Comunicare la salute e promuovere il benessere
Le teorie della comunicazione sulla salute
Salute e benessere
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1946, definiva la salute "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto l'assenza di malattia o infermità". Nel secondo dopoguerra, infatti, l'aspettativa di vita (nonostante l'insoddisfacente sistema sanitario) è cresciuta esponenzialmente, finché l'avvento della società medicalizzata ha portato a intendere la malattia non più come un male di fronte al quale nulla si può fare.
Se fino alla metà del XX secolo la salute veniva interpretata secondo un modello biomedico, in seguito ha riacquistato significati sociali, psicologici e relativi all'igiene ambientale. Salute significa quindi una condizione di complessiva efficienza psicofisica, tranquillità e integrità. Ne deriva che con "sanità" si intenda la tutela della salute della collettività e delle condizioni sociali, affidata alle pubbliche autorità. È spesso tuttavia difficile distinguere salute e malattia, soprattutto in campo mentale o genetico (in cui le malattie possono essere individuate tramite diagnosi pre-sintomatiche, ovvero prima che si manifestino nella persona).
Seedhouse classifica la salute come contenuto positivo, elaborando 5 definizioni:
- Salute come stato ideale (utopico).
- Salute come fitness fisico e mentale (ossia come capacità di assolvere ruoli sociali).
- Salute come prodotto e bene di consumo (soggetto a un regime giuridico quantificabile in servizi e prestazioni).
- Salute come forza o abilità personale (ossia capacità di adattamento attivo).
- Salute come sviluppo delle potenzialità personali (basata sull'accessibilità a fattori come cibo, acqua, informazioni, ecc.).
Per Ingrosso, invece, accanto a forme statiche come la salute-possesso (avere) e la salute-benessere (essere), emergono concezioni dinamiche orientate: alla piacevolezza, come la salute-desiderio (fare), e ai processi sociali di costruzione identitaria, come salute-processo (divenire). Fondamentale è quindi l'equilibrio tra esseri umani e ambiente fisico e sociale, nonché la responsabilizzazione degli individui all'adozione di stili di vita sani.
L'approccio centrato sul paziente propone un modello sistemico concentrato sulla salute (e non sulla malattia, come accade nel modello biomedico), che concepisce il corpo come separato dalla mente ed equivalente alla somma delle parti strutturali e fisiologiche, inaccessibili all'influenza di forze esterne. Si cerca quindi la causa della malattia, da isolare e bloccare attraverso un trattamento standardizzato imparziale. Ciò rende il medico interscambiabile (a parità di conoscenze mediche), mentre il paziente ha soltanto il compito di informare il medico sul malfunzionamento del suo organismo.
L'ottica sistemica si basa invece sul principio di relazione: un organismo è un insieme integrato, le cui proprietà si distruggono nel momento in cui lo si riduce ad elementi isolati. Engel fu il primo ad invitare medicina e psichiatria ad abbandonare il modello biomedico in favore di quello sistemico, in cui i medici si occupano anche delle istanze psicosociali. La malattia non è quindi più un'entità indipendente dal comportamento sociale, ma tiene conto delle esperienze umane. Il modello biopsicosociale si rifà quindi alla teoria generale dei sistemi, per cui tutti i livelli di un sistema sono connessi in relazione gerarchica.
Gli esseri umani sono infatti inseriti in una rete di relazioni biologiche, psicologiche e sociali che ne influenzano lo stato di salute. Gli artefici del cambiamento non sono più, quindi, solo i medici, ma anche le associazioni che spingono l'individuo a partecipare attivamente alla costruzione della propria salute attraverso l'acquisizione di conoscenze e la collaborazione col proprio medico per costruire la salute anche nell'ambito delle relazioni umane. Occorrono quindi strategie che aiutino le persone a diventare "i principali curatori" della propria vita, riconoscendo e sviluppando il potenziale per prevenire malattie e promuovere salute e benessere.
Se il modello biomedico separa processi psicosociali e biologici (unici responsabili della malattia, considerata una disfunzione del corpo-macchina, causata da un agente esterno con cause semplici ed identificabili), nel modello biopsicosociale, l'attenzione si sposta dallo stato patologico alle variabili ambientali, psicologiche e spirituali, nonché all'influenza dei sistemi (famiglia, cultura, ecc.).
