L'opinione pubblica
Giorgio Grossi: Introduzione
Novecento, il secolo dell'opinione pubblica? Opinione pubblica = quel particolare tipo di precipitato cognitivo e simbolico degli orientamenti, degli atteggiamenti e delle volontà individuali-collettive che si manifesta nella sfera pubblica e sociale. Forse non c'è mai stato un periodo storico in cui l'opinione pubblica ha avuto una così grande importanza e pervasività come nel corso del XX sec. Pensare al Novecento come al secolo dell'opinione pubblica.
L'opinione pubblica è un fenomeno e un processo fondamentali per comprendere tutta una serie di dinamiche collettive che riguardano i rapporti di potere nella società, la partecipazione sociale e culturale, i bisogni individuali e le pulsioni popolari della società aperta, le regole democratiche e la responsabilità del governo e dell'azione politica. La nascita dell'opinione pubblica nella sua accezione contemporanea risale almeno al XVIII secolo.
Pubblicità mediata = quello spazio pubblico veicolato e costruito soprattutto dai mass media, che viene continuamente sollecitata e analizzata mediante tecniche di rilevazione empirica ad orientamento statistico (sondaggi) e che rappresenta quasi quotidianamente il punto di riferimento di ogni legittimazione democratica, ormai al di là dello stesso momento elettorale.
Se la nostra è una democrazia del pubblico basata sulla prova della discussione, l'opinione pubblica costituisce proprio il senso della democrazia stessa: non solo il luogo della rappresentanza ma anche della partecipazione. Affermazione negli anni Ottanta della permanent campaign come nuova modalità di governance nelle società democratiche, attraverso l'uso quotidiano dell'opinione pubblica non solo come legittimazione e come leva di governo vera e propria.
→ Opinione pubblica come concetto e processo. La pubblicazione dell'articolo di Zola J'accuse sul quotidiano Aurore in relazione al clamoroso affare Dreyfus si tratta del primo esempio di campagna d'opinione pubblica promossa attraverso la stampa da un intellettuale → ebbe un enorme impatto sociale e fu uno dei primi casi di vittoria dell'opinione pubblica sul potere politico in una società di massa. → uno dei primi episodi di mobilitazione dell'opinione pubblica in Francia a partire dalla stampa, su un presunto caso di tradimento dell'onore militare. → L'articolo di Zola attiva infatti il tribunale dell'opinione pubblica.
(Tarde) = è la stampa che crea il pubblico e l'opinione pubblica, che nazionalizza e internazionalizza lo spirito pubblico, che scopre, fa emergere le opinioni individuali, perché nelle società contemporanee sono i giornali che orientano e modellano l'opinione imponendo ai discorsi e alle conversazioni la maggior parte dei loro argomenti quotidiani. La società di massa è spinta a richiedere un'opinione pubblica di massa che di conseguenza si appresta ad essere sia autodiretta (all'interno dei discorsi quotidiani) che eterodiretta (attraverso l'esposizione alla stampa). Essa influenza ma è anche influenzata, l'opinione pubblica attraverso la stampa diventa potenzialmente un tribunale permanente ma essa appare anche un terreno esposto sempre più alla manipolazione per ottenere il consenso e l'adesione di massa allo Stato.
Il 1935 è l'anno in cui Gallup fonda l'American Institute of Public Opinion. Nasceva infatti quella che sarà chiamata la teoria populista dell'opinione pubblica di cui il sondaggio diventava lo strumento principe. L'opinione pubblica appariva così come la somma di tutte le opinioni individuali e la rilevazione tramite sondaggi di queste opinioni garantiva la partecipazione democratica di tutti i cittadini sulla base della riedizione del ben noto principio: non solo one man, one vote ma anche one opinion.
Il Watergate è stato un classico esempio di battaglia per l'opinione pubblica nella quale i media, gli attori politici, le istituzioni parlamentari e i cittadini americani sono stati impegnati nel tentativo di spostare il consenso della collettività a favore o contro l'operato del presidente stesso. Si sviluppò un processo di costruzione dell'opinione pubblica a cui contribuirono vari attori, dai media ai sondaggi agli stessi attori politici, dando vita a quel progressivo cambiamento di clima d'opinione che in pochi mesi portò Nixon a perdere il consenso della maggioranza dei cittadini.
