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3.2 Jurgen Habermas : l'opinione pubblica come discussione critica

In Germania la seconda generazione degli esponenti della Scuol di Francoforte trova

nuovi elementi per riprendere e rinnovare la trazione della teoria critica applicandola alla

concezione di sfera pubblica e di opinione pubblica nelle società contemporanee.

Habermas assegna all'opinione pubblica una funzione prevalentemente emancipativa e

critica tutt'altro che tramontata nel nuovo scenario delle dinamiche simboliche e dei

processi di globalizzazione che stanno caratterizzando l'attuale fase della tarda modernità.

→ nel pensiero di Habermas, sulla base dell'idea stessa di sfera pubblica borghese, vede

l'opinione pubblica come pubblica argomentazione razionale cioè come dialogo e

confronto pubblico di privati cittadini attraverso l'uso della ragione e della discussione

razionale nella compresenza spazio-temporale in un luogo accessibile a tutti.

→ quella che Habermas chiama pubblicità dimostrativa e manipolativa individua la

possibilità di una nuova pubblicità critica in contrapposizione con le altre due forme

operanti di pseudo-opinione pubblica: le opinioni non pubbliche e le opinioni quasi-

pubbliche.

L'opinione pubblica è un processo eminetemente comunicativo ed interattivo, il suo

frormati espressivo è il linguaggio razionale, l'argomentazione discorsiva, il suo orizzonte è

l'universalismo degli obiettivi e del metodo (il reciproco intendersi degli esseri umani).

→ l'obiettivo delle dinamiche di opinion è duplice:

è emancipativo per i soggetti sociali che sono chiamati a parteciparvi

• è critico verso il potere politico o lo Stato perché la ragion d'essere di questo

• processo non è né acclamatoria né consensuale ma appunto autodiretta.

Questo profilo entra rapidamente in crisi non appena lo sviluppo della società capitalistica

comincia a mettere in campo altre forme di produzione dell'opinione nella sfera pubblica

(es: media) che cominciano a surrogare o a sostituire le modalità originale della

formazione dell'opinione pubblica attraverso la discussione.

Sistema delle opinioni informali, personali, non-pubbliche =

• una gamma di atteggiamenti, credenze ed orientamenti a livello individuale e

privato che vanno dai luoghi comuni tipici di una cultura a quelli più personali fino a

quelli diffusi dall'industria culturale e consolidati dalla cultura di massa. Un mix di

pregiudizi e credenze spesso eterodirette, che restano però fuori dalla sfera

pubblica che non diventano quindi opinione pubblica.

Sistema delle opinioni formali e istituzionalmente autorizzate, quasi-pubbliche =

• opinioni formali o istituzionali che circolano in una cerchia ristretta al di sopra della

massa della popolazione, che possono rivolgersi al pubblico o influire sulle decisioni

politicamente rilevanti, ma che in ogni caso non soddisfano le condizioni di un

dibattito effettivamente pubblico.

→ Sfera pubblica rappresentata il cui obiettivo è il consenso :

il consenso fabbricato non ha molto in comune con l'opinione pubblica, con la finale

unanimità di un lungo processo di reciproco chiarimento, l'interesse generale.

Resta valida ed insostituibile la centralità della pubblicità e dell'opinione pubblica ma è

cambiata radicalmente la loro natura e funzione: da progressive sono diventate regressive.

→ Opinione pubblica critica

accanto e in competizione con le opinioni non-pubbliche (decantate dai sondaggi ma

prodotte in contesti non pubblici) e le opinioni quasi-pubbliche (quelle delle elité politiche e

culturali, degli esperti e dei gruppi dirigenti, che vengono presentate pubblicamente dai

media alla collettività).

3.3 Niklas Luhmann : l'opinione pubblica come riduzione della complessità

L'opinione pubblica da variabile indipendente del processo democratico diventa variabile

dipendente dei processi di comunicazione politica, strumento e procedura per la riduzione

della complessità sociale.

→ L'opinione pubblica deve essere concepita come struttura tematica della

comunicazione pubblica, non deve essere più concepita come effetto prodotto e

continuamente operante, ma si deve concepire funzionalmente come strumento ausiliare

di selezione in un mondo contingente.

L'attuale funzionamento delle dinamiche di opinione in una società complessa, non solo

altamente differenziata ma anche mediatizzata, di quanto non lo sia il contrapposto

paradigma habermasiano, volontaristico e critico.

→ convergenze con la teoria dell'agenda setting, e della spirale del silenzio e dell'influenza

esercitata sugli studi concernenti la tematizzazione dei media.

Complessità sociale=

la crescente complessità sociale intesa come eccedenza di possibilità, di essere possibile

anche diversamente richiede al sistema il ricorso continuo alla selettività per ridurre la

complessità esterna (ambiente) ed interna (sistema) in modo da rendere quest'ultimo

stabile e sicuro.

L'opinione pubblica sembra rispondere proprio, funzionalmente, al problema della

contingenza: essa non serve a formare la volontà generale né a produrre una discussione

egualitaria e neutrale ma mira esclusivamente a ridurre le molteplicità soggettive di ciò

che è giuridicamente e politicamente possibile.

→l'opinione pubblica non è espressione di una soggettività individuale che diventa

generale sulla base della discussione razione e della conquista del consenso (habermas)

ma è una modalità comunicativa che serve a ridurre l'incertezza, ad ordinare operazioni

selettive, ad istituzionalizzare pubblicamente ciò che è sistemicamente compatibile.

→ è il tema o issue a determinare l'opinione, non viceversa (come in habermas).

La Sfera pubblica non rappresenta più una dimensione al tempo stesso emancipativa e

critica, generale e razionale, autodiretta, non sono più possibili opinioni libere, la pubblicità

diventa perciò un attributo del solo sottosistema politico e la sua specificità consiste nella

strutturazione dei temi dell'opinione pubblica nella loro istituzionalizzazione.

L'opinione pubblica non nasce più dal basso, non è più autodiretta, non è più uso pubblico

della ragione da parte di privati e cittadini, è per così dire, sistemicamente eterodiretta,

dipende dai temi di volta in volta sottoposti all'attenzione pubblica ed istituzionalizzati, è

attivata e sollecitata dall'alto e non svolge nessun ruolo critico ed emancipativo ma

assume esclusivamente una funzione sottosistemica di prestazione per la riduzione della

complessità.

