esponenti di esse sono anche i primi a formulare riflessioni su quest'alterazione della società. Il mutamento sociale infatti fa sì che gli uomini avvertano il bisogno di sviluppare un discorso sulla società che sta cambiando profondamente, non per niente la sociologia è detta anche scienza del mutamento.
Fattori che hanno determinato l'avvento della società moderna
- Urbanizzazione → passaggio dalle campagne alla città. Riguarda una diversa distribuzione della popolazione sul territorio. La città diventa quindi il centro della modernità, e di conseguenza cambia anche il modo di rapportarsi con la natura in quanto si viveva in un contesto artificiale.
- Industrializzazione → produzione in serie di oggetti e di beni, ma anche sfruttamento verso le risorse e i beni naturali. Si arriva ad avere una situazione di sovrabbondanza di beni, al contrario della scarsità di beni che caratterizzava la vecchia società. I beni ora però non sono accessibili a tutti e quindi si ritorna alla disuguaglianza, e si comprende che anche in una società democratica e moderna c'è comunque la disuguaglianza.
- Sviluppo scientifico → ci si rende conto che la scienza può produrre una condizione migliore per tutta l'umanità, fino al punto di poter generare un nuovo ordine sociale. Si deve ricordare che il periodo storico in cui succede ciò è il positivismo, e quindi una fase della storia dell'uomo contrassegnata dal grande ottimismo, alimentato anche dalle grandi scoperte e dalle innovazioni scientifiche.
- Stati nazionali → la formazione di essi comporta che il potere all'interno dei territori inizia ad essere concentrato nelle mani di coloro che verranno eletti dai cittadini. L'autorità del potere di conseguenza è più legittimata grazie appunto al consenso dei cittadini.
È di conseguenza inevitabile che sorgano le riflessioni dei primi sociologi: la società diventa infatti un problema su cui interrogarsi.
Precursori della sociologia
Sono due i grandi precursori che segnano la nascita della scienza della società, e che venivano considerati dai positivisti, come portatori di luce, come una guida all'interno della comunità:
- Montesquieu (“Lo spirito della legge”, 1742) → sociologo che ha una particolarità, ossia descrive e interpreta le leggi che governano le diverse società, riconoscendone la relatività e la storicità. Egli era convinto che una società, qualsiasi sia, è comunque ordinata e perciò ha una sua regolarità; ciò lo ha portato a chiedersi per quale motivo una collettività è organizzata in un certo modo e non nell'altro, mettendo a confronto diverse società.
- Auguste Comte → è il primo a utilizzare effettivamente il termine “sociologia” definendola come “la più complessa di tutte le scienze”, ma è anche il primo che la pone sul piano con la scienza, presentandola come una fisica sociale (statica ma allo stesso tempo dinamica), come la fisica vera e propria, ossia come una scienza che studia le dinamiche e le fasi di staticità di una società.
Legge dei 3 stadi
Un tentativo di studiare lo sviluppo delle società umane:
- Stadio teologico: tipico delle società antiche, nelle quali la spiegazione della realtà era fondata sulla magia, sulla religione, sulla superstizione. Esse erano caratterizzate da un pensiero religioso, che sfociavano nell'irrazionalità.
- Stadio metafisico (600-700): la spiegazione della realtà faceva affidamento su principi astratti e sulla speculazione filosofica (illuministi) → ragione, razionalità, coerenza tra i ragionamenti e le azioni, cioè ciò che si osserva nella realtà.
- Stadio positivo: la spiegazione si basa sulla scienza intesa come scienza empirica e verificabile dei fatti. Riconosce le leggi che reggono la società e svolge una funzione di guida e supporto del governo del sistema sociale; è una scienza utile in quanto consente di intervenire e produrre cambiamento.
