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Riassunto esame Sociologia della famiglia, docente Ghigi, libro consigliato Corpo genere e società, Ghigi

Sintesi personali delle teorie basate sul testo consigliato dal docente per Non Frquentanti lettura obbligatoria prof. Ghigi Rossella Campus Rimini. Testo consigliato dal docente è Corpo genere e società, Ghigi, dell'università degli Studi di Bologna - Unibo.

Esame di Sociologia della famiglia docente Prof. R. Ghigi

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CAPITOLO 1 COSTRUIRE I CORPI, COSTRUIRE IL GENERE

I graffiti preistorici costituivano una delle prime rappresentazioni visive del corpo umano.

Il corpo veniva rappresentato da due gambe, due braccia, e il tronco: gli elementi essenziali per la

sopravvivenza del tempo (la caccia, la forza) e a cui quindi veniva dato valore.

Inoltre, l'essere umano, si sentiva già inserito nella società (socializzato) e aveva compiti ben

precisi. La rappresentazione del suo corpo, poi, simboleggiava anche riti e feste.

Il corpo rappresentato in questi graffiti a noi sembra universale e neutro, quando invece è l'essenza

vera e propria di un uomo forgiato dalla propria cultura e dalle attività di routine che lo definiscono

(non una donna, non un bambino, non un anziano.) portatore di forza.

Col passare del tempo la rappresentazione del corpo ha subito grandi variazioni e con esse più

complessità.

La cultura materiale multiforme richiede grandi abilità nel maneggiare oggetti di diverse

caratteristiche che estendono le nostre capacità fisiche (atrofizzandone altre) e si sente il bisogno di

comunicare attraverso la rappresentazione del corpo, in modo più raffinato.

Il corpo è quindi una frontiera mobile di cultura e conoscenza.

Nelle nuove società di consumo, marcate dal capitalismo, si comprano sempre più oggetti per

abbellire, curare ed ornare il corpo. Inoltre anche in ambito lavorativo si chiede al corpo di essere

uno strumento docile per una migliore presenza verso il pubblico.

Il corpo cosi diventa elemento centrale, e aumentano le possibilità di modificarlo continuamente in

base alla richiesta sociale, essendo esso socialmente costruito (in modi diversi in base all'epoca e

alla cultura). E' quindi impossibile considerare il corpo come elemento a sè, senza considerare

l'ambiente sociale in cui esso cresce e prende forma.

La storia ha avuto anch'essa un ruolo importante nella considerazione del corpo. La sua naturalità,

in Occidente, varia in base al consolidarsi di nuove richieste di saperi più specializzati e scientifici.

Il pensiero Occidentale ha separato la materialità del corpo dal sapere, pensiero e cultura.

Liberandosi lentamente dalla religione, esso non viene più spiegato dalle credenze e dai miti, bensì

da mappe corporee in grado di spiegare la sua anatomia in modo scientifico.

Nella modernità si passa da società comunitarie a società individualiste, in cui il corpo di ciascun

individuo è considerato il limite invalicabile, e non più il gruppo di cui si fa parte.

La mente umana ora è l'opposto del corpo.

La scienza Occidentale ha spinto il corpo in una direzione di mera biologia e materialità, isolandolo

dal resto e facendo considerare questo, dall'individuo, il reale.

Il corpo non fa più parte del cosmo e l'essere umano non fa parte del corpo: questa visione permette

al corpo di essere considerato scientificamente un' utilità, uno strumento sul quale agire.

La scienza quindi non può essere collocata, seguendo questo ragionamento, su un piano più alto

dell'organizzazione sociale.

Categorie e cornici culturali mediano la nostra concezione del corpo, al punto da farci percepire il

dolore in modo diverso.

Ad esempio, in culture forgiate dal dolore, la soglia del dolore era più alta, avendo sviluppato

maggir resistenza.

La morte: in gruppi sociali più coesi, il rischio d'infarto è minore, quasi inesistente. Questo non

dipende da fattori come il fumo, la dieta, l'attività, ma proprio dalla loro vicinanza.

