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Capitolo 1: La sociologia dell'educazione come scienza delle istituzioni e dei processi formativi

La sociologia dell'educazione è un settore all'interno della sociologia. Essa si occupa dei processi formativi e delle istituzioni, dunque studia l'educazione da un punto di vista sociologico. Questa disciplina non si affermò subito, ma per avere una propria identità il percorso fu piuttosto travagliato anche perché le discipline che si occupavano di istruzione ed educazione da sempre erano la pedagogia e la psicologia.

Negli Stati Uniti, l'educazione rimase per molto tempo competenza estranea alla sociologia, in quanto questa era oggetto di studio piuttosto della pedagogia. Al contrario, in Inghilterra, i pedagogisti non si erano mai interessati allo studio di una sociologia educativa, pertanto lo studio sociologico dell'istruzione è sempre stato legato all'ambito della sociologia. In Europa e negli Stati Uniti, la sociologia dell'educazione inizia ad affermarsi nel secondo dopoguerra ed in particolare negli anni '70.

Fasi di sviluppo della sociologia dell'educazione

Prima fase: (Durkheim e Weber) Istruzione ed educazione sono considerate sotto un punto di vista generale con evidenti riferimenti alla società moderna, questa prima fase corrisponde infatti allo sviluppo della società industriale. L'educazione è vista in funzione dello sviluppo, del progresso economico. Il cambiamento sociale quindi prevede un adeguamento della società (la società va rieducata). L'istruzione assume in questo contesto un ruolo importante, può essere utile per lo sviluppo personale ma anche elemento unificante per tutti gli individui (valori, modelli di comportamento).

Tra fine Ottocento ed inizi Novecento, la riflessione sociologica si pone l'obiettivo di formare il lavoratore ed educare il cittadino, queste due nuove figure frutto della modernità, legate ai cambiamenti radicali all'interno della società (cambiamenti che derivano dalle due rivoluzioni del Settecento, Industriale e Francese). Si sviluppa la cosiddetta società civile (Elias 1990), una realtà fortemente collegata con lo stato nazionale moderno. Questa nuova realtà ha ovviamente delle implicazioni dirette con l'educazione.

Seconda fase: Fase di riscoperta dell'educazione, definita seconda nascita della sociologia dell'educazione. In questa fase si sottolinea il legame tra cambiamento sociale e sviluppo di un nuovo studio specializzato, quello della sociologia dell'educazione. Da qui si iniziano a porre domande su cosa sia la sociologia dell'educazione, quali siano i suoi oggetti di studio e i suoi metodi di indagine. È in questa fase che la sociologia dell'educazione raggiunge una propria autonomia scientifica.

Terza fase: (anni '60/'70): Iniziano a maturare questioni già frutto di riflessioni degli anni precedenti. Da un lato si sviluppa la richiesta sociale di istruzione, inizia ad articolarsi il mercato del lavoro e sorge il problema del periodo transitorio istruzione-lavoro. Il concetto di mobilità sociale si sviluppa a partire dagli anni '60: istruzione come mezzo di mobilità sociale e quindi possibilità di avere una migliore collocazione sociale attraverso i titoli di studio più elevati.

Quarta fase: Anni Novanta, si aprono temi del tutto nuovi: da un lato quello delle uguaglianze e delle opportunità e dall'altro quello delle diversità (etniche, sociali, di genere, culturali). In questa fase si dedica maggiore attenzione ai soggetti e al loro sviluppo individuale. Si studia anche l'età giovanile contemporanea in relazione alle varie forme di disagio, i rapporti tra le generazioni, le nuove tecnologie, la multiculturalità, etc.

La sociologia dell'educazione in Italia

Le fasi di sviluppo generali della sociologia dell'educazione sono valide anche per lo sviluppo della stessa in Italia, sebbene questa disciplina si affermi solo a partire dagli anni '60, più precisamente nel 1964 dopo il Convegno su “La scuola e la società italiana in trasformazione”. Cesareo parla proprio di questo ritardo nello sviluppo dell'interesse sociologico sull'educazione. Egli delinea il configurarsi di una crisi che ha colpito tutti gli stati occidentali, legata alle profonde trasformazioni sociali, politiche ed economiche che ha scosso anche i sistemi di istruzione. La crisi dell'istruzione è dovuta alla richiesta di massa di istruzione con la quale si auspica che l'istruzione stessa possa essere eterogenea nelle aspettative e nella possibilità di conseguire esiti positivi (non più istruzione come élite).