Lo stesso rapporto vincolante che esiste in semiotica tra testo e contesto può essere ritrovato nel nostro campo nella relazione fra orientamenti di opinione e clima di opinione. I primi riassumono pieno significato solo in relazione al secondo e quindi l'opinione pubblica è un fenomeno più complesso della semplice somma o manifestazione di opinioni individuali. → L'opinione pubblica non è solo l'equivalente delle opinioni maggioritarie presenti nella popolazione ma dipende anche dall'intensità e dalla forza con cui tali opinioni sono sostenute (ed eventualmente mobilitate) da parte di chi le esprime e le condivide. È il risultato di un processo più ampio in cui una parte importante è costituita anche da minoranze attive che possono riorientare le dinamiche di opinione.
- Opinioni profonde = mosse dai sentimenti e spinte dall'azione, ben salde e radicate (minoranze attive)
- Opinioni sondate = rilevate dai sondaggi
Capitolo 2: La costituzione dell'opinione pubblica nella modernità
L'idea di opinione pubblica e la sua pratica attuazione vanno collocate a pieno titolo all'interno della modernità (società moderna). → esistenza collettiva e evoluzione sociale come una grande narrazione in cui i tratti caratteristici sono storia e progresso, verità e libertà, ragione e rivoluzione, scienza e industrialismo. → in particolare nel Seicento in Inghilterra e nel Settecento in Francia. → Le ragioni di questa periodizzazione sono di varia natura ma possono essere ricondotte in particolare a tre argomentazioni:
- L'origine e la genesi della public opinion all'interno di una fase ben precisa dello sviluppo storico della società occidentale, caratterizzata dall'avvento di una società industriale di tipo capitalistico e di sistemi di governo ispirati ai principi liberal-democratici
- La rilevanza dell'opinione pubblica è caratterizzata da una fondamentale ambivalenza o duplicità che si trova nella stessa costituzione della modernità. Infatti nella società moderna coesistono e si scontrano due versioni della modernità, almeno a partire dal XIX secolo: quella fondata sulla scienza, la ragione, il progresso e quella che invece rivendica la centralità del sentimento, dell'immaginazione, dell'arte.
L'opinione pubblica in quanto espressione della modernità rimanda da un lato ad una prospettiva emancipativa (rivoluzione illuministica) e dall'altro implica o dissimula una logica della costrizione (sia nel senso più involutivo di controllo, sia in quello più positivo di consenso). → Opinione pubblica manipolata dall'alto oppure autoprodotta dal basso. → Opinione pubblica come mediazione tra Stato e cittadini oppure come watchdog del potere politico. → Opinione pubblica come entità illusoria oppure come realtà cognitiva che scaturisce dalla discussione collettiva. → dualità della struttura.
- I fondamenti costitutivi dell'opinione pubblica sono loro stessi riconducibili a dinamiche fattuali e simboliche che si sviluppano tipicamente a partire dall'Età moderna, che sono cioè costitutive della stessa modernità. → L'idea di democrazia, l'emergere di una sfera pubblica, lo sviluppo dei mass media, l'individualismo e l'importanza della soggettività come focus dell'agire sociale. → Opinione pubblica come una delle componenti e delle concause della sua costruzione storica e sociale.
Il peso e la rilevanza della dimensione immateriale dell'esistenza individuale e collettiva nelle nostre società sono continuamente cresciuti negli ultimi decenni, sia come attenzione collettiva per la dimensione interiore, dei soggetti, sia come autoinvestimento nella cura del sé e nella promozione del proprio vissuto dotato di senso come realtà predominante.
2.1 Opinione pubblica e democrazia
Democrazia = quella forma di governo di cui il popolo, nella sua totalità, è il depositario e il protagonista sia pure attraverso le varie forme di mediazione della rappresentanza. Nel XVII secolo in Inghilterra e poi nel XVIII secolo in Francia si comincia a vedere nell'opinione, nell'opinione generale, nell'opinione illuminata e infine nell'opinione pubblica vera e propria uno dei fondamenti stessi della forza emancipatrice ed egualitaria della moderna democrazia.
