TRACCIATI SOCIOLOGICI
GENIUS LOCI
1.1. OLTRE IL LIMITE
Difficilmente, quando ci accostiamo ad un luogo ci limitiamo ad osservare i caratteri
manifesti con un occhio freddamente nazionale. L’istinto talvolta ci spinge
inconsciamente ad attribuire sembianze antropomorfiche a quei luoghi. Gli esseri
umani hanno sempre sospettato che la realtà andasse oltre l’apparenza. Un volo di
uccelli significa qualcosa; le viscere di una vittima sacrificale ne suggeriva un’altra; la
disposizione dei ciottolo lanciati casualmente sulla sabbia un’altra ancora. L’uomo ha
cominciato a immaginare l’esistenza di una divinità proprio a partire dalla morfologia
della natura: gli egiziani hanno visto nel sole la presenza di Amun-Ra. Quasi tutte le
popolazioni hanno individuato nel sole il dio supremo, quello che dà luce, calore e
vita. Ma altrettanto importante appare la funzione dell’acqua: come il sole, essa
garantisce la vita. Nelle credenze antiche anche una grotta possiede un significato
religioso: essa infatti costituisce il passaggio misterioso attraverso il quale si giunge
ad un più intenso rapporto con la dea madre, LA TERRA.
Ma i Greci, soprattuttto i Greci, hanno sviluppato un vero e proprio culto dei luoghi.
Nell’immaginario greco anche un bosco, una fonte, un fiume sembravano celare una
divinità che occorreva riverire e rispettare. I Romani avevano ereditato già dalla
cultura etrusca la concezione di una realtà fenomenica fortemente condizionata
dalla presenza di forze sovrannaturali. Ma l’incontro con la religione graca non fece
che rafforzare le credenze dei Romani. È allora, in un periodo che va dal III al II avanti
Cristo, che sembra diffondersi con particolare intensità l’idea dell’esistenza di uno
spirito in grado di sovrintendere, ma anche di esprimere, plasmare e rappresentare
pressoché ogni luogo: un genius loci.
Molti autori Latini consigliano di entrare in armonia con il genio del luogo, per poter
assaporare il piacere di una simbiosi totale con la natura: il locus amoenus, cioè un
ambiente di particolare suggestione, che evoca pace, tranquillità, bellezza. Si poteva
credere che il cristianesimo avrebbe spazzato via queste credenze; ma non fu così. Al
contrario, il cristianesimo dove il suo travolgente successo anche alla capacità di
sovrapporsi a culti, liturgie e credenze fortemente radicate nelle religioni del
Mediterraneo e del Vicino Oriente.
Anche il genius loci sopravvive al cristianesimo; lo spirito del luogo cominciò ad
essere sempre più spesso incarnato da un “santo protettore”.
Il rinascimento, il classicismo e poi il romanticismo, rievocando la cultura classica,
ritrovarono anche i concetti di locus amoenus e di genius loci. Fu probabilmente il
Gran Tour a favorire questa riscoperta; per quasi tre secoli viaggiatori francesi,
tedeschi e inglesi invasero l’Italia e la Grecia alla ricerca delle testimonianze del
mondo classico. Emblematico appare il pensiero di John Ruskin, scrittore e critico
d’arte, appassionato protagonista di più di un Gran Tour in Italia nell’800. Secondo
Ruskin le rovine devono essere lasciate al loro destino, senza alcun intervento a loro
sostegno, al fi e di preservarne la vita, l’identità e le impronte che su di esse hanno
lasciato i nostri predecessori. Nella visione di Ruskin è chiaro che “le pietre parlano”
e quindi possiedono un’anima che non può essere restaurata.
A partire da ruskin, dunque, si delinea un nuovo aspetto del genius loci: non più
soltanto quella sorta di spiritello del paesaggio naturale, ma anche rappresentante e
simbolo di un prodotto all’opera dell’uomo , sia esso un’architettura o una città.
Tuttavia, il concetto di genius loci, quando si attribuisca all’opera dell’uomo
suggerisce un approccio allo “spirito del luogo”. Non è un caso, infatti, che esso sia
stato ripreso dalla storia dell’architettura soprattutto per analizzare l’identità
urbana.
1.2. L’identità dei luoghi
L’identità è quel complesso di caratteristiche che rendono qualcuno distinguibile da
tutti gli altri. Ciascuno di noi ha la consapevolezza della propria identità, acquisendo
una autocoscienza. Ma a questo processo di introspezione si associa anche la
capacità di riconoscersi allo specchio, e di riscontrare che quella specificità si ritrova
anche nei nostri caratteri fisiognomici.