In Italia comunque lo sviluppo della sociologia dell'educazione risale agli anni '50 quando lo SVIMEZ (istituto per lo sviluppo del Mezzogiorno), attua delle ricerche tra sviluppo economico e fabbisogni formativi. Negli anni '70, i sociologi italiani, si concentrano sulla questione giovanile. Tra la fine di questi anni e l'inizio degli anni '80, gli studiosi si concentrano particolarmente sullo studio dei processi formativi interni ed esterni (forme alternative di istruzione).

Negli anni '80 la sociologia raggiunge in Italia una certa maturità:

  • Riprende interessi già trattati precedentemente come ad esempio la trasformazione degli studi universitari.
  • Affronta anche nuove tematiche come ad esempio quella tra scuola pubblica e privata.
  • Interesse anche su dispersione scolastica quindi interruzione degli studi ma anche ricerche nuove sugli insegnanti.

Negli anni '90 ovviamente cambiando il panorama socio-culturale, cambiano anche le tematiche:

  • Ingresso degli alunni stranieri nelle scuole perciò si parla di scuola multiculturale e si mettono a confronto i percorsi formativi di alunni italiani e stranieri.
  • Nuove forme di apprendimento anche legate ai "new media".

Qual è l'oggetto di studio della sociologia dell'educazione?

Identificare un oggetto di studio significa trovare lo statuto epistemologico, scientifico di una disciplina. Sia l'individuazione dell'oggetto di studio sia la definizione della disciplina stessa possono mutare nel corso della storia, questo infatti è avvenuto nella sociologia (delle istituzioni - dei processi educativi formali e informali).

Per definire la sociologia dell'educazione è opportuno fare una distinzione (Cesareo) tra:

  • Educational sociology: È una teoria normativa necessaria per risolvere problemi scolastici ed anche un mezzo di controllo dei processi formativi.
  • Sociology of education: Si sviluppa tramite indagine empirica e sottolinea tendenze presenti o passate individuando anche tendenze alternative.

Oggetto di studio: L'educazione in relazione con la società. Una volta individuati scopi e oggetti, la sociologia dell'educazione deve anche identificare i legami con le altre discipline come ad esempio pedagogia e psicologia.

Diversi oggetti di studio della sociologia dell'educazione

W. Brookover:

  • Analisi delle relazioni del sistema educativo con altri aspetti della società.
  • Studio delle relazioni dentro la scuola.
  • Analisi dell'influenza della scuola sul comportamento, personalità dei suoi membri.
  • Influenza della comunità e delle diverse agenzie di socializzazione sull'organizzazione scolastica.

Floud e Halsey:

  • Studio a livello generale del sistema educativo nelle sue relazioni con la struttura sociale.
  • Studio della struttura sociale e il funzionamento dei gruppi che costituiscono il sistema scolastico.
  • Studio delle attività educative.
  • Influenze educative date dall'ambiente.

Cesareo:

  • Rapporto tra sistema educativo e struttura sociale.
  • Riflessioni sulle determinanti sociali della educabilità.
  • Analisi diretta delle istituzioni scolastiche.
  • Studio degli insegnanti.
  • Effetti dell'educazione scolastica sugli allievi.

Capitolo 4: La socializzazione

Socializzazione: È un processo legato al concetto di identità (cioè formazione personale del sé e da un punto di vista sociale) e di integrazione/appartenenza.

Continuità: È un problema che deve affrontare ogni società. Quest'ultima pone, stabilendo obblighi comuni, delle norme giuridiche ed etiche che devono essere condivise in modo tale che le interazioni tra i soggetti non siano dannose per la società.

Socializzare le nuove generazioni: Far interiorizzare norme, valori e atteggiamenti che devono essere condivisi dal gruppo sociale di appartenenza. Socializzare significa regolamentare i comportamenti all'interno della società con l'obiettivo di includere/integrare i soggetti all'interno della stessa. A livello individuale invece il soggetto ha necessario bisogno di appartenenza. La socializzazione svolge quindi una funzione a livello sociale regolamentativa e a livello individuale coercitiva.

