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La questione di genere

Cap 1: Riconoscere il genere

Cerimonia dei premi Oscar di Hollywood. Premi a miglior attrice e miglior attore, miglior attrice non protagonista e miglior attore non protagonista. Giornali esibiscono donne bionde, magre, ricche, che non fanno nulla durante la giornata. Anche nelle riviste per uomini, come moto, auto, pesca, ecc.

Presidenti, maggioranza uomini, a eccezione di paesi che hanno visto un presidente donna, come la Germania, Inghilterra, India, Indonesia. I segretari dell’Onu sono uomini e anche i capi della World Bank. Anche nel mondo degli affari la maggioranza sono uomini, pochissimi esempi di amministratore delegato donna.

Le donne costituiscono una parte sostanziale della forza lavoro salariata, ma si trovano un gradino più in basso delle gerarchie. Si concentrano nei lavori di servizio, come segretarie, centraliniste, pulizie, cameriere, cura bambini e malati, ecc. In alcune parti del mondo svolgono una funzione nel mondo dell’industria, per le loro "mani di fata".

Gli uomini predominano nell'industria pesante, nei trasporti, lavori che richiedono uso di macchinari. Forza lavoro predominante anche nelle amministrazioni, ragioneria, professioni giuridiche, tecniche come ingegnere e programmatore.

Il lavoro domestico e quello della cura è affidato alla donna, che si occupa di pulire casa, cucinare, fare la spesa, occuparsi dell’educazione dei figli, ciò che serve a definirla "buona madre". Un "buon padre" non si occupa delle questioni domestiche, ma contribuisce a prendere le decisioni familiari, porta i soldi in casa, rappresenta la famiglia.

Tutto ciò porta ad una dipendenza economica della donna nei confronti dell’uomo. Se per qualche motivo la donna decide di lasciare il marito, può succedere che si sfoci in una "violenza domestica" che può portare la donna alla morte.

Infine, riconoscere l’ordine di genere è semplice, ma capirlo davvero non lo è. Esistono diverse teorie sul genere e alcuni problemi legati a ciò sono a volte difficili da risolvere.

Riconoscere il genere

Nella vita quotidiana il genere è un concetto che diamo per scontato, in quanto identifichiamo una persona in base al sesso, uomo o donna. Il matrimonio tradizionale esige che l’unione sia composta da uomo e donna, come in alcuni sport vi è una netta distinzione tra uomini e donne, come il calcio per esempio.

Gli uomini e le donne compiono atti simili nella vita quotidiana ma in modo differente, come allacciarsi la camicia, comprare dei vestiti in negozi differenti, tagliare i capelli in modo diverso. Esistono ambiguità di genere, come uomini effeminati e donne mascoline. Uomini che amano uomini e donne che amano donne. Donne con ruolo di capofamiglia e uomini che si occupano dell’educazione dei figli.

Un cambiamento radicale avviene negli anni Sessanta e Settanta con un movimento femminista e uno omosessuale. Questo ha storicamente rappresentato un punto di partenza della ricerca di genere contemporanea, un cambiamento profondo del sapere umano, un cambiamento che assume i caratteri di una rivoluzione.

Definire il genere

Dal momento che sono emerse delle problematiche sulla questione di genere, è necessario trovare una nuova terminologia per definirle. A partire dagli anni Settanta il termine genere è diventato di uso comune nella letteratura inglese. Questo termine deriva da "produrre". Nella grammatica inglese si inizia ad utilizzare il termine gender riferendosi ad una specifica distinzione tra classi di nomi.

La lingua è un aspetto importante del genere, in tedesco per esempio la donna è coniugata al femminile, mentre la ragazza al neutro. Il terrore è femminile in francese, ma maschile in tedesco. Nella sua accezione più comune, il termine genere sta a indicare la differenza culturale tra uomini e donne basata sulla distinzione biologica tra maschile e femminile.