I temi non servono direttamente a determinare il contenuto delle opinioni ma a catturare

l'attenzione.

Attention rules che riguardano il funzionamento della pubblicità

• Deciosion rules che sono riferite al governo e alle istituzioni

I temi possono essere considerati istituzionalizzati se e nella misura in cui può essere

supposta la disponibilità ad occuparsene nei processi di comunicazione. La pubblicità

sarebbe dunque la supponibilità dell'accettazione di temi.

Le dinamiche di opinione riducono sensibilmente il loro raggio di influenza: esse

assumono solo la funzione di stabilire i confini di ciò che è di volta in volta possibile.

→ la costruzione pubblica delle issue appare un processo più complesso e differenziato

anche la stessa nozione di pubblicità anticipa uno slittamento semantico dall'idea di spazio

pubblico a quella di arena simbolica (despazializzata e mediatizzata)

Elisabet Noelle-Neumann : l'opinione pubblica come conformità sociale

3.4

La spirale del silenzio

ruolo non emancipativo ma conformista e di controllo sociale dell'opinione pubblica, la

nostra pelle sociale.

Presenta il concetto centrale dell'opinione pubblica come evento psicologico che si basa

sulla paura dell'isolamento degli individui nel loro ambito sociale e che quindi li spinge alla

conformità o al silenzio e introduce anche altri elementi di decisiva importanza per

l'elaborazione di un paradigma teorico.

Clima di opinione sul doppio terreno dei vissuti sociali e dell'arena mediale.

Si configura come una specie di sovradeterminazione dell'opinione pubblica stessa, un

secondo livello cognitivo e simbolico che regola e orienta le opinioni individuali.

→ Clima d'opinione duale = una percezione della realtà personale attraverso osservazioni

di prima mano ed una attraverso gli occhi della televisione.

Due filoni in cui puoi essere diviso il significato del termine opinione:

Quello cognitivo che vede nell'opinione una forma di conoscenza o di giudizio più o

• meno fondato

Quello psico-sociale che interpreta l'opinione come forma di reputazione di

• apprezzamento e di consenso. (Noelle-Neumann sceglie il secondo).

→ È la paura dell'isolamento, la paura della mancanza di rispetto o

dell'impopolarità, è la necessità del consenso. È su questi elementi che può essere

costruita una definizione operazionale di opinione pubblica: opinioni su temi

controversi che si possono esprimere in pubblico senza isolarsi.

→ L'opinione pubblica è un fenomeno relazionale e sociale per eccellenza ma è

anche conformista e consensuale per definizione.

Ciò che conta nella manifestazione di opinioni non è la loro giustezza o validità ma la loro

appropriatezza sociale: essere accettati, essere apprezzati, riconoscersi in una comunità

gratifica gli individui e li spinge ad evitare l'isolamento.

→ la pressione alla conformità agisce come un forte vincolo sociale che costringe gli

individui o a saltare sul carro del vincitore (effetto bandwagon) oppure a tacere e chiudersi

nel silenzio per salvare il proprio self sociale.

→ Noelle-Neumann rileva uno spostamento di voti all'ultimo momento dal partito dato per

perdente a quello dato per vincente che produce il risultato elettorale effettivo nella

direzione ipotizzata non dalle intenzioni di voto ma dalle previsioni dell'esito finale.

Non assegna all'opinione pubblica alcun ruolo politico, sociale o culturale che non sia

quello del mantenimento dello status quo, dell'allineamento agli orientamenti maggioritari,

della diffusione di un controllo sociale non imposto dall'alto ma interiorizzato e ricercato

dal basso dei singoli individui.

I media costituiscono una delle fonti principali per l'attivazione dell'opinione pubblica, non

solo perché forniscono informazioni utili per la formazione delle opinioni, ma soprattutto

perché possono costruire un clima d'opinione secondario o aggiuntivo a quello primario

già socialmente percepito. → ciò che i media presentano come rilevante, importante,

positivo, finisce per imporsi come una seconda forma di conformità sociale a volete

persino in contrasto con la percezione primaria degli orientamenti collettivi.

La pressione alla conformità ed all'integrazione del clima d'opinione non solo genera nei

cittadini la paura dell'isolamento ma produce anche la volontà di condivisione,

partecipazione attraverso il riconoscimento di una direzione cognitiva e di un orientamento

maggioritario che in quanto tale risulta positivo, attraente, e degno di approvazione.

3.5 Irving Crespi : il processo tridimensionale dell'opinione pubblica

Legame fra teoria dell'opinione pubblica ed analisi delle dinamiche di opinione.

Il paradigma di Crespi si può riassumere in tre passaggi o livelli: le presupposizioni e il

bagaglio teorico, il modello, le conseguenze che ne derivano.

l'opinione pubblica è un processo non uno stato di accordo che viene registrato

1. in un dato momento tramite indagini sul campo

→ viene ridefinito lo spazio d'azione e di costruzione dell'opinione pubblica

come ambito al tempo stesso privato, sociale e politico-istituzionale,

caratterizzato da interazioni e interdipendenze reciproche.

tale processo è fondamentalmente multidimensionale e non unidmensionale

2. cioè comprende sia le opinioni individuali che i giudizi collettivi, sia il livello

sociale che quello istituzionale.

→opinione pubblica come sistema interattivo tridimensionale:

1. transazioni fra gli individui e il loro ambiente

2. comunicazioni fra gli individui e la collettività che li contiene

3. legittimazione politica della forza collettiva emergente

→ a ciascun livello del processo si sviluppano interazioni multidimensionali di

elementi psicologici, sociologici e politici il cui esito è costituito da un flusso

continuo in cui l'equilibrio di opinioni individuali e la fusione di opinioni si sposta

in avanti e indietro, un flusso in cui la rilevanza e l'importanza dei differenti temi

cambia continuamente.

L'opinione pubblica si origina da una situazione di disaccordo e di conflitto su

3. temi di interesse pubblico ma non si fonda sull'idea di controllo sociale, di

rafforzamento della conformità anche se tale fenomeno può essere un esito del

processo stesso.

→ non è né un'entità collettiva superiore che nasce dal basso, né il prodotto

eterodiretto da una élite ma appunto un processo transattivo, comunicativo e

legittimante che si esprime attraverso organizzazioni sociali, informali o formali e

che le costringe ad agire.

L'opinione pubblica come work in progress della democrazia, come fenomeno

caleidoscopico in continua evoluzione.

