Capitolo 1: Costruire i corpi, costruire il genere
I graffiti preistorici costituivano una delle prime rappresentazioni visive del corpo umano. Il corpo veniva rappresentato da due gambe, due braccia e il tronco: gli elementi essenziali per la sopravvivenza del tempo (la caccia, la forza) a cui quindi veniva dato valore. Inoltre, l'essere umano si sentiva già inserito nella società (socializzato) e aveva compiti ben precisi. La rappresentazione del suo corpo, poi, simboleggiava anche riti e feste.
Il corpo rappresentato in questi graffiti a noi sembra universale e neutro, quando invece è l'essenza vera e propria di un uomo forgiato dalla propria cultura e dalle attività di routine che lo definiscono (non una donna, non un bambino, non un anziano) portatore di forza.
Col passare del tempo, la rappresentazione del corpo ha subito grandi variazioni e con esse più complessità. La cultura materiale multiforme richiede grandi abilità nel maneggiare oggetti di diverse caratteristiche che estendono le nostre capacità fisiche (atrofizzandone altre) e si sente il bisogno di comunicare attraverso la rappresentazione del corpo, in modo più raffinato. Il corpo è quindi una frontiera mobile di cultura e conoscenza.
Il corpo nelle società di consumo
Nelle nuove società di consumo, marcate dal capitalismo, si comprano sempre più oggetti per abbellire, curare ed ornare il corpo. Inoltre, anche in ambito lavorativo si chiede al corpo di essere uno strumento docile per una migliore presenza verso il pubblico. Il corpo così diventa elemento centrale, e aumentano le possibilità di modificarlo continuamente in base alla richiesta sociale, essendo esso socialmente costruito (in modi diversi in base all'epoca e alla cultura). È quindi impossibile considerare il corpo come elemento a sé, senza considerare l'ambiente sociale in cui esso cresce e prende forma.
L'influenza della storia e della scienza sul corpo
La storia ha avuto anch'essa un ruolo importante nella considerazione del corpo. La sua naturalità, in Occidente, varia in base al consolidarsi di nuove richieste di saperi più specializzati e scientifici. Il pensiero occidentale ha separato la materialità del corpo dal sapere, pensiero e cultura. Liberandosi lentamente dalla religione, esso non viene più spiegato dalle credenze e dai miti, bensì da mappe corporee in grado di spiegare la sua anatomia in modo scientifico.
Nella modernità si passa da società comunitarie a società individualiste, in cui il corpo di ciascun individuo è considerato il limite invalicabile, e non più il gruppo di cui si fa parte. La mente umana ora è l'opposto del corpo. La scienza occidentale ha spinto il corpo in una direzione di mera biologia e materialità, isolandolo dal resto e facendo considerare questo, dall'individuo, il reale. Il corpo non fa più parte del cosmo e l'essere umano non fa parte del corpo: questa visione permette al corpo di essere considerato scientificamente un'utilità, uno strumento sul quale agire.
Simbolismo e percezione del corpo
Categorie e cornici culturali mediano la nostra concezione del corpo, al punto da farci percepire il dolore in modo diverso. Ad esempio, in culture forgiate dal dolore, la soglia del dolore era più alta, avendo sviluppato maggior resistenza. La morte: in gruppi sociali più coesi, il rischio d'infarto è minore, quasi inesistente. Questo non dipende da fattori come il fumo, la dieta, l'attività, ma proprio dalla loro vicinanza. Più coesione sociale c'è, meno si rischia l'infarto.
Il corpo è un insieme di simboli naturali, indica una dimensione sociale. Il corpo malato indica lo scarto, la negatività, il malessere sociale. I confini del corpo simboleggiano i confini sociali. Indagare sui limiti, forme e simboli che l'individuo riconosce, significa capire i simboli di cui è costruita la società, cui esso appartiene. Il corpo, essendo un insieme di simboli, riflette le pressioni culturali e sociali a cui esso sottostà. Tramite il processo di incorporamento, il soggetto si plasma nell'interazione sociale e prende il proprio posto.