Locke nel 1690 parla di una legge dell'opinione o reputazione accanto alla legge divina e alla legge civile come uno dei tre pilastri su cui si fonda la vita collettiva. La democrazia è la forma di governo che si basa sul consenso e sulla legittimazione del popolo stesso, sul diritto di ognuno di esprimere le proprie opinioni in relazione alla res publica e all'interesse collettivo, opinioni che rappresentano dunque, insieme al voto, il fondamento e il senso stesso della democrazia.
Tre principi che rappresentano il fondamento storico e culturale su cui si basano sia l'idea di democrazia che il concetto di opinione pubblica:
- La sovranità popolare = la legittimazione ha nell'opinione pubblica una delle forme istituzionali di esternazione e di pubblicità più importanti
- L'uguaglianza politica = tutti i membri di una comunità devono avere uguale importanza ed uguale opportunità di partecipazione alla vita politica ed alle consultazioni elettorali.
- La regola della maggioranza = il principio di maggioranza che trova il suo contraltare nelle dinamiche dell'opinione pubblica che danno origine in linea di principio ad un orientamento prevalente.
→ alla democrazia rappresentativa basta che il pubblico abbia opinioni sue, niente di più ma (attenzione) niente di meno. Il nesso strutturale tra teoria della democrazia e teoria dell'opinione pubblica continua ad essere centrale ma controverso. Centrale = perché una democrazia senza la trasparenza dei processi di opinione pubblica diventa un regime pseudodemocratico. Controverso = perché i grandi cambiamenti sociali che hanno accompagnato il cammino della democrazia nel mondo occidentale hanno modificato e complessificato il contesto in cui l'opinione pubblica si forma e dentro cui interagisce.
Possiamo suddividere la tradizione teorica sul rapporto tra democrazia e opinione pubblica in due filoni:
- Tipico della tradizione liberal-democratica inglese e francese dal XVII al XIX secolo, vede l'opinione pubblica come elemento fondamentale del processo democratico in quanto istanza intermedia fra elettori e potere legislativo e come luogo della mediazione della rappresentanza cioè come fonte di consenso e legittimazione del parlamento e del governo. → opinione pubblica come tribunale della politica → Forza positiva delle opinioni individuali in quanto libere e capaci di produrre uno spirito pubblico
- Filone illuminista e radicale che si forma nella Francia del XVIII secolo, prima e dopo la Rivoluzione francese, identifica l'opinione pubblica come ambito privilegiato di un ceto ristretto di intellettuali che svolgono un ruolo critico. Secondo questa impostazione l'opinione pubblica è un fondamento della democrazia ma non si identifica organicamente con le sue istituzioni rappresentative, anzi, svolge una funzione esplicitamente critica cioè di controllo e di spinta al cambiamento. → Il risultato di un percorso di illuminazione che è guidato da una élite intellettuale che opera su due fronti: sensibilizzare il governo sui suoi doveri, sul rispetto delle leggi della ragione e delle libere opinioni dei cittadini/sudditi, ma anche formare ed educare le classi popolari perché prendano coscienza dei loro diritti.
- Autodirezione dell'OP = formazione dal basso (Habermas)
- Eterodirezione dell'OP = formazione dall'alto (Luhmann)
Possiamo distinguere due filoni diversi riguardanti il ruolo dell'opinione pubblica all'interno della democrazia dopo la Rivoluzione Americana:
- Un filone di pensiero conservatore, riteneva necessario orientare e controllare l'opinione pubblica in modo da impedirle di minacciare la stabilità del governo e della società.
- La concezione populista ed ottimistica di Jefferson, che riteneva che l'opinione pubblica si può formare dal basso ed essere così il cuore e il funzionamento della democrazia stessa. → gli Stati Uniti erano il primo paese al mondo che rendeva possibile una vera partecipazione democratica a tutto il popolo.
