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La survey tra crisi e innovazione di Ferruccio Biolcati e Fabrizio Martire

Introduzione

La tesi all’origine di questo articolo è che la rivoluzione innescata nel campo della

ricerca sociale dai big data e dai metodi digitali abbia distolto l’attenzione dalle

innovazioni metodologiche della ricerca survey, portando a confondere la tradizione

con l’immobilismo. L’indagine campionaria si è infatti sempre distinta come una

tecnica di ricerca attenta all’innovazione e non ha certamente assistito inerte allo

sviluppo tecnologico e alle opportunità da questo offerte; allo stesso modo la survey è

sempre stata sensibile agli stimoli provenienti dal più ampio dibattito metodo-logico.

Le innovazioni a cui si fa qui riferimento sono, da una parte, interne al disegno di

ricerca survey: riguardano le modalità di rilevazione e campiona-mento (Web survey,

mixed modes) nonché le applicazioni sperimentali di una tecnica tradizionalmente

osservazionale (survey experiment); dall’altra parte, guardano fuori dal perimetro

dell’indagine campionaria, all’integrazione con altri dati e approcci (big data, dati

amministrativi, metodi misti, biosocial survey). L’obiettivo di tali innovazioni è quello di

superare i problemi che man mano si presentano nell’applicazione della tecnica survey

in condizioni contestuali in continua evoluzione, oltre a quello di offrire sempre nuove

opportunità alla ricerca sociale.

1. Le tre ere della survey

Alcuni tra i più autorevoli studiosi che si sono occupati della storia della ricerca sociale

hanno individuato nella seconda metà degli anni ’30 del secolo scorso il periodo in cui

la survey ha cominciato a istituzionalizzarsi, in ambito sia accademico che extra-

accademico. Secondo Groves, un articolo scritto nel 1934 dallo statistico e matematico

Jerzy Neyman sui vantaggi del campionamento probabilistico1 può essere considerato

uno dei testi di base su cui si sono formati i fondatori del sondaggio come strategia di

ricerca sociale e scientifica. Herbert H. Hyman individua nella Division of Program

Surveys dello US Department of Agriculture, fondata nel 1939, la prima esplicita forma

di istituzionalizzazione della survey in ambito extra-accademico. Anche in Inghilterra la

survey comincia ad affermarsi più o meno nello stesso periodo: le prime indagini

campionarie a carattere nazionale risalgono infatti agli anni ’30 del secolo scorso. La

progressiva legittimazione del sondaggio nel contesto accademico americano è

ricollegabile anche a tre grandi istituti di ricerca, tutti fondati tra la fine degli anni ’30

e i primi anni ’40: il Survey Research Center3 (Src) dell’Università del Michigan, il

National Opinion Research Center (Norc) dell’Università di Chicago e il Bureau of

Applied Social Research4 della Columbia University. Che la survey fosse un territorio di

contaminazione tra mondo accademico ed extra-accademico venne in qualche modo

sancito sul piano istituzionale con la fondazione dell’Association for Public Opinion

Research (Aapor). L’associa-zione, tutt’ora molto attiva negli Stati Uniti, fu istituita

con lo scopo di promuo-vere e migliorare le ricerche sull’opinione pubblica grazie alla

condivisione del-le esperienze e delle competenze che in tale campo erano state

accumulate sia dai ricercatori accademici, sia da quelli degli istituti privati. Per

mantenere nel tempo un clima di alleanza paritaria tra le due comunità, i fondatori

stabilirono un meccanismo di alternanza tra accademici e ricercatori degli istituti

privati alla presidenza dell’associazione. Il programma articolato di ricerche promosso

dal governo federale ha determinato una cornice istituzionale del tutto particolare,

all’interno della quale i protagonisti più autorevoli – accademici e non accademici – del

movimento della survey hanno potuto lavorare fianco a fianco alla costruzione di

strumenti e alla definizione di strategie. Le attività di ricerca sono state indirizzate in

tre ambiti: la comunità dei militari, la popolazione civile americana e quella dei territori

occupati dalle truppe statunitensi durante le fasi finali della guerra. Finita la guerra, il

governo americano ridusse drasticamente il suo sostegno ai programmi di indagine

sopra descritti; ciò favorì un rapido trasferimento del movimento della survey alle

università americane. Tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso la survey comincia a

istituzionalizzarsi anche grazie a innovazioni metodologiche di successo. Una di queste

è sicuramente il campionamento: l’articolo di Neyman è considerato uno dei saggi

fondativi della moderna teoria del campionamento. Nei primi decenni del secolo scorso

le indagini sociali su larga scala svolte in ambito accademico erano tutte

prevalentemente improntate al modello della copertura totale: definita una comunità

di riferimento, si cercava di rilevare le informazioni ritenute significative in modo

censuario. Negli stessi anni alcuni grandi istituti di ricerca privati cominciavano a

mettere in atto strategie di campionamento moderne, cioè non basate sul principio

ingenuo «più gente intervisto e meglio è». Verosimilmente, questo inequivocabile

successo sul campo contribuì ad aumentare la credibilità della survey nel mondo

accademico. Se il campionamento entra in scena soprattutto grazie alla ricerca extra-

accademica, il questionario – la concettualizzazione delle proprietà da rilevare, la

formulazione delle domande, lo scaling

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecconimarta96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dell'opinione pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pitrone Maria Concetta.
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