Il governo francese e il velo nelle scuole
Il governo francese vieta alle ragazze musulmane di portare il velo in classe: quindi un governo che rappresenta la nazione ed i suoi valori esclude dagli ideali di eguaglianza e libertà una categoria di persone in pubblico. Oltretutto, la ragazza attribuisce al velo una valorizzazione del modo di essere di una persona. Al velo viene attribuito un significato diverso. Lacerazione tra essere buoni cittadini e buoni musulmani.
La cultura come conoscenza e valorizzazione
Organizzando una serata, un ragazzo va a teatro dicendo “vado a farmi un po’ di cultura”: la cultura è uno stock di conoscenze che eleva un individuo.
Interazioni culturali tra diverse nazioni
Un americano va in Giappone per lavoro, un giapponese dà all'americano un biglietto da visita, se lo mette in tasca ma il giapponese non chiama più. Per i giapponesi il biglietto da visita è qualcosa di personale, mentre per l’americano è solo un pezzo di carta. In questo caso manca un pezzo di cultura condiviso.
Il mondo della cultura può essere considerato anche come l’universo del significato. La cultura ha sempre a che vedere con delle distinzioni, con il posizionarsi in modo diverso rispetto agli altri nell’arena sociale e con la convivenza multiculturale.
Concetto di cultura e dibattito storico
Premettendo che sia la cultura (aspetto espressivo dell’esistenza) che la società (aspetto relazionale dell’esistenza) sono astrazioni, il concetto di cultura (=coltivare per distinguerlo da natura) e il dibattito su questo termine si presenta tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 perché prima i mondi erano chiusi e non si mescolavano.
Scuola umanistica
- Nasce nelle corti monarchiche in maniera polemica per sottolineare distinzioni tra cultura e civilizzazione, frutto della rivoluzione industriale che aveva imbruttito il volgo. La prima significa “comportamento curato”. I civilizzati erano coloro che solo apparentemente avevano cultura ma mimavano il lato più elevato della società senza farne parte.
- La cultura è quanto di meglio è stato pensato e conosciuto dall'uomo, per restituire “dolcezza e luce” al mondo tramite la bellezza della cultura (Arnold, pedagogo e letterato inglese).
Oggi questo significato è rimasto per intendere la “cultura alta” (quindi influenza con seconda scuola se esiste comunque una cultura bassa) riprendendo il legame tra cultura e arte.
Quattro caratteristiche della scuola umanistica
- Si pensa che alcuni prodotti siano meglio di altri (cultura come perfezione e perfezionamento della natura).
- La cultura si oppone alla civiltà ed è raro raggiungere armonia tra le due.
- La cultura è fragile e va preservata. Se si ha una risorsa scarsa questa va protetta (es. compro quadro costoso e lo appendo o lo proteggo in un caveau).
- Gli oggetti di cultura hanno sempre un aspetto sacrale.
Scuola scientifica
- Nasce a metà dell’800 all’interno delle scienze sociali a causa di due grandi trasformazioni.
- Iniziano i primi grandi viaggi di esplorazione che portano a notare non solo oggetti perfetti diversi ma anche modi di fare differenti. Nasce la differenza tra cultura e selvaggio, civile e incivile perché l’osservazione non è tra simili ma tra dissimili.
- Cambia la struttura sociale: nascita stato di diritto, rivoluzioni francese e americana, la società si differenzia non più per strati ma per funzioni.
In questo contesto nasce in Inghilterra l’antropologia culturale, dedita allo studio di culture diverse da quella europea.
Contributi di Herder e Tylor
Herder (filosofo tedesco) rifiuta la concezione etnocentrica di Arnold di “bello” solo riferito all’arte dell’Europa Occidentale. Secondo lui non esiste più una cultura dentro la quale si sta o meno (cultura e civiltà), ma ci sono più culture. Inoltre, tutte queste non vengono più giudicate dal punto di vista della perfezione, ma tutte sono pari e non è possibile fare classifiche o esprimere giudizi. L’unica cosa che si può fare è osservare e capire i modi di fare.
Tylor (antropologo inglese) nella sua riflessione derivata da Herder definisce la cultura presa nel suo significato etnografico come insieme complesso che include sapere, credenze, arte, morale, diritto, costume ed ogni altra competenza o abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società. Acquisito contrapposto ad ascritto (innato). In quanto membro della società: il comportamento non è il medesimo all’interno di diverse società.
