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Società, cultura, educazione

La sociologia dell'educazione si occupa principalmente del rapporto tra educazione e società, nello specifico considera i legami tra i processi educativi e la realtà sociale.

Capitolo 1: La sociologia dell'educazione come scienza delle istituzioni e dei processi formativi

Gallino afferma che l'educazione è il mezzo principale per trasmettere consapevolmente la cultura da una generazione all'altra. Il pensiero sociologico, da sempre, si è concentrato sul problema educativo.

Le fasi di sviluppo della sociologia dell'educazione

Le fasi di sviluppo della sociologia dell'educazione sono:

  • 1° fase, fase fondativa (1850-1950)
  • Le problematiche riguardano:

    • Ritrovamento delle basi dell'ordine sociale;
    • Formare il lavoratore;
    • Educare il cittadino;
    • Formare una nuova classe dirigente, politica ed economica.

    Le problematiche poste dal cambiamento sociale mettono in luce la necessità di ricostruire l'ordine e l'adeguamento della società alle nuove direzioni e ai nuovi ritmi di evoluzione introdotti dall'industrializzazione. L'istruzione diventa quindi sempre più importante come veicolo per lo sviluppo equilibrato dei singoli individui e come collante comune sul piano dei valori e dei modelli di comportamento.

  • 2° fase, riscoperta sociale dell'educazione (1950-1960)
  • Le problematiche riguardano:

    • Sviluppo economico e sociale;
    • Istruzione come investimento;
    • Legame istruzione-occupazione.

    Si delineano con chiarezza la definizione, l'oggetto di studio e i metodi di indagine della sociologia dell'educazione. La sociologia, attraverso studi e ricerche sul campo, si consoliderà sia sul versante teorico che su quello empirico relativo alle metodologie e agli strumenti di indagine nei processi educativi.

  • 3° fase, riflessioni e ricerca sui processi educativi (1970-1980)
  • Le problematiche riguardano:

    • Crisi dei sistemi di istruzione;
    • Uguaglianza nelle opportunità d'istruzione;
    • Significati strumentali ed espressivi di istruzione;
    • Legame istruzione-occupazione-mobilità sociale.

    A causa dell'incremento dei tassi di scolarizzazione si verifica un surplus di offerta di persone che studiano per formarsi in una professione che non ha abbastanza sbocchi lavorativi.

  • 4° fase, consolidamento dello statuto epistemologico e metodologico (1990-2000)
  • Le problematiche riguardano:

    • Processi di cambiamento sociale e culturale;
    • Multiculturalità;
    • Multimedialità;
    • Diversità, differenze e disuguaglianze, facendo riferimento anche alla disabilità;
    • Qualità ed equità d'istruzione.

    Si passa da un modello di istruzione scuola-centrico ad un modello di policentrismo formativo che permette di fornire istruzione ed educazione a più attori e in luoghi differenti. Ad esempio l'istruzione non è più limitata alla scuola ma avviene anche, ad esempio, durante le pratiche sportive scelte per il tempo libero.

La sociologia dell'educazione in Italia

Nel 1962 viene approvata la legge che istituisce la scuola media unica, obbligatoria e gratuita per tutti. Nel 1964, a seguito del convegno La scuola e la società italiana in trasformazione, nasce la sociologia dell'educazione in Italia. Anni '70, l'istruzione italiana ha subito una forte crisi dovuta, soprattutto, al passaggio da una scuola d'élite a una di massa che ha causato profonde trasformazioni economiche, politiche e culturali.

Tuttavia, pur considerando che la sociologia dell'educazione è nata in ritardo in Italia, si può comunque affermare che ha seguito le tendenze internazionali producendo contributi originali e significativi. Cesareo nel 1974 scrive il saggio "La scuola tra crisi e utopia" mettendo in luce i processi di sviluppo e di trasformazione dell'istruzione e delle condizioni sociali e culturali in cui la scuola opera. Mette in luce i limiti del modello scuola-centrico e della continuità iniziale sostenendo che la scuola deve essere più flessibile in modo tale da permettere un raccordo tra scuola e occupazione. La scuola deve realizzare percorsi di vita che possano trasformarsi continuamente seguendo i cambiamenti sociali.