La società fa riferimento al corpo e si occupa dei processi produttivi e delle differenze tra i corpi. Def. "il genere è quella struttura delle relazioni sociali che è incentrata sull’arena riproduttiva, e quell’insieme di pratiche che fanno rientrare le differenze riproduttive dei corpi nei processi sociali."

Più comunemente possiamo dire che il genere riguarda il modo in cui la società si rapporta ai corpi umani e alla loro continuità, i diversi effetti che questo ha sulle nostre vite personali e sul destino della nostra collettività.

Le ricerche sul genere

Cap 2: Giocare con il genere a scuola

Thorne fece uno studio sul campo, analizzando la situazione della questione di genere nei bambini di due scuole elementari degli Stati Uniti. Osservò per mesi i comportamenti dei bambini, sia nella fase in cui interagivano con gli insegnanti, sia durante il lavoro di classe, sia durante la fase di gioco.

Il capitolo più divertente del suo libro tratta delle tecniche di amoreggiamento dei bambini. Osserva anche le differenze tra bambini e bambine nelle loro rispettive interazioni informali, come i giochi diversi, gli spazi occupati, le parole utilizzate. Presta attenzione non solo ai momenti della vita scolastica dove i bambini e le bambine sono separati, ma anche ai momenti in cui stanno insieme.

Inizia a pensare alla differenza di genere come qualcosa di situazionale, cioè creato in certe situazioni ignorato in altre, nei giochi durante la ricreazione i bambini e le bambine passano da un’attività mista senza mettere in evidenza le differenze di genere.

Gli insegnanti a volte sottolineano la differenza di genere, organizzando ad esempio dei giochi di apprendimento con bambine che gareggiano contro bambini, ma solitamente nella maggior parte delle attività si tendeva a smorzare questa distinzione.

Thorne parla di demarcazione dei confini: esistono diverse attività di demarcazione dei confini nelle scuole elementari, uno dei più comuni è l’inseguimento. Si nota come i bambini inseguono le bambine e le bambine inseguono i bambini. Alcuni bambini interrompono spesso giochi delle compagne, mentre altri non lo fanno, alcuni godono di uno status elevato, altri di uno inferiore, alcune bambine cominciano ad interessarsi ai ragazzi prima delle altre, eccetera.

Importante: I bambini non sono passivamente socializzati ad un certo ruolo sessuale. A volte considerano il genere interessante e possono entrare e uscire da raggruppamenti di questa categoria. Altre volte riaffermano i confini del genere, altri ancora li attraversano. Possiamo definire il genere un elemento importante del loro mondo, ma come una questione umana con cui devono fare conti e non come una struttura rigida che li riduce a dei burattini.

La virilità e le miniere

Alla fine del Diciannovesimo Secolo nelle miniere in Sudafrica, gli indigeni africani divennero la principale forza lavoro. A studiare questo fenomeno fu Moodie e una sua collaboratrice. Erano costretti ad abbandonare la propria famiglia, vivere dai 4 mesi ai 2 anni in alloggiamenti vicino le miniere. Molti di loro possedevano una piccola proprietà agricola nel loro paese, costretti ad "abbandonarla" per lavorare in miniera. Per la maggior parte di essi l’obiettivo principale era ricevere un salario per poter poi sostenere l’impresa agricola. L’ideale di virilità era essere il capo saggio e rispettato di una fattoria autosufficiente. Lavorare in miniera era solo un modo per raggiungere questo fine.

La virilità così intesa (chiamata da loro ubudoda) vuol dire "aiutare la gente", e per questo motivo anche una donna può essere virile, in quanto la direzione della fattoria in questi casi era quasi sempre affidata a lei. Nel XX secolo, con il declino dell’economia basata su piccole proprietà agricole, le stesse idee di maschile e femminile vennero dicotomizzate verso un’ideologia di genere più vicina al modello europeo, la donna perde la propria virilità e il concetto di mascolinità inizia ad intendersi attraverso la forza fisica, aggressività.