Più coesione sociale c'è, meno si rischia l'infarto.

Il corpo è un insieme di simboli naturali, indica una dimensione sociale.

• Il corpo malato indica lo scarto, la negatività, il malessere sociale.

• I confini del corpo simboleggiano i confini sociali.

Indagare sui limiti, forme e simboli che l'individuo riconosce, significa capire i simboli di cui è

costruita la società, cui esso appartiene.

Il corpo, essendo un insieme di simboli, riflette le pressioni culturali e sociali a cui esso sottostà.

Tramite il processo di incorporamento, il soggetto si plasma nell'interazione sociale e prende il

proprio posto.

Il soggetto incorporato si realizza attraverso tecniche fisiche che riproducono gerarchie e differenze

(etnie, sesso, età, classe). Queste tecniche sono utili per studiare il modo in cui un individuo si

inserisce nella società e si serve del suo corpo uniformandosi alla tradizione.

(il modo in cui mangiamo, dormiamo, ridiamo ecc., varia di cultura in cultura.) il senso pratico con

cui agiamo non è un modo di rappresentare il corpo, bensì una serie di azioni anticipatorie o

mimetiche messe in atto nel campo in cui agiamo.

L'incorporamento si realizza in prassi minute: fin dalla prima infanzia impariamo la postura, i gesti,

le movenze, le emozioni e le prospettive. Si tratta di un sapere pre-conscio che ci aiuta a sentirci a

casa. - Dewey.

La scienza e la medicina moderna ci sembrano forme universali.

La concezione del corpo nelle società occidentali moderne è vista come naturale.

Naturale per l'Occidente è un dato oggettivo (qualcosa che è così e basta, e non dipende da noi) e

un dato morale (giusto o sbagliato).

La naturalità quindi funge da barriera limite. Quando non si vuole accettare la forma ''diversa'' di

una cosa, la si percepisce come innaturale, immorale, contronatura.

In un'era in cui le tecnologie stanno modificando i confini, e con essi ciò che ritenuto normale,

sembra essenziale porre dei limiti tra natura e cultura.

Il corpo moderno

Il corpo di oggi è frutto di grandi trasformazioni nel corso degli anni. Con il capitalismo soprattutto

si avvia una fase nuova.

Secondo Freud, la nostra civiltà è costruita sulla repressione degli istinti.

L'istituzione di nuove strutture atte al contenimento di individui pericolosi mette il soggetto in una

posizione di paura che il proprio essere sia giudicato male, e tende cosi a contenere i suoi istinti

aumentando il senso del pudore.

A domare le passioni, secondo lui, ci sono tre fattori chiave cardini dell'era capitalistica:

L'INTERDIPENDENZA

– LA DIVISIONE DELLE FUNZIONI

– L'ALLUNGAMENTO DELLA CATENA DI AZIONE SOCIALE

Il risultato è una condotta corporea civilizzata.

Sono più importanti le regolazioni dei gesti: ora, ogni singola azione, ha un peso maggiore, un

significato più profondo e non si fermano quindi al gesto in sè.

I cortigiani, ad esempio, sapevano valutare il linguaggio del corpo e, durante una conversazione,

regolare i gesti, i toni, le parole, per giocare a loro modo.

Da qui il loro rifiuto della volgarità, la quale permea nella loro condotta quotidiana.

Nell'Ottocento, diventa un vero e proprio codice di condotta, ereditato.

Secondo Marx, il lavoro funge da importante processo di definizione di sè. Può portare all'armonia

o al rifiuto di sè e all'alienazione più totale (come succede nel sistema di lavoro capitalistico).

Con lo sviluppo delle manifatture, l'uomo omologa tutto il suo corpo e le sue azioni a ciò che gli

viene richiesto, meccanocamente e all'infinito, nel suo lavoro.

Il corpo diventa quindi unicamente lo strumento atto a quelle determinate azioni.

Il lavoro alla macchina intacca il sistema nervoso ed ''atrofizza'' alcune funzioni che non vengono

più utilizzate, sopprime ogni attività fisica o mentale libera.