In questo periodo in America sembra prevalere in tutti i pensatori, i politici e gli osservatori un comune atteggiamento di fiducia sull'importanza e sul ruolo dell'opinione pubblica nella democrazia. Nella seconda metà dell'Ottocento ci fu un progressivo emergere di un'opinione pubblica reale e non solo ideale in seguito:
- All'aumento dell'alfabetizzazione
- Allo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa
- All'allargamento del suffragio universale
- Alla nascita di un mercato dei consumi
La generazione delle dinamiche di opinione all'intera popolazione, unitamente al modello di democrazia rappresentativa (ruled by public opinion) cominciavano a produrre quei fenomeni che Tocqueville già denunciava appunto come Tirannia della maggioranza e conformismo di massa. → Nei confronti dello stato l'opinione pubblica svolgeva il suo ruolo di legittimazione, proposta e controllo, ma nei confronti della società civile e dei singoli cittadini tendeva a diventare di fatto un meccanismo antidemocratico attraverso la marginalizzazione delle minoranze e la pressione sociale all'allineamento ed al conformismo collettivo.
Mentre in Europa è la classe benestante e colta a fare opinione, in America i desideri e i punti di vista del popolo prevalgono anche prima di essere convogliati attraverso normali organismi legislativi. Il nesso fra democrazia e opinione pubblica da trasparente si trasforma in opaco perché vengono messi in dubbio i fondamenti su cui storicamente questo legame era stato proclamato: l'opinione pubblica come ambito del dibattito pubblico e il processo di formazione delle opinioni come processo autodiretto che si dipana all'interno della società civile per influire sul governo e lo Stato (ed eventualmente per controllarlo).
2.2 Opinione pubblica e sfera pubblica
Il fondamento strutturale ed operativo è invece rappresentato dall'emergere di una nuova dimensione dell'interazione sociale tipica della modernità che incarna, anche semanticamente, il contesto primario dell'opinione pubblica: la sfera pubblica o pubblicità. Secondo Habermas tra il XVII e il XVIII secolo dapprima in Inghilterra e in Francia, la società moderna ha visto emergere sotto la spinta di un insieme di fenomeni e processi sociali, al centro dei quali vi sono una nuova classe (la borghesia) e un nuovo modo di produzione (il capitalismo), un nuovo ambito o dimensione della vita politica che si colloca fra il potere politico e la società civile anche se fa parte di quest'ultima e che viene chiamato sfera pubblica borghese.
- Rivendicazione della borghesia nei confronti dell'aristocrazia
- Affermazione di una nuova individualità che nasce nella società civile, nella sfera privata dei commerci e delle attività produttive come pure in quella dell'intimità.
Il soggetto è il pubblico in quanto depositario dell'opinione pubblica, cioè di un processo eminentemente discorsivo di pubblica argomentazione razionale che si svolge in uno spazio accessibile a tutti. → l'opinione pubblica è l'opinione di tutti i privati cittadini che fanno uso pubblico della ragione, in luoghi pubblici, attraverso supporti accessibili pubblicamente e che discutono in quanto uomini secondo un'ottica universalistica.
→ Pubblicità = accessibilità collettiva, che è rappresentato dal mercato. La circolazione delle merci e delle notizie è infatti per Habermas una delle precondizioni dell'emergere della sfera pubblica. La circolazione delle idee ed i canali a stampa che al favoriscono sono anch'essi merci simboliche (quindi espressione di interessi economici oltre che culturali) sia perché Habermas ricorda che una delle finalità della sfera pubblica è proprio quella di favorire l'emancipazione dello scambio di merci e del lavoro sociale dalle direttive statali.
→ Habermas individua accanto alla sfera pubblica politica ed alla sfera pubblica letteraria anche il mercato dei beni cultuali che costituisce appunto l'ambito delle dinamiche dell'opinione pubblica connesse alle logiche dello scambio e degli interessi. (vera e propria istituzione simbolica)
(Ginsberg) = Forum o mercato delle idee istituzione che costituisce una forma di pubblicità finalizzata non solo all'integrazione sociale ma anche al mantenimento del modello economico e culturale dominante nella società. (marketplace of ideas). La costruzione di questa sfera pubblica avviene nel corso dell'Ottocento: unificazione linguistica della nazione, espansione dell'alfabetizzazione di massa, sviluppo di infrastrutture e mezzi di comunicazione che favoriscono una forma di...
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