Società, cultura, educazione - Elena Besozzi
Introduzione
Durkheim sosteneva che ogni società ha un sistema di educazione che impone un modello normativo. Se la modernità ha incorporato l’idea di cambiamento come suo tratto essenziale, la postmodernità convive con l’incertezza e la continua problematizzazione. È possibile individuare un progetto educativo anche oggi; importanza ancora maggiore oggi del concetto di interdipendenza come modalità più matura che restituisce ai soggetti, nelle istituzioni e nei contesti educativi, un ruolo attivo nella costruzione di cultura e società.
Parte Prima
1. La sociologia dell'educazione come scienza delle istituzioni e dei processi formativi
La sociologia dell’educazione considera il legame tra educazione e società nella sua accezione più ampia. È lo studio di un rapporto imprescindibile e necessario per qualsiasi società, affronta lo studio dell'educazione da un punto di vista sociologico; altre discipline come pedagogia o psicologia hanno avuto in passato una posizione egemone rallentando uno sviluppo autonomo di una considerazione in chiave sociologica dei processi educativi.
Si possono individuare varie fasi di sviluppo:
- Prima fase → Durkheim e Weber: riflessioni su istruzione connesse a quelle più generali sulla società; successivamente la riflessione sociologica evidenzia la necessità di formare il lavoratore ed educare il cittadino;
- Seconda fase → “Riscoperta dell’educazione” con Ardigò: riflessione specifica che nasce dalla crescente complessità dei sistemi di istruzione;
- Terza fase → Incremento della domanda sociale di istruzione e articolarsi del mercato del lavoro; crescente inflazione dei titoli di studio e crisi dell’ottica dell’istruzione come investimento;
- Quarta fase → Articolarsi del tema dell’uguaglianza e della diversità; riflessione sulle nuove tecnologie.
In Italia nasce piuttosto tardi, negli anni ‘60, nonostante l'espansione della scolarizzazione degli anni ‘50; sono gli anni della legge del 1962 sulla scuola media unica obbligatoria e gratuita per tutti. Negli anni ‘80 la sociologia dell’educazione sviluppa diversi indirizzi di approfondimento, si realizzano anche studi sulla dispersione scolastica.
Sociologia educativa (tecnica per risolvere problemi scolastici articolata in una serie di imperativi e mezzo di controllo dei processi educativi) collocata all’interno degli studi pedagogici e sociologia dell’educazione (teoria in grado di spiegare fenomeni presenti e passati e di individuare tendenze) come settore di studio focalizzato sui processi educativi.
Il punto di vista sociologico privilegia i legami tra individuo e gruppo o società, a differenza del punto di vista psicologico che assume il soggetto quale centralità nell’analisi e quello pedagogico ha la necessità di individuare un ideale, un modello da seguire e quindi un’azione adeguata al suo raggiungimento.
Ci sono 5 grandi settori della sociologia dell’educazione:
- Rapporto tra sistema educativo e struttura sociale
- Riflessione sulle determinanti sociali dell’educabilità
- Analisi dell’istituzione scolastica
- Insegnanti
- Effetti dell’educazione scolastica sugli allievi → valutazione dell’efficienza ed efficacia dei sistemi formativi
2. Fondamenti nello studio del rapporto educazione-società. Il modello classico della dipendenza
Rapporto circolare tra teoria generale e sociologia dell’educazione. La scoperta sociale dell’educazione è legata alle grandi trasformazioni della società → cresce la consapevolezza della separazione tra sé e la realtà esterna.
Dipendenza dalla struttura sociale nella quale l’educazione stessa si realizza.
3 fasi:
- Fase fondativa o impostazione della riflessione → educazione come variabile dipendente da una determinata organizzazione sociale in termini lineari, le vengono assegnate funzioni di controllo sociale;
- Seconda fase, l’autonomia → discontinuità educativa rispetto alla società di riferimento; nasce una visione critica con emersione delle prospettive conflittualiste;
- Terza fase, l’interdipendenza → tra processi formativi e strutture sociali, ma anche tra società e sottosistemi, circolarità dei processi educativi con le strutture sociali; viene proposta una teoria multidimensionale.
3 impostazioni diverse del legame individuo-società:
- Versione olistica → enfatizza la società sull’individuo, l’integrazione viene realizzata anche attraverso l’azione educativa;
- Versione conflittuale → ritiene centrali le azioni individuali o di gruppi contrapposte ad altre; azione educativa interpretata in funzione dell'affermazione o della contrapposizione; integrazione possibile solo con una reciprocità di tipo dialettico o negoziale;
- Versione dualistica → la società attrae e condiziona l’individuo che, però, è considerato un soggetto attivo, capace di rielaborazione.
Il bisogno di educare è un principio di tipo universalistico presente in ogni società che sviluppa, quindi, un ideale educativo, un modello a cui tendere, così come un tipo ideale di personalità.