Concetti di Berger e Geertz
Per Berger, cultura è il processo di esternalizzazione, oggettivazione e interiorizzazione dell’esperienza umana. Esternalizzazione: l’esperienza viene proiettata all’esterno, espressa. Oggettivazione: l’esperienza viene tipizzata con dei confini ben precisi e diventa una norma. Interiorizzazione: diventa parte della personalità della persona.
Clifford Geertz, antropologo degli anni ’70, dà una definizione di cultura che poi diventa canonica: la cultura è un sistema di concezioni ereditate espresse in forme simboliche per mezzo di cui gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano la loro conoscenza e i loro atteggiamenti verso la vita. Sistema nel senso di schema, struttura collegata. Trasmessa storicamente nel senso che cambia nel tempo.
Caratteristiche della scuola scientifica
- Non vengono espresse valutazioni rispetto alla validità di una cultura rispetto ad un’altra.
- Società e cultura sono strettamente connessi (alcune scuole di pensiero ritengono che una determini l’altra).
- La cultura è qualcosa di permanente perché consiste nel comportamento delle persone e non in oggetti da conservare.
- La cultura non è sacra e può essere studiata.
Oggetto culturale e significato
Per distinguere cultura e società ci serviamo di strumenti come l’oggetto culturale: un significato condiviso incorporato in una forma. Quindi esso non esiste in natura perché non consiste nell’oggetto in sé ma nel significato che gli viene attribuito.
- Significato: qualcosa che sta al posto di qualcos’altro, un segno che indica qualcosa che il segno stesso non dice un’eccedenza di senso su cui funzionano tutti i sistemi culturali umani (es. Wonder bread, pane bianco in Nigeria ecc. Il pane ha una storia oltre l’oggetto quindi è culturale).
- Condiviso: anche da due sole persone (micro-cultura).
- Incorporato in una forma: ogni oggetto deve avere una forma che lo contiene perché il significato va percepito.
La società è solo ciò che è comunicabile, tutto il resto è personale e non viene condiviso. Per analizzare le infinite parti in cui è suddivisa una cultura e le relazioni tra cultura e società Griswold utilizza il diamante culturale:
- Creatore: sono inseriti nel contesto sociale ma non possono portare innovazioni mai viste prima altrimenti nessuno le comprenderebbe.
- Mondo sociale o contesto sociale dove prende senso l’oggetto culturale.
- Ricevitore essenziale per trasformare un oggetto culturale perché gli attribuisce significato. Non è però omogeneo (gusti e conoscenze diverse).
Asse di analisi oggetto-contesto: ogni oggetto va analizzato nel contesto in cui è stato prodotto (asse macro-micro). L’altro asse è quello che collega il creatore al ricevitore: ciò che viene creato viene fatto perché un pubblico lo riceva (anche ad esempio Dio creatore e cristiani ricevitori). Per una corretta analisi vanno studiate tutte le relazioni.
Il diamante culturale non è una teoria perché non spiega nulla, è solo uno schema per orientarsi nella realtà sociale per studiare gli oggetti culturali.
Il significato: rapporto contesto-oggetto
Il significato si riferisce alle capacità dell’oggetto di suggerire o indicare qualcos’altro. Differenza tra significato semplice (o segno, un solo significato) e significato complesso (o simbolo, più significati). Gli umani hanno bisogno di significati perché non nascono con gli istinti necessari per sopravvivere: la cultura è la compensazione alla mancanza d’istinti.
Clifford Geertz scrive sul bisogno di significato: l’uomo ha bisogno di fonti simboliche per trovare la sua strada nel mondo. Senza la cultura l’esperienza umana sarebbe informe in quanto gli istinti sono troppo generali per sapere come comportarsi. Berger definisce il bisogno di significato come una risposta alla paura del caos.
Analizzando l’asse contesto-oggetto, possiamo chiederci se sia la società a dare senso e forma alla cultura o viceversa. I due elementi si influenzano a vicenda e dipende dal punto di partenza dell’analisi del sociologo: partendo dalla cultura si vedrà come questa influenza la società e viceversa.
