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Riassunto esame Sociologia e politiche delle migrazioni, prof. Agustoni, libro consigliato Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione, Allievi, Dalla Zuanna Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia e politiche delle migrazioni, basato sullo studio autonomo del testo consigliato: 'Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione' di Allievi e Dalla Zuanna, dell'università degli Studi Gabriele D'Annunzio - Unich. Gli argomenti trattati sono l'immigrazione e le politiche da adottare.

Esame di Sociologia e politiche delle migrazioni docente Prof. A. Agustoni

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TUTTO QUELLO CHE NON VI HANNO MAI DETTO SULL’IMMIGRAZIONE –

Allievi, Dalla Zuanna

CAPITOLO 1

I processi migratori nascono per permettere agli uomini, nati in luoghi in cui non ci sono risorse

sufficienti, di raggiungere luoghi in cui le opportunità sono sovrabbondanti e, quindi, per poter

soddisfare le loro necessità e realizzare i loro sogni.

Il fenomeno dei processi migratori è molto antico, infatti anche nelle società preindustriali vi

furono trasferimenti di popoli per sopravvivere alla pressione di altre persone, per il desiderio di

conquista, per fuggire a disastri climatici o ambientali, per persecuzione religiosa o politica.

CAPITOLO 2

Concezione comune è che se tutti gli stranieri sparissero, la disoccupazione in Italia si

annullerebbe, perché i lavoratori stranieri verrebbero sostituiti da tutti i disoccupati italiani.

Altra concezione comune è che gli immigrati hanno rubato il lavoro agli italiani.

In realtà, gli stranieri, specialmente nel primo periodo della loro permanenza in Italia, sono

ddd jobs,

spesso costretti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro (i cosiddetti ossia lavori sporchi,

umilianti e pericolosi), mentre gli italiani possono permettersi di rifiutare questo tipo di lavoro,

avendo alle spalle, magari, una famiglia che li sostiene.

La disponibilità di immigrati a svolgere i ddd jobs, ha permesso non solo agli italiani di

concentrarsi su lavori meglio retribuiti, meno faticosi e più prestigiosi, ma ha anche spinto

verso mansioni meglio retribuite i lavoratori italiani meno qualificati.

Inoltre, quando la presenza di stranieri in qualche settore diventa massiccia, è molto difficile

per gli italiani entrarci, perché i datori di lavoro – anche quelli onesti – imparano ad apprezzare

la duttilità e la flessibilità del lavoratore immigrato.

Infine, gli immigrati hanno accelerato il percorso dell’Italia verso lo sviluppo e ha spinto verso

l’alto il benessere economico dei nativi.

CAPITOLO 3

I minori stranieri presenti in Italia si possono suddividere in due categorie:

 minori nati in Italia da famiglie straniere o miste;

 minori arrivati in Italia molto piccoli;

I minori di entrambe le categorie sono interamente socializzati e scolarizzati in Italia e, per

questo motivo, presentano meno elementi di ‘diversità’ rispetto ai minori italiani.

Inoltre, le opportunità cui accedono dipendono essenzialmente dalla loro classe sociale e dal

livello di istruzione dei genitori, che dal fatto di essere stranieri

Vi sono però delle differenze sul piano formale, ossia per quanto riguarda la cittadinanza.

Infatti, mentre i figli di coniugi stranieri non hanno la cittadinanza italiana e possono farne

richiesta solo al compimento del diciottesimo anno di età, i figli di coppie miste ce l’hanno, dal

momento che il coniuge straniero l’acquisisce al momento del matrimonio e, quindi, viene

trasmessa ai figli.

Per quanto riguarda l’ambito scolastico, le statistiche mettono in luce che gli stranieri sono

sovrarappresentati fino alle medie e sottorappresentati poi. Ciò indica che fanno più fatica o

hanno meno motivazione ad andare oltre l’obbligo scolastico.

Inoltre, la politica più diffusa è quella di inserire direttamente i ragazzi nei cicli educativi,

lasciando che imparino l’italiano direttamente a scuola. Ciò potrebbe creare situazioni di

frustrazione nei ragazzi stranieri e difficoltà e rallentamenti alle classi. Sarebbe auspicabile,

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invece, far frequentare ai ragazzi prima i corsi d’italiano appositamente istituiti e poi inserirli

nelle scuole.