Comunicare la salute
Le teorie della comunicazione della salute si basano su alcuni concetti:
- Percezione del rischio. Esiste una relazione tra percezione del rischio e comportamenti di salute, che passa attraverso 3 aspetti: percezione del rischio (in cui influiscono fattori cognitivi come la percezione di controllo, che genera ottimismo, il bias egocentrico, cioè la conoscenza delle risposte del proprio corpo, l'esperienza personale e le credenze stereotipiche, ma anche da fattori motivazionali come la difesa dell'autostima e la negazione difensiva, utilizzata per proteggersi dall'ansia), assunzione del rischio (tramite un comportamento non salutare) e propensione al rischio (tratto di personalità).
- Autoefficacia. Bandura distingue due azioni: il fronteggiamento di eventi stressanti (poiché la credenza nelle proprie capacità di superare gli eventi stressanti attiva i sistemi biologici) e la modificazione dei comportamenti nocivi.
- Il modello di credenze sulla salute è una teoria valore-aspettativa, ossia basata sul desiderio di stare bene e la credenza che un'azione possa migliorare o prevenire la malattia. I costrutti alla base del modello sono quindi:
- La vulnerabilità percepita, ossia la percezione soggettiva della possibilità di contrarre una malattia.
- La gravità percepita, riguardo le conseguenze del comportamento rischioso, che si combina con la vulnerabilità a formare la "minaccia percepita" e la "suscettibilità percepita".
- I benefici percepiti, relativi all'efficacia delle azioni preventive disponibili.
- Le barriere percepite, ovvero i potenziali aspetti negativi di un'azione per la salute.
- Ed altre variabili demografiche, socio-psicologiche e strutturali (come il livello culturale).
- La teoria della motivazione a proteggersi (TMP) di Rogers afferma che essa dipende da 3 fattori:
- La percezione di gravità dell'evento.
- La stima personale della probabilità che l'evento capiti a sé.
- L'efficacia dell'azione di risposta preventiva consigliata.
- Molte sono le fonti di informazione sulle spiacevoli (ma evitabili) conseguenze per la salute che possono iniziare processi di mediazione cognitiva:
- Quelle ambientali sono persuasioni verbali come gli appelli alla paura e l'apprendimento per osservazione.
- Quelle intrapersonali includono caratteristiche disposizioni ed esperienze precedenti.
- Il coping response (l'affronto di situazioni fonte potenziale di stress) si realizza quindi tramite messaggi indirizzati al potenziamento e alla fiducia del soggetto nel poter far fronte al problema, spronandolo a modificare le pecche del suo stile di vita, tramite:
- Processi di mediazione cognitiva, ossia l'informazione sulla minaccia.
- Modi di coping, come l'accettazione della raccomandazione, il controllo della paura e del pericolo, la focalizzazione su emozioni e problemi.
- Il modello transteorico (MTT) analizza il cambiamento come un progresso che si realizza in 6 stadi:
- Precontemplazione, in cui l'individuo non intende compiere l'azione perché non è informato o è demoralizzato, ed è quindi importante l'azione svolta dai messaggi dei media.
- Contemplazione, in cui l'individuo intende cambiare entro 6 mesi, sebbene il bilanciamento costi-benefici possa immobilizzare le persone in uno stato di contemplazione cronica o procrastinazione comportamentale.
- Preparazione, in cui l'individuo intende agire entro un mese, grazie anche a credenze, norme sociali, paura e preoccupazione, nonché l'influenza delle persone importanti.
- Azione, in cui si è modificato il proprio stile di vita entro i passati 6 mesi.
- Mantenimento, in cui l'individuo lotta per prevenire la ricaduta, ma è convinto di poter continuare i cambiamenti attuati grazie a suggerimenti e assistenza professionale.
- Termine, quando si è sicuri di non ritornare alle vecchie abitudini.
