Sociologia dei processi culturali (new media)
Introduzione alla sociologia dei processi culturali
Sociologia dei processi culturali ha come campo di studio: la società, la cultura e la comunicazione. La nostra società può essere definita moderna e post-moderna, tra queste due definizioni vi è una differenza: interpretazioni alla base di teorie sociologiche che fanno pensare sia ancora moderna e altre che portano a pensare che sia post-moderna.
La cultura non può essere considerata come un tout-court, bisogna estrapolare quelli che sono i processi culturali, ovvero processi sociali che in qualche modo sono fortemente caratterizzati dalla cultura. Un processo sociale è un fatto sociale che in molti casi, in base al numero delle persone coinvolte, alla durata e allo sviluppo dell’accadimento, può incidere sulla struttura sociale. Esempio: il fenomeno dell’immigrazione è un processo sociale che la società contemporanea sta vivendo. Diventa processo culturale se, rispetto all’immigrazione, diventa processo dell’inclusione e non dell’esclusione.
Concezioni della cultura
Secondo una concezione antropologica, la cultura è quanto di meglio sia stato pensato nei secoli. La concezione sociologica più moderna è tutta una condizione umana materiale e immateriale. Ogni soggetto diventa allo stesso tempo processo e prodotto culturale perché può essere nello stesso tempo creatore di un oggetto culturale e fruitore dell’oggetto stesso. Società, cultura e comunicazione vanno contestualizzati simultaneamente, quindi l’oggetto di studio di questa sociologia diventa la nostra contemporaneità nella dimensione culturale mediata dalle nuove tecnologie.
Modernità e postmodernità secondo diversi autori
Per comprendere se siamo moderni o post-moderni, Benjamin sosteneva che ogni epoca da sola si è definita moderna. Nell’Umanesimo viene inventata la stampa e questo all’epoca era considerato modernissimo; man mano che l’evoluzione tecnologica avanzava ognuno si sentiva a suo modo moderno.
Esistono delle differenze tra società tradizionale e società moderna: la prima ha delle relazioni sociali limitate, cioè interazioni di tipo interpersonale. Sensorialità naturale (vista, udito, tatto, ecc.) vincolata dallo spazio e il tempo di quel momento e quel luogo; il new media, invece, consente di superare la dimensione spazio-temporale perché offre una sensorialità mediata che non è più naturale, è definita come un’estensione del nostro sistema nervoso, si parla di villaggio globale.
Alcuni sociologi, come Thompson, ritengono che la modernità sia stata caratterizzata proprio da uno sviluppo costante dei mezzi di comunicazione di massa che in qualche modo hanno determinato le caratteristiche della società moderna; egli, quindi, sostiene che i processi sociali determinati dai mezzi di comunicazione di massa siano stati superiori ad altri processi sociali tipo la razionalizzazione di Weber. Quindi un processo sociale è un fenomeno evolutivo che può produrre trasformazioni della struttura sociale.
Cultura tradizionale e moderna
Riepilogando: le culture tradizionali fondano l’agire sociale sul passato (tradizione) e sulla reiterazione di modalità dell’agire sociale consolidate. Le culture moderne, invece, fondano l’agire sociale sulla riflessività delle scelte e degli effetti costantemente esaminate e aggiornate.
Alcuni autori come Thompson, Back ecc. definiscono la nostra contemporaneità moderna. Lyotard e Bauman, invece, la definiscono postmoderna. Per arrivare a definire se siamo moderni o postmoderni bisogna riflettere sul concetto di modernità.
Forme di cultura
Esistono tre forme di cultura: orale, alfabetica (che non parte dall’inizio della stampa ma dall’invenzione della scrittura) e della ri-oralizzazione fatta di immagini. L’individuo attraverso la creazione della scrittura crea in qualche modo una distinzione tra lui e il mondo esterno.
Modernità e crisi del progetto illuminista
Il primo progetto di modernità nasce dai pensatori illuministi del XVIII secolo, che si fonda sull’autonomia della scienza, dell’arte e della morale secondo principi universali. Questo progetto entra in crisi nel XX secolo, attraversato da regimi totalitari, due guerre mondiali e l’uso della bomba atomica, negando le promesse di libertà fondative del progetto illuminista. Al contrario, comprimono la libertà dell’individuo quindi ci si chiede se siamo in una società moderna o post moderna.
Determinismo sociale e tecnologico
Secondo Thomson, l’effetto dei mezzi della comunicazione sociale si può connotare come una sorta di determinismo sociale sulla struttura per cui rimane moderna. Giddens, invece, parla di una tarda modernità ma ancora moderna. De Onis è stato il primo a coniare il termine postmodernismo. Le teorie sociologiche sulla postmodernità si devono a: Lyotard, Bauman, ecc. Quest’ultimo sostiene che la società in qualche modo si sia liquefatta e di conseguenza assume il comportamento dei liquidi in fisica. La postmodernità è la società più sorvegliata di tutti i tempi non per costrizione ma per cessione volontaria delle libertà individuali. Un campo di ricerca nuovo, infatti, è quello della surveillance studies network.
Approcci alla comunicazione
Per la comprensione delle tecnologie di comunicazione si parte da un approccio che può essere: determinismo sociale (è la società che condiziona l’uso dei media) oppure determinismo tecnologico (è la tecnologia che condiziona la società). Walter Ong è uno dei continuatori delle teorie di McLuhan; quest’ultimo, nel periodo storico in cui ha teorizzato “Il medium è il messaggio”, si è occupato meno degli aspetti che riguardano il determinismo sociale perché aveva necessità di affermare il valore delle tecnologie ed è stato fortemente contrastato dalla scuola di Francoforte.
Secondo Ong, è molto importante il fattore generazionale, infatti l’individuo, prima di imparare a parlare e a scrivere, impara i codici multimediali. Gli unici ad aver imparato per ultimo i codici multimediali sono coloro che per primi hanno visto l’ingresso dei media elettronici nella propria cultura. I nativi digitali hanno trovato subito una serie di media innovativi che hanno comportato l’inversione delle sequenze logiche: i ragazzi imparano codici multimediali, play, ecc. prima ancora di imparare a parlare e scrivere. Ong ha scritto questo in “Il silenzio della parola”: da visionario ha intuito che progressivamente la parola sarebbe stata silenziata.
Sviluppi della teoria sociotecnica
Un approccio più avanzato di tipo sociotecnico è stato sviluppato da un altro collaboratore di McLuhan, Kerckhove: ha rivisitato tutta la storia evolutiva dei media riconsiderando anche la stessa teoria delle tecnologie di McLuhan ed ha teorizzato i cosiddetti Brainframes, ovvero cornici mentali che rappresentano un approccio più avanzato di qualsiasi tipo di tecnologia di comunicazione di ogni tempo.
Egli intende un processo assolutamente individuale quindi differente da soggetto a soggetto che fa sì che ognuno di noi, in base all’esperienza, formi delle strutture organizzate di pensiero che vengono delimitate in una sorta di cornice, una sorta di software che utilizziamo per rapportarci alla società con tutti i processi sociali e culturali attraverso l’impiego delle tecnologie. Quindi il brainframe è una struttura di pensiero organizzata che viene a crearsi e ricrearsi per l’adeguamento/adattamento alla tecnologia di comunicazione del proprio tempo: ad ogni tecnologia corrisponde una struttura di...
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