Primo capitolo – Di che cosa è fatta la comunicazione
Comunicare:
- Trasmettere un messaggio, un’informazione
- Costruire, elaborare, condividere significati
- Costruire, mantenere, modificare relazioni tra persone e gruppi sociali
Sociologia della comunicazione studia la dimensione comunicativa delle relazioni sociali.
Modelli di comunicazione
Di che cosa è fatta la comunicazione? – Modello informazionale di Shannon e Weaver e modello delle 5 W di Lasswell (modelli unidirezionali e lineari, emittente ricevente).
Modello di Newcomb: partecipanti A e B, che sono entrambi sia riceventi che emittenti, e contesto sociale X, al quale i partecipanti si riferiscono.
Schramm evidenzia l’importanza del contesto, che lui chiama campo di esperienza, cioè l’insieme delle conoscenze, esperienze e valori dei soggetti.
Jakobson individua sei fattori costitutivi della comunicazione linguistica: mittente, destinatario, messaggio, contesto, codice, contatto (canale).
Relazione comunicativa
Relazione comunicativa: due o più soggetti agenti, costruzione del senso (attraverso messaggi, codici e canali) secondo scopi e norme in un determinato contesto, micro (situazione) e macro (contesto linguistico, sociale, culturale).
Universali comunicativi: strutture invarianti della comunicazione che attraversano le diverse culture (es. espressioni facciali, regole di cortesia).
Intenzionalità: rapporto consapevole con il proprio e altrui atto comunicativo (emittente ha intenzione di trasmettere qualcosa al ricevente e quest’ultimo può anticipare e interpretare tale intenzione).
Comunicazione umana: gesti significativi (Mead), che contengono un significato che deve essere interpretato.
Categorie di emittente e ricevente possono essere scomposte in diverse figure e ruoli (Goffman):
- Emittente: animatore (colui che si rivolge concretamente all’interlocutore), autore (colui che ha costruito il messaggio) e mandante (soggetto che assume la responsabilità di ciò che viene detto).
- Ricevente: partecipante designato (vero e proprio destinatario della comunicazione, target primario) e partecipante occasionale (colui che è raggiunto in qualche modo dal messaggio, ma che non è il destinatario scelto dall’emittente); ricevente diretto (raggiunto dal messaggio così come è stato formulato dall’emittente) e ricevente indiretto (che riceve il messaggio per il tramite di un altro soggetto).
Messaggio
Messaggio tre aspetti:
- Indica una qualsiasi espressione comunicativa dotata di significato.
- È significativo perché dice qualcosa in relazione alla realtà.
- Informazione costruita secondo le regole di un codice e trasmessa attraverso una determinata forma materiale (codice e canale).
Significato di un messaggio: duplice dimensione: ciò che vuol dire (dimensione culturale), e ciò che dice a me in particolare (dimensione soggettiva).
Dimensioni del messaggio:
- Intenzionale e non intenzionale, espressioni assunte intenzionalmente ed espressioni lasciate trasparire (es. arrossire).
- Di denotazione e di connotazione, denotazione è la dimensione oggettiva del significato, connotazione indica i significati impliciti e soggettivi.
- Di contenuto e di relazione, in qualsiasi cosa diciamo sono presenti due messaggi, un messaggio che rappresenta l’aspetto di contenuto, e un messaggio che rappresenta l’aspetto di relazione, che comprende una presentazione di sé e una affermazione sulla relazione con l’interlocutore.
- Esplicita e implicita, significato esplicito, il “che cosa” dello scambio comunicativo, e significato implicito, che viene presupposto e non deve essere esplicitato perché si ritiene appartenga già alla comune conoscenza del mondo dell’interlocutore.
Feedback: azione con cui il ricevente si costituisce pienamente come partecipante alla comunicazione, permette all’emittente di esercitare una riflessività sulla propria comunicazione attraverso la risposta dell’interlocutore.