Va sottolineato quindi l’impatto delle forze economiche e politiche che portano a complicati, ma potentissimi, processi di cambiamento storico capaci di trasformare nel tempo l’organizzazione di genere.

Piegare i codici del genere

Agli inizi degli anni Ottanta compare una nuova malattia: l’AIDS. Uno studioso, Dowsett, utilizza un metodo classico di ricerca sociale su storie di vita per trattare il tema della malattia. La ricerca si basa su interviste fatte a venti uomini per dipingere un ritratto vivido delle pratiche omosessuali nell’era dell’AIDS. Uno di questi casi è il caso di Harriet, un uomo che per molti anni si è prostituito travestito da donna.

Nel corso della sua vita mette continuamente in discussione le tradizionali categorie di genere, ne attraversa i confini e se ne solleva al di sopra. Il desiderio e la pratica sessuale sembrano così agire come un potente acido che scioglie le classificazioni tradizionali. Non possiamo trattare le relazioni di genere come se fossero un sistema meccanico: l’azione dell’uomo è creativa e ciò muove sempre verso condizioni storiche inedite.

Donna, guerra e memoria

Il governo bolscevico dell’Unione Sovietica, nato dopo il 1917, si impegnò formalmente per l’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne. In quei tempi le donne non avevano neanche il diritto di voto, ma grazie a una femminista, il nuovo regime investì nell’istruzione di donne bambine, nei servizi per la salute della donna e nell’agevolazione per la cura dei bambini. Si aprì così alle donne l’accesso a tutte le sfere della vita pubblica sociale.

Dopo la seconda guerra mondiale si ebbe un’inversione di tendenza dal punto di vista storico verso modelli di genere particolarmente arcaici per un sistema violentemente patriarcale e misogino. Questo avvenne a causa del desiderio di rigettare l’esperimento sovietico nel suo insieme, che era in realtà solamente un "sistema specializzato in bugie sull’uguaglianza", altrimenti un’inversione di tendenza così repentina non si sarebbe potuta verificare.

Il cambiamento dal basso

L’idea che gli uomini siano coloro che portano il pane a casa e le donne le consumatrici è recente dal punto di vista storico: si è sviluppata grazie al colonialismo. Negli anni ’70 del ‘900 nacque il progetto Women in Development che stabiliva che le risorse vadano indirizzate anche verso le donne secondo criteri di uguaglianza.

Viene utilizzato lo strumento del microcredito, ovvero dei piccoli crediti a cui potevano accedere le donne per avviare la loro attività. Il problema è che per cambiare la condizione economica delle donne e renderlo effettivo bisogna coinvolgere gli uomini nei programmi. Un agricoltore, Prince, ebbe l’idea di creare delle fonti di reddito locale in modo che non gravasse sulle loro spalle il peso dei prestiti. Questo progetto prese il nome di progetto di sradicamento della povertà dal basso. Le donne sono coinvolte a pieno titolo nella produzione, hanno un ruolo importante nel processo decisionale e sono capaci di creare un’unità economica autosufficiente.

Questa situazione è esempio di una disponibilità ad accettare il cambiamento e a cooperare da parte degli uomini del luogo veramente lodevole. Quando parliamo di genere non stiamo parlando di semplici differenze o di categorie fissate una volta per tutte: parliamo di relazioni, di linee di confine, di pratiche, di identità e di immagini attivamente create nel corso dei processi sociali; si tratta di qualcosa che emerge in specifiche circostanze storiche, modella la vita delle persone in maniera profonda e spesso contraddittoria, ed è soggetto al conflitto e al cambiamento storico.

Teorie e teorici di genere

Cap 4: Nel mondo della maggioranza, I: Raden Ajeng Kartini

Un centinaio di anni fa, nelle Indie orientali vi è Kartini, originaria di famiglia musulmana che decise di voler diventare insegnante. Iniziò a contattare un’amica di penna in Olanda, aiutandola così ad entrare in contatto con il pensiero progressista europeo di quell’epoca.