Occorre accettare l'idea che i giudizi del pubblico possono cambiare e di fatto cambiano

nel corso del tempo, cosicché non è mai corretto affermare che quando un giudizio è stato

raggiunto esso è immutabile. → bisogna sempre mettere in relazione le dimensioni

collettive e di legittimazione dell'opinione pubblica con la dimensione individuale.

→ Tipo di legittimazione = il processo di legittimazione al di fuori dei regimi apertamente

tirannici può assumere due prospettive contrapposte: la presupposizione che i governanti

governano attraverso il consenso attivo e la volontà dei governanti (posizione populista),

versus la posizione che ciò che conta è l'acquiscenza della gente (posizione elista). → il

processo di opinione pubblica è legittimato dall'idea stessa di democrazia, tanto che la

seconda non può esistere senza la prima.

Non esiste secondo Crespi solo la legittimazione che deriva dalla conclusione del

processo di opinione pubblica ma è importante anche l'individuazione di regole di

legittimazione che rendono possibile la stessa formazione interattiva delle opinioni

individuali-collettive e la loro reciproca consapevolezza.

Capitolo 4.

La concettualizzazione empirica dell'opinione pubblica:

il campo demoscopico.

Campo demoscopico = l'ambito sociale di riferimento per l'insieme delle pratiche cognitive

e simboliche che sono legate alla produzione, elaborazione e manifestazione delle

dinamiche di opinione.

→ Osservazione delle reali dinamiche sociali che sostanziano la concreta presenza

dell'opinione pubblica nella vita politica e sociale delle nostre società.

→ Studio dell'opinione pubblica come fatto sociale distinto e oggettivato che è

immateriale, cognitivo e simbolico ma al tempo stesso concreto ed influente.

Referenza sociale = identificazione concreta di soggetti, apparati, processi e contesti che

rendono effettivamente possibile all'interno della società stessa la sua formazione,

attivazione e possibile influenza.

4.1 Problemi e dilemmi

a) Non tutti i cittadini sono ugualmente competenti ed informati, come possiamo produrre

un'opinione pubblica capace di controllare ed influire sul potere politico?

La maggioranza dei cittadini è poco interessata alla politica, alla cosa pubblica, ha livelli di

competenza e di informazione piuttosto scarsi. In tutti i paesi occidentali i cittadini

interessati e informati risultano sempre una netta minoranza,né i media a detta di molti

sembrano fornire canali adeguati per incrementare questi livelli di conoscenza collettiva.

→ l'alto grado di disuguaglianza nella distribuzione delle informazioni sulla vita politica ma

anche la natura incerta con cui si formano i processi cognitivi che portano alle opinioni.

Molte persone non esprimono nemmeno una opinione su un qualsivoglia argomento.

→ la stessa contraddizione sembra male impostata fin dall'inizio per due motivi:

allude ad un'opinione pubblica come risultato della somma delle opinioni individuali

• interpreta il processo stesso prevalentemente in termini psicologici invece che più

• propriamente sociali

b) L'opinione pubblica come orientamento maggioritario o come opinione dominante?

La tirannia della maggioranza (Tocqueville) si manifesta anche nell'ambito dell'opinione

pubblica: il pericolo è che prevalga una certa mediocrità nelle opinioni, il minimo comune

denominatore,creata e mantenuta dalla pressione della maggioranza e che in presenza di

ampie maggioranze d'opinione importanti punti di vista minoritari, anche se validi, non

vengano fatti valere con forza.

→ si tende ad identificare il consenso dell'opinione pubblica con il consenso elettorale e si

finisce per favorire il conformismo, marginalizzando le posizioni spesso più competenti o

comunque altrettanto rilevanti nel dibattito pubblico di una collettività.

→ Come può esservi pressione maggioritaria se l'opinione pubblica è un processo

interattivo e negoziale che si manifesta nella convergenza di opinione attraverso

dinamiche di consenso di interiorizzazione non imposte ma perseguite e condivise?

Opinione della maggioranza = caratterizzata da una debole intensità nel sostenere

• le proprie opinioni, scarsa capacità di difenderle con convinzione

Opinione dominante = può anche originarsi da una minoranza determinata,

• convinta che può alla fine prevalere su gli orientamenti tiepidi e indifferenti della

maggioranza della popolazione.

c) L'opinione pubblica come dialogo e confronto razionale, o come relazione emotiva

seduttiva e manipolatoria?

Permeabilità e suscettibilità dei membri di una collettività ad essere affascinati e sedotti da

strategie persuasive basate più su fattori di emotività che di confronto razionale, più

sensibili all'influenza dei percorsi periferici che di quelli centrali.

→ i referenti delle dinamiche di opinione non sono sempre necessariamente soggetti

razionali, impegnati e poco sensibili al fascino delle strategie emotive simboliche

(Lippmann e Noelle-Neumann).

→ (Blumer) si deve guardare al fenomeno come ad un processo che comprende e

mescola tendenze emotive ed istanze razionali, che può oscillare tra queste due polarità

senza per questo fa venir meno il suo carattere fondamentalmente interattivo, transattivo e

quindi razionale. → "l'opinione pubblica è razionale ma non necessariamente intelligente"

Questi approcci sembrano ruotare in prevalenza intorno a tre posizioni principali, a loro

volta caratterizzate da alternative dicotomiche:

L'opinione pubblica come somma delle opinioni individuali dell'intera popolazione o

1. come prodotto sociale distinto in quanto risultato di un processo di interazione

all'interno di pubblici più o meno ampi.

Nel primo caso (somma) sono determinanti tutte le opinioni che vengono

◦ aggregate

nel secondo caso (prodotto) sono importanti le opinioni che sanno produrre

◦ convergenza che diventano egemoni in un dato momento e in seguito ad un

certo processo e che si presentano come risposta probabile.

→Ambivalenza dell'opinione pubblica = adattamento continuo fra opinioni individuali e

orientamenti collettivi

Opinione pubblica non come il risultato della somma di opinioni individuali ma come il

prodotto di un processo sociale, tipicamente comunicativo ed interattivo, che si sviluppa in

un pubblico di fronte all'emergere di un problema su cui ci si trova in accordo o in

disaccordo. → prodotto collettivo

→Non esistono opinioni individuali senza un confronto collettivo, come non esiste un

orientamento collettivo che non sia il condensato negoziato e mediato di opinioni

individuali.

