Sociologia del lavoro: cambiamenti nel mondo del lavoro da ieri a oggi
Concetti chiave
- Forze di lavoro: Occupati, disoccupati, inattivi
- Competenze tecniche e specifiche ≠ competenze trasversali: Nel mondo del lavoro oggi sono richiesti più requisiti, di cui alcuni hanno poco che fare con la specifica attività lavorativa
- Inserimento delle donne nel mercato del lavoro: Fenomeno recente (cambiamento del ruolo femminile)
- Settori in cui vi è un aumento della domanda (al punto da essere eccessiva) e altri in cui è praticamente assente
- Maggiore flessibilità: Lavori precari e contratti a tempo determinato rispetto al passato (carriere più instabili)
- Maggiore frammentazione del lavoro e dei settori
- In passato la maggior parte dei lavoratori era occupata nell'industria, attualmente invece nel terziario
- Meno garanzie di stabilità
- L'emigrazione: Una componente strutturale del mondo del lavoro
- Il mercato del lavoro turistico richiede maggiore flessibilità (poiché si compone di molte attività stagionali) ed è un settore altamente femminilizzato (maggiore predisposizione, maggiore customer care)
- Gli immigrati sono presenti nel backstage del lavoro turistico (es. facchini, camerieri, addetti alle pulizie)
- Notevole presenza del lavoro sommerso (lavoro in nero) poiché permette di risparmiare sul costo di lavoro (alta flessibilità)
Mercato del lavoro
Insieme di meccanismi che regolano l'incontro tra:
- Posti di lavoro vacanti (domanda), espressa dalle imprese
- Persone in cerca di occupazione (offerta)
Il mercato del lavoro determina i salari pagati dalle imprese (prezzo di equilibrio: incontro domanda-offerta). Dovrebbe supporre condizioni lontane dai funzionamenti della società ≠ sociologia. I soggetti operano in modo indipendente (assenza di influenza reciproca fra imprese e lavoratori).
Condizioni per cui il MdL sia un mercato
- Lavoro equiparabile a qualsiasi merce (lavoro offerto a chi lo richiede). Il mercato del lavoro funziona come un qualunque altro mercato.
- Relazione di scambio paritetica tra domanda e offerta
- Il salario svolge una funzione di riequilibrio tra domanda e offerta (esempio: si abbassano le remunerazioni per poter assumere maggiore forza lavoro)
- I soggetti agiscono secondo razionalità economica (massimizzare il profitto/gli utili, minimizzando i costi)
Il mercato del lavoro è diverso da qualunque altro mercato poiché
- Tra domanda e offerta vi è un sistema regolatore/legislatore, il quale modifica questa interazione (equità, giustizia). Lo Stato/terzo attore deve essere in grado di tutelare i lavoratori tramite sindacati (è un mercato che tiene alla vita dei lavoratori).
- Le persone a differenza delle merci hanno dei bisogni e non sono facilmente sostituibili come un oggetto malfunzionante.
- Squilibrio domanda-offerta: nella relazione il datore di lavoro ha maggior potere (visione fordista) poiché spetta all'impresa il compito dell'assunzione. L'impresa necessita di capitale da ottenere tramite la forza lavoro dei dipendenti (capitale + lavoro).
- L'impresa ha la possibilità di automatizzare (sostituire i dipendenti con i macchinari: processo labour saving) l'attività ottenendo capitale, investendolo e risparmiando così sul costo del lavoro. Il dipendente di fronte a questa scelta può arricchire le proprie competenze producendo di più grazie alle macchine.
- I lavoratori sono formalmente liberi di vendere la propria forza lavoro, gli imprenditori non sono costretti ad acquistarla (uso e consumo del capitale).
- Nel momento in cui vi è uno scambio, il MdL instaura una relazione continua tramite contratto (condizioni di erogazione della prestazione lavorativa). Queste condizioni d'uso della forza lavoro generano conflitti e sistemi di controllo della produttività e della cooperazione (il lavoratore deve impegnarsi a voler lavorare). Sono importanti quanto quelle di scambio all'interno di un rapporto di lavoro ≠ mercati delle relazioni di potere.
- Questo discorso riguarda il rapporto fra lavoratore dipendente ed impresa (in Italia il 75% dei lavoratori sono dipendenti).
Il salario non esercita una funzione di equilibrio
- Teoria economica: il salario regola l'incontro tra domanda ed offerta (nel caso in cui non vi sia disoccupazione).
- Evidenza empirica: salario reale-salario di equilibrio-disoccupazione.
- Il salario è determinato da fattori extra-economici (fattori sociali, consuetudini, istituzioni).
- Fairness e sussistenza.