Il soggetto incorporato si realizza attraverso tecniche fisiche che riproducono gerarchie e differenze (etnie, sesso, età, classe). Queste tecniche sono utili per studiare il modo in cui un individuo si inserisce nella società e si serve del suo corpo uniformandosi alla tradizione. (il modo in cui mangiamo, dormiamo, ridiamo ecc., varia di cultura in cultura.) Il senso pratico con cui agiamo non è un modo di rappresentare il corpo, bensì una serie di azioni anticipatorie o mimetiche messe in atto nel campo in cui agiamo.
L'incorporamento si realizza in prassi minute: fin dalla prima infanzia impariamo la postura, i gesti, le movenze, le emozioni e le prospettive. Si tratta di un sapere pre-conscio che ci aiuta a sentirci a casa. - Dewey. La scienza e la medicina moderna ci sembrano forme universali. La concezione del corpo nelle società occidentali moderne è vista come naturale. Naturale per l'Occidente è un dato oggettivo (qualcosa che è così e basta, e non dipende da noi) e un dato morale (giusto o sbagliato).
La naturalità quindi funge da barriera limite. Quando non si vuole accettare la forma ''diversa'' di una cosa, la si percepisce come innaturale, immorale, contronatura. In un'era in cui le tecnologie stanno modificando i confini, e con essi ciò che ritenuto normale, sembra essenziale porre dei limiti tra natura e cultura.
Il corpo moderno
Il corpo di oggi è frutto di grandi trasformazioni nel corso degli anni. Con il capitalismo soprattutto si avvia una fase nuova. Secondo Freud, la nostra civiltà è costruita sulla repressione degli istinti. L'istituzione di nuove strutture atte al contenimento di individui pericolosi mette il soggetto in una posizione di paura che il proprio essere sia giudicato male, e tende così a contenere i suoi istinti aumentando il senso del pudore.
A domare le passioni, secondo lui, ci sono tre fattori chiave cardini dell'era capitalistica:
- L'interdipendenza
- La divisione delle funzioni
- L'allungamento della catena di azione sociale
Il risultato è una condotta corporea civilizzata. Sono più importanti le regolazioni dei gesti: ora, ogni singola azione, ha un peso maggiore, un significato più profondo e non si fermano quindi al gesto in sé. I cortigiani, ad esempio, sapevano valutare il linguaggio del corpo e, durante una conversazione, regolare i gesti, i toni, le parole, per giocare a loro modo. Da qui il loro rifiuto della volgarità, la quale permea nella loro condotta quotidiana. Nell'Ottocento, diventa un vero e proprio codice di condotta, ereditato.
Secondo Marx, il lavoro funge da importante processo di definizione di sé. Può portare all'armonia o al rifiuto di sé e all'alienazione più totale (come succede nel sistema di lavoro capitalistico). Con lo sviluppo delle manifatture, l'uomo omologa tutto il suo corpo e le sue azioni a ciò che gli viene richiesto, meccanicamente e all'infinito, nel suo lavoro. Il corpo diventa quindi unicamente lo strumento atto a quelle determinate azioni.
Il lavoro alla macchina intacca il sistema nervoso ed ''atrofizza'' alcune funzioni che non vengono più utilizzate, sopprime ogni attività fisica o mentale libera. Questo è il risultato di un uomo che agisce solo ed unicamente nelle sue funzioni animali (mangiare, bere, respirare), mentre nelle sue funzioni umane non si sente altro che una bestia (perché ormai è forgiato e manipolato dal capitalismo, e quindi ciò che non è meccanico è innaturale e bestiale). I confini di animalità e naturalità sono definiti socialmente, e sono il risultato di una forma di dominio.
Anche secondo Weber il lavoro scompone l'uomo e lo riordina in base a cosa serve meccanicamente, per una miglior combinazione forza-lavoro. Questa disciplina, istituita da apparati burocratici, organi essenziali della modernità, è considerata uniforme, perfetta, esatta, addestrata, ed è stata completamente abbracciata dagli individui, perché vista come forma di progetto esistenziale e strumento di mobilità sociale.
Le nuove forme di governo del corpo possono essere viste come repressive (di controllo sociale) o emancipative (individualmente) e possono quindi, visto il secondo motivo, essere abbracciate come seconda alternativa alla vita dell'individuo, accessibile a tutti. Nelle metropoli, l'individuo cambia e con sé anche i suoi sentimenti ed emozioni. La vista, il primo approccio, domina, facendo passare l'individuo da un essere sensoriale ad un essere sensibile. L'aspirazione all'igiene, crescente negli ultimi anni, si basa sul voler il totale controllo delle cose, piuttosto che su una visione scientifica.
