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La politica del sacro

Oggi quasi ogni cosa viene filtrata con la lente della religiosità, che si pensava sparisse con l’epoca dell’Illuminismo e quindi con l’avvento della modernizzazione. Ma così non accadde. A partire dagli anni '60/'70, la dimensione sacra e della religiosità ha acquisito maggiore importanza ed è servita a creare anche un’identità sociale collettiva. Oggi non trattiamo una visione binaria, ma un triangolo dove sono incluse religione, laicità e politica.

Laicità e principi fondamentali

Laicità rappresenta il quadro generale in cui si realizzano una serie di libertà degli individui, tra cui quelle religiose. In alcuni paesi si è verificato il passaggio da tolleranza ai diritti inalienabili, ed è un passaggio avvenuto solo nel momento in cui si sono affermati tre principi:

  • Democratico: della sovranità popolare
  • Cittadinanza individuale
  • Laicità

Capitolo primo: secolarizzazione e laicità

A lungo i termini come laicità e secolarizzazione sono stati usati come sinonimi, ma è necessaria una differenziazione. Dobbelaere afferma che il concetto di secolarizzazione è un concetto multi o pluridimensionale nel senso che si può riferire a tre dimensioni relativamente indipendenti:

  • Ai sistemi societari, in particolare alle istituzioni
  • Alle organizzazioni religiose
  • Alla sfera del coinvolgimento dell’individuo

I tre elementi sono comuni sia alla laicità che alla secolarizzazione, ma gli ambiti di azione sono differenti in quanto la laicità riguarda il livello politico e istituzionale di una società e opera attraverso il mutamento delle norme e delle leggi. La secolarizzazione ha a che vedere con l’ambito socio-culturale e concerne la sfera dei valori e dei comportamenti.

La parola secolarizzazione deriva dal latino saeculum e fu usata la prima volta da Weber e Troeltsch che la vedevano come legata ai comportamenti individuali e collettivi. Il pensiero dei due padri fondatori della secolarizzazione:

  • Weber: approva la visione del razionalismo del mondo che avrebbe abbattuto le fondamenta della fede religiosa; il processo di razionalizzazione avrebbe toccato tutti gli ambiti della società.
  • Durkheim: elabora la variante funzionalista. La religione era un sistema d’azione sociale al centro del quale c’erano rituali formali e cerimonie simboliche che rafforzano solidarietà e coesione.

Differentemente, nelle nuove società industrializzate emergono nuove figure che progressivamente sostituiscono il ruolo socializzante della religione. È questa la visione dominante a partire dagli anni '50. Successivamente, l’idea di secolarizzazione è divenuta una dottrina o un’ideologia piuttosto che uno strumento sociale. L’idea della fine della religione è stata spiazzata dal ritorno del sacro.

Negli anni '70 Bell parlò di ritorno al sacro nel senso che le questioni essenziali della modernità avrebbero trovato una risposta solo con l’emergere della religiosità. A partire dagli anni '80 si stabilirono una serie di ipotesi che scardinavano l’ipotesi classica della scomparsa della religione.

Ipotesi rilevanti sulla religione

  • Desistituzionalizzazione: critica all’approccio funzionalista, affermava che il declino delle istituzioni religiose non comportasse necessariamente una svalutazione dei valori morali e spirituali.
  • Decristianizzazione: riguarda la dinamica delle culture religiose.
  • Fine del monopolio e formazione di un mercato religioso: dove non esiste il monopolio di una singola Chiesa o religione, ma un pluralismo, le diverse istituzioni religiose entrano in competizione tra loro, con effetti positivi sulla partecipazione religiosa.

Gli anni '90 mostrano i limiti della tesi: le religioni stanno rientrando nella sfera pubblica; e la de-privatizzazione della religione si manifesta attraverso i movimenti sociali che sfidano lo Stato e l’economia di mercato. Oggi secolarizzazione significa deregolamentazione e deistituzionalizzazione.

Oggi ci troviamo di fronte a due realtà:

  • Popolazione che ha assunto orientamenti sempre più secolari, anche se ciò non ha portato all’abbandono della religione.
  • A livello globale, una parte sempre più grande manifesta in modo esplicito la propria adesione nei confronti delle religioni tradizionali e non.