Simmel: Pone l'accento su quanto sia duplice l'atteggiamento dell'uomo che da un lato necessita di appartenere e identificarsi con la società, dall'altro vuole individualizzarsi e differenziarsi.

Distinzione tra educazione e socializzazione

Distinguere tra educazione formale e informale.

L'educazione formale descrive la progettualità e l'intenzionalità del processo educativo (intenzione di un genitore, della scuola etc.). L'educazione informale descrive le relazioni sociali che creano un effetto educativo (gruppo di pari => atteggiamento => regole condivise => ruoli).

Manheim: L'educazione formale comprende quegli aspetti che troviamo nella scuola. L'educazione informale comprende tutti i processi educativi che nascono dalla società educante.

Cesareo: Educazione sono solo gli aspetti istituzionalizzati e formalizzati. La socializzazione è invece un processo più ampio che permette l'inserimento nella realtà sociale.

Sgroi: Socializzazione è il processo reale dei rapporti sociali. L'educazione è un sistema ideale, simbolico che attribuisce dei significati alle azioni.

Maccarini: Educazione: Elaborazione in forma affettiva, estetica, morale delle proprie esperienze. Socializzazione: Competenze pratiche, cognitive e di normatizzazione per permettere l'integrazione di un individuo all'interno di una società.

Socializzazione: È un processo che prevede l'inserimento di un individuo all'interno della società, che permette la creazione di legami sociali e di appartenenza, di norme, di valori che possono essere condivisi e continuamente rielaborati a livello individuale o di gruppo.

Formale / Informale: In epoca primitiva questa distinzione non era molto netta in quanto l'educazione e la socializzazione coincidevano, l'educazione era spontanea e veniva trasmessa da una generazione all'altra. Il divario tra formale e informale si apre con l'ampliamento del patrimonio culturale (Weber - Durkheim) che deve essere trasmesso e per far ciò sono necessarie figure competenti, ruoli specifici (scuola -> trasmette patrimonio culturale).

Modelli di socializzazione

La socializzazione è un processo che dura per tutta la vita. Soprattutto la società moderna richiede all'individuo di assumere molteplici ruoli. L'individuo in questo modo si adatta a diverse situazioni e si modifica in base a ciò che lo circonda.

Modello funzionalista - integrazionista

Modello che ha le sue radici nella concezione Durkheimiana di EDUCAZIONE. Essa è quell'azione esercitata dalla società per rinnovare continuamente la propria esistenza e che gli adulti esercitano sui bambini prima che essi maturino = Suscitare in loro un quadro generale della società politica nel suo insieme e dell'ambiente a cui loro appartengono.

Presupposti fondamentali:

  • L'uomo è per natura un essere asociale=> Società gli permette di umanizzarsi e emanciparsi.
  • Società possiede un primato ed esercita una funzione di autorità morale.
  • Società è armonia, all'interno della stessa ognuno svolge un compito preciso in funzione della società stessa.

Avere un compito specializzato all'interno della società implica una differenziazione di apprendimento, ma comunque rimane un'educazione comune.

Parsons: Riprende fortemente la teoria di Durkheim arricchendola: Come fa un individuo a diventare un essere sociale? E come apprende il proprio compito all'interno della società? Socializzazione = Interiorizzazione di orientamenti significativi per il funzionamento della società. L'individuo attua una socializzazione primaria e una socializzazione secondaria. Durante la primaria vengono interiorizzati gli orientamenti di valore sui quali si struttura la personalità di base. Durante la secondaria si specificano tali orientamenti.

Parsons individua 5 meccanismi di apprendimento:

  • Rafforzamento/estinzione: che fa riferimento alla gratificazione e privazione per confermare l'assunzione di un modello di comportamento.
  • Inibizione: Il soggetto impara ad astenersi dal compiere un'azione motivata e a differire quindi la relativa gratificazione.
  • Sostituzione: sostituire l'oggetto di gratificazione.
  • Imitazione: Acquisire aspetti della realtà senza però un attaccamento morboso.
  • Identificazione: Che invece comporta l'interiorizzazione di un modello tanto da sentirlo proprio.