Questo è il risultato di un uomo che agisce solo ed unicamente nelle sue funzioni animali

(mangiare, bere, respirare), mentre nelle sue funzioni umane non si sente altro che una bestia

(perchè ormai è forgiato e manipolato dal capitalismo, e quindi ciò che non è meccanico è

innaturale e bestiale)

I confini di animalità e naturalità sono definiti socialmente, e sono il risultato di una forma di

dominio.

Anche secondo Weber il lavoro scompone l'uomo e lo riordina in base a cosa serve

meccanicamente, per una miglior combinazione forza-lavoro.

Questa disciplina, istituita da apparati burocratici, organi essenziali della modernità, è considerata

uniforme, perfetta, esatta, addestrata, ed è stata completamente abbracciata dagli individui,

perchè vista come forma di progetto esistenziale e strumento di mobilità sociale.

Le nuove forme di governo del corpo possono essere viste come repressive (di controllo sociale) od

emancipative (individualmente) e possono quindi, visto il secondo motivo, essere abbracciate come

seconda alternativa alla vita dell'individuo, accessibile a tutti.

Nelle metropoli, l'individuo cambia e con sè anche i suoi sentimenti ed emozioni. La vista, il

primo approccio, dominano, facendo passare l'individuo da un essere sensoriale ad un essere

sensibile.

L'aspirazione all'igiene, crescente negli ultimi anni, si basa sul voler il totale controllo delle cose,

piuttosto che su una visione scientifica.

Gestire il corpo diventa tratto essenziale della società, e con questa gestione si distinguono le classi

sociali. Esso è la posta in gioco, in un gioco fatto di mercati, merci e consumo, i quali determinano

anche il tempo libero.

Dovendo contenere i propri istinti ed emozioni, gli spazi organizzati per lo sfogo di queste

diventano essenziali (sport e passatempi emozionanti e piacevoli) per sostituire ciò che manca nella

vita quotidiana.

Il capitalismo inoltre si è strutturato sulla divisione di consumo e produzione in base al genere ed è

andato di pari passo con la messa in luce progressiva del ruolo delle donne.

Gia nel Medioevo e nel Rinascimento, l'utilizzo dei beni e della ricchezza era finalizzato ad un

carattere estetico delle cose. Si aprono le porte al raffinamento dei piaceri, e mentre l'uomo

investiva capitali per armare le navi, la donna investiva capitali per dare valore al lusso suscitando

interesse nell'intera società, e giocare anch'esse un ruolo (di genere!) importante.

Le donne della borghesia lasceranno la loro routine domestica e animeranno per molti anni le città,

andando alla ricerca delle merci nel grandi magazzini e nei negozi, per esaltare il valore della

domesticità raffinata e femminilità estetizzata.

Nonostante le donne dell'Ottocento fossero ancora legate e vincolate al diritto dell'uomo di

amministrare all'interno della famiglia, esse potevano esprimersi come consumatrici in modo

corretto dando inizio ad una serie di pratiche addomesticate, come ad esempio il cucito, il tè, il

ricamo. La cura del proprio corpo e della propria estetica resta comunque un modo per valorizzare

l'immagine del marito.

Nel Novecento, la riconquista di sè come singolo individuo inizia ad avere un forte valore.

Benessere soggettivo e ben apparire individuale.Questo spinge il soggetto non a contenersi, bensì ad

espandersi in tutto il suo essere, in tutti i modi possibili, tramite le sue potenzialità.

Genere e sessuazione del corpo

Il corpo che la modernità ha costruito non è, al contrario di come pensiamo, neutro ed

indifferenziato, restano ancora differenziazioni, in base a dei confini fondamentali, come nelle città

Orientali in quelle Occidentali. Parliamo della differenziazione uomo/donna e bambino/bambina.

Le differenze di genere restano tra le piu importanti sia per la riproduzione della struttura socialem

sia per la gestione delle nostre identità.

Mettere a tema il genere, quindi, ci aiuta a capir il modo in cui istituzioni e cultura danno forma ai

corpi e come attraversi i corpi distinti in base al genere interazione e cultura funzionino.