Ferdinand Tönnies
In Germania tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il modo di produzione industriale basato su rapporti capitalistici è in pieno dispiegamento. La Germania diventa stato unitario nel 1871 e da qui l'industrializzazione avanza in modo estremamente accelerato. Vi sono mutamenti in ogni ambito, persino nel mondo delle relazioni sociali. La velocità dei mutamenti generò diverse reazioni, tra le quali quelle di Ferdinand Tönnies, il quale fonda nel 1908 l'Associazione tedesca di sociologia. Egli affermava che si dovesse studiare la società secondo un modello dicotomico, ossia confrontando principi opposti.
Schema per l'interpretazione del mutamento sociale
Società agricola vs Società industriale
- Società tradizionale vs Società moderna (Aspetto culturale)
- Comunità vs Società (Aspetto relazionale)
- Sacro vs Profano (Aspetto esistenziale)
- Ascrizione vs Acquisizione (Aspetto sociale)
In “Comunità e società” (1887) egli afferma che la comunità è il gruppo umano che si caratterizza per le proprie condizioni interne per relazioni calde, convivenza, vicinanza, condivisione, reciprocità e solidarietà (es: la famiglia, le comunità di minori o di recupero). Più precisamente Tönnies sostiene che è un gruppo stabile nello spazio e nel tempo, radicato in un territorio, all'interno del quale gli individui hanno fra loro rapporti personali e diretti. È una forma associativa chiusa verso l'esterno, in cui gli uomini orientano le proprie azioni e i propri comportamenti sulla base di tradizioni. Essa è fondata su una sorta di “fusione spontanea delle volontà”, come se la partecipazione ad essa non fosse il frutto di una scelta, ma qualcosa che è già dato all'uomo, come l'appartenere a una famiglia (=comunità per eccellenza). Entro la comunità i ruoli di ognuno sono chiaramente definiti, la cultura è fortemente omogenea, e la mobilità di ciascuno è limitata. Nella comunità la vita economica conosce divisione del lavoro e scambi di prodotti e di servizi, ma il mercato non è la forma principale degli scambi, che sono condotti sulla base di regole di reciprocità delle prestazioni.
La società è un'associazione umana caratterizzata da convivenza passeggera e apparente, interazioni fredde, concorrenza e indifferenza, forte individualità, strumentalità. Più precisamente si tratta di una forma di associazione più vasta della comunità, all'interno della quale gli individui godono di ampie possibilità di movimento, e dove essi non hanno in generale fra loro rapporti diretti, bensì rapporti impersonali mediati dall'adesione razionale a delle regole statuite, dalla subordinazione ad istituzioni espressamente regolamentata ed all'utilizzo di mezzi di scambio astratti come il denaro. In Tönnies si avverte una nostalgia romantica per un passato comunitario ormai perduto che il mutamento sociale avrebbe completamente soppiantato. La sua nostalgia deriva dal fatto che la fascia sociale della comunità sia destinata a scomparire. In realtà non è così. Comunità e società sono gruppi sociali (o, modelli di organizzazione sociale) → insieme di individui che interagiscono tra di loro su base stabile, ossia è presente una ripetitività di queste azioni (es: si incontrano con una certa frequenza), ma ci sono anche delle regole precise che stanno alla base di questi gruppi e che possono essere formali (società) o informali (comunità).
Glossario di sociologia
- Regole/norme: modelli di condotta, prescrizioni riconoscibili dal fatto che chi non vi si adegui è sottoposto a sanzioni.
- Valori: sono ciò a cui le norme si ispirano, atteggiamenti culturali di fondo, degli orientamenti diffusi che contribuiscono a definire il significato dell'esistenza.
- Ruoli: insiemi di comportamenti regolati da norme, attraverso cui l'individuo interagisce con gli altri.
- Status: posizione che il soggetto occupa complessivamente nella società.
- Istituzioni: sottounità del sistema sociale che implicano più ruoli interagenti tra loro (es: famiglia).
- Socializzazione: processo con cui un individuo interiorizza valori e norme.
Riscoperta della comunità nel 21° Secolo
L'uomo nel nuovo millennio risponde a incertezza, senso di smarrimento, solitudine e sradicamento. Per far fronte a questa condizione si denota una forte riscoperta della comunità, considerata come il tentativo di trovare un approdo stabile, sicuro.