Anni '80, si sposta l'interesse verso le dinamiche:

  • Interne al sistema formativo, mettono in luce il disagio degli studenti e l'incertezza degli insegnanti riguardo al proprio ruolo;
  • Esterne al sistema formativo, evidenziano lo sviluppo di forme alternative al sistema di istruzione formale, mirando quindi ad un'ottica di policentrismo formativo.

Anni '90, si verifica una carenza di nuovi studi e ricerche relative, soprattutto, alla condizione degli insegnanti, all'insuccesso e alla dispersione scolastica. È solo con l'avvio degli anni 2000 che riprendono alcune ricerche sulle tematiche appena citate. In anni recenti, la sociologia dell'educazione si è interessata alle dinamiche multiculturali tipiche della scuola di oggi.

L'oggetto di studio della sociologia dell'educazione

La definizione di sociologia dell'educazione e, di conseguenza, il suo oggetto di studio hanno subito un processo di trasformazione nel tempo. Infatti, la sociologia dell'educazione è passata da sociologia della scuola a sociologia delle istituzioni e dei processi educativi, formali e informali. È fondamentale distinguere:

  • Sociologia educativa, fa riferimento agli studi pedagogici. Si tratta di una teoria normativa articolata in una serie di imperativi che riguardano le modalità per conseguire i fini desiderati e per realizzare i programmi d'azione. È quindi una tecnica per risolvere i problemi scolastici e un mezzo di controllo dei processi educativi. Ha un carattere prescrittivo e normativo, ovvero è volta all'azione pratica.
  • Sociologia dell'educazione, fa riferimento agli studi sociologici riguardo ai processi educativi. Si tratta di una teoria che, attraverso un'indagine empirica, spiega situazioni e fenomeni, individua tendenze e probabili alternative. Ha carattere di descrizione-spiegazione-comprensione, ovvero è volta alla conoscenza dei fenomeni educativi.

Maccarini afferma che la sociologia dell'educazione si basa principalmente sulla dimensione relazionale. Il punto di vista sociologico privilegia i legami tra individuo e gruppo o tra individuo e società. È importante però tenere presente che è necessaria una dialettica interdisciplinare che permette alla sociologia, alla psicologia e alla pedagogia di confrontarsi e comunicare in quanto, tutte le discipline hanno come oggetto l'educazione.

Brookover nel saggio "Sociology of education" del 1949 individua le 4 aree di studio principali della sociologia dell'educazione, ovvero:

  • Analisi delle relazioni del sistema educativo con altri aspetti della società;
  • Studio delle relazioni dentro la scuola;
  • Analisi dell'influenza della scuola sul comportamento e sulla personalità, soprattutto della figura dell'insegnante;
  • Influenza della comunità e delle diverse agenzie di socializzazione sull'organizzazione scolastica.

Cesareo descrive 5 settori d'indagine che, nel corso del tempo, sono stati approfonditi dalla sociologia dell'educazione, ovvero:

  • Rapporto tra sistema educativo e struttura sociale;
  • Riflessione sulle determinanti sociali dell'educabilità, riguarda l'influenza dei fattori genetici ed ambientali sull'educazione;
  • Analisi diretta dell'istituzione scolastica;
  • Ruolo e status degli insegnanti;
  • Effetti dell'educazione scolastica, riguarda la qualità dell'istruzione.

Oggi, la sociologia dell'educazione si deve occupare, oltre alle tematiche tradizionali, anche delle nuove realtà familiari, del bisogno di educazione permanente, dei nuovi media e dell'incontro di religioni e culture differenti.

Capitolo 2: Fondamenti nello studio del rapporto educazione-società. Modello classico della dipendenza

La sociologia generale e la sociologia dell'educazione sono legate da un rapporto circolare, quindi sono funzionali l'una per l'altra. Si parla quindi di dipendenza dell'educazione dalla società.