L’uomo possiede un istinto alla socialità che lo induce a realizzare compiutamente sé
stesso solo nel rapporto interpersonale, cioè nella relazione con i propri simili. Llora,
l’identità si completa e si rafforza nel processo di interazione sociale. Noi
acquistiamo un’identità sociale quando mettiamo in gioco il nostro io nel rapporto
con gli altri. Il concetto di identità si lega immediatamente a quello di appartenenza
e acquista un’importanza cruciale comprendere il nesso tra i due. L’appartenenza
costituisce uno dei primi elementi utili a definire l’entità dell’altro, ma allo stesso
tempo anche noi, quando entriamo in contatto con l’Altro, comunichiamo la nostra
identità. Riconosciamo l’uomo dalla donna in virtù di un diverso uso del vestiario, il
poliziotto dalla divisa, ect. Anche in passato accadeva che alcuni simboli avessero
una forte funzione di rappresentanza e di appartenenza: basti pensare
all’importanza degli stemmi cittadini e a quelli di famiglia. Si comprende allora quale
sia l’importanza dei simboli di gruppo.
L’esistenza di simboli comuni non solo crea una unità sociale di tipo materiale, ma
fonda una coscienza collettiva, un senso profondo di appartenenza. La fedeltà
dell’individuo al gruppo viene rafforzata non soltanto da simboli. Ogbi comunità
sociale rafforza la propria identità anche facendo riferimento ad uno specifico
legame con il territorio. La città, con le sue case, le sue vie, le sue mura, i suoi
manufatti “rappresenta un’entità permanente che sopravvive all’avvicendarsi di
molte generazioni”, e diventa quasi la manifestazione concreta, materiale della
comunità intesa come soggetto collettivo. È su queste basi che si sviluppa il senso
della patria.
Il luogo dunque non è un mero spazio fisico: esso assume significato con la storia; e
rappresenta un punto di riferimento per l’identità e per il senso di appartenenza
dell’individuo. È la condivisione di uno spazio e l’assegnazione a questo spazio di un
significato simbolico che rafforza la coesione sociale di un gruppo, di una comunità e
persino di una nazione.
La cultura, nelle sue varie manifestazioni, a condiziona e consolida l’identità sociale e
il senso di appartenenza degli individui. Dunque l’appartenenza costituisce un
fattore di grande rilievo nel consolidamento della personalità e dell’identità sociale e
il senso di appartenenza induce ad uno stato di disorientamento, ad un senso di
alienazione.
In ogni caso, l’identità e il senso di appartenenza non riguardano soltanto i rapporti
tra l’individuo e il gruppo o la collettività; essi sono strettamente legati anche ad una
componente territoriale. In effetti, si è notato che, qualora si profili all’orizzonte
qualche minaccia al senso di appartenenza, una delle prime reazioni istintive degli
individui consiste nel rafforzare la propria identificazione con il territorio.
(il campanilismo, o municipalismo, inteso come eccessivo attaccamento al luogo
natìo).
Finora si è parlato di una identità che appartiene agli individui e che costoro
riservano sui luoghi; ma questa, è soltanto una delle due facce della medaglia. In
realtà, esiste un’identità che è propria dei luoghi. Un luogo costituisce un punto di
riferimento per il senso di appartenenza dell’individuo nella misura in cui ad esso sia
stato assegnato un determinato significato simbolico, nel corso della storia.
Quel significato è esattamente l’identità del luogo. Si pensi al Colosseo: nella sua
storia l’Anfiteatro Flavio è stato teatro di giochi gladiatori e di esecuzione di martiri
cristiani; ma per almeno una dozzina di secoli è stato soprattutto cava di marmi,
baraccopoli e fortilizio militare. Quale identità gli viene assegnata oggi? Certamente
quella di duelli fra gladiatori da quando Benedetto XIV lo consacrò come luogo
dedicato a Cristo e ai martiri cristiani, il Colosseo ha acquistato anc
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Francesco Mattioli, libro consigliato Genius Loci, Mattiol…
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Mattioli, libro consigliato Genius Loci, Mattioli
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Mattioli, libro consigliato La sociologia visuale, che cos…
-
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Mattioli, libro consigliato La sociologia visuale, Che cos…