Il genere è una struttura di relazioni, e per comprenderlo bisogna distinguerlo dal corpo.

Le relazioni che hanno un' interazione con altre relazioni, diverse da quelle del modo riproduttivo,

ci fanno capire l'ordine di genere, e dà vita a conflitti tra uomo e donna.

Trattare le differenze uomo/donna, ci impone di rivedere il passato e il modo in cui la

definizione di essi sia stata costruita nel tempo. L'ordine di genere va comunque oltre i rapporti

tra uomo e donna.

Il soggetto, infatti, non può essere considerato nè assolutamente strumentale, nè totalmente

determinato, rispetto al genere.

Si tratta invece di una dimensione dell'identità che viene modellata di continuo in base a contesti

diversi a seconda dell'organizzazione sociale. Le pratiche sociali di cui parliamo a volte accentuano

le differenze (i vestiti premaman), altre volte le negano (spesso nei contesti lavorativi,??!), altre

volte le mitizzano (giochi al pc), o le complicano (moda del terzo genere).

Ma la distinzione di genere ci ha permesso anche di modificare le nostre chiavi analitiche, come

accade nei gay and lesbians studies o nei queer studies.

Il concetto di maschilità e femminilità pone il focus sul corpo perchè il sesso (genitale) e la

sessualità (in base al desiderio erotico).

Genere, sesso e sessualità sono elementi legati tra loro, infatti è impossibile parlare di uno senza

citarne in giudizio un altro.

Nell'emisfero australe e nelle culture africane c'è meno rigidità di genere: in alcuni periodi si passa

una fase di omosessualità, o l'esistenza di un terzo sesso.

Nelle culture Occidentali invece, è proprio genere sesso e sessualità a presentare la necessità di

definire normale e moralmente giusto la distinzione uomo/donna.

Agiamo con la certezza morale che i sessi siano due, e che se una persona si comporta da donna in

modo convincente, allora è donna.

Infatti, il processo di attribuzione di un sesso, non funziona tramite un'assegnazione di una categoria

sessuale alla nascita, nè l'applicazione al criterio di assegnazione reale.

Le società hanno in comune delle distinzioni tra uomo e donna, ma le percepiscono diversamente.

Il corredo biologico insomma è plasmato socialmente anche da pratiche ed istituzioni.

Le varie cornici istituzionali che continuano a portare avanti queste distinzioni, sono ad esempio i

bagni pubblici, i quali distinguono il genitale e non la materia che si va ad espellere, escludendo

altre identità che si situano tra le due categoriee confermando gli stereotipi.

La norma sociale dell'accoppiamento selettivo ci fa pensare che sia strano vedere una donna più alta

o muscolosa di un uomo. Maggiore quindi è il peso sociale, maggiore è la differenza tra i corpi.

La sessuazione

Un esempio di identità sessuale lo ritroviamo già nell'educazione dell'infanzia.

Ci vengono dati diversi modi di operare e giocare in base al genere. Ai bambini è permesso fare a

pugni e inscenare battaglie, alle bambine no.

Comincia quindi molto presto, e ci da standard ai quali aderire, aggiungendo elementi man mano

che cresciamo, e facendo assumere alla donna una posizione subordinata.

Secondo Guillaumin sono tre i modi in cui fabbrichiamo il corpo sessuato:

1 interventi diretti sul corpo: moda, gestione del cibo, modificazione del corpo, controllo delle

dimensioni (relative).

2 il corpo per sè: pratiche di gestione del corpo, postura, tono della voce, uso di utensili, mobilità.

3 il corpo per gli altri: l'identificazione di sè avviene in rapporto a chi abbiamo accanto. Alle donne

viene imposto di prepararsi e preservarsi con devozione alla cura dei bambini, dei malati, invalidi,

anziani, e le isola in questo genere di pratiche.

