PERSONA E CRISI INDUSTRIALE (Rosita Garzi)
Introduzione
L’economia mondiale negli ultimi anni è stata scossa dalla più grande
recessione dal secondo dopoguerra ad oggi. La crisi partita dal settore
finanziario ha colpito numerosi paesi, producendo sull’economia
effetti disastrosi.
L’italia viene presentato come un paese con difficoltà economiche, in
cui imprese di diversi settori chiedono aiuto allo Stato per affrontarele
situazioni di crisi.
Prendiamo in esempio l’Umbria, caratterizzata da un’economia basata
soprattutto sul turismo, sull’agricoltura e dalla presenza di piccole-‐
medie imprese.
E’ stato realizzato un questionario su tutte quelle questioni di
carattere sociale che la nostra ricerca si è proposta di approfondire su
un piano qualitativo e quantitativo, limitandosi su un’area geografica
locale (la provincia ternana), descrivendo con dati statistici la realtà
presa in esame.
Dai risultati emerge un quadro assai complesso tra cui emerge il ruolo
fondamentale delle reti amicali come della famiglia quale luogo di
rifugio in caso di bisogno. Abbiamo ancora un notevole abbassamento
del livello di qualità della vita, fatta da rinunce di acquisti, riduzione
del tempo dedicato ai propri svaghi.
Capitolo1
CRISI ECONOMICA E DEL LAVORO
Le crisi possono portare a modificare le abitudini per necessità,
portano con sé difficoltà economiche, mancanza di sicurezza,
esclusione sociale, paura e disagio. Quando la crisi diventa globale,
andiamo oltre al cambio di abitudini economiche e di stili di vita,
travolgendo la dimensione sociale.
La crisi economica contemporanea è stata inizialmente economico-‐
finanziaria.
Per valutare lo stato di benessere di un individuo oltre al patrimonio e
alle entrate economiche è possibile osservare anche altri elementi,
quali la partecipazione alla vita sociale, la coltivazione degli hobby, le
relazioni personale e professionali, il risparmio e il consumo, e altro.
L’ILO ( International labour Organisation) ci mostra come in alcuni
paesi emergenti in via di sviluppo ci sia un aumento dell’occupazione e
una riduzione delle disuguaglianze remunerative, a differenza di altri
paesi che queste disuguaglianze sono in crescita.
Le disuguaglianze economiche le vediamo anche all’interno delle
imprese; perché le piccole rispetto alle grandi sono più in difficoltà
rispetto alle procedure di accesso al credito ai mercati finanziari.
Sul piano della stratificazione sociale, la classe sociale media, quella
medio-‐bassa e dei lavoratori, potrebbe essere dunque quella più
fortemente colpita dal disagio economico.
L’ILO segnala l’aumento dei tassi di disoccupazione, del lavoro
sottopagato, del lavoro nero, del tasso di povertà e dei lavori poveri.
Esiste una fetta di popolazione ad alto rischio vulnerabilità.
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