Questi meccanismi hanno maggior peso sulla socializzazione primaria perché è il momento in cui si interiorizzano i modelli.

Famiglia e scuola

Famiglia: Svolge un ruolo fondamentale nella socializzazione primaria dei figli affinché questi diventino membri effettivi della società.

Scuola: È l'intermezzo tra famiglia e lavoro e continua il processo di socializzazione primaria iniziato dalla famiglia verificando ed integrando gli orientamenti di valore. La socializzazione scolastica prevede una dimensione intellettuale: cioè di apprendimento della cultura, delle conoscenze ed una morale: cioè il sapersi comportare in classe "civismo all'interno della classe".

Modello conflittualista

Pone al centro la lotta/conflitto come descrizione dei rapporti sociali e del processo di socializzazione. Si distacca dal modello funzionalista poiché non vede alcuna armonia all'interno della società che invece è governata da rapporti di dominio (classi elevate). Il modello conflittualista ha una visione critica/negativa: EDUCAZIONE => Riproduzione dei rapporti di forza esistenti.

ORDINE (Per i funzionalisti la tensione ideale a cui tendere) è per i conflittualisti il dominio di classe in termini di prestigio, ricchezza, privilegio.

Teorici della riproduzione sociale = Ricostituire la struttura e la sovrastruttura della società. Teorici della riproduzione culturale = Rapporto tra cultura familiare e scolastica, la quale è depositaria della cultura e ideologia della classe dominante.

Capitolo 5: Disuguaglianze e differenze nei processi formativi ed educativi

L'uguaglianza delle opportunità dal punto di vista dell'istruzione è uno dei temi centrali per la sociologia dell'educazione. Il problema delle disuguaglianze sul piano dell'istruzione si configura a partire dal processo di "scolarizzazione di massa", che coinvolge anche l'Italia dagli anni '50 agli anni '70. Le disuguaglianze si configurano a partire dall'influenza che la stratificazione sociale ha sull'istruzione stessa e sulla possibilità di accesso a quest'ultima.

Il tema delle disuguaglianze all'interno dell'istruzione trova perfettamente spazio nella società moderna e industriale dove il "raggiungimento di status" e la stratificazione sociale, dunque la posizione di un individuo all'interno della società, sono strettamente connessi.

La produzione delle disuguaglianze sociali

L'istruzione diventa un bene ambito sia dal mercato del lavoro sia da un sempre più ampio numero di individui. Essa pertanto diventa ciò a cui ogni individuo desidera accedere per conseguire livelli di studio elevati. Si sviluppa il concetto di credenzialismo con il quale si intende l'accesso a posti di lavoro remunerativi grazie al possesso di lauree e certificati. L'istruzione entra a far parte di disparità nella distribuzione di beni e privilegi, nella società moderna l'istruzione contribuisce al dibattito sulle disuguaglianze sociali.

Concetto di disuguaglianza:

  • Disparità oggettive nell'influenzare i comportamenti altrui e nelle condizioni materiali ed immateriali della vita (Schizzerotto): ciò significa diversa distribuzione del potere e diversità di accesso alle risorse (di ogni tipo).
  • Paolo Ceri parla di trattamento differenziale: Ciascun individuo e gruppo possiede un trattamento differenziale in base proprio alla posizione o al ruolo che ricopre all'interno della società.

Ogni differenza quindi diventa disuguaglianza dal momento in cui è tradotta in termini di vantaggio e svantaggio. Le disuguaglianze hanno a che fare con le differenze sociali e il loro apprezzamento positivo o negativo. Un esempio emblematico riguarda la distinzione tra uomo e donna. Di per sé essere maschio o femmina a livello naturale non implica alcuna attribuzione di valore, ma da un punto di vista sociale si creano differenze di genere a seconda dell'assegnazione di ruoli, compiti da svolgere per il gruppo sociale di riferimento.

Diversità, differenza, disuguaglianza

Ceri parte da una distinzione tra caratteristiche naturali (sesso, forza...) e caratteristiche sociali (reddito, titolo di studio...).

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naomi1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Lagomarsino Francesca.
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