CAPITOLO 2

POLITICA DEI CORPI

La politica dei corpi indica i processi con i quali si regola l'uso del corpo e il controllo sociale o

individuale. (NESSO TRA POTERE E CORPO)

In passato l'analisi della politica del corpo riguardava esclusivamente il sovrano, nell'epoca moderna

riguarda tutta la popolazione: la conseguenza è stata che si è data più importanza al contrapporsi di

diverse forme nel corpo, motivo di conflitti tra uomo e donna, giovani e vecchi, bianchi e neri.

Focault

L'opera di F. È un tentativo di illustrare il funzionamento del potere nella modernità.

I rapporti di potere non reprimono il corpo, ma lo producono, lo marchiano, lo addestrano,

l'obbligano a delle cerimonie.

Secondo F. Il potere non appartiene ad un gruppo specifico, ma circola di continuo e funziona a

catena: non è una proprietà o una potenza, ma è una relazione.

Esso lavora sul corpo passando via piccole prassi quotidiane.

F. vede il corpo come uno strumento utile e docile nella comunità, ospedali, scuole. E pensa che il

potere possa funzionare nel momento in cui l'individuo sia consapevole di essere controllato di

continuo. (il potere funziona automaticamente).

Denuncia l'inclusione del Governo nel processo di governamentalità, ovvero che le condotte di

vita vengono amministrate dalle autorità e che esse stesse mettano il limite al concetto del

Normale (es. Regolazione dell'alcool o prassi mediche).

Fra le diverse pratiche di controllo sulla società applicate, troviamo quelle del regime fascista: lo

sradicamento dei geni difettosi, le persone venivano sterilizzate senza il consenso (afro-

americani o altre razze definite inferiori).

Un'altra pratica è stata l'apertura dei manicomi. Questa ha alimentato il concetto di immorale

e innaturale per quanto riguarda il folle, includendo quindi il trattamento terapeutico.

Il corpo è oggetto di una preoccupazione moderna per la quale si aspira a trovare il Vero Sé

(dualismo mente-corpo).

La verità degli individui è racchiusa nella loro responsabilità interiore, e non è più considerata

in base alla posizione che essi occupano nel mondo.

Con la modernità il rapporto sessuale viene definito in base alla distinzione normale/patologico. La

sessualità diventa oggetto di indagine ed essenza segreta dell'ìndividuo.

Il femminismo

fin dai tempi greco romano il corpo della donna era considerato come una variante di quello

dell'uomo. Le vere rivoluzioni femministe cominciano proprio perchè esso viene visto come

secondario, subordinato e luogo chiave di oppressione materiale, e il mondo e il corpo visti con

una visione Fallogocentrica che esclude l'esperienza femminile.

Il movimento inoltre denuncia le violenze, l'oggettificazione sui corpi e il diritto all'aborto negli

anni70.

Il presupposto ottimistico era quello di lavorare sul genere proprio perchè staccato dal sesso, per

ridare pari opportunità e potere a uomini e a donne.

Il genere infatti è il risultato del processo con cui dal sesso una società applica un complesso di

caratteri e aspettative circa attributi culturalmente standardizzati, è una conoscenza che

stabilisce i significati per le differenze corporee.

Il genere è l'organizzazione sociale della differenza sessuale.

Grazie alla riflessione Focaultiana abbiamo capito che è il genere a creare il sesso.

La differenza diventa così DISUGUAGLIANZA. (uomo/donna).

La distinzione tra mente e corpo e tra natura e cultura non è affatto neutra: essa aggancia il maschile

ed il femminile ad altrettante dualità.

L'individualismo borghese ha visto l'uomo come attivo, impermeabile, invulnerabile e la

donna elemento di ricettività e passività attraverso il quale l'uomo si esprime.

Anche la scienza e la biologia sono ''colpevoli'' di questa disuguaglianza, puntando sulla

spiegazione ormonale, motivo per il quale, secondo queste, gli uomini tendono a tradire, e le

donne escluse dalla sfera politica ed economica.

Dal punto di vista riproduttivo, si è vista la donna al centro della cura della prole in quanto certa

di essere consanguinea. Di conseguenza, vista inferiore in quanto la cura e la riproduzione

richiedevano più istinto e meno ragione.