Società e cultura: teoria del riflesso
Vari pensatori sono arrivati a diverse conclusioni: alcuni, come i funzionalisti e i marxisti, sostengono che la cultura sia un riflesso della società (teoria del riflesso), mentre altri, come Weber, sostengono che la società sia il riflesso della cultura.
Società influenza la cultura
La teoria del riflesso trae radici dal pensiero di Platone, per cui la percezione della realtà non è veritiera perché non percepiamo l’essenza delle forme (non possiamo immedesimarci nelle cose). Noi umani confondiamo l’apparenza con la realtà.
In questo modello sono presenti tre creatori: Dio, che crea il letto reale nella forma ideale, l’artigiano, che produce il letto materialmente, e l’artista che riproduce imperfettamente una riproduzione (finge due volte). Quindi l’arte è una distrazione dalla realtà perché l’artista ha solo una conoscenza superficiale delle cose.
Quindi la teoria platonica delle forme si compone di tre elementi: la forma (l’idea), l’apparenza (la concretizzazione) e l’arte (espressione simbolica). La struttura del diamante culturale ora è doppia ma allontana ancora di più dalla realtà. Per cui la critica platonica ritiene la cultura qualcosa di meno reale e fondamentale della realtà.
Marxismo e funzionalismo
Marxismo: gli idealisti tedeschi del tempo come Kant condividevano l’idea platonica secondo cui la categoria intellettuale fosse antecedente all’esperienza sensitiva (possediamo concetti di spazio e tempo ancora prima di esperirli). Marx dopo un breve periodo idealista, aderisce pienamente al materialismo secondo cui la cultura generale è un prodotto della realtà materiale. Sulla base di una struttura economica contraddistinta dal possesso o mancato possesso dei mezzi di produzione (rapporti di produzione) si sorregge una sovrastruttura che consiste in molti elementi quali politica, leggi, religione… e solo tramite la base di questa struttura (ovvero il proletariato) può cambiare la sovrastruttura.
Le idee dominanti di una società sono le idee della classe dominante che deve giustificare la sua posizione di potere. Un’applicazione dell’analisi di Marx si ebbe con la scuola di Francoforte, che raccolse molti pensatori, per la maggior parte ebrei, allo scopo di riesaminare la teoria marxista. Con la salita al potere del nazismo quasi tutti scapparono alla Columbia University di New York (Marcuse, Adorno…). Analizzando il rapporto tra autorità e cultura di massa si aprì una critica all’“industria culturale” che, riconciliando il consumatore con la sua esistenza, lo rendeva docile, con uno spostamento da un’economia di produzione ad una di consumo (es. non si parla più di imprenditori di quanto siano straordinari ma di stelle del cinema e di quanto siano ordinarie). La teoria marxiana viene rivista in senso marxista, non riconoscendo una forza autonoma alla cultura ma avviando uno studio su come l’industria produce cultura.
Funzionalismo americano
Funzionalismo americano: È la risposta americana al marxismo, che non prese mai veramente piede. Viene fondata la scuola di Chicago, molto pragmatica, che studia le tematiche direttamente sul campo e meno la teoria. Si distinguerà per il tentativo di elaborare una teoria generale per spiegare le azioni grazie a Parsons. Parsons negli anni ’30 va in Germania a studiare Weber (cultura autonoma da altri fattori, società azioni singole) e Durkheim (società come unico insieme).
Il funzionalismo teorizza una forte congruenza fra struttura e cultura perché le società umane sono basate su alcuni bisogni (es. socializzazione dei giovani) che creano un’istituzione (es. famiglia). Man mano che le società diventano più complesse nasce l’istituzione economica, il diritto… La società, come un organismo, si basa sull’equilibrio tra tutte le istituzioni. La cultura quindi non ha un ruolo autonomo, ma orienta semplicemente gli individui verso obiettivi comuni premiando chi si comporta nel modo giusto (ordine e devianza) attraverso un processo di interiorizzazione dei valori fino a diventare parte della personalità dell’individuo (socializzazione).
La critica principale a questo modello è l’eccessivo semplicismo, rende il pubblico passivo, non creatori attivi di cultura e presuppone la cultura come permanente. Non è più totalmente dipendente dalla struttura sociale, ma è il riflesso della società come dovrebbe essere, è troppo integrata con la società.