2. L'opinione pubblica come imput del sistema politico cioè come attività cognitiva e

simbolica, come flusso comunicativo orientato ad influire sul governo oppure come

output del sistema politico, come risultato di una strategia di influenza dei

governanti nei confronti dei governati.

Nel primo caso (Imput) si parla di pubblici attivi o autodiretti

▪ Nel secondo caso (Output) si parla di pubblici passivi o eterodiretti

▪ (spettatori-consumatori)

→ Doppia dimensione dell'opinione pubblica = partecipazione attiva e passiva input

informativo per il sistema politico ma anche output persuasivo nei confronti della

popolazione: entrambe le tendenze sono operanti nella società: di volta in volta può

prevalere una dimensione o l'altra ma in ogni caso è sbagliato sottovalutare o negare

l'importanza di una polarità rispetto all'altra.

3. L'opinione pubblica come esito aggregato di opinioni individuali in sé concluse

oppure come risultato processuale di un percorso discorsivo cioè di un'interazione

comunicativa tra i singoli individui in quanto pubblici che si dipana continuamente

nel tempo.

Nel primo caso (aggregato) c'è un rimando ad un modello lineare

▪ dell'opinione pubblica

Nel secondo caso (discorsivo) c'è un rimando ad un modello circolare

▪ dell'opinione pubblica

→ La scelta di un approccio discorsivo e comunicativo all'opinione pubblica dovrebbe

favorire un punto di vista più dialettico ed articolato.

Il processo discorsivo non è una forma di interazione sociale che si conclude dando

origine ad un'opinione secondo uno schema lineare, ma è un processo ripetuto e continuo,

circolare, di adattamento, trasformazione e negoziazione delle opinioni anche dopo che si

sono fissate e manifestate.

a) Si tratta di un fenomeno collettivo = anche se le opinioni sono delle proprietà individuali,

l'opinione pubblica non è semplicemente il loro aggregato

b) L'opinione pubblica è un processo di comunicazione complesso, comprendente nello

stesso tempo le relazioni interindividuali e i meccanismi dei massi media.

c) Il sondaggio permette di conoscere in modo fotografico l'opinione degli individui su un

argomento dato e in un momento preciso, mentre l'opinione pubblica è un processo

sociale che si articola nel tempo.

4.2 Il campo demoscopico: gli elementi costitutivi

L'opinione pubblica è in realtà un processo di interazione e di comunicazione collettiva che

si svolge in uno spazio sociale, caratterizzato da numerosi referenti, da apparati ed

organizzazione e da sistemi cognitivi che entrano in competizione-confronto per produrre

convergenza ed influenza al fine di promuovere consenso, fiducia, legittimazione o per

suscitare dissenso, critica, delegittimazione.

Agency = indica la dimensione pragmatica dell'opinione pubblica, da un lato sottolinea la

sua intrinseca natura di forza o energia dall0altro rimanda alla concettualizzazione di

Giddens che definisce con tale termine un modello stratificato di agente caratterizzato da

tre elementi: coscienza discorsiva, coscienza politica e inconscio.

4.2.1: Cittadini e pubblici

Nelle società della seconda modernità i potenziali soggetti delle dinamiche di opinione

appaiono nel contempo molto più numerosi (l'intera collettività, la cittadinanza nel suo

insieme) ma anche più differenziati secondo diverse tipologie di pubblico:

in base alla dimensione

• al grado di coinvolgimento

• al livello culturale

• al ruolo

Pubblico = indica quella forma specifica di aggregazione sociale che si costituisce a partire

dall'emergere di un tema o di un problema che suscita interesse o genera conflitto. I

rispettivi componenti sono al tempo stesso attori e spettatori.

→ per la prima volta l'intera popolazione delle società nazionali è diventata membro

potenziale e spesso effettivo del pubblico.

A questo proposito si possono distinguere due prospettive di segmentazione e di analisi

dei pubblici:

1. La prima sostiene l'idea di una gerarchia piramidale delle forme di pubblico in base

alla dimensione e alle caratteristiche delle medesime.

Possiamo distinguere tre pubblici a seconda delle quote di popolazione che

consideriamo, con riferimento ad una certa comunità o nazione:

1. Il pubblico generale = riferito all'intera popolazione adulta (100%), il pubblico

generale produce un'opinione di massa (cioè l'insieme delle opinioni

individuali di tutti i cittadini) ed è questa che in genere viene registrata dai

sondaggi.

2. Il pubblico votante = rappresenta circa il 70% della popolazione ed è riferito

ai cittadini che partecipano alle consultazioni elettorali e quindi esprimono un

orientamento anche attraverso il voto.

3. Il pubblico attento = rappresenta la quota strategica di popolazione (circa la

metà dei votanti secondo le stime e quindi intorno al 30-35%) per il processo

di formazione dell'opinione pubblica più informata.

I tre pubblici costituiscono tre diverse forme di aggregazione sociale identificabili

all'interno del campo demoscopico: ognuna di queste forme costituisce una

realtà cognitiva e simbolica significativa ma non autosufficiente: solo il processo

di interazione tra questi tipi di pubblico contribuisce davvero alla formazione

dell'opinione pubblica.

2. La seconda distingue i vari pubblici secondo il tipo di interesse che li tiene insieme.

1. Il pubblico monotematico = individui che hanno in comune un interesse per

un tema o un problema che li riguarda direttamente. Lo stesso grado di

attivazione non viene ottenuto se ci si riferisce ad altre tematiche di interesse

collettivo.

2. Il pubblico organizzato = è quello costituito da individui che appartengono ad

organizzazioni di categoria, ad associazioni economiche, culturali,

professionali. È un pubblico che non manifesta solo interessi specifici ma

che condivide anche un'appartenenza, è un pubblico organizzato e anche

acculturato che può esprimere orientamenti di opinione anche su temi e

problemi più generali.

3. Il pubblico ideologico = la sua dimensione varia nei diversi tipi di società ed è

caratterizzato dall'adesione ad un sistema di valori, di tipo ideologico ma

anche di senso comune, e si attiva cognitivamente quando una issue o un

tema minacciano il proprio orizzonte valoriale.