Nel Nord Italia il nesso fra cura e simbolo femminile è ancora stretto: il motivo è che le donne

iniziano a sentire il bisogno di far vedere che sono capaci di riprodursi ma anche di partecipare alle

altre sfere dalle quali sono state escluse fino ad oggi, dimostrando forza anche nella vita extra-

domestica.

Il corpo della donna in epoca vittoriana era visto come naturalmente difettoso: il desiderio

sessuale considerato eccessivo e immorale veniva contenuto praticando la clitoridectomia.

La riproduzione è stata argomento forte in campo biopolitico e di genere. Si pensava che la

gravidanza fosse una malattia e che quindi andasse curata da un esperto in malattia, ovviamente

uomo.

L'alienazione provata durante il periodo di gestazione porta la donna a non sapere quale sarà

il suo destino. Un tempo di attesa, pieno di insignificanza.

L'idea di patologia applicata all'orientamento sessuale ha rappresentato un punto di incontro tra

femminismo e gay and lesbian studies: ciò che si allontana dal sistema patriarcale tradizionale è

considerato malattia, deviante, patologico.

La matrice eterosessuale di cui parliamo, pretende che il rapporto sia necessariamente orientato alla

riproduzione.

Gli studi sui disturbi alimentari hanno rilevato come l'ossessione della donna nel controllo del

peso, sia frutto dei tentativi di disciplinamento e contenimento della donna attraverso il suo

corpo nella cultura patriarcale. Il fenomeno bulimico-anoressico è stato visto come una ribellione

nei confronti delle imposizioni portando i codici della disciplina tradizionale al limite, sfidandoli.

La pornografia: vista come rappresentazione delle donne sottoforma di oggetti sessuali, da mostrare

per alimentare il desiderio.

Per alcune la pornografia è un mercato estremo e immorale, per altre invece si vede

l'emancipazione della donna, un modo in cui questa può fare della sua sessualità ciò che vuole,

senza imposizioni.

Visto anche come scambio legittimato tra uomo e donna (donna lo deve all'uomo che si prende

cura del sistema economico della famiglia e della sua struttura).

Il tema dello stupro e della violenza, soprattutto in famiglia, tende a giustificare e naturalizzare l'atto

perchè aggressività nell'uomo è naturale.

La donna viene usata come immagine perchè piena di simboli sessuali e passività. La cultura di

massa insegna prima di tutto ad essere desiderabili, usando il corpo.

Il problema, oggi, però, è sentito anche nell'uomo. Le pressioni patriarcali imposte dalla tradizione

fanno sentire l'uomo oppresso e spinto nella spirale di azioni ed obblighi a cui è sottoposto. Deve

ricoprire la figura maschile e nel momento in cui non lo fa, viene rifiutato o considerato diverso,

anormale.

L'idea dell'uomo muscoloso viene sostituita da altri modelli di maschilità eterosessuale.

Nella contemporaneità, stanno cambiando gli orizzonti e si stanno superando i limiti imposti di cui

abbiamo parlato fin'ora.

Donna e uomo non possono vivere senza l'altro, a parità di genere. Si evita una concezione che

cristallizza i due sessi come a sè e che non lascia spazio all'individualità.

CAPITOLO 3

CORPI E SOGGETTI

Tendiamo a comprendere il mondo tramite due prospettive mediante le quali gestiamo noi stessi,

agiamo, sentiamo.

1 Cornici naturali: attribuiscono eventi e caratteristiche interamente a fattori naturali, quindi

fisici, non intenzionali o animati. Le persone non sono responsabili del loro corpo perchè esso

sfugge alla loro volontà.

2 Cornici sociali: spiegano i fenomeni in relazione alla volontà e agli scopi di una intelligenza

che compie azioni guidate, le quali asssoggettano chi le compie a norme sociali quali l'onestà,

l'efficienza, il buon gusto. Le persone hanno la piena responsabilità del proprio corpo, lo

gestiscono per apparire al meglio.

Nella vita quotidiana usiamo entrambe le cornici in modo piu o meno credibile, e scegliamo

quale usare in base alla situazione e all'esperienza.