Dai dati ottenuti dalle prove Invalsi emerge che gli stranieri ottengono mediamente punteggi

peggiori dei nativi nelle prove di italiano, ma che le seconde generazioni nate in Italia

ottengono risultati più simili a quelli dei nativi italiani. Ciò dimostra che il problema non è

l’essere o meno cittadino italiano, ma l’essere socializzato più o meno a lungo in Italia.

CAPITOLO 4

Il processo di assimilazione – che può essere particolarmente rapido per i giovani, specialmente

se nati nel paese di arrivo o giunti in tenera età, e se la loro vita si svolge a contatto con

coetanei autoctoni – sta avvenendo anche in Italia. Infatti, la somiglianza tra ragazzi italiani e

stranieri aumenta al diminuire dell’età di arrivo in Italia ed è molto accentuata per quanto

riguarda gli immigrati di seconda generazione, ossia i figli di stranieri nati in Italia.

I dati delle ricerche mettono in luce che quasi tutti i ragazzi figli di immigrati hanno almeno un

amico italiano, ma la frequentazione extrascolastica di amici italiani è strettamente connessa

all’età di arrivo in Italia. Infatti, la grande maggioranza degli stranieri nati in Italia e degli

immigrati in tenera età ha prevalentemente amici italiani.

Per i preadolescenti, il tempo libero extrascolastico è un elemento fondamentale di

integrazione e di costruzione della vita relazionale. Al crescere dell’arrivo in Italia, però,

diminuiscono per i giovani stranieri le opportunità di impiego del tempo libero. Inoltre, gli

stranieri socializzati in Italia godono di possibilità praticamente identiche a quelle dei coetanei

italiani.

Per quanto riguarda il piano religioso, è possibile che fra molti uomini e donne stranieri oggi in

Italia, i riferimenti religiosi siano deboli ancor prima che lasciassero il loro paese e che i loro figli

siano cresciuti privi di un’educazione religiosa. A migrare per primi potrebbero essere proprio

socializzazione anticipatoria’)

quelli più vicini culturalmente alla realtà di arrivo (la cosiddetta ‘

e, quindi, tendenzialmente meno religiosi.

Per quanto riguarda la vita famigliare, l’ipotesi principale è che gli stranieri provenienti da paesi

in via di sviluppo siano più orientati verso la vita familiare e una maggiore fecondità perché in

questi paesi le donne sono più spesso mogli e madri e la fecondità è molto elevata. I risultati

delle ricerche sono del tutto diversi dalle nostre aspettative, poiché non è vero che i giovani

stranieri vogliono avere più figli di quelli italiani, ma il contrario. Questo vale anche per i gruppi

con più fratelli, i quali non vogliono avere più figli. Quindi, anche su questa dimensione, gli

stranieri nati in Italia si comportano in modo simile ai coetanei italiani.

Inoltre, al crescere dell’età d’arrivo, diminuisce per gli stranieri il numero dei figli desiderati.

Quasi nessuno dei preadolescenti vorrebbe fare i ddd jobs. Queste prospettive non si

differenziano tra italiani e stranieri, ed è anche simile la quota di italiani e stranieri che pensa di

frequentare l’università. Infatti, i giovani stranieri puntano molto sulla scuola italiana come

veicolo per il riscatto sociale. Il problema è che non sempre l’istruzione scolastica è all’altezza

di queste attese, e in particolare non sempre è in grado di fornire ai ragazzi stranieri gli

strumenti culturali per realizzare pienamente le loro alte aspettative di mobilità sociale.

CAPITOLO 5

Spesso all’estero o, comunque, al di fuori del proprio contesto di riferimento, aumenta la

propensione a lasciarsi andare a comportamenti non abituali che, nel nostro ambiente non

attueremmo. Non si tratta solo dell’idea del minor controllo sociale, ma anche il trovarsi a

contatto con persone che parlano una lingua diversa: per questo ci si sente più liberi da freni

inibitori.

Questo meccanismo, che si attiva quasi inconsciamente quando viaggiamo in altri paesi,

diminuisce man mano che il mondo in cui si vive viene percepito come proprio sia

linguisticamente che culturalmente. Inoltre, questa tendenza diminuisce con l’aumento del

reddito e il ricongiungimento familiare o con la costruzione di nuclei familiari stabili.

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BobsK

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5 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BobsK di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e politiche delle migrazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Agustoni Alfredo.

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