4.2.2 élite e leader

La seconda componente costitutiva del campo demoscopico è costituita dalle élite politico-

istituzionali e dai leader che godono di legittimazione collettiva, le personalità più in vista

sulla scena politica. (minoranza stimata in non più de 5% della popolazione, competono

nel mercato delle opinioni)

Questi attori non sono solo portati ad influire ma sono anche sensibili ad essere

influenzati, sono quindi anch'essi una variabile del campo demoscopico e non

necessariamente il referente principale o dominante, come vorrebbero gli approcci elitisti e

critici della costruzione dell'opinione pubblica.

→ Il campo demoscopico si presenta non solo come lo spazio della competizione tra

leader davanti al pubblico attento e a quello generale ma anche come luogo della

competizione fra governanti e governati sul doppio livello del consenso-controllo, e della

legittimazione-disaffezione.

Essi costituiscono uno degli snodi decisivi nelle diverse fasi di formazione delle opinioni

stesse all'interno del campo demoscopico: il leader politico formula la issue in modo che

sia comprensibile, interessante e che possa riguardare la vita del maggior numero di

persone.

→ Il leader non è solo una variabile importante ma anche una entità centrale e strategica:

contribuisce proprio come aveva già sottolineato Luhmann alla riduzione della

complessità selezionando e rendendo opinabili issue e problemi che vengono posti

all'attenzione politica.

4.2.3 Media e agende

I mezzi di comunicazione di massa sono una concausa fondamentale della formazione

dell'opinione pubblica, non solo per motivazioni storiche ma proprio in ragione del ruolo

sostantivo che essi assumono all'interno del campo demoscopico stesso sia come

protagonisti (attori) sia come canali (mediatori, facilitatori) e portatori (interpreti,

osservatori, divulgatori) dell'opinione pubblica.

In termini di campo demoscopico i media non sono soltanto una infrastruttura o un'arena

ma sono in primo luogo un attore in senso stretto, al pari dei singoli cittadini, dei gruppi

organizzati e degli attori politici. → l'opinione collettiva invece di essere un prodotto non

pianificato della discussione e del dibattito pubblico diventa sempre più un prodotto

organizzato.

I media intervengono nel processo di formazione dell'opinione pubblica in quanto

principale forma di comunicazione collettiva presente nelle nostre società (comunicazione

mediale) → i media sono i promotori privilegiati dell'agenda politica cioè sono

particolarmente capaci di definire la salienza dei temi da mettere al centro dell'attenzione e

della discussione pubblica → i media, soprattutto quelli audiovisivi, non solo impongono

vincoli e regole ai flussi di comunicazione ma forniscono anche un particolare formato-

interattivo al rapporto tra governanti e governati.

Agenda-building = processo collettivo in cui i media, il governo e la cittadinanza si

influenzano reciprocamente l'un l'altro almeno in alcuni aspetti. (i media sono parte

integrante di questo processo)

4.2.4 Opinione e opinioni

Esistono diversi tipi di opinione. L'opinione pubblica è il condensato non solo

dell'interscambio tra attori ed apparati ma anche della transazione tra differenti tipi di

prodotti cognitivi e simbolici che sono la conseguenza della produzione dei diversi

referenti, che operano all'interno del campo demoscopico.

Opinioni individuali = di cui si può rilevare la distribuzione e l'allineamento

▪ Temi propri della politicamente = messi in agenda e veicolati dai media

▪ Area cognitiva di comune consenso = comprende credenze, convinzioni

▪ radicate ed orientamenti stabili e duraturi che caratterizzano una società nel

suo insieme.

→ Il complesso triangolare dell'opinione pubblica (Rovigatti):

Opinioni individuali

• Opinioni presentate o prodotte dai media

• Opinioni che appartengono ad un patrimonio comune

Nimmo individua tre diverse aggregazioni di pubblico in base al tipo di opinione che essi

producono:

Opinione di massa

• Il prodotto della società intesa come uno come collettività omogenea, integrata,

caratterizzata da una cultura politica comune e da un consenso generalizzato su

valori, fini e identità collettive.

→ quel mix di senso comune, cultura tradizionale, senso di appartenenza, stato

d'animo (mood) che caratterizza una comunità, un popolo, una nazione, e che si

manifesta in un patrimonio condiviso di atteggiamenti, credenze e opinioni

abbastanza stabile e duraturo nel tempo (senso comune).

→ tradizione d'opinione

→ l'opinione di massa in quanto base di comune consenso cognitivo: è stabile,

radicata, oggettivata.

Opinione di gruppo

• Il pubblico attento e quello attivo delle élite, forme di aggregazione di interessi.

(orientamenti focalizzati, issue-minded)

Opinione popolare

• è caratterizzata dall'insieme delle opinioni elaborate dall'intera collettività intesa

come somma di opinioni individuali, come aggregato di singole soggettività.

→ mutevole, fluttuante, più individualizzata e soggettiva.

Possiamo delineare la presenza all'interno del campo demoscopico di quattro tipi di

opinioni principali:

1. Opinione allargata (o opinione popolare)

2. Opinione qualificata (o opinione di gruppo)

3. Opinione comune (o opinione di massa, area di comune consenso)

4. Opinione mediale cioè lo specifico contributo cognitivo dei media in quanto soggetti

di produzione di opinione.

4.3 Il campo demoscopico: i canali

Essi rappresentano i mezzi e le situazioni che rendono possibile non solo la formazione

ma soprattutto l'azione vera e propria dell'opinione pubblica, la sua esternazione e la sua

valenza di legittimazione.

Canali = supporti comunicativi e ambienti dedicati:

luoghi

• mezzi o veicoli

• portatori e interpreti

• modalità espressive

(Lazar) Periodizzazione dello sviluppo dell'opinione pubblica negli ultimi quattro secoli:

Opinione illuminata (XVII e XVIII secolo) nasce e si esprime nei salotti, nei caffè e

• nei club,utilizza i canali interpersonali e la scrittura i protagonisti sono i letterati, gli

intellettuali e la forma comunicativa prevalente è il dialogo razionale, il confronto

dialettico e la compresenza spazio temporale nello stesso luogo della discussione.

Opinione gridata (XIX secolo) emerge dalle manifestazioni, dalle sommosse di

• piazza, dai movimenti collettivi, utilizza i canali interpersonali di massa, la stampa

popolare, non ci sono portavoce specializzati e la forma espressiva più diffusa,

insieme alla scrittura, è la voce, l'oralità, la testimonianza fisica di un'idea o di un

orientamento.

