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Riassunto esame Sociologia dei processi culturali e comunicativi, prof Cava, Carzo, libro consigliato Social Gossip, Cava, Pira

Riassunto per l'esame di sociologia dei processi culturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Domenico Carzo: Social Gossip, A. Cava e F. Pira. Gli argomenti trattati sono i seguenti: ruolo sociale del pettegolezzo, studio del gossip, barbaradursizzazione, funzione socio-comunicativa del pettegolezzo, analisi Linguaggi tv, ecc.

Esame di Sociologia dei processi culturali e comunicativi docente Prof. D. Carzo

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fonti: basta una dichiarazione di una celebrità su Facebook, perché si

trasformi in notizia. I social prendono il posto del giornalista, colui che

trasforma il fatto in notizia. Di conseguenza, il giornalista si trasforma in un

cronista globale che cattura l’informazione dal mondo, passando cioè dal

reale al virtuale. Credibilità, attendibilità, qualità e deontologia sono

fondamentali per un giornale online. Bisogna costruire una rete di relazioni

affidabili, costruirsi credibilità, verificare il racconto e vivere il lavoro come

servizio pubblico, coinvolgendo gli altri e facendo percepire il loro contributo

come impegno civico.

Il gossip è cresciuto perché è cresciuta la voglia di spiare. Da una parte ci

siamo concentrati su come usare al meglio i nuovi mezzi di comunicazione,

dall’altra ci siamo trovati prigionieri di una società schiava, chiamata da

Bauman l’arte del marketing. Si consuma il gossip perché è quasi il nostro

bisogno primario, purchè non siamo direttamente coinvolti. E’ nel contