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Genius loci

La connessione tra uomo e natura

Quando osserviamo un luogo, lo guardiamo con uno sguardo quasi clinico, alla ricerca di una presenza al di là delle cose. L'istinto infatti ci spinge inconsciamente ad attribuire sembianze antropomorfiche a quei luoghi. Questa è la prova che nell'uomo postmoderno è innestata l'eredità filogenetica di un rapporto di compenetrazione con la natura, che va al di là della dimensione fisica. L'uomo ha cominciato, d'altronde, ad immaginare l'esistenza di un Dio partendo dalla morfologia della natura.

Culti e credenze antiche

Quasi tutte le popolazioni infatti, individuano nel sole il Dio supremo, che dà calore e vita, o nell'acqua, necessaria alla sopravvivenza e usata per la purificazione. Anche la grotta possiede un significato religioso, viene vista come il passaggio misterioso attraverso il quale si giunge ad un intenso rapporto con la dea madre, la Terra. I Greci svilupparono un vero e proprio culto dei luoghi del paesaggio multiforme: le montagne erano viste con soggezione, poiché arrivavano al cielo e quindi all'inaccessibile, inoltre il Monte Olimpo era la dimora degli Dei. Anche un bosco, una fonte o un fiume celavano una divinità che occorreva riverire e rispettare.

I Romani, ereditano dalla cultura etrusca la visione fenomenica della realtà, condizionata da forze soprannaturali, per cui la loro religione era basata sul culto degli antenati e di divinità totemiche, come ad esempio Quirino, che possedeva l'identità del fondatore della città, Romolo, o Fauno, Dio dei boschi, assimilato come Luperco al Lupo, l'animale totemico dei Latini e poi dai Romani. Nelle abitazioni Romane vi era inoltre il culto dei Lari, gli antenati, e dei Penati, gli angeli custodi della casa e della famiglia. L'incontro con la religione Greca rafforzò le credenze dei Romani, si diffonde così la credenza dell'esistenza di uno spirito in grado di sovrintendere, esprimere, plasmare e rappresentare ogni luogo: il Genius Loci.

Il genius loci nella storia

La stretta connessione tra il culto degli antenati e il Genius Loci per i Romani ci viene riportato da Calpurnio Siculo, che individua nella figura del Fauno il ruolo di genio arcaico dell’Urbe. Il grammatico Servio, ribadisce che nessun luogo è senza un suo spirito protettore, che non ha sembianze precise e definitive, ma che effettivamente esiste e trasferisce ai luoghi un’identità propria. Cicerone consigliava di entrare in armonia con il genio del luogo, e che solamente gli uomini dotati di sensibilità ricercano il Locus Amoenus, l’ambiente di particolare suggestione, che per i Romani corrispondevano ai giardini delle ville, concepiti come luoghi dove recuperare il silenzio, la pace e la serenità.

Il genius loci nel cristianesimo e nel rinascimento

Il Cristianesimo si sovrappose allora a culti, liturgie e credenze radicate nel mediterraneo, in Italia ad esempio si trovano innumerevoli esempi di sovrapposizione di un tempio cristiano a un luogo di culto pagano, come il Pantheon di Roma. Il Genius Loci sopravvisse al cristianesimo, anzi, venne incarnato dal santo protettore. Il Rinascimento, il Classicismo e il Romanticismo, rievocando la cultura classica, ritrovarono anche i concetti di Locus Amoenus e Genius Loci.

Il genius loci nei viaggi e nella filosofia

Il Gran Tour di viaggiatori francesi, tedeschi e inglesi favorì questa riscoperta, alla ricerca del mondo classico in Italia e Grecia. Nel paesaggio inglese la campagna rappresentava l’estensione dell’identità del proprietario, quindi l’uomo doveva dialogare con la natura, la quale aveva uno spirito e una sua identità, nella filosofia inglese il Genius Loci si intrecciava con le antiche credenze celtiche sulle divinità dei boschi.

Nel paese del Sol Levante, la religione scintoista celebrava i Kami, spiriti della natura che determinavano il destino dell’individuo, che dovevano essere rispettati e venerati. I versi di Pope rivolti alla costruzione del parco nella villa del duca di Burlington, fu il punto di partenza per l’elogio in epoca romantica del Genius Loci, termine che però viene tradotto in "Spirit of the Place".

Il genius loci nella letteratura e nell'architettura

Per Ruskin le rovine dovevano essere lasciate al loro destino al fine di preservarne l’identità, per cui anche i luoghi architettonici sono abitati da un’entità. Contemporanea di Ruskin è Vernon Lee (Violet Paget) che ricerca il Genius Loci nella città, rappresentato da entità misteriose che si celano negli angoli più antichi e suggestivi dei centri abitati. Da qui vi è una nuova concezione di Genius Loci, non di spiritello elusivo, ma un Genius Loci antropico, rappresentante e simbolo di un prodotto all’opera dell’uomo, sia di un’architettura che di una città.