Opinione sondata (XX secolo) è delocalizzata e nello stesso tempo pubblicamente

• mediata prende come riferimento il contesto individuale più che collettivo, utilizza

come canali privilegiati i media, produce una miriade di portatori e di portavoce, fa

crescere il ruolo degli specialisti e dei dispositivi di intermediazione cognitiva e

simbolica.

4.3.1 I canali centrali: i media

Diventano l'ambito preferenziale (la sfera pubblica mediata) dentro cui competono e si

confrontano anche tutte le altre dinamiche di opinione prodotte dai diversi attori sociali.

→ di conseguenza la loro importanza sistemica è tale da determinare l'ambiente simbolico

stesso dentro cui si possono formare le opinioni e si attiva il processo di opinione pubblica.

→ il principio di rifrazione denota la creazione di un ambiente simbolico da parte dei media

informativi organizzati

→ I media danno più visibilità alla realtà sociale e politica, rendono pubblici attori, leader,

problemi, conflitti e quindi ne permettono l'accessibilità da parte della collettività: svolgono

una funzione di intermediazione della visibilità e notorietà pubblica.

→ Il pubblico dei media gioca un ruolo importante di terzo partito in ogni transazione

politica, anche quando non sembra essere davvero presente e in grado di farsi sentire ma

se in seguito dovrebbe prendere parte e mobilitarsi potrebbe cambiare le relazioni di

potere.

→ Con l'avvento dei mezzi audiovisivi sono state abbattute due barriere sociali che i mezzi

a stampa non erano riusciti a superare: il livello di istruzione e il contatto sensoriale.

I media costituiscono una componente strategia del campo demoscopico: per la loro

doppia appartenenza sia alla categoria dei produttori che a quella dei canali dell'opinione

pubblica.

4.3.2 I canali secondari: le dicerie e i microambiti territoriali

I processi di circolazione delle opinioni a livello popolare, tale fenomeno avrebbe costituito

fin dal Settecento l'altra opinione pubblica, espressione del malcontento ma anche

dell'incultura delle classi popolari e si sarebbe sviluppato soprattutto nell'Ottocento, fino a

costruire una sorta di basso continuo o forum parallelo che è tuttora presente anche nelle

società massmediatizzate ed ipersondate.

→ le dicerie sembrano costituire, soprattutto in situazioni di crisi, una fonte tutt'altro che

secondaria nella produzione di orientamenti di opinione.

L'arena delle dicerie e delle voci rappresenta una componente non trascurabile del campo

demoscopico, sia per il suo rapporto ambivalente con i media stessi di cui è al contempo

concorrente e alternativa, sia per la sua probabile influenza sul clima d'opinione, sia per il

suo possibile radicamento nella cosiddetta opinione di massa o base comune di consenso

(senso comune).

Microambito territoriale (es: vittoria lega a Zermeghedo, piccolo comune del Veneto) = che

può avere opinioni relativamente autonome dal contesto nazionale e tuttavia dotate di

intensità e forza notevolissime.

4.3.3 Le manifestazioni

Manifestazione = quella forma di azione politica che rappresenta una affermazione fisica di

un'opinione.

La manifestazione appare una forma di produzione culturale che è in realtà una

dimostrazione dell'opinione popolare, una forma di espressione che permette di

dimostrare al popolo la sua volontà, di contestare il potere dei parlamentari.

→ la manifestazione rappresenta una modalità alternativa di espressione di opinioni, a

volte come unico canale disponibile per rendere visibili le proprie idee a volte come

strumento di pressione e di rafforzamento di orientamenti già conosciuti, che si

caratterizza per una maggiore intensità cognitiva e per una più forte condivisione delle

opinioni stesse.

→ modalità di valorizzazione di correnti di opinione, anche minoritarie ma in grado di

svolgere un ruolo attivo di denuncia e di influenza.

4.3.4 I portatori d'opinione

= profili sociali particolari che hanno sviluppato competenze professionali specifiche nel

promuovere ed interpretare le opinioni ed atteggiamenti in proprio o in luogo di altri.

1. Portatori di opinione =

Ulteriore componente specifica del processo di attivazione dell'opinione pubblica (in

quanto divulgatori, facilitatori, sostenitori o interpreti delle opinioni altrui) che oggi ha

assunto un'importanza strategica.

→ professionisti della comunicazione che giocano questo ruolo di intermediazione

tra opinioni individuali e opinione collettiva al fine di influenzare il processo di

formazione dell'opinione pubblica stessa.

→ in tutti i casi la sua funzione principale è prevalentemente quella di diffondere e

promuovere nel campo demoscopico orientamenti di opinione specifici, e sostenere

il confronto e il dibattito pubblico sulle posizioni date sia sfruttando le sinergie con i

media informativi sia attraverso la messa in campo di strategie di news

management meno visibili pubblicamente e più indirette.

2. Opinionista =

contribuisce a rendere consapevole la gente (=nuovo aggregato sociale che si

costituisce sulla nozione di uomo medio o di cittadino comune) di avere già delle

opinioni anche senza il bisogno di confrontarsi ed interagire reciprocamente per

formarsele.

3. Gli esperti =

strato di professionisti che hanno il compito di decodificare ed interpretare

pubblicamente le dinamiche delle opinioni, le tendenze dell'opinione pubblica, per lo

più sul palcoscenico dei media, con la conseguenza addirittura di fabbricare

l'opinione pubblica.

→ presentazione pubblica di modelli interpretativi dell'opinione pubblica stessa.

Capitolo 5.

L'opinione pubblica in azione:

il processo di opinion-building

Il campo demoscopico si presenta come l'ambito della costruzione sociale di quella

entità immateriale eppure iperrealista che è l'opinione pubblica stessa.

→ dinamiche di opinione come ad un processo che si sviluppa in livelli e in fasi connesse

ed articolate, che comporta (o può comportare) poi un esito, un risultato che è il frutto non

solo di una logica comunicativa discorsiva ma soprattutto è il precipitato storico e sociale

di rapporti tra individui, gruppi, apparati e patrimoni cognitivi.

L'opinione pubblica ha progressivamente interessato l'intera società fino a diventare una

seconda dimensione di socialità trasversale ed inclusiva sempre più despazializzata e

virtuale (la famosa pubblicità mediata di Thompson) → sia in riferimento all'esperienza del

sé nella vita quotidiana (socialità mediata e intimità mediata) sia in relazione alla sfera

pubblica politica.