- Problema interno: autoconservazione
- Problema esterno: adattamento
- Futuro Soluzione: strutture culturali
- Soluzione: strutture economiche
- Problema: integrazione
- Problema: raggiungimento di scopi
- Presente Soluzione: strutture integrative (diritto)
- Soluzione: sottosistema politico
Swidler sostiene che la cultura non può essere teorizzata secondo il modello di Parsons, perché gli individui mescolano varie regole che hanno imparato nel corso della loro vita o non sono ancora socializzati a certe situazioni. La cultura è una “cassetta degli attrezzi”, ciò che impariamo lo utilizziamo come strumento per vivere la quotidianità.
Altre analisi del funzionalismo portano a pensare che la teoria del riflesso possa essere più una riflessione sulla società tramite la cultura che il rispecchiamento di essa. Es. quadri del ‘500 oppure Gerusalemme solo slogan pubblicitari ebrei. Analizzando questi oggetti culturali (dipinti, pubblicità) possiamo arrivare ad un’analisi più profonda della struttura sociale di un’epoca.
Cultura influenza la società
Weber, pur sottolineando una reciproca influenza, pone l’attenzione su quanto e come la cultura influenzi la società. Scrisse L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, osservando come l’Occidente fosse unico sotto molti aspetti, soprattutto per il suo sistema economico basato sulla redditività che deriva prevalentemente da aspetti culturali (soprattutto religiosi).
Notò che lo spirito del capitalismo era più spiccato tra i protestanti piuttosto che i cattolici, e che questo spirito era orientato più al risparmio che al godere delle ricchezze accumulate. Questo perché il protestante si basa su due elementi: la vocazione e la predestinazione. Il primo afferma che ogni uomo ha il suo posto nel mondo che gli è stato assegnato da Dio, mentre il secondo che l’uomo è già predestinato al cielo o all’inferno. Questo portò gli uomini a cercare segni della propria salvezza nel successo personale (ascetismo intramondano). Anche se l’aspetto religioso è scomparso, la struttura sociale rimane.
Il modello weberiano non vuole però affermare che l’uomo non persegua interessi materiali, ma che il modo in cui perseguirli lo decida la cultura. Questo poi porterà alla cultura americana dell’attivismo intramondano: dato che quello che si fa non conta per la salvezza divina, bisogna fare molto a causa dell’ansia della non conoscenza.
Le critiche mosse alla teoria weberiana sono diverse:
- È troppo soggettiva: l’analisi dovrebbe fermarsi ai comportamenti osservabili e non al significato delle azioni.
- Pensiero e azioni sono spesso contraddittori.
Significato, modernità e scontro tra culture
A ridosso del nuovo millennio il politologo Huntington teorizzò uno “scontro fra culture”, non più basato su questioni economico-sociali come nella guerra fredda. Sosteneva che a livello globale ci fossero aree culturali molto forti (es. mondo occidentale, Cina, mondo islamico) in contrasto tra loro; Le critiche però non tardarono ad arrivare, sottolineando come fosse eccessivamente semplicistico compattare il mondo islamico in quel modo, nonostante le profonde differenze tra islam e occidente (e anche all’interno degli stessi mondi culturali).
Il 9/11 fece partire una riflessione sul significato di modernità; secondo i padri fondatori della sociologia l’umanità stava inesorabilmente avvicinandosi ad un modello di umanesimo illuminato che oggi è sostanzialmente un’utopia: la religione e le differenze etniche sono rimaste. La modernità ha prodotto forti reazioni culturali in due direzioni:
- Post-modernismo: tratto distintivo è la “caduta della metanarrazione” nel senso che se altre epoche avevano avuto un filo conduttore, quella postmoderna ne era priva. La cultura è fine a se stessa e la vita non ha significato, per cui simboli e oggetti cultu...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, Prof. Terenzi Paolo, libro consigliato Trauma- la rappresentazio…
-
Riassunto esame Sociologia, prof. Santoro, libro consigliato Sociologia della cultura, Griswold
-
Riassunto esame Sociologia della cultura, Prof. Bonazzi Michele, libro consigliato Sociologia della cultura , Wendy…
-
Riassunto esame Sociologia della cultura, Prof. Prandini Riccardo, libro consigliato La realtà dei mass media, Luhm…