Teoria sociale di Bandura
La teoria sociale cognitiva di Bandura sostiene che l'individuo trasforma ed è allo stesso tempo trasformato dall'ambiente. Essa si basa quindi sul principio del determinismo reciproco triadico, secondo cui la personalità è il prodotto dell'interazione tra ambiente, comportamento e caratteristiche individuali. Grazie alla capacità di simbolizzazione, osservazione, autoriflessione e autoregolazione, ognuno può agire sul mondo esterno e su di sé.
Il meccanismo più importante è l'autoefficacia, che si realizza quando l'individuo diventa agente attivo e riflette sulla propria esperienza per correggere le condotte disfunzionali, adattandole alle richieste dell'ambiente poiché convinto di avere le capacità adeguate per gestire le situazioni a proprio vantaggio. L'autoefficacia si realizza quindi da:
- Esperienza diretta di gestione efficace di difficoltà crescenti.
- Esperienza vicaria, data dall'osservazione di modelli positivi di successo che aumentano la convinzione di poter raggiungere obiettivi in situazioni analoghe, data la percezione di somiglianza con i modelli osservati.
- Persuasione, in quanto la convinzione altrui del possedimento delle abilità necessarie promuove lo sviluppo delle stesse, in maniera proporzionale alla credibilità e alla competenza attribuita alla fonte.
- Stati emotivi e fisiologici, in base ai quali si giudicano le proprie capacità.
La convinzione di efficacia regola il funzionamento umano in base a processi:
- Cognitivi, in quanto maggiore è l'efficacia percepita, più alti sono gli obiettivi che ci si prefigge.
- Motivazionali, poiché i processi di confronto e aspirazione tra la situazione ideale e quella reale portano ad individuare la linea guida del comportamento.
- Affettivi, che riducono la vulnerabilità a stress e depressione.
- Selettivi, in quanto sulla base dell'ambiente a cui si decide di appartenere e chi si sceglie di frequentare, si sviluppano competenze, interessi e relazioni.
Le strategie della comunicazione e della prevenzione
Gli ambiti della promozione della salute
Tra gli ambiti di promozione della salute troviamo innanzitutto la scuola e la famiglia, al cui centro si colloca il bambino. La scuola si connota per la capacità di costruire connessioni con altre agenzie (come gli operatori socio-sanitari), essendo radicata nel territorio di riferimento. Essa può quindi intervenire sulla formazione soggettiva della persona, oltre che dell'alunno, grazie alla definizione di un Piano di Offerta Formativa adeguato.
Evoluzione delle tecniche comunicative
L'intervento si realizza in 3 momenti. L'informazione sulla salute è centrata sulla figura dell'esperto, corpo estraneo spesso non integrato nel tessuto educativo della scuola ospitante e quindi spesso incapace di mediare il proprio linguaggio tecnico con l'esigenza di comprensione degli studenti. La comunicazione della salute è invece affidata al docente referente, che non utilizza un approccio medico (causa del venir meno della continuità della relazione quotidiana con gli studenti). Le Health Promoting Schools hanno infatti posto al centro del progetto educativo il benessere globale di alunni e personale, dando vita a una rivoluzione culturale.
L'educazione socio-affettiva si configura quindi come una metodologia che promuove le life skills (competenze di vita quotidiana) come dialogo, ascolto e relazione, tramite metodi come il circle-time (in cui la classe in cerchio discute a partire da uno stimolo) o l'apprendimento cooperativo (in cui i compiti vengono ripartiti tra tutti, creando legami di interdipendenza e favorendo l'emersione dei vissuti). Infine, la promozione della salute è centrata sulle competenze degli studenti.
L'educazione tra pari si realizza tramite 3 modelli:
- In quello puro, troviamo interventi formativi brevi realizzati da peer educator e su temi scelti dagli adulti che realizzano una formazione di tipo addestrativo/informativo.
- Il modello misto prevede una fase formativa breve e intensiva che sviluppa il protagonismo dei ragazzi che svolgono la fase realizzativa su un tema scelto dagli adulti.
- L'empowered peer education, invece, si caratterizza per un rapporto dialogico tra competenze e corresponsabilità di adulti e ragazzi scelti autonomamente.
Tecniche della comunicazione della salute
Ogni ordine di scuola necessita di un approccio metodologico rispettoso delle caratteristiche di apprendimento.