La scoperta sociale dell'educazione

La riflessione sociologica pone progressivamente grande attenzione al fatto educativo considerandolo l'elemento chiave di spiegazione del processo di integrazione sociale e culturale. Con la scoperta dell'educazione, dei suoi scopi e delle funzioni si mette in evidenza uno dei nodi centrali della riflessione sociologica, ovvero il concetto di ordine sociale. La problematizzazione della società avviene nel momento in cui si riconosce che l'uomo non è costituito da una natura fissa ed immutabile; il rapporto tra individuo e società e tra contesto istituzionale e l'azione degli individui viene quindi problematizzato poiché continuamente sottoposto al cambiamento. Si comprende che la realtà esterna è distinta dall'individuo e, di conseguenza, è oggettiva.

Lo sviluppo della riflessione sociologica sul rapporto educazione-società

La riflessione sociologica, nel corso del tempo, ha avuto un'evoluzione riguardo al rapporto tra educazione e società. È possibile distinguere 3 fasi:

  • 1° fase, fase della dipendenza
  • La sociologia si sta strutturando come scienza del fatto sociale, nasce la riflessione sociologica specifica dell'educazione. Il rapporto tra educazione e società viene visto in termini di linearità. La problematica fondamentale riguarda l'ordine sociale e della convivenza nella società moderna. L'educazione ha il compito di controllo sociale. Il legame tra individuo e società è diretto, lineare e consensuale, si basa quindi sul paradigma della conformità. Lo scopo di ogni azione educativa, noto come obbiettivo di integrazione, è la reciprocità complementare.

  • 2° fase, fase dell'autonomia
  • La sociologia dell'educazione, ormai riconosciuta, fa emergere prospettive alternative riguardo ai fatti educativi, ne è un esempio il conflittualismo. Il rapporto tra educazione e società viene visto in termini di discontinuità. La problematica fondamentale riguarda il pluralismo culturale. Il legame tra individuo e società è discontinuo e dialettico, si basa quindi sul paradigma del conflitto e della contraddizione. Lo scopo di ogni azione educativa, noto come obbiettivo di integrazione, è la reciprocità dialettica.

  • 3° fase, fase dell'interdipendenza
  • Promuove una teoria dei processi formativi multidimensionale, articolata tra le azioni degli individui e il funzionamento delle istituzioni. Il rapporto tra educazione e società viene visto in termini di circolarità. La problematica fondamentale riguarda la complessità sociale, ovvero i processi di differenziazione seguono un andamento non programmato e non controllabile. Il legame tra individuo e società è doppio ed interdipendente, si basa quindi sul paradigma dell'ambivalenza o dualismo esistenziale. Lo scopo di ogni azione educativa, noto come obbiettivo di integrazione, è la reciprocità discorsiva.

Il modello classico del rapporto educazione-società

Il rapporto educazione-società, indipendentemente dal paradigma utilizzato, si basa su 2 principi generali:

  • Principio universalistico, ogni società ha la necessità di educare, inculturare e incorporare le nuove generazioni;
  • Ideale educativo, serve alla società come modello per definire gli scopi e i modi dell'educazione.

Il modello classico o della dipendenza (metà '800 - primi '900), gli autori della dipendenza vedono l'educazione come una variabile dipendente della società, ovvero strettamente legata ad essa. Tale dipendenza, a seconda degli autori, viene vista come consensuale o conflittuale. Tra gli autori della dipendenza ricordiamo:

  • Durkheim
  • Marx
  • Weber
  • Simmel
  • Mannheim
  • Parsons

Durkheim - fase della dipendenza

Durkheim, sociologo francese, si concentra principalmente sui temi dell'ordine e dell'integrazione sociale. L'autore sostiene che l'ordine sociale si fonda sulla coesione, sulla solidarietà e sulla condivisione di valori comuni tra individui della stessa società. La società moderna ed industriale, essendo differenziata, è costituita dalla divisione del lavoro e dalla specializzazione che porta con sé conflitti, tensioni e spinte individualistiche indebolendo il consenso generalizzato dei valori e il legame con la coscienza collettiva. Durkheim mette al centro la società con la sua esigenza di continuità e stabilità affermando che è solo grazie al legame tra individuo e società che l'uomo può distinguersi dagli altri animali. Distingue due tipi di società:

  • Società pre-moderne, sono caratterizzate da una forte somiglianza ed uniformità tra gli individui. Si basano sulla solidarietà meccanica che porta gli individui ad identificarsi nei valori della coscienza collettiva.
  • Società industriali, sono caratterizzate dalla specializzazione e dalla divisione del lavoro. Si basano sulla solidarietà organica che comporta una differenziazione tra individui in base alle funzioni che svolgono.