Codice: forma del messaggio, è composto da segni.
Segno: qualcosa che sta al posto di qualche altra cosa per qualcuno. Tre funzioni fondamentali: di rappresentazione della realtà, di comunicazione, di partecipazione sociale.
Strutture del segno
Strutture del segno:
- Binaria, Saussure, distinzione tra significante (forma, es. parola “cane”) e significato (contenuto, rappresentazione di un oggetto mentale). Rapporto tra significante e significato, cioè tra immagine acustica e concetto, è assolutamente arbitrario, è frutto di un accordo implicito tra i parlanti una stessa lingua.
- Triadica, Peirce, rapporto tra segno, oggetto a cui si riferisce e significato. Due diversi concetti di oggetto: oggetto dinamico, l’oggetto quale esso è, che esiste indipendentemente dal fatto che qualcuno lo pensi; oggetto immediato, rappresentazione, immagine mentale dell’oggetto.
Semiosi: processo per cui qualcosa funziona come segno. Quattro fattori:
- Veicolo segnico: ciò che agisce come segno.
- Designatum: ciò a cui il segno si riferisce (es. oggetti, idee, stati interiori).
- Interprete: colui che usa i segni e realizza l’atto della semiosi.
- Interpretante: effetto sull’interprete, che si rende conto del segno.
Tre tipi di segni (Pierce): icona, comunica un’idea per somiglianza con l’oggetto che rappresenta (es. disegno di un albero, mappa di una città); indice, comunica per la contiguità effettiva con l’oggetto, relazione fattuale tra oggetto e segno (es. indice puntato per indicare un oggetto, fotografia); simbolo, comunica per interpretazione, richiede forme di associazione (es. parole, numeri).
Canale: mezzo fisico-ambientale che consente il contatto tra i soggetti agenti e la trasmissione dei messaggi.
Media comunicativi
Media comunicativi: fissazione, riproduzione e distanziazione spazio-temporale delle forme simboliche.
Scopi: distinzione tra scopi-risultati (scopi generali) e scopi-fini (scopi particolari).
Norme: modelli di comportamento basati su valori sociali che definiscono il comportamento appropriato nei diversi contesti e situazioni comunicative, e possono avere un carattere più o meno vincolante, e prevedere sanzioni in caso di violazione.
Tre tipi di norme comunicative:
- Norme che regolano l’interazione comunicativa, definiscono chi può assumere il ruolo di ricevente o di emittente, e quando si può parlare.
- Norme che favoriscono la cooperazione comunicativa, creano le migliori condizioni per dar vita a una relazione comunicativa. Due categorie:
- Norme rivolte a favorire la condivisione del contenuto (regolare quantità di enunciati, assicurare veridicità del contenuto, evitare confusione).
- Norme finalizzate a salvaguardare la relazione (regole del “tatto” di Goffman, regole difensive usate dagli emittenti, regole protettive usate dagli interlocutori per sostenere gli emittenti, regola di non abusare della benevolenza del pubblico).
- Norme basate sugli status-ruoli, tre dimensioni delle relazioni sociali: verticale (gerarchia sociale), orizzontale (uguaglianza), della prossimità (intimità). Uso diverso di allocutivi, nomi-cognomi, pronomi personali, titoli professionali.
Differenza tra norme esplicite (campo giudiziario e militare) e implicite (rapporti familiari), formali e informali.
Contesto
Contesto: insieme delle condizioni in cui si svolge la comunicazione. Due livelli: macro e microcontesto. Varie dimensioni: spazio-temporale, psicologica, sociale e culturale.
Situazione sociale o comunicativa: partecipanti sono gli uni in presenza degli altri e si influenzano reciprocamente.
Dimensione spazio-temporale: ribalta vs retroscena; relazioni in presenza o a distanza. Spazio e tempo condizionano la comunicazione perché sono risorse limitate, e la condizionano anche in riferimento al feedback, che in situazioni diverse dall’interazione faccia a faccia potrebbe non essere immediato, ma rimandato nel tempo o addirittura assente.
Dimensione psicologica: simpatia (atteggiamento positivo verso l’altro) si crea tramite alcune caratteristiche dell’aspetto fisico (piacevolezza dell’aspetto e caratteri infantili, come guance rotonde e occhi grandi), tramite il compiacimento dell’interlocutore (captatio benevolentiae) e tramite la somiglianza tra emittente e destinatario (omofilia).
Dimensione sociale: in ogni situazione interattiva, gli individui proiettano una propria definizione della situazione (modo in cui interpretano le regole, le norme e il proprio ruolo in quella specifica interazione). Definizione della situazione complessiva è il prodotto delle diverse definizioni dei partecipanti, ma il potere di definizione non è sempre equamente distribuito in genere però si giunge a un accordo operativo, o working consensus, un compromesso che eviti un conflitto fra diverse definizioni (es. studente non è interessato alla lezione ma comunque non disturba).
Dimensione culturale: comunicazione intra-culturale (tra soggetti che condividono lo stesso background culturale) e inter-culturale. Cultura è sia interiorizzata negli individui, sia interna alle relazioni comunicative, alle quali dà una forma particolare (canali, codici, scopi, norme vengono condizionati).
Secondo capitolo – Come avviene la comunicazione
Conoscenza e uso dei codici
Codifica: processo per cui uno stato mentale, un pensiero, un sentimento di un soggetto viene tradotto in segni esterni (parole, suoni, gesti) percepibili dai suoi interlocutori. Può avvenire attraverso segni verbali, non verbali o attraverso altre forme comunicative che usano canali e codici artificiali (scrittura, video).
Decodifica: processo inverso che avviene nel ricevente, che traduce un segno esterno in uno stato mentale, in un vissuto. Maggiore o minore corrispondenza tra i processi di codifica e decodifica dipende dalla complessità dei codici utilizzati (polisemia aumenta il rischio di incomprensione) e dalla conoscenza e dall’uso dei codici da parte dei soggetti.
Commutazione di codice: passaggio da un codice all’altro, tra codici dello stesso genere (varietà linguistiche) o tra codici di natura diversa (es. verbali e non verbali).
Attività interpretativa
Due tipi di concetti si depositano nella nostra memoria semantica: schemi e copioni.
Schemi: concetti che si riferiscono a elementi singoli semplici, e possono essere oggetti concreti (mela, albero) o concetti astratti (comportamenti).
Copioni: rappresentazioni concettuali di eventi e relazioni sociali (sposarsi, cercare un lavoro).
Schemi e copioni, cioè le conoscenze semantiche, si acquisiscono nel tempo grazie a una serie di singoli atti di conoscenza ripetuti (oggetto immediato si forma grazie alle esperienze ripetute di quell’oggetto dinamico).
Enciclopedia mentale: insieme degli schemi e dei copioni dal quale traiamo i concetti e le categorie che usiamo per interpretare la realtà e per comunicare.
Frame: cornici interpretative che servono a comprendere gli eventi e il loro significato, sono dei fattori di ordine e orientano il comportamento adeguato dei partecipanti a un determinato evento, facilitando in questo modo la comunicazione, e sono legate a specifici contesti socio-culturali.
Rappresentazione dell’altro: individuazione vs tipizzazione.
Individuazione: percepire l’altro nella sua unicità fisica e di comportamento.
Tipizzazione: identificazione dell’altro come appartenente a una specifica categoria sociale, con dei caratteri che tipicamente attribuiamo a quella categoria.
Interesse e coinvolgimento
Meccanismi selettivi nei processi di ricezione: esposizione selettiva (alle fonti e ai messaggi), percezione selettiva (comprensione del significato) e memorizzazione selettiva.
Processo di percezione e comprensione del contenuto, vari meccanismi:
- Rifiuto del messaggio, ignorare un messaggio che contrasta
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