Gestire il corpo diventa tratto essenziale della società, e con questa gestione si distinguono le classi sociali. Esso è la posta in gioco, in un gioco fatto di mercati, merci e consumo, i quali determinano anche il tempo libero. Dovendo contenere i propri istinti ed emozioni, gli spazi organizzati per lo sfogo di queste diventano essenziali (sport e passatempi emozionanti e piacevoli) per sostituire ciò che manca nella vita quotidiana.
Il capitalismo inoltre si è strutturato sulla divisione di consumo e produzione in base al genere ed è andato di pari passo con la messa in luce progressiva del ruolo delle donne. Già nel Medioevo e nel Rinascimento, l'utilizzo dei beni e della ricchezza era finalizzato ad un carattere estetico delle cose. Si aprono le porte al raffinamento dei piaceri, e mentre l'uomo investiva capitali per armare le navi, la donna investiva capitali per dare valore al lusso suscitando interesse nell'intera società, e giocare anch'esse un ruolo (di genere!) importante.
Le donne della borghesia lasceranno la loro routine domestica e animeranno per molti anni le città, andando alla ricerca delle merci nel grandi magazzini e nei negozi, per esaltare il valore della domesticità raffinata e femminilità estetizzata. Nonostante le donne dell'Ottocento fossero ancora legate e vincolate al diritto dell'uomo di amministrare all'interno della famiglia, esse potevano esprimersi come consumatrici in modo corretto dando inizio ad una serie di pratiche addomesticate, come ad esempio il cucito, il tè, il ricamo. La cura del proprio corpo e della propria estetica resta comunque un modo per valorizzare l'immagine del marito.
Nel Novecento, la riconquista di sé come singolo individuo inizia ad avere un forte valore. Benessere soggettivo e ben apparire individuale. Questo spinge il soggetto non a contenersi, bensì ad espandersi in tutto il suo essere, in tutti i modi possibili, tramite le sue potenzialità.
Genere e sessuazione del corpo
Il corpo che la modernità ha costruito non è, al contrario di come pensiamo, neutro ed indifferenziato, restano ancora differenziazioni, in base a dei confini fondamentali, come nelle città orientali in quelle occidentali. Parliamo della differenziazione uomo/donna e bambino/bambina. Le differenze di genere restano tra le più importanti sia per la riproduzione della struttura sociale sia per la gestione delle nostre identità.
Mettere a tema il genere, quindi, ci aiuta a capire il modo in cui istituzioni e cultura danno forma ai corpi e come attraverso i corpi distinti in base al genere interazione e cultura funzionino. Il genere è una struttura di relazioni, e per comprenderlo bisogna distinguerlo dal corpo. Le relazioni che hanno un'interazione con altre relazioni, diverse da quelle del modo riproduttivo, ci fanno capire l'ordine di genere, e dà vita a conflitti tra uomo e donna.
Trattare le differenze uomo/donna, ci impone di rivedere il passato e il modo in cui la definizione di essi sia stata costruita nel tempo. L'ordine di genere va comunque oltre i rapporti tra uomo e donna. Il soggetto, infatti, non può essere considerato né assolutamente strumentale, né totalmente determinato, rispetto al genere. Si tratta invece di una dimensione dell'identità che viene modellata di continuo in base a contesti diversi a seconda dell'organizzazione sociale.
Le pratiche sociali di cui parliamo a volte accentuano le differenze (i vestiti premaman), altre volte le negano (spesso nei contesti lavorativi), altre volte le mitizzano (giochi al pc), o le complicano (moda del terzo genere). Ma la distinzione di genere ci ha permesso anche di modificare le nostre chiavi analitiche, come accade nei gay and lesbians studies o nei queer studies. Il concetto di maschilità e femminilità pone il focus sul corpo perché il sesso (genitale) e la sessualità (in base al desiderio erotico).