L'educazione è un processo adattivo alla società che, in quanto autorità morale, richiede conformità ai suoi principi e alle sue regole. Parla di principio morale e di sacralità sottolineando che il fondamento della società e della coesione sociale non può essere un principio economico. La coscienza collettiva ha un'origine sociale e si sviluppa tramite l'azione che la società esercita sull'individuo.

Marx - fase della dipendenza

Marx afferma che il fondamento della società e della coesione sociale è un principio economico. Come Durkheim, sostiene che la coscienza collettiva ha un'origine sociale ma se ne discosta affermando che dipende dai modi di produzione. L'autore sostiene che la realtà sociale è prodotta dagli uomini, è un fatto modificabile tramite l'agire dell'uomo, questo significa che è predisposta al cambiamento. I rapporti sociali, tuttavia, si impongono agli uomini.

Per quanto riguarda il rapporto tra società ed educazione, Marx parla di:

  • Contraddizione, è un elemento costitutivo dei rapporti sociali, si tratta di una frattura dicotomica che definisce l'antagonismo tra uomini in relazione ad un determinato campo della realtà sociale, ad esempio in ambito lavorativo. Secondo Marx le società capitalistiche hanno due tipi di contraddizione:
    • Tra le forze e i rapporti di produzione, determina un contrasto di interessi e una distribuzione diseguale del lavoro;
    • Tra ricchezza e povertà.
  • Alienazione, riguarda il rovesciamento dei rapporti originari tra uomo e realtà, si tratta dell'espropriazione dell'umanità del soggetto. L'uomo perde il legame con il prodotto della sua attività. Nella società capitalistica, costituita dalla divisione del lavoro, anche l'uomo è diviso ed è sempre più unilaterale.

L'educazione, essendo una sovrastruttura dell'economia, si realizza all'insegna della contraddizione. Marx ritiene che l'educazione è:

  • Positiva, ha un ruolo importante nel processo di emancipazione dell'uomo e della società poiché mira a promuovere comportamenti e modi di essere associativi e collettivi. Si tratta di una visione propositiva.
  • Negativa, criticando l'educazione borghese e le ideologie a sfavore dell'educazione popolare. L'autore sostiene che l'educazione promuove gli ideali della classe dominante e diventa uno strumento di oppressione per le classi inferiori. Si tratta della condizione attuale di tutte le società capitalistiche.

Classe sociale, è un insieme di individui che si trovano nella medesima posizione all'interno dei rapporti di produzione tipici di un modo di produzione dato. Nella società capitalistica la posizione dominante spetta alla borghesia che detiene i mezzi di produzione.

Max Weber – fase della dipendenza

La concezione di società di Weber si basa sul rapporto tra struttura economica e sovrastruttura. Per Weber la sociologia consiste nello studio dell'azione sociale, intesa come quell'azione intenzionale, dotata di senso e riferita all'atteggiamento di altri individui verso i quali l'azione stessa si orienta. Il soggetto è considerato un essere culturale dotato di capacità e volontà di assumere consapevolmente posizione nei confronti del mondo attribuendogli un senso. Il sociologo deve quindi prestare attenzione ai comportamenti dell'uomo mirando a comprendere il senso dell'azione individuale e interindividuale, questo è possibile perché la società umana si contraddistingue dal mondo animale per la capacità di compiere azioni prodotte da una razionalità cosciente.

Relazione sociale, è un comportamento di più individui instaurato reciprocamente secondo il suo contenuto di senso e orientato in conformità. All'interno di una relazione sociale è necessaria la reciprocità. Weber considera la struttura sociale in termini multidimensionali, infatti cerca di stabilire un nesso tra cultura, potere ed educazione. Weber distingue il concetto di classe in:

  • Possidente, fa riferimento all'ambito economico come il possesso di beni;
  • Acquisitiva, ...
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 96REBECCA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Tirocchi Simona.
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