- Le imprese pagano salari di efficienza maggiori rispetto a quelli di sussistenza, equilibrio, mercato al fine di incentivare la produttività e la permanenza nell'impresa (politiche di retention).
- I disoccupati (outsiders) non fanno concorrenza agli occupati (insiders), il lavoro non è soltanto finalizzato alla remunerazione, ma norme sociali, istituzioni e culture interessano il calcolo (questi fattori non economici non sono irrilevanti, al contrario influenzano notevolmente il salario).
La razionalità economica non si estende a tutti i lavoratori
Ad esempio, gli interessi personali, le passioni o altre motivazioni possono spingere dipendenti/lavoratori a scegliere professioni non finalizzate al maggior salario (non sono irrazionali, ma non sono logiche economiche).
I concetti chiave, le fonti e i principali indicatori
I principali indicatori per l'analisi dell'MdL:
- Tasso di attività
- Tasso di occupazione
- Tasso di disoccupazione
Nell'analisi dell'MdL, i concetti chiave sono:
- Occupato, in cerca di lavoro/disoccupato inattivo
Per dare contenuto a queste etichette è necessario definire:
- I concetti e le caratteristiche per collocare un oggetto (livello teorico)
- Gli strumenti operativi per rilevare tali caratteristiche (livello empirico): tradurre in dati, operazioni questi concetti teorici
Quale situazione definisce un lavoro
- Un elettricista installa una presa in casa vostra: è un lavoro perché è retribuito
- Un elettricista installa una presa in casa sua: l'attività è la stessa, ma non è retribuito, manca l'elemento di produzione del reddito/scambio di mercato (non è la transazione di scambio di mercato che produce moneta)
- Un vostro amico che se la cava con i lavori elettrici installa una presa in casa vostra: pur svolgendo un'attività lavorativa, l'amico sta agendo secondo una logica di reciprocità, agisce secondo principi/logiche di reciprocità pur essendo un mercato (reciprocità: scambio determinato da relazioni di scambio che vincolano le persone ad obblighi: es legami di parentela) è una situazione ambigua in quanto è difficile definirla un'attività lavorativa
- Voi stessi installate una presa: auto-produzione, reciprocità verso sé stessi (organizzazione pre-industriale)
- Con la presa installata vi mettete a giocare al pc
La prima è considerata una vera e propria attività lavorativa in quanto viene impiegata una persona specializzata per svolgere un compito.
Secondo lo studioso Sen
- Occupato: Chi svolge un lavoro
- Occupazione: Capacità di dare 1) un reddito ad una persona 2) producendo un bene/servizio 3) riconoscendo l'attività svolta come lavorativa (a livello sociale/personale)
Questi criteri riguardano il lavoro delle moderne economie di mercato (caratterizzato dal lavoro salariato, economia formale). L'economia tradizionale/sostanziale ambisce a produrre beni e servizi per il soddisfacimento di bisogni (ad esempio l'economia preindustriale, produzione familiare per l'autoconsumo). Beni e servizi non sono destinati alla vendita, manca perciò la produzione di reddito.
Forme moderne di produzione non destinate alla vendita
L'economia comunitaria, solidale, volontariato mirano alla soddisfazione di bisogni sociali/comunitari. La definizione convenzionale di occupato include l'acquisizione di reddito e riconoscimento sociale (occupazione di mercato che contribuisce a produrre reddito nazionale).
Disoccupati
- Dimensioni definitorie tradizionali: chi ha perso il lavoro
- Non avere occupazioni (condizione economica)
- Essere in cerca di lavoro (attività)
- Essere disponibile al lavoro (attitudine) rifiutare un lavoro rende disoccupati
- Aver bisogno di un reddito (stato di necessità)
- Condizione amministrativa: registrazione CPI (posizione formale, ci si dichiara disoccupati e disponibili a lavorare)
Il capo famiglia incarnava tutti questi punti nel passato, attualmente invece questa figura la si riscontra nell'immigrato (male breadwinner: modello di persone disposte a lavorare). Oggi l'insieme di persone disposte al lavoro è più ampio: giovani (istruiti), donne, neo disoccupati (vi sono più figure diversificate nel mondo della disoccupazione).
Inattivi
Coloro che non cercano lavoro: bambini, studenti, pensionati, ereditieri (persone inattive in senso stretto), invalidi/inabili al lavoro, casalinghe. Popolazione residuale: che non partecipa al mercato del lavoro, che non è occupata e non cerca lavoro. Queste definizioni sono teoriche, i confini delle condizioni sono incerti.
Sotto-occupazione
Condizione di chi sarebbe disposto a lavorare di più (es. lavoro part-time, precario) in quanto lavora poche ore/occasionalmente e perciò ricerca un lavoro. Concetto di occupazione basato su ore lavorative e volontarietà della condizione.