Come far combaciare queste nuove modernità dove combaciano la secolarizzazione con il ritorno al sacro? Un’alternativa è pensare che siamo entrati in una fase post-secolare. Questo tipo di società sembrano muoversi su un doppio binario: per un verso la secolarizzazione diventa sempre più un fatto privato, individuale; per l’altro la religione torna ad occupare uno spazio pubblico.

Capitolo secondo: storia del cristianesimo e laicità

La storia del cristianesimo ha influenzato le Chiese del mondo. Dopo molte persecuzioni, gli imperatori Costantino e Licinio proclamarono il cristianesimo religio licita. Nel 380 venne trasformato in Chiesa di Stato dall’editto di Tessalonica. Da quel momento il potere politico conobbe una biforcazione: da un lato la Chiesa di Roma, dall’altro quella di Bisanzio. Fu formalizzato equilibrio con dottrina delle “due spade” elaborata da papa Gelasio I (492-496); per secoli invece ognuno dei due poteri rivendicava per sé la supervisione e il controllo sull’altro.

Giustiniano I: i più grandi doni di Dio sono il sacerdozio e l’impero, che hanno due campi diversi ma devono collaborare. Infine, subordinazione della Chiesa ortodossa alla volontà imperiale e statuale.

Riforma protestante

La Riforma protestante ha introdotto nuove varianti delle relazioni tra Chiesa e Stato, con la nascita delle Chiese nazionali e di nuovi assetti diversificati. Una delle forme più estreme del cristianesimo fu il sisma anglicano ad opera di Enrico VIII, dove il monarca era “difensore della fede”. Nel mondo protestante, si sviluppò una tendenza opposta, come quella calvinista, che subordinava lo Stato alla Chiesa.

La laicità dello Stato si è costituita in Occidente attraverso un lungo periodo di conflitti religiosi e politici, delimitati da tre grandi rivoluzioni: inglese, americana e francese. Gli inizi di una concezione laica si trovano già nei trattati di Westfalia e nel principio del cuius regio eius religio sancito con la pace di Augsburg.

Dopo la Rivoluzione Gloriosa in Inghilterra fu emanato il Toleration Act e gli altri due capisaldi della laicità furono: la Dichiarazione dei diritti americana e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino francese, dove erano esposti gli ideali di tolleranza, libertà religiosa e di coscienza.

Laicità negli Stati Uniti

Gli Usa furono il primo paese laico con il sancimento della separazione tra le due istituzioni nel 1787 e poi definitivamente nel 1791. Le critiche illuministe e positiviste alla religione si diffusero rapidamente e diedero vita ad importanti movimenti sociali. Tre erano le idee dominanti:

  • La religione era irrazionale e primitiva e sarebbe stata cancellata dalla scienza.
  • La religione era lo strumento delle élite politiche conservatrici e delle gerarchie ecclesiastiche.
  • Il persistere dell’idea di Dio era diventata un’auto alienazione dell’uomo.

Divenne evidente un doppio significato di laicità. Da una parte la laicità intesa come creazione di uno Stato non-confessionale che avrebbe dovuto garantire ai cittadini libertà di coscienza e di espressione e dall’altra un’idea di laicità intesa come lotta al clericalismo e alla presenza di qualsiasi elemento religioso nella sfera sociale.

Laicità in vari paesi

Il numero di stati laici comincia a crescere all’inizio del XX secolo. Oltre alla Francia, oggi nel mondo stati ufficialmente laici sono:

  • Messico: Costituzione del 1857, netta separazione Stato-Chiesa abolendo i privilegi di cui godeva. La dittatura di Diaz cancella di fatto il carattere laico, che poi viene ristabilito dopo la rivoluzione messicana nel 1917.
  • Turchia: Fondazione della nuova repubblica turca attorno a una progressiva esclusione della religione islamica dalla sfera politica. Nel 1928 cancellato ogni riferimento all’islam. La laicità turca mira a creare un islam nazionale sotto il diretto controllo del potere politico.
  • Giappone: Lo scintoismo, non solo come religione ma anche come elemento della nuova identità nazionale, viene adottato fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale; la figura dell'imperatore è sacra e inviolabile. Con la nuova costituzione post-bellica si stabilisce una netta separazione religione-Stato, ridefinendo il potere politico in termini laici.

