La sfida delle migrazioni
La mobilità umana
Le migrazioni hanno contrassegnato sin dall’inizio la storia dell’umanità e hanno dato luogo alla diffusione della presenza umana sull’intero globo terrestre. Le cause di tali spostamenti sono:
- Cambiamenti climatici e demografici (surplus demografico);
- Sviluppo economico;
- Commerci;
- Guerre e conflitti;
- Repressione politica;
I processi di colonizzazione possono essere considerati una forma altamente organizzata di immigrazione a base economica, ma vi sono anche motivazioni politiche, ideologiche e culturali che diedero vita alle espansioni delle potenze europee nel XIX secolo. Tali processi ebbero come conseguenza i cambiamenti strutturali, demografici ed economici sia nei Paesi di partenza che in quelli di arrivo, poiché comportarono trasformazioni economiche, culturali e il risveglio dei nazionalismi. Altra forma di migrazione può essere considerata la tratta degli schiavi, che comportò lo spostamento forzato e disumano di milioni di persone, specialmente dall’Africa verso l’Europa. Si trattò di un fenomeno vasto, che attraversò vari secoli fino al Novecento. Le prime spinte verso l’abolizione della tratta degli schiavi si ebbero nell’Ottocento, mediante le basi culturali poste dall’Illuminismo e l’impegno della Chiesa.
In Europa, il primo Paese ad essere caratterizzato da una forte migrazione fu il Regno Unito, in ragione del suo notevole livello di sviluppo industriale. Nel corso delle due guerre mondiali la situazione cambiò, poiché molti migranti tornarono nel paese di origine per prendere parte alla guerra e per lavorare nelle industrie belliche, caratterizzate da scarsa manodopera. Contemporaneamente a questi avvenimenti, si diffuse una sempre più crescente ostilità nei confronti degli stranieri.
Si possono, quindi, elencare alcune dimensioni e caratteristiche delle migrazioni internazionali:
- Le migrazioni sono una costante della storia dell’umanità: infatti, la società è anche l’esito di un nesso strettissimo tra migrazioni e dimensione storica;
- Dimensione geografica: i flussi migratori hanno riguardato tutti i continenti; un errore molto diffuso è non riconoscere la portata planetaria delle migrazioni; inoltre, le migrazioni possono essere interne (all’interno dei confini di uno Stato), tra regioni confinanti (spostamenti all’interno della stessa area geografica), tra Paesi tra loro distanti ma legati da un passato coloniale;
- Le migrazioni sono un atto collettivo: riguardano non solo le donne e gli uomini che migrano, ma anche il Paese di partenza, quello di transito e quello di arrivo; i fenomeni di inserimento nelle società di destinazione sono un doppio processo che coinvolge e impegna attivamente sia i migranti che i nativi;
- Le scoperte scientifiche, geografiche e le innovazioni sono state molto importanti per le migrazioni;
- Le migrazioni sono sia l’esito di piani e programmi decisi dagli Stati (ad es. colonizzazione), sia l’esito della libera iniziativa individuale;
- È possibile distinguere tra diversi tipi di migranti e migrazioni:
- Volontarie (causate da esigenze economiche e dalla volontà di migliorare la propria posizione sociale) e forzate (causate non per propria scelta, ma spinti da ragioni impellenti, spesso quando a rischio è la loro stessa vita); nella seconda categoria rientrano i richiedenti asilo e i rifugiati;
- Temporanee o permanenti;
- Regolari o irregolari;
Le migrazioni come processo
Alcuni Paesi europei, come l’Italia, che fino agli anni Ottanta erano considerati Paesi di emigrazione, dagli inizi degli anni Novanta sono diventati Paesi di immigrazione, configurandosi oggi sia come Paesi di emigrazione che di immigrazione. Alcuni Paesi, invece, si configurano solo come luoghi di transito. Le cause di questa trasformazione sono da ricercarsi principalmente nel processo di globalizzazione.
Le teorie che spiegano le migrazioni sono:
- Push-pull teoria neoclassica: spingono le persone a partire dal proprio Paese di origine per raggiungere i Paesi di approdo, ritenuti in grado di offrire migliori opportunità di vita; fattori push: repressione politica, povertà, scarsità di occasioni lavorative; fattori pull: libertà politica, domanda di manodopera, opportunità di mobilità sociale;
- Critiche: teoria applicabile solo alle migrazioni provenienti da Paesi poveri e dirette a Paesi ricchi; non è in grado di spiegare la traiettoria delle migrazioni (perché si sceglie un determinato Paese piuttosto che un altro);
- Teoria duale del mercato del lavoro: sarebbero fattori istituzionali, di genere e razziali a determinare la stratificazione della forza lavoro.
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