Disoccupati-occupati
- Ufficialmente disoccupati, lavorano nell'economia sommersa (più o meno continuamente)
- Gli stagionali: presenti temporaneamente nel mercato del lavoro
- Lavoratori in cassa integrazione: formalmente occupati, ma di fatto senza lavoro (o in cerca di occupazione o inattivo)
- Giovani in alternanza scuola-lavoro
- Persone scoraggiate per mancanza di occasioni di lavoro (per lo più donne), disponibili a lavorare ma senza cercare attivamente, convinti di non trovare lavoro
- Donne scoraggiate per mancanza di infrastrutture sociali
- Disoccupati “volontari”: cercano, ma non sono disponibili a cattivi lavori o mobilità (es. giovani istruiti che non accettano impieghi dequalificati, donne che cercano solo part-time)
Fonte principale dei dati di analisi dell'MdL
È l'indagine ISTAT sulle forze di lavoro. È lo strumento con cui l'istituto nazionale di statistica (ISTAT) stima numeri e caratteristiche di occupati, disoccupati ed inattivi. Tutti i Paesi europei promuovono rilevazioni delle forze lavoro (quattro volte all'anno). EUROSTAT armonizza le rilevazioni nazionali ed offre dati della ELFS (European Labour Force Survey).
RCFL (Criterio Rilevazione Forza Lavoro)
Classificazione monovalente (unica condizione: occupato, disoccupato, inattivo) e gerarchica condizioni si escludono reciprocamente:
- Condizione di occupato prevale su quella di disoccupato
- Quella di disoccupato su quella di inattivo
Consente di risolvere contrasti nella posizione (semplificazione). Questionario somministrato a campione di famiglie residenti da un intervistatore professionale (soltanto ora è così professionalizzata).
Per l'ISTAT
Gli occupati (coloro che hanno svolto almeno un'ora di lavoro retribuita nella settimana precedente la rilevazione (dimensione estensiva)). Misura indiretta della domanda di lavoro a cui andrebbero aggiunti i posti vacanti delle imprese.
- Lavoratori dipendenti: persone con impiego salariato/rapporto di lavoro salariato che hanno un legame formale con il proprio impiego (inclusi assenti per malattia e cassa integrazione)
- Lavoratori indipendenti: persone che svolgono un lavoro in vista di un profitto/guadagno proprio o della famiglia
Disoccupati
Definizione operativa: persone in cerca di occupazione che la ricercano attivamente e sono disponibili a lavorare (dimensione restrittiva, si eliminano altre forme di vincoli es. i lavoratori scoraggiati). Per ricerca attiva si intende aver svolto un'azione di ricerca negli ultimi 30 giorni. Disponibili a lavorare: entro la settimana successiva la rilevazione.
Definizione omogenea con le convenzioni internazionali
- Ricerca non necessariamente attiva
- Ricerca prolungata nel tempo
Vi sono diverse strategie di assunzione e posizionamento nel mercato del lavoro stagionale (diverse politiche che incentivano o meno le assunzioni).
Disoccupato con esperienza/in senso stretto
Coloro che hanno perso il lavoro. In cerca di prima occupazione/senza esperienza di lavoro (soprattutto giovani).
Forza lavoro = popolazione attiva
Somma di occupati + somma di coloro che cercano lavoro. Le forze di lavoro rappresentano l'offerta di lavoro (mettere a disposizione la propria forza lavoro).
Inattivi
Le non forze lavoro/popolazione non attiva, chi non è né occupato né in cerca di occupazione. Questo gruppo comprende:
- Non forze di lavoro in età non lavorativa (minori di 15 anni, anziani oltre i 64)
- Non forze lavoro in età lavorativa (15-64): studenti, casalinghe, pensionati, inabili
Indicatore: misura di sintesi dei dati (es. tasso di disoccupazione). I principali indicatori nell'analisi dell'MdL consentono la comparazione nel tempo tra Paesi.
Nello studio del mercato del lavoro, gli indicatori di base più tipici ed utilizzati sono i tassi/rapporti in percentuale
- Popolazione italiana: 60 milioni
- Occupati italiani: 22 milioni
- Disoccupati italiani: 3 milioni
- Scoraggiati: 1 milione
- Inattivi: 35 milioni
Indicatori classici
- Tasso di attività
- Tasso di occupazione
- Tasso di disoccupazione
Tasso di attività totale
- Lordo: Rapporto percentuale tra le forze lavoro e la popolazione
- Netto: Rapporto percentuale tra le forze lavoro e la popolazione totale in età lavorativa
T Att = forze lavoro (occupati + disoccupati) x 100 / popolazione
T Att = forze lavoro (occupati + disoccupati) x 100 / popolazione (15-64)
Tasso attività: Misura del grado di partecipazione al mercato di lavoro di una popolazione, ovvero la sua propensione a cercare un lavoro (che si riesca o meno a trovarlo).
