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sociologia

La è l’insieme di discorsi e ricerche che hanno per ob. le relazioni e le istituzioni umane.

• Disciplina che si occupa della dimensione sociale dell’uomo (ogni autore però la interpreta in modo suo).

Ciò che unifica la sociologia sono le sue tradizioni e non tanto un metodo. Elemento però, comune è la

• curiosità che porta a farsi delle domande

1. LE ORIGINI DEL PENSIERO SOCIOLOGICO

Sociologia appartiene al mondo moderno (concettualmente parlando) - età moderna 1492, scoperta

• America, ma per la sociologia l’età moderna inizia con: prima rivoluzione industriale -campo economico e

tecnologico (Inghilterra 1750 ca.) e rivoluzione francese -campo politico istituzionale.

Queste rivoluzioni vennero percepite come mutamento radicale , viste come “accelerazione della storia”.

• Da ciò nasce il desiderio di studiare il MUTAMENTO, inizia a venire studiata la società.

Altro processo fondamentale è lo sviluppo della scienza: ricerca per arrivare a significato universale del

• fenomeno (grazie a esperimento). Prima il “conoscibile” era solo per Dio o per la filosofia. Ci sono

Bacone e Galileo propongono scienza come sapere vero dell’esperienza (XVI e XVII sec.) - vedi Galileo

il pensiero sociologico ha origine dall’unione della percezione di mutamento e dall’idea di scienza

• Rivoluzione Industriale: è l’avvio dell’industrializzazione in Inghilterra. Vi sono dei presupposti:

• disponibilità di materie prime, controllo vie commerciali, disponibilità della forza-lavoro dei contadini

emigrati in città, disponibilità nuove tecnologie. Questo processo ha cambiato la storia degli uomini (non

vi era una rivoluzione da quella neolitica). dall’Inghilterra il nuovo modo di produrre si espande in Europa

e poi per il mondo (ricorda Great Exibithion), cioè il produrre con regolarità e di accrescere il prodotto.

Si ha l’idea di un progresso a livello materiale.

Rivoluzione Francese: delegittimazione del potere feudale e stabilirsi di nuovo potere (quello che Weber

• chiama legittimazione del potere). Prima della rivoluzione di ha classe di elitè che vuole schiacciare

l’aristocrazia e promulgava leggi per sè come se rappresentassero l’intera società. Ne deriva la visione di

uguaglianza tra gli uomini: questa idea di uguaglianza di diritto è moderna. Si ha la concezione di mutabilità

delle leggi in quanto il sovrano non è più tale per nascita e quindi gli uomini riuniti possono ridefinire

continuamente le leggi in base a confronti (quindi leggi stabilite da uomini possono essere mutate)

La sociologia ha radici in un momento storico in cui la realtà non è più ovvia.

• Illuminismo (XVIII sec.): critica in nome della ragione, ogni cosa deve essere motivata razionalmente.

• Mondo umano come storico in direzione del progresso. Società come natura dotata di leggi proprie e

trasformabili secondo la ragione. Concretamente, la ragione, viene vista ai borghesi. Idea che il governo sia

cosa pubblica. Ragione come principio di dialogo e critica.

Auguste Comte

Primo a usare il termine “sociologia” ed è da intendersi come l’insieme dei discorsi

• scientifici sulla società. Il primo sociologo non è uno, ognuno ha una sua idea (Khaldoun, Vico,

Montesquieu

Rousseau,Montesquieu). Considerando come primo sociologo, Ne lo spirito delle leggi

osserva le leggi su diverse società e come vivono gli uomini di fatto. Osserva la varietà delle istituzioni e

prova a spiegarle (basilare per la sociologia). Ne le lettere persiane finge di inviare lettere a principe

persiano e questo spiega l’europa con i suoi occhi (nazione vista con occhi di straniero). Si ha la relatività

del mondi sociali (altro tema della sociologia - curiosità).

Empirismo (Inghilterra e Scozia, XVIII sec.): occhi antimetafisico, si basano sull’osservazione. Vedi Hume

• che si oppone alla religiosità nella vita umana. Empirismo è contro l'Illuminismo riguardo la ragione che

Ferguson

dice il vero, il reale, ma condivide la critica per il dogma. (vedi Ferguson e Smith). dice che la

conoscenza dei fatti ha la priorità sui principi (idea della sociologia) e che la società è prodotto di

un’attività di uomini, dell’interazione di tutti. Ma questa società com’è regolata? dal MERCATO, per gli

Smith

scozzesi. dice che la ricchezza di un paese sta nella capacità di produrre che dipende dalla divisione

del lavoro che accresce le capacità produttive. Con la divisione si crea la dipendenza dell’altro per

continuare nella produzione (perchè si ha la specializzazione in un dato settore). Si arriverà allo scambio,

ma come avviene lo scambio? Il mercato è regolato con il meccanismo DOMANDA-OFFERTA e PREZZO.