Genere, sesso e sessualità sono elementi legati tra loro, infatti è impossibile parlare di uno senza citarne in giudizio un altro. Nell'emisfero australe e nelle culture africane c'è meno rigidità di genere: in alcuni periodi si passa una fase di omosessualità, o l'esistenza di un terzo sesso. Nelle culture occidentali invece, è proprio genere sesso e sessualità a presentare la necessità di definire normale e moralmente giusto la distinzione uomo/donna. Agiamo con la certezza morale che i sessi siano due, e che se una persona si comporta da donna in modo convincente, allora è donna.
Infatti, il processo di attribuzione di un sesso, non funziona tramite un'assegnazione di una categoria sessuale alla nascita, né l'applicazione al criterio di assegnazione reale. Le società hanno in comune delle distinzioni tra uomo e donna, ma le percepiscono diversamente. Il corredo biologico insomma è plasmato socialmente anche da pratiche ed istituzioni. Le varie cornici istituzionali che continuano a portare avanti queste distinzioni, sono ad esempio i bagni pubblici, i quali distinguono il genitale e non la materia che si va ad espellere, escludendo altre identità che si situano tra le due categorie e confermando gli stereotipi.
La norma sociale dell'accoppiamento selettivo ci fa pensare che sia strano vedere una donna più alta o muscolosa di un uomo. Maggiore quindi è il peso sociale, maggiore è la differenza tra i corpi.
La sessuazione
Un esempio di identità sessuale lo ritroviamo già nell'educazione dell'infanzia. Ci vengono dati diversi modi di operare e giocare in base al genere. Ai bambini è permesso fare a pugni e inscenare battaglie, alle bambine no. Comincia quindi molto presto, e ci dà standard ai quali aderire, aggiungendo elementi man mano che cresciamo, e facendo assumere alla donna una posizione subordinata.
Secondo Guillaumin sono tre i modi in cui fabbrichiamo il corpo sessuato:
- Interventi diretti sul corpo: moda, gestione del cibo, modificazione del corpo, controllo delle dimensioni (relative).
- Il corpo per sé: pratiche di gestione del corpo, postura, tono della voce, uso di utensili, mobilità.
- Il corpo per gli altri: l'identificazione di sé avviene in rapporto a chi abbiamo accanto. Alle donne viene imposto di prepararsi e preservarsi con devozione alla cura dei bambini, dei malati, invalidi, anziani, e le isola in questo genere di pratiche.
Capitolo 2: Politica dei corpi
La politica dei corpi indica i processi con i quali si regola l'uso del corpo e il controllo sociale o individuale. (Nesso tra potere e corpo) In passato l'analisi della politica del corpo riguardava esclusivamente il sovrano, nell'epoca moderna riguarda tutta la popolazione: la conseguenza è stata che si è data più importanza al contrapporsi di diverse forme nel corpo, motivo di conflitti tra uomo e donna, giovani e vecchi, bianchi e neri.
Foucault
L'opera di F. è un tentativo di illustrare il funzionamento del potere nella modernità. I rapporti di potere non reprimono il corpo, ma lo producono, lo marchiano, lo addestrano, l'obbligano a delle cerimonie. Secondo F. il potere non appartiene ad un gruppo specifico, ma circola di continuo e funziona a catena: non è una proprietà o una potenza, ma è una relazione. Esso lavora sul corpo passando via piccole prassi quotidiane.
F. vede il corpo come uno strumento utile e docile nella comunità, ospedali, scuole. E pensa che il potere possa funzionare nel momento in cui l'individuo sia consapevole di essere controllato di continuo. (Il potere funziona automaticamente). Denuncia l'inclusione del governo nel processo di governamentalità, ovvero che le condotte di vita vengono amministrate dalle autorità e che esse stesse mettano il limite al concetto del Normale (es. Regolazione dell'alcool o prassi mediche).
Fra le diverse pratiche di controllo sulla società applicate, troviamo quelle del regime fascista: lo sradicamento dei geni difettosi, le persone venivano sterilizzate senza il consenso (afro-americani o altre razze definite inferiori). Un'altra pratica è stata l'apertura dei manicomi. Questa ha alimentato il concetto di immorale e innaturale per quanto riguarda il folle, includendo quindi il trattamento terapeutico. Il corpo è oggetto di una preoccupazione
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