Contributi recenti
- Zygmunt Bauman (“Voglia di comunità”, 2007) → la voglia di comunità = voglia di sicurezza e stabilità. È una riscoperta a difesa dell'identità, in quanto in questa condizione di smarrimento, ognuno ha bisogno di sapere chi è. I rapporti infatti sono pressoché liquidi, instabili, promesse di fedeltà messe in discussione (es: matrimonio). La comunità è qui intesa come un gruppo sociale chiuso che offre delle certezze dal punto di vista materiale ed esistenziale. Vi è poi ciò che Bauman definisce dilemma sicurezza-libertà: il grande sacrificio della comunità consiste nel fatto che nel momento in cui si abbandona la comunità stessa, l'individuo perde la propria soggettività, la propria identità.
- Michel Maffesoli (“Il tempo delle tribù”, 2003) → voglia di comunità = voglia di stare insieme (unirsi in una tribù). Sottolinea come l'uomo cerca di ricreare alcune condizioni della vita comunitaria, ricercando la tribù, ossia una comunità di emozioni dalla composizione mutevole, dalla struttura non rigida, priva di progetti e finalità, se non quelli di stare insieme. Il relazionale prevale sul razionale, l'affettivo sul cognitivo, l'immaginario sul calcolo.
Nuove forme di comunità
Ricerca di vincoli limitati:
- Sport estremi
- Movida
- Yoga
Oggi viviamo ancora nella società moderna?
Dagli anni '70 in avanti si sostiene che la società moderna sia entrata in una nuova fase → superamento delle dicotomie e avvento dello schema tricotomico. Società post-industriale.
- Società agricola
- Società industriale
- Società post-moderna
- Società moderna
- Società tradizionale
La società attuale è andata oltre l'industrializzazione e oltre la modernità. Si vuole sottolineare la crisi in cui è entrata l'idea che la modernità sia un progetto positivo che non ammette risultati negativi. Nella nostra società invece si evidenzia come possono esserci manifestazioni inaspettate nelle situazioni in cui si trova l'uomo, e ciò provoca in lui dubbi e incertezze. A differenza della società moderna, oggi l'immagine del futuro è segnata da insicurezze.
Talcott Parsons: la società moderna secondo lui
Interessante è il suo tentativo di definire alcuni parametri in base ai quali sia possibile distinguere società e culture diverse: “Variabili strutturali”:
- Particolarismo: ispirato a un criterio secondo cui ciò che si fa per una persona particolare non si fa necessariamente per un'altra.
- Universalismo: criterio secondo cui la medesima regola/norma deve valere per tutti.
- Diffusione: l'azione è orientata alla considerazione di una pluralità di aspetti della propria e dell'altrui personalità.
- Specificità: l'azione è orientata solamente ad un singolo aspetto.
- Acquisizione: tratti attribuiti ad un soggetto per ciò che è stato capace di realizzare.
- Ascrizione: tratti attribuiti ad un soggetto per nascita.
- Affettività: sistemi d'azione nei quali è presente una gratificazione affettiva dei partecipanti.
- Neutralità affettiva: sistemi in cui l'aspetto affettivo non è previsto.
- Interessi collettivi: interessi della collettività.
- Interessi privati: interessi del singolo.
Il suo scopo preciso era quello di descrivere i caratteri fondamentali di un sistema sociale, ed è arrivato alla tesi che le società moderne sarebbero diverse da tutte quelle tradizionali nella misura in cui privilegerebbero tipi d'azione orientati in senso universalistico e ispirati al principio dell'acquisizione. Inoltre, il sociologo statunitense sviluppa l'idea che l'evoluzione della società in realtà sia il susseguirsi di diversi stadi o livelli, corrispondenti ciascuno all'emersione di un nuovo modello organizzativo universale:
- 1° Livello → società primitive → sviluppo del linguaggio, della religione, della parentela, della tecnologia.
- 2° Livello → società neolitico → nascita della città e dell'agricoltura, sviluppo sistema di stratifi.
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