Vi saranno aggiustamenti continui fino ad arrivare al giusto prezzo del prodotto equivalente alla quantità

di lavoro svolta per quel prodotto. Smith è fondamentale in sociologia per l’introduzione del mercato che

è fonte di auto-regolazione della società.

2. SOCIOLOGIA E POSITIVISMO

Sociologia ha vero inizio nel XIX sec.e nasce sullo sfondo di mutamenti continui

• Fase della Restaurazione monarchica: periodo di pace per l’Europa

• 1

Positivismo: favore alla scienza, laico e orientato al progresso; è proseguimento dell’illuminismo ma senza

• l’aspetto critico, si basa sulle conoscenze oggettive in vista del bene comune.

Saint-Simon: segna il passaggio dall’illuminismo al positivismo. Dice che i titoli nobiliari hanno un valore

• puramente sentimentale, ciò che conta e chi conta è chi produce progresso. Il suo pensiero si affianca a

Owen,

quello dell’inglese che praticarono un socialismo utopico.

Comte importante per la sociologia e per l’influenza su Durkheim e altri. Per lui, la conoscenza umana è

• da dividere in 3 stadi:

- teologico: spiegazione di fenomeni con teorie magiche e poi religiose

- metafisico: spiegazione tramite concetti astratti (speculazione filosofica)

- positivo: conoscenza come sapere scientifico e ricerca dei fatti

Successione degli stadi come legge naturale. Per Comte la sociologia deve essere una fisica sociale ed è la

più complessa di tutte le scienze. Propone il positivismo come idea politica. Epoca positivista in cui scienziati

sono elitè dominante. Poi Comte rivista il concetto di religione come integrazione della società, quindi si ha

una “religione positivista”, si accorge che la scienza non da valori all’uomo. Bisogna quindi domandarsi cosa

tiene insieme la società.

Alexis de Tocqueville: colse le molteplicità dei significati dei mutamenti sociali e politici. Egli non era

• positivista, ma un osservatore dell’epoca. Si interessa della democrazia che per lui tende all’uguaglianza

delle opportunità (visto da lui come modernità dal mondo feudale). Weber vedrò questo passaggio dal

mondo del destino al mondo della scelta. Riconosce anche i rischi della democrazia come la

subordinazione delle minoranze.

Hebert Spencer: diffuse l’uso della parola “sociologia”. Vede la società come organismo, ma sotto

• l'influenza di Darwin. Spencer applica l’idea allo studio delle formazioni sociali creando il darwinismo

sociale: storia come cammino dove gli uomini si adattano all’ambiente arrivando a forme di organizzazione

sempre più complesse (evoluzione=progresso). La sua sociologia è basata sulla raccolta di info di diverse

società. Concetto di differenziazione: dato che la storia va dal semplice al complesso, crescendo, le società

avranno organi sempre più specializzati quindi differenziati.

Fin ora si hanno formulazioni teoriche, ma la sociologia è anche pratica e ricerca. Si ha quindi lo sviluppo

• della STATISTICA che richiedeva dati sempre più precisi su diversi aspetti della società, anche di “statistica

morale”, cioè su criminalità, povertà, istruzione, salute... la statistica diventa uno strumento molto

importante per calcolare matematicamente le condizioni di un paese. Si ha una spinta della società ad

auto-conoscersi. Curiosità scientifica per la vita sociale, ed è questo che unifica la storia della sociologia

dato che manca un metodo comune.

3. Karl MARX

Nasce in Germania nel 1818. Studia filosofia, diventa importante giornalista a Colonia. Poi si trasferisce a

• Parigi e conosce Engels (compagno di scrittura). Espulso da Parigi va a Bruxelles dove scrive il Manifesto.

Va a Londra dove visse in miseria con la famiglia e qui compose le sue opere. Muore nel 1883.

Inizialmente è un filosofo sull’orma di Hegel, poi si ha un superamento della filosofia.

• Unità di teoria e prassi, ricerca e azione (filosofia interpreta il mondo ma non lo cambia).

• Marx sociologo: suo ogg. di riflessione è movimento della società e la analizza con una critica

• dell’economica politica.

Quando parla di DIALETTICA (influenza di Hegel), indica un movimento di pensiero o realtà con

• negazione e affermazione, che produce una sintesi che è il superamento di entrambe - il superamento di

divide in 3 momenti: conservare, far scomparire, portare a livello superiore. Il comunismo è superamento

del capitalismo (livello superiore).

ALIENAZIONE (proviene da Hegel, come oggettivazione): quando operaio produce, fa un oggetto che

• non gli appartiene e l’oggetto è il risultato di un’azione. L’alienazione è il “farsi altro”. Oggetto come

negazione del soggetto e questa va superata con l’autocoscienza dell'uomo che vede l’ogg. come proprio

prodotto e se ne riappropria.

lavoro umano è alienato quando vi è sfruttamento de

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana Artemide di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Sekulic Tatjana.
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