Identità e appartenenza

L'importanza dell'identità

"Identità" è un termine su cui le scienze sociali hanno sviluppato un forte dibattito. L'identità è un complesso di caratteristiche che rendono qualcuno distinguibile da tutti gli altri, per cui gli vengono associate la specificità, l'irripetibilità, l'individualità, la riconoscibilità e la responsabilità.

Ci sono due modi per essere consapevoli della propria identità: quando un individuo acquisisce l'autocoscienza, ovvero si riconosce come persona, e a questo si aggiunge anche il riconoscersi allo specchio. L'uomo, dotato di istinto di socialità, solo con il rapporto con gli altri distingue la peculiarità della sua identità, che viene acquistata quando mettiamo in gioco il nostro io nel rapporto con gli altri. È quindi nella relazione sociale che l'individuo si fa persona.

Identità sociale

Questo concetto si riferisce alla specificità dell'individuo umano, che da un lato si assume le responsabilità delle sue scelte, dall'altro si erge a titolare di un rispetto che trova le motivazioni nella sua origine divina. Asch descrive il disorientamento della persona quando la sua identità non viene riconosciuta dagli altri, ed insieme a Meade dimostrano che l'identità individuale si completa solo quando questa diventa identità sociale, ovvero quando l'io viene riconosciuto nel ruolo e nella posizione che occupa nella società.

L'identità sociale quindi è il prodotto tra la personalità individuale e le caratteristiche che gli altri gli attribuiscono. Per Linton l'individuo infatti partecipa alla vita sociale svolgendo varie funzioni contenenti una particolare considerazione sociale: lo status. L'insieme di ruoli e status costituiscono l'identità sociale dell'individuo. Identità e appartenenza sono strettamente legati, e da loro deriva il concetto di pregiudizio sociale, che è necessario per comprendere il nesso tra i primi due.

Appartenenza e simboli

Per Weber l'individuo sviluppa nel gruppo un senso di comunità e comunione, per Simmel ancora è il gruppo a definire l'identità dei suoi membri, a qualificarli e a spingerli in una serie di azioni che ne favoriscono il riconoscimento. Per Sumner inoltre il gruppo è caratterizzato da un senso del noi, il sentimento di appartenenza, che influenza i nostri comportamenti sia nei confronti dell'ingroup che nei confronti dell'outgroup.

Per Mead l'appartenenza costituisce un processo fondamentale nel processo di riconoscimento dell'Altro, questo è il punto di partenza per Henri Tajfel di descrivere i processi di categorizzazione sociale e la nascita del pregiudizio. Per Mead l'appartenenza costituisce uno dei primi elementi utili a definire l'identità dell'Altro, e determinare le aspettative che maturiamo nei suoi confronti, ci si affida così ad alcuni simboli di riconoscimento, che sono simboli di appartenenza come l'abbigliamento.

Il ruolo della comunità

In passato i simboli avevano una forte funzione di rappresentanza ed appartenenza, come ad esempio gli stemmi cittadini e quelli di famiglia, che distinguevano un gruppo dall'altro e offrivano ai membri la possibilità di identificarsi. Infatti anche per Durkheim l'unità dei membri di un gruppo dipende dal fatto che essi abbiano uno stesso nome e uno stesso emblema, poiché l'esistenza di simboli comuni fonda una coscienza collettiva ed un senso profondo di appartenenza.

Per Parsons l'appartenenza a un gruppo viene consolidata dalla cultura, intesa come complesso istituzionalizzato di valori, credenze e modelli di comportamento che caratterizzano un sistema sociale. Tonnies fa notare che ogni comunità sociale rafforza la propria identità facendo riferimento ad uno specifico legame con il territorio. Il sociologo tedesco era testimone della rivoluzione industriale che stava minando le basi del tradizionale sistema economico e sociale fondato sull'economia fondiaria, per cui ribadisce l'importanza storica della comunità territoriale.

Il territorio e l'identità

La comunità sociale va intesa come un'unità inscindibile di sangue, spirito, suolo e luogo, che si fonda sulla famiglia e sul focolare domestico come luogo in cui questa vive e si esprime. La città rappresenta un'entità permanente che sopravvive all'avvicendarsi di molte generazioni e diventa la manifestazione della comunità intesa come soggetto collettivo. È su queste basi che si sviluppa il concetto di patria, luogo in cui gli antenati hanno vissuto e sono stati sepolti. Tonnies guarda ai luoghi come punto di riferimento materiale del sentimento di appartenenza e dell'identità sia a livello individuale che collettivo, ma soltanto se questi gli assegnano un valore.

Weer ritiene che la società nasca come una sorta di affollamento, che si rafforza mediante un ordine simbolico di natura culturale. Si sviluppa quindi il concetto di nazione, che non prescinde mai da un referente territoriale, dove avviene l'identificazione della società. La città assume un ruolo di primo piano nella determinazione dell'identità sociale dell'individuo, distribuisce una serie di ruoli differenziati e supera l'unità della comunità rurale fondata su rapporti clanici.

Appartenenza e luoghi

La sociologia americana della prima metà del '900 riconosce che l'identità sociale e il senso di appartenenza sono rafforzati dal riconoscersi dell'individuo in un luogo. Per Parsons il patrimonio culturale rappresenta le fondamenta del sistema sociale, a partire da esso si costituiscono tutti gli altri subsistemi, la cultura quindi condiziona e consolida l'identità sociale e il senso di appartenenza degli individui. Questi due fattori sono strettamente legati anche alla componente territoriale.

Il campanilismo o il municipalismo si manifestano come prodotto di una complessa dinamica ingroup/outgroup, per cui si sente la necessità di sovrastimare il proprio paese soprattutto quando si percepisce che questo venga minacciato. Il nazionalismo romantico dell'800 ha radici molto simili, come anche il regionalismo, che stabilisce legami forti con il territorio. L'identità sociale e il senso di appartenenza sono condizionati dai luoghi e dai significati simboli di natura culturale che gli vengono assegnati.

Identità dei luoghi

Esiste un'identità che è propria dei luoghi, ancorché assegnata dall'uomo ad essi. Affinché l'individuo possa trarre un elemento di identificazione, è necessario che questo possieda delle caratteristiche ben precise, i luoghi sono tali quindi se possiedono un'identità. Un luogo costituisce un punto di riferimento per il senso di appartenenza dell'individuo nella misura in cui ad esso sia stato assegnato un determinato significato simbolico, che è l'identità del luogo.

Ad esempio il Colosseo è stato teatro di giochi e gladiatori e probabilmente di esecuzione di martiri cristiani. Ad oggi gli viene assegnata l'identità di luogo di duelli tra gladiatori, acquistando anche un carattere religioso dopo che Benedetto XIV lo consacrò come luogo dedicato a Cristo e ai martiri cristiani. Vi sono quindi due identità universalmente riconosciute al Colosseo, una storicamente consolidata, e l'altra da un criterio di valutazione del valore mistico del luogo.

Non-luoghi

L'identità di un luogo può essere condivisa anche da una ristretta minoranza, ad esempio i portici di Piazza Vittorio Emanuele a Roma rappresentano un luogo d'incontro per alcune comunità immigrate. Probabilmente però l'identità di un luogo non esiste al di fuori della biografia di un singolo individuo, anche se tutti i luoghi che vengono frequentati dall'uomo hanno una o più identità. Si arriva così alla nozione di Augé di non-luoghi, ovvero i luoghi con la caratteristica di non essere identitari, relazionali e storici, spazi in cui l'individuo entra ed esce velocemente, come aeroporti o centri commerciali.

La maggiore perplessità sulla divisione tra luoghi e non luoghi di Augé è data dal fatto che i non luoghi siano tali poiché non identitari. Tuttavia i luoghi hanno un'identità appunto perché gli individui li frequentano, quindi è più probabile che un non luogo sia un paesaggio deserto che un casello autostradale. Più di uno studio inoltre afferma che nei centri commerciali i giovani trovino motivo per consolidare la propria identità o la propria autostima attraverso acquisti e consumi. È possibile che Augé, detestando la società consumistica, abbia bollato come non luoghi i posti in cui avviene il consumismo. I luoghi hanno quindi un'identità e che un luogo è tale solo se ne possiede una, che le viene attribuita dall'uomo.

Identità e relazioni

Per Proshansky l'identità del luogo deriva dalle relazioni consce e inconsce che l'individuo stabilisce con l'ambiente, sia determinate da meccanismi sociali, sia quelle che egli elabora inconsapevolmente ma che si consolidano nell'intimo fino ad operare come punti di ancoraggio dei sentimenti. Possiamo quindi concludere che un non luogo è quello che non entra in alcuna relazione fisica o simbolica con l'essere umano, come Marte.

Il genius loci nella cultura moderna

L'attività dell'uomo probabilmente comporta all'eliminazione del genius loci. La cultura New Age alimenta il discorso: gran parte delle correnti religiose o filosofiche ritengono che esista una dimensione sovrannaturale che pervade gli uomini. Per Katz, il movimento New Age rappresenta un sistema di credenze in cui tradizione occulta e religione si mescolano con la benedizione di qualche ipotesi scientifica. L'esistenza di entità sovrannaturali che abitano i nostri spazi non è però scientificamente confermata.

Tuttavia, nel linguaggio architettonico il concetto di Genius Loci ha assunto una valenza culturale che gli consente di sopravvivere al giorno d'oggi. Norberg Schluz riflette sul concetto di genius loci nella cultura moderna. Esprime un approccio fenomenologico all'architettura, considerando i luoghi come spazi dotati di identità, soprattutto nella città, combinazione tra elementi sociali, architettonici, culturali e ambientali. Il luogo non vive di esistenza propria, ma assume appunto un'identità, il genius loci, che si manifesta e si modella secondo le abitudini di coloro che abitano o frequentano quel luogo.

Il luogo tende a mantenere la sua identità, anche se nel tempo cambia la sua destinazione d’uso ed il suo significato. Così è possibile classificare i luoghi secondo informazioni basilari: esistono luoghi naturali o artificiali, oppure romantico, cosmico o classico. Il luogo romantico ispira un legame profondo con la natura. Le città e i paesaggi del nord sono da considerare.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Uranus75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Mattioli Francesco.
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