Emile Durkheim (1858-1917)
Legame di dipendenza dell’educazione dalla società, idea centrale dell’ordine e integrazione sociale, ma il tutto è giustificato dal contesto sociopolitico francese: avvento terza Repubblica; il problema principale è l’ordine sociale: stabilità sociale in relazione all’esistenza di valori comuni; la società moderna e industriale porta conflitti e tensioni che indeboliscono il consenso generalizzato ai valori e quindi il legame con la coscienza collettiva; il punto di partenza per lui non è l’individuo, bensì la società con le sue esigenze di continuità e stabilità, è la società che fa dell’uomo un essere nuovo, altrimenti sarebbe un essere asociale ed egoista.
La società premoderna è caratterizzata da una forte uniformità degli individui e dà luogo ad una solidarietà meccanica, che porta gli individui ad identificarsi con i valori della coscienza comune. Invece la società industriale viene definita organica perché le parti che la compongono svolgono funzioni differenti e specifiche e crea una solidarietà organica che si realizza proprio attraverso una differenziazione tra le persone → Durkheim incontra grosse difficoltà a trovare fondamento alla solidarietà organica delle società industriali: paradosso.
È attraverso l’educazione che si realizza il primato della società sull’individuo: deve essere specialistica e differenziata, ma non deve escludere un’educazione comune. Considera la società sacra perché è attraverso di essa che l’individuo si redime. La famiglia, nella società industriale, non è più in grado di assolvere i propri compiti educativi.
Karl Marx (1818 - 1883)
La coscienza individuale ha un’origine sociale, ma mentre per Durkheim si sviluppa tramite l’azione che la società esercita sull’individuo, per Marx dipende dai modi di produzione che definiscono l’essere sociale; la realtà sociale è una realtà prodotta dagli uomini, modificabile tramite l’agire; la coscienza è lo strumento dell’azione; i rapporti sociali, che sono prima di tutto rapporti economici, si impongono agli uomini; una società si definisce per la sua struttura economica intesa come il complesso di relazioni dialettiche tra le diverse forze produttive in un modello di produzione.
La contraddizione è un elemento insito nei rapporti sociali e definisce l’antagonismo esistente tra gli uomini in relazione ad una determinata realtà sociale; nella società capitalistica esistono 2 contraddizioni: una è tra le forze e i rapporti di produzione, per cui si sviluppa un contrasto di interessi e una distribuzione disuguale del lavoro e dei suoi prodotti, l’altra è l’aumento progressivo della ricchezza e la miseria crescente della maggioranza, quindi si viene a creare una dicotomia tra gruppo in posizione di controllo (borghesia) e gruppo sotto controllo (proletariato).
L’alienazione descrive un rovesciamento dei rapporti tra uomo e realtà → il soggetto perde il controllo su ciò che ha prodotto, la realtà acquista un potere di resistenza rispetto agli uomini e si contrappone ad essi, è un’espropriazione del soggetto della sua umanità; tocca sia l’operaio che il capitalista. C’è una divisione profonda tra lavoro manuale e intellettuale che produce un uomo unilaterale.
L’educazione si realizza nella contraddizione e antagonismo tra classi; da un lato critica l’educazione borghese, dall’altro le attribuisce un ruolo importante nel processo di emancipazione → sviluppo di un uomo onnilaterale con la ricostruzione del rapporto tra istruzione e produzione materiale, da ciò si avvia un processo dialettico di trasformazione che porta alla risoluzione del conflitto; educazione come elemento significativo all’interno del processo dialettico di risoluzione dei conflitti di classe.
Max Weber (1864 - 1920)
Sociologia come studio dell’azione sociale intesa come azione intenzionale, dotata di senso e riferita all’atteggiamento di altri individui; il soggetto è un essere culturale, consapevole delle proprie scelte; gli individui attribuiscono significato alla realtà e sono in grado di cogliere il significato attribuito da altri stabilendo, così, una relazione sociale che richiede un minimo di reciprocità da entrambe le parti; conflitto come modalità delle relazioni sociali piuttosto che contraddizione ontologica.
Si può stabilire un nesso tra cultura, potere ed educazione considerando la struttura sociale in termini multidimensionali. Oltre al concetto di classe intesa sia come possesso di beni (classe possidente) sia come possibilità di utilizzo di beni (classe acquisitiva), Weber introduce il concetto di ceto, un privilegiamento positivo o negativo nella considerazione sociale fondato sul modo di condotta di vita, è la considerazione di cui si gode all’interno dei rapporti sociali; ogni ceto possiede un ideale educativo.
L’istruzione è l’espressione di una cultura di ceto e diventa mezzo per la lotta che ha luogo tra i ceti per il dominio, è legata alla struttura del potere e alle sue caratteristiche.
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