Classificazione dei tipi di laicità

Per comprendere i vari tipi di laicità si è creata una classificazione secondo due variabili:

  • Intensità (moderata o radicale)
  • Contesto istituzionale e regime politico in cui la laicità è realizzata (democratico o autoritario)

Sono uscite quattro combinazioni più altre due:

  • Laicità radicale e democratica (Francia, Messico)
  • Regime di transizione (Turchia) e laicità radicale e autoritaria (Turchia di Ataturk, Cuba e Cina)
  • Laicità moderata e democratica (Giappone, Usa, India)
  • Regime di transizione (Indonesia) e laicità moderata e autoritaria (paesi dell’ex Urss)

La Francia rappresenta il modello per eccellenza della laicità radicale e democratica, che si basa su tre pilastri: la netta separazione tra Stato e Chiese, la neutralità dello Stato negli affari religiosi e la rinuncia delle Chiese a esercitare un potere politico.

La sua laicità risale al periodo rivoluzionario, dove nel decennio tra il 1790 e il 1801 la popolazione sperimenta una rottura della propria identità. Successivamente, tra il 1814 e il 1830, il cattolicesimo torna ad essere la religione ufficiale dello Stato e il sistema educativo rimane statale con gestione del clero. Una nuova fase della laicizzazione francese inizia con la terza Repubblica e l’avvento di una nuova classe dirigente che vuole deconfessionalizzare lo Stato.

A rendere irreversibile la laicità furono due leggi:

  • La legge sulle associazioni del 1901 che permise allo Stato di controllare le congregazioni religiose
  • La legge della separazione tra Stato e Chiesa del 1905 che escluse ogni riconoscimento o privilegio nei confronti di qualsiasi istituzione religiosa

Ormai la laicità era radicata negli anni '50 fino agli anni '90, in cui ci fu una fase più democratica e meno radicale. Nella categoria della laicità moderata/democratica ricadono i paesi che hanno una separazione tra Stato e Chiesa, ma anche un atteggiamento cooperativo tra il potere politico e le istituzioni religiose. La separazione implica la neutralità, quindi lo Stato non si identifica in nessuna religione. Ma questo non significa laicità radicale, anzi lo Stato ha un ruolo attivo nel fornire alle organizzazioni religiose un quadro legale al fine di garantire la libertà di culto e di espressione e il pluralismo religioso. Questo è il punto critico: trattamento egualitario di tutte le religioni.

In alcune nazioni cattoliche e ortodosse europee vi è un riconoscimento speciale a una particolare comunità religiosa, cioè il riconoscimento di una religiosità sociale e una società religiosa, descritta come religione civile. Sono i casi di Italia e Grecia.

Italia e Grecia

Italia: paese definito catto-laico, caratterizzato da un sistema di relazioni Stato-Chiese basato sul compromesso tra un principio universale, quello della laicità, e un trattamento particolaristico, quello riservato alla Chiesa cattolica. Il sistema italiano è un modello liberale ma non egualitario: liberale perché garantisce una libertà religiosa, non egualitario poiché lo Stato predilige la religione cattolica a scapito delle altre.

In Italia si possono distinguere tre diversi livelli di cooperazione tra Stato e religioni:

  • Livello minimo: garanzia per tutti della libertà religiosa come stabilito dalla legge del 1929
  • Livello intermedio: stipulare le intese con i diversi gruppi religiosi che possono accedere a dei vantaggi
  • Livello elevato: riguarda solo la Chiesa cattolica e prevede un trattamento fortemente preferenziale

Nel 1984 e 1990 si arrivò a un altro patto tra Stato italiano e Chiesa cattolica che ha sostituito i Patti Lateranensi. Conseguenze: minoranze religiose che non riuscivano a superare il cattolicesimo, Islam minaccia per lo stato catto-laico.

Grecia: paese orto-laico. I privilegi concessi dallo stato greco alla Chiesa ortodossa includono:

  • Insegnamento religioso nelle scuole pubbliche riguarda la religione ortodossa
  • Il presidente della Repubblica per accedere alla carica deve essere di religione ortodossa
  • Costruzione di edifici con permesso dell’autorità ortodossa locale
  • Carta d’identità deve specificare la religione ortodossa

Laicità radicale e autoritaria

La laicità radicale e autoritaria deve le sue origini a Napoleone Bonaparte con il concordato francese del 1801 e fu un’imposizione da parte dello Stato sulla Chiesa. In generale, tutti i regimi totalitari si sono mostrati ostili e intolleranti verso le istanze religiose. Il totalitarismo nazista e fascista tentò di subordinare le Chiese e porle al servizio della propria macchina propagandistica. I sistemi che meglio hanno rappresentato l’idea della laicità radicale e autoritaria sono stati quelli comunisti, prima URSS poi anche paesi dell'Europa Orientale, poi Cina, Corea del Nord e Cuba. Differentemente in Russia o Bulgaria, le Chiese ortodosse accettarono subito la sottomissione ai nuovi regimi e furono infeudate nello Stato. Oggi la laicità è imposta dai regimi comunisti in Cina, Corea del Nord e Cuba.