Le norme che stabiliscono le condizioni di accettabilità sociale sono però distinte per uomini e

donne.

Goffman riflette su come il genere venga costruito quotidianamente.

Gli uomini e le donne ogni giorno sono spinti ad appropriarsi della plasticità del corpo attraverso un

processo di individualizzazione come principio di valore e realtà e a costruirsi attraverso essa.

Insomma il corpo è solo parzialmente governabile dal soggetto.

Cerimonie di interazione

Il nostro comportamento è visto come un sintomo del nostro essere più profondo e il corpo come

il simbolo naturale del nostro carattere e della nostra posizione sociale.

Il rapporto faccia a faccia tra individui è divenuto man mano più cerimoniale e meno fisico, si è

sviluppato cosi un linguaggio del corpo più elaborato. Infatti abbiamo meno paura di essere

aggrediti fisicamente (come gli antenati) e più paura di sbagliare tramite comportamenti e

movenze che potrebbero far fraintendere o ci potrebbero mettere in cattiva luce, rischiando

l'esclusione sociale.

La postura, il modo di parlare, l'andatura ecc. Indicano sia il nostro status sociale diffuso

(genere, età, classe) sia il carattere individuale.

L'essenza dell'essere umano è comprensibile proprio attraverso la distanza cerimoniale che

riusciamo a mantenere e ai gesti e movenze, che simboleggiano il rispetto.

Ma il corpo e il suo linguaggio non possono essere controllati in modo pienamente strategico.

Infatti il nostro corpo parla al di là delle nostre intenzioni e non è mai silenzioso.

Il corpo si è andato costruendo come strumento di misura del soggetto, ci classifica mentre noi

cerchiamo di trovare posto nella classificazione sociale.

Nel momento della nascita, il corpo viene definito in base ad una cornice medico-naturalistica

(peso, sesso, altezza). Durante il corso della vita esso si andrà definendo socialmente.

La cornice medico naturalistica però ci accompagna durante il corso della vita e non si ferma alla

nascita: essa ci aiuta, con una verità oggettiva, a definire e controllare i valori biologici come il

sangue, la pressione, le radiografie, a definirlo quindi concretamente.

Le cornici mediche diventano instabili nel momento in cui ad esempio c'è una differenza di genere

tra medico e paziente (es. Visite ginecologiche). In questo caso, affinchè l'interazione si svolga

senza intoppi, entrambi devono uscire dalla visione del corpo come genere, desessualizzarlo, e

considerarlo solamente come oggetto di valutazione scientifica.

Un altro esempio sono gli spogliatoi e le piscine, in cui, chi le frequenta, deve annullare la carica

erotica.

Le strutture di classe e genere si realizzano attraverso il corpo, simboli, modi in cui ce ne

serviamo, rappresentando la nostra identità. Esse forniscono impressioni su chi siamo sia nelle

interazioni focalizzate (rapporto tra individui ravvicinato, con un centro di attenzione) sia nelle

interazioni non focalizzate (quelle in cui, grazie alla disattenzione civile, riusciamo a stare vicini e

distanti allo stesso tempo).

La gestione del corpo è essenziale per poter dare un'immagine ''normale'' di noi.

Il Sé, viene prodotto attraverso due forme di cerimoniale: la deferenza (dimostrazione di rispetto) e

contegno (dimostrazione di considerazione di se stessi) pretendendone entrambi in cambio.

Uomini e donne, come già accennato, seguono rituali in parte differenziati, in base ai codici definiti

per sesso. Ed è proprio attraverso questi rituali che ci si definisce ogni volta come tali.

I codici di genere, sostengono l'appartenenza a una particolare categoria sessuale mentre specificano

gli spazi adatti al corteggiamento.

La differenza di genere viene costruita ed eseguita, cosi è facilmente riconoscibile ed è più

determinante per il soggetto rispetto all'etnia o alla classe.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in educatore sociale e culturale (BOLOGNA, RIMINI)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher perrellsss di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Ghigi Rossella.

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