- Il modello olistico consiste nell'induzione di conoscenze corrette e attitudini positive, considerando la salute nella sua dimensione allargata ma distinta in aree tematiche prioritarie con obiettivi formativi corrispondenti e competenze concrete. Essa diventa efficace se gratifica il discente (lo scolaro), trasformando l'oggetto dell'apprendimento da nozione a valore attraverso attività ludiche, sperimentazioni in laboratorio e drammatizzazioni con role-playing (giochi di ruolo). Come setting di ogni lezione viene quindi scelto uno spazio positivo di liberazione, a cui segue una discussione su quanto fatto e una fase di rilassamento in cui si rielabora cognitivamente il contenuto della lezione.
- Nella scuola secondaria di primo grado si utilizza invece il modello dell'apprendimento sociale "in gruppo", ma rimane cruciale il contributo di tutoraggio e sostegno dell'adulto. Il "metodo animativo" implica il coinvolgimento attivo di tutti i protagonisti con pari risorse. Il processo si pone quindi come obiettivo un'azione di cambiamento e crescita individuale, gruppale e successivamente sociale e culturale. La flessibilità è quindi una condizione che parte da un'ipotesi che si ridefinisce sulla base dei bisogni reali del gruppo a cui si rivolge.
- La scuola secondaria di secondo grado consente invece di sviluppare i modelli interni di riferimento rispetto al quale il soggetto vuole adattare il suo stile di vita, rispettando le istanze evolutive e le caratteristiche sociopsicopedagogiche. Gli adulti svolgono quindi il ruolo di consiglieri e facilitatori di adolescenti ideatori e realizzatori delle proprie iniziative, di cui si assumono le responsabilità. Le fasi sono 4:
- Individuazione di una fascia target e selezione dei peer educator.
- Costituzione e formazione del gruppo, che deve conoscersi e ridefinire la mission.
- Progettazione delle azioni, con possibilità di approfondimenti.
- Realizzazione delle azioni nella scuola, con il gruppo che definisce la domanda di aiuto all'adulto e lo interpella su questioni specifiche. Si ha quindi un empowerment, grazie al passaggio da autonomia progettuale a operativa.
Le competenze della vita quotidiana e la comunicazione della salute
Le abilità di vita o life skills
Con "life skills" si intendono le capacità di assumere comportamenti positivi che consentono di affrontare le sfide della vita quotidiana. Nel 1993, il Dipartimento di Salute Mentale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti classificato come tecniche privilegiate per la promozione della salute in età evolutiva:
- Capacità di prendere decisioni, elaborando in modo attivo il processo decisionale, valutando opzioni e conseguenze. La gerarchia dei propri valori rappresenta un riferimento per orientare le proprie decisioni e comprendere quali valori strumentali possono essere utili a raggiungere quelli finali. Prendere in considerazione idee differenti dalle proprie migliora la qualità delle relazioni poiché viene meno il carattere egocentrico dell'epoca infantile, mentre il confronto tra situazioni diverse aumenta la capacità critica e aiuta a sviluppare soluzioni che spesso coincidono con quelle adottate dalle figure di riferimento.
- Capacità di risolvere problemi, affrontandoli in modo costruttivo. Il problem solving è infatti utile a gestire i conflitti inevitabili ed ineliminabili, imparando a convivere e dialogare con la diversità. Le possibili soluzioni dei contendenti possono essere messe a confronto tramite brainstorming, a seguito del quale, se la soluzione è cercata da entrambe le parti, sarà più soddisfacente metterla in atto. Dare spazio ai vissuti agevola infatti lo sviluppo della motivazione e della capacità di ascolto e di accettazione della diversità (fondamentale nella nuova scuola multietnica).
- Creatività, intesa come versatilità. Già nel primo Novecento, infatti, si afferma una visione del bambino come un essere che necessita di una particolare educazione che espanda le sue potenzialità e rispetti la sua individualità. In tal modo egli diventa in grado di aprirsi all'esperienza e mettere in gioco sé stesso grazie alla sicurezza interiore che lo aiuta a considerarsi il centr...
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