Regimi in transizione

Nella maggior parte dei sistemi di relazione tra Stato e Chiesa nel sud del mondo sono dei regimi in transizione. Di questi ricordiamo la Turchia e l’Indonesia:

Turchia: nel 1946 diventa una democrazia parlamentare e nel 1950 il Partito repubblicano del popolo perse il potere. Da quel momento, a vigilare sullo stato laico e repubblicano furono le forze armate. La verità è che da quando è stato possibile partecipare a elezioni sostanzialmente libere, i partiti che non appartenevano alla tradizione laica hanno sempre ottenuto forti consensi.

Negli ultimi decenni, la scena sociale e politica del paese è sotto l’influenza di 4 poli:

  • Quello laico radicale, quindi forze armate
  • Quello conservatore con i partiti di centro-destra
  • I movimenti religiosi fondamentalisti
  • Il movimento islamista raccolto in un grande partito, che causò la transizione da una democrazia sotto tutela militare a una democrazia più aperta e libera

Nel 2002 si arrivò al compromesso tra laicità e islam, permettendo la transizione finale.

Indonesia: ha elementi in comune con la Turchia: instaurazione di uno Stato secolare all’indomani dell’indipendenza; una repubblica governata da regimi autoritari di Sukarno e Suharto. Prima dell’indipendenza, Sukarno impose la dottrina del Pancasila che fissò in modo stabile le coordinate ideologiche del nuovo stato: nazionalismo, umanitarismo, democrazia, giustizia sociale e fede in Dio. Da allora lo Stato riconosce 5 religioni ufficiali: islam, protestantesimo, cattolicesimo, induismo, buddismo. Le forze politiche musulmane hanno svolto un importante ruolo di mediazione tra il regime autoritario e la società.

Assetto socio-politico del paese in tre blocchi:

  • Blocco nazionalista e secolare (riflette le aspirazioni delle minoranze religiose), comprende il blocco burocratico-militare dello Stato, i musulmani ortodossi (santri) e le varie scuole islamiche
  • Blocco islamico tradizionalista
  • Blocco islamico modernista, diffuso tra i santri ma con più purezza dottrinale

Chiesa e modernità

Come ha metabolizzato la Chiesa l’avvento della modernità e l’ampliamento della laicità? L’opposizione più violenta nei confronti della laicità è avvenuta dalla società e dalle istituzioni cattoliche. Mentre l’opposizione ortodossa fu molto bassa nei confronti della laicità.

Differentemente dai sostenitori della tesi riassunta dalla frase: “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”; la Chiesa cattolica ha disatteso questo insegnamento determinando terribili guerre e persecuzioni in modo che la Chiesa possa rivalutare il proprio ruolo da ostruzionista a facilitatore. In realtà, dalla fine dell’VIII secolo, per il cattolicesimo, la laicità era un nemico.

Il momento più alto di scontro fu Il Sillabo, un catalogo di eresie, errori e perversioni condannate dalla Chiesa. Successivamente, nel 1899, papa Leone XIII condanna la modernità e “l’americanismo” dichiarato eresia; a seguire, papa Pio X dichiara la modernità una “cospirazione per distruggere la Chiesa”.

Capitolo terzo: laicità oggi

La laicità è un concetto polimorfo, poiché assume diversi assetti e intensità, ed è polisemico, separazione tra Stato e Chiesa e garanzia del pluralismo religioso. La separazione tra Stato e Chiesa è storicamente necessaria per rendere gli individui autonomi, ma non ostili rispetto alla presenza sociale della religione. Per tutti, il punto di partenza è rappresentato dalla presenza di uno Stato confessionale che mantiene rapporti privilegiati con una religione o una Chiesa ufficiale.

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Scienze politiche e sociali SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Laurarafa02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gritti Roberto.
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