Kartini si opponeva alla poligamia, criticava l’isolamento delle donne e la scarsa istruzione dedicata alle donne. Così decise di non sposarsi per pubblicare un programma di azione. Questo però non fu ben visto dalla famiglia, il padre non le permise di andare in Olanda a studiare. Venne promessa sposa e morì a 24 anni dopo il parto.

Le sue lettere vennero raccolte dopo la sua morte e lei diventò una sorta di eroina. Kartini non volle sviluppare una teoria di genere, ma i suoi scritti toccano molti temi che affrontano la questione di genere: famiglia, divisione di genere del lavoro, ideologie sull’essere donna, strategie per modificare le relazioni tra uomo e donna.

Nel mondo occidentale, I: da Christine De Pizan a Simone Beauvoir

Le teorie di genere che emergono all’epoca sono il frutto di trasformazioni di discorsi antichi, religiosi e moralisti che risalgono ad epoche precedenti al moderno imperialismo. Nella cristianità medievale gli scritti degli intellettuali facevano dichiarazioni sull’inferiorità mentale e fisica delle donne e sui pericoli che gli uomini correvano quando cedevano alle astuzie femminili.

Esisteva però anche una contro tradizione di pensiero che difendeva le donne. Christine de Pizan attaccò il tradizionale abuso delle donne, costruendo nel suo scritto una città allegorica per rappresentare loro uno spazio sicuro. Rivendicò non la disuguaglianza sociale o economica, ma il diritto a uno uguale rispetto.

La difesa morale delle donne continua anche nel periodo della riforma e nei primi tempi dell’epoca imperialista. Nell’ottocento, dopo la teoria di Darwin, Comte prestò attenzione alla funzione sociale della donna. Per lui le donne erano pilastro cruciale della futura società utopistica ma solo per rimanere in una specifica sfera più adatta al loro ruolo di assistenti degli uomini. Mill invece adottò una visione più radicale prendendo una posizione a favore dell’uguaglianza e rintracciando la causa della disuguaglianza non nella superiorità morale degli uomini ma nella loro forza fisica.

Le intellettuali donne in quell’epoca erano in difficoltà a lavorare e non riuscirono a scrivere dei saggi teorici in maniera autonoma. Per questo motivo non è facile trovare una teoria sul genere negli scritti di intellettuali femministe. La loro attenzione però era rivolta alla critica del pregiudizio maschile, a problemi legati all’organizzazione del suffragio, alle riforme giuridiche o all’istruzione femminile.

Vaerting fu un insegnante riformista, una delle prime donne a diventare docenti universitari in Germania. Dedicò la propria vita allo studio della sociologia del potere. Sosteneva che la maschilità e la femminilità riflettessero delle relazioni di potere.

Il vero rinnovamento si ebbe in Francia nella metà del 900, in seguito all’opera di Simone de Beauvoir, un’opera che attinge alla psicoanalisi, alla letteratura e alla filosofia militare. Sfidava sia le categorie sia il dominio di genere ed esplorò i diversi modi con cui le donne venivano costruite come altro nell’immaginario maschile.

Nel mondo occidentale II: Dalla liberazione della donna alla queer theory

Il movimento di liberazione della donna negli anni Sessanta e Settanta era basato su un approccio categorico al genere che metteva in luce la solidarietà tra donne viste come classe sessuale, gruppo oppresso a causa di un sistema patriarcale. Da questo movimento si svilupparono un gran numero di altre prospettive teoriche: un approccio categorico si basava sulla divisione economica del lavoro, un approccio strutturale che osservava la subordinazione della donna che partiva dalle strutture.

Trasformazione degli women’s studies in gender’s studies: negli anni 90 e 2000, comprendendo tematiche lesbiche, gay, transg...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica094 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Colombo Elisabetta.
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