Tasso attività specifico: possono essere costruiti per genere, età, titolo di studio (disuguaglianza sociale in base al settore preso in considerazione). Esempio: tasso di attività femminile (20-25) [occupate + disoccupate (20-25)] x 100 / totale popolazione femminile (20-25).
Dati MdL 2008
| Uomini | Donne | Totale |
|---|---|---|
| Occupati: 14064 | Occupati: 9341 | Occupati: 23405 |
| In cerca: 820 | In cerca: 872 | In cerca: 1692 |
| Inattivi: 13965 | Inattivi: 20275 | Inattivi: 34240 |
| Totale: 28849 | Totale: 30488 | Totale: 59336 |
| Tasso attività %: 51% | Tasso attività %: 33% | Tasso attività totale lordo: 42% |
| Tasso disoccupazione %: 5,5% | Tasso disoccupazione %: 8,5% | Tasso disoccupazione %: 6,7% |
Il tasso di attività varia notevolmente nel tempo e nello spazio per le donne, i giovani e gli anziani vi sono notevoli variazioni fra i diversi paesi.
Il tasso di attività totale (lordo) dipende da
- Diversa partecipazione al lavoro di donne, giovani ed anziani
- Diverso peso nella popolazione
- Di donne giovani ed anziani
Tasso di occupazione
- Lordo: Rapporto percentuale tra gli occupati e la popolazione totale (occupati x 100/popolazione)
- Netto: Rapporto percentuale tra gli occupati e la popolazione lavorativa (occupati x 100/popolazione lavorativa (15-64))
Il tasso di occupazione indica:
- Il livello della domanda di lavoro da parte del sistema produttivo
- Il grado di benessere economico, poiché il suo reciproco (pop. Totale/occupati) misura il numero di persone a carico di ogni occupato
- Tassi di occupazione specifici per caratteristiche determinate possono essere costruiti per età, genere, titolo di studio, ecc.
- Indicatore sempre più importante (obiettivi della politica europea espressi in termini di tasso di occupazione)
- È fondamentale per l'analisi della domanda nel mercato del lavoro
Tasso di occupazione 2008
| Uomini | Donne | Totale |
|---|---|---|
| Occupati: 14064 | Occupati: 9341 | Occupati: 23405 |
| Disoccupati: 820 | Disoccupati: 872 | Disoccupati: 1692 |
| Inattivi: 13965 | Inattivi: 20275 | Inattivi: 34240 |
| Totale: 28849 | Totale: 30488 | Totale: 59336 |
| Tasso di occupazione %: 48,7 | Tasso di occupazione %: 30,6 | Tasso di occupazione %: 39,4 |
Vi è sempre una disparità gerarchica di genere (il tasso di occupazione è maggiore negli uomini). Con la crisi il tasso totale scende poiché vi sono minori posti di lavoro, di conseguenza meno lavoratori.
Tasso di disoccupazione
È il rapporto percentuale tra le persone in cerca di lavoro e le forze di lavoro (occupati + in cerca di lavoro):
- Tasso di disoccupazione: (persone in cerca di lavoro) x 100 / forze di lavoro (occupati + disoccupati)
- Tasso di disoccupazione: (persone in cerca di lavoro) x 100 / (occupati + persone in cerca di lavoro)
Il tasso indica:
- Quanti NON trovano lavoro ogni cento che lo cercano
- Tassi di disoccupazione possono essere costruiti per età, genere, titolo di studio (esempio: tasso di disoccupazione maschi diplomati 19-24). Uomini in cerca di lavoro diplomati x 100 / occupati uomini diplomati (19-24) + persone in cerca di lavoro diplomate (19-24).
Con la crisi (2013) aumenta il tasso di disoccupazione sia per gli uomini che per le donne (la disoccupazione maschile sovrasta quella femminile).
Perché è importante sapere come sono costruiti gli indicatori e cosa significa
Esempio di cattivo utilizzo del tasso di disoccupazione: la disoccupazione giovanile.
Comunicato ISTAT (ottobre 2012): “In settembre si è registrato un tasso di disoccupazione giovanile in crescita, rispetto al mese precedente: tra i giovani nella fascia d'età 15-24, i disoccupati risultano essere il 35,1%”
I commenti alla notizia nei giornali:
- Più di un giovane su tre (35%) è senza lavoro, record dal 1992
- In Italia più di un giovane su tre è senza lavoro
- In Italia un giovane su tre è senza speranza di futuro
Questa lettura è scorretta in quanto non tiene conto ad esempio di coloro che stanno studiando.
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