→ l'opinione pubblica diventa al tempo stesso punto di riferimento normativo e terreno di

competizione tra valori, interessi e pulsioni sia individuali che di gruppo.

Alcuni principi che ne regolano il ruolo e l'importanza:

1. Inclusione generalizzata=

tutti i soggetti sociali, indipendentemente da ruoli, posizioni, grado di influenza e

tipo di potere ne fanno legittimamente parte come referenti

2. Influenza=

tutti possono cercare di influenzare, dall'alto come dal basso, le dinamiche di

opinione; tutti possono orientare e persuadere la collettività

→ tutti accettano il gioco dell'influenza come un'attività eminentemente retorica cioè

costitutivamente orientata a concepire il linguaggio, il discorso, l'argomentazione

come attività cognitiva ed interattiva fondamentalmente persuasiva.

→ conquistare la posta in gioco = allineamento dell'opinione pubblica, alle proprie

posizioni o alle proprie soluzioni

→l'opinione pubblica è sempre più uno strumento dinamico di pressione,

coinvolgimento ed intermediazione con gli altri.

3. Partecipazione differenziata =

sono possibili diversi modi di partecipazione al processo di opinione pubblica, non

necessariamente come produttori ma anche come consumatori (spettatori). Anche

chi si limita a consumare o ad assistere rivendica pari dignità nel valutare poi ciò

che vede, ascolta e consuma, pretende di accettare o respingere ciò che gli viene

proposto o trasmesso.

Il campo demoscopico pare essere diventato il solo ambito sociale effettivamente

democratico. Mentre per la scelta del governo democratico sembra bastare la

legittimazione formale della maggioranza dei voti espressi, per l'esercizio quotidiano del

potere democratico è invece sempre più necessaria non solo una legittimazione continua

e permanente ma una base universalistica della medesima.

La moltiplicazione delle sfere pubbliche come conseguenza dei processi di globalizzazione

e di interdipendenza mondiale, e dell'emergere di arene regionali distinte e in

competizione con le arene nazionali e sovranazionali.

(Keane) = non dobbiamo parare più di un'unica sfera pubblica ma ne possiamo

distinguere almeno tre:

1. Micro-sfere pubbliche (subnazionale, all'interno)=

che operano a livello locale, subnazionale, in ambiti nei quali trovano spazio le

discussioni e le chiacchiere interpersonali tradizionali: sono le forme di elaborazione

cognitiva alternative al potere centrale (resistenza culturale). Contestano i valori e

gli orientamenti dominanti nella vita quotidiana.

2. Meso-sfere pubbliche (nazionale)=

Quelle tradizionalmente etichettate come tali perché in genere riferite alla

dimensione statale, che sono caratterizzate dalla discussione e dalla visibilità

collettiva dei problemi di una comunità nazionale attraverso i media stampati e

audiovisivi.

→ garantiscono la riproduzione di una sfera pubblica nazionale in quanto costituita

da audience da target.

3. Macro-sfere pubbliche (transnazionale, globalizzata) =

che si sviluppano e si costituiscono sempre più a livello transnazionale, come

conseguenza sia dei processi di globalizzazione, sia della integrazione

sovranazionale dei sistemi di comunicazione e dei flussi informativi che rendono

possibile una copertura mondiale di eventi, occorrenze e processi, sia infine dello

sviluppo delle tecnologie digitali e di una network society.

5.1 Il processo di opinion building: lo schema sequenziale

Processo = stato di cose che si evolve e si modifica secondo logiche interne e

compatibilità esterne, che implica una varietà di fasi o stadi, una pluralità di attori, un esito

finale che deriva da diversi contributi di natura transattiva, interattiva e il cui significato

tuttavia non è riposto solo nel risultato conclusivo, ma deve tener conto dei vari passaggi e

delle diverse intermediazioni.

→ quindi le opinioni che si formano e circolano non hanno tutte la stessa qualità, lo stesso

peso, la stessa visibilità, la stessa valenza simbolica.

→l'opinione pubblica non è mai quella veicolata, proposta o rilevata in un solo pubblico in

un solo gruppo o in un solo apparato, l'opinione pubblica è sempre il prodotto e il risultato

di differenti pratiche che ne determinano socialmente il profilo finale, che ne caratterizzano

la natura, la funzione e il ruolo nella società.

Fasi di costruzione del processo di opinione:

1. La costruzione personale = gli individui prendono in considerazione le cose → la

costruzione sociale è lo stadio dell'espressione pubblica delle opinioni private → la

costruzione politica è lo stadio che collega le opinioni di gruppo, le opinioni popolari

e di massa alle attività dei pubblici ufficiali.

→processualità sequenziale e circolare della costruzione dell'opinione pubblica, dal

momento che le pratiche cognitive seguono tappe o stadi in sequenza ma nel

contempo mantengono una razionalità strutturale in quanto un flusso circolare di

prese di posizioni

2. (Crespi) costruzione pluralistica di un fenomeno sociale e collettivo per eccellenza

il processo di opinione pubblica è una descrizione a livello collettivo e si riferisce

alla mobilizzazione e canalizzazione delle risposte individuali per influenzare i

processi decisionali a livello di gruppo o nazione.

(Crespi) l'emergere di una issue pubblica, il ruolo della leadership nell'ottenere pubblica

attenzione, la nascita di un dibattito e di una discussione pubblica, il continuo interscambio

di opinioni individuali che porta alla consapevolezza e ad attese nei confronti delle opinioni

altrui, che, a loro volta possono produrre un cambiamento di opinione e alla fine la

scomparsa del tema dall'attenzione collettiva.

→ ciò che caratterizza questa concezione processuale è la dipendenza da una issue

come precondizione: sia nel senso che un processo di opinion-building non si attiva né sia

avvia se non a partire dall'emergere di una issue, sia perché tale processo si conclude con

l'uscita del tema dall'attenzione collettiva, e quindi con la scomparsa della issue

dall'agenda sociale.

→ questo modello appare dunque fortemente strutturato (ed orientato) per la presenza

terminante di tre vincoli e risorse → la natura incrementale e sequenziale delle fasi di

evoluzione, la centralità di una issue come causa scatenante, la funzione strategica di una

leadership come costruttore principale delle dinamiche di opinione.

Altri autori hanno sottolineato la natura problematica di questo processo.

Sia nel senso che tale processo può dare adito, alla fine, ad una percezione erronea

dell'opinione pubblica (=distorta valutazione sia dell'opinione pubblica in sé sia della sua

direzione o pressione) sia soprattutto perché all'inizio non tutti i temi o problemi diventano

facilmente issue semplicemente mettendoli al centro dell'attenzione collettiva.

Non basta dunque che vi sia una issue per avviare il processo di formazione dell'opinione,

nè é scontato che ciò avvenga con la presenza di una leadership.

→ una prima tappa del processo è infatti quella della tematizzazione, cioè della

trasformazione di un tema o problema in issue e ciò non dipende necessariamente né

dalla gravità del problema in sé né dalla sua potenziale controversialità ma dall'esito di un

processo di agenda-building di cui i diretti interessati sono solo una variabile interveniente.

Tema → diventa Issue attraverso Agenda-building → Opinion-building

Il ruolo dei media è un ruolo attivo nel processo stesso di agenda-building e quindi anche

in quello di opinion-building.

→ l'influenza potenziale dei media è più grande quando il pubblico non ha un diretto

contatto o non dispone di esperienze di prima mano dell'oggetto del contendere, ciò

riguarda gran parte delle percezioni che la gente ha dell'ambiente politico.

L'emergere di un orientamento di opinione come forza sociale non è sempre né scontanto

né correttamente identificabile.

5.2 La percezione erronea dell'opinione pubblica

Rileviamo nella società come nei singoli individui, una percezione più o meno precisa

dell'opinione pubblica stessa in quanto realtà socialmente operante, molto difficile

riconoscere quando il processo è concluso, percepire correttamente il risultato finale,

distinguere nettamente le singole fasi dell'esito terminale.

Dobbiamo riconoscere che la non trasparenza del processo di opinion-building può avere

la conseguenza inattesa di generare percezioni erronee dell'opinione pubblica che

producono a loro volta orientamenti di opinione distorti, forme di agency non coerenti,

nuovi processi di opinion-building alimentati da presupposti non fondati.

→ La percezione erroena dell'opinione pubblica è un effetto non voluto ma costitutivo delle

stesse dinamiche collettive.

→ è una dinamica cognitiva per nulla anormale e inconsueta.

Occorre distinguere due tipi di percezione erronea:

1. Quella prodotta da osservatori o attori esterni al processo, che sbagliano

nell'identificare come opinione pubblica ciò che non lo è al fine di giustificare

interpretazioni sociali, o legittimare decisioni politiche.

2. La seconda è quella generata dai singoli cittadini nella loro vita quotidiana, influisce

e condiziona sia i loro atteggiamenti che i loro comportamenti successivi in quanto

ha delle conseguenze sulla percezione soggettiva dell'opinione pubblica stessa,

cioè sulla sua manifestazione come voce e orientamento collettivo.

5.2.1 L'opinione pubblica come sineddoche: le opinioni settoriali

Sineddoche = processo costitutivo, scambiare una parte per il tutto.

Attribuire alle opinioni settoriali lo statuto di risultato, di esito finale, mentre spesso sono

solo una delle con-cause del processo di opinion-building.

→ una delle componenti del campo demoscopico viene eletta ad interprete privilegiata

delle tendenze dell'opinione pubblica nel suo insieme: i giornalisti o gli opinionisti che

sentono o fiutano dove tira il vento, i sondaggi e gli esperti che certificano ed interpretano

le tendenze dell'opinione pubblica sulla base di indagini scientifiche.

→ questa modalità favorisce più facilmente forme di manipolazione attraverso la

diffusione, sui media, di presunti orientamenti maggioritari, di presunti veti o sostegni alle

scelte del governo, di presunti cambiamenti nel clima d'opinione che invece di registrare

tali cambiamenti li possono indurre o provocare.

→ giornalisti ed esperti interpretano la realtà cognitiva come se fosse espressione diretta

dell'opinione pubblica, i cittadini credono di riconoscersi in una tendenza o in un

orientamento collettivo quando invece tale tendenza è solo parziale o addirittura infondata.

5.2.2 L'ignoranza pluralistica

= pressione alla conformità.

Il punto è che spesso la percezione di questo orientamento collettivo è il risultato di

un'inferenza sbagliata, e può dare origine a quello che è stato chiamato il fenomeno

dell'ignoranza pluralistica.

Due atteggiamenti cognitivi diversi:

1. Situazione nella quale i membri di un pubblico ignorano massicciamente il loro

accordo (tacito) su una questione

2. L'ignoranza pluralistica si ha quando più individui percepiscono una discrepanza tra

la norma sociale vigente e il proprio modo di pensare, dando al tempo stesso per

scontato che gli altri siano invece in sintonia con tale norma.

→ deficit di percezione sociale degli orientamenti altrui che può produrre conseguenze

negative sul soggetto stesso: egli non si esprime, non agisce (apatia degli astanti) o al

contrario si allinea, si adegua, si uniforma.

→ Questa percezione erronea è sia la conseguenza di vincoli sociali ma in genere è più

probabile nelle situazioni di routine che in quelle critiche, necessariamente più aperte al

confronto, al conflitto, all'interazione comunicativa intenzionale.

5.2.3 L'effetto Terza persona

= l'individuo assume preventivamente una posizione antietica, distinta, autonoma, rispetto

agli orientamenti collettivi, esso tende infatti a sovrastimare l'influenza esercitata dai media

(e dai processi persuasori) sugli atteggiamenti ed i comportamenti altrui, mentre minimizza

gli effetti che essi hanno su di sé.

→ vi è una percezione erronea dell'opinione pubblica ma se nell'ignoranza pluralistica la

percezione degli orientamenti altrui era normativa e quindi spingeva all'allineamento e

all'accettazione, in questa la percezione delle dinamiche altrui è al tempo stesso difensiva

e manipolativa (e quindi può favorire il disallineamento e l'esternazione).

→ da una parte si respinge l'idea di essere soggetti ad influenze in quanto individui: la

convinzione che tu, in quanto tale, sei immune alle comunicazioni di massa mentre gli altri

sono molto sensibili è abbastanza come tra le persone più istruite e informate.

→ sovrastimare l'autonomia cognitiva individuale, mentre apre la strada a strategie di

manipolazione nei confronti della collettività.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in pubblicità, comunicazione digitale e creatività d'impresa
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LudovicaSM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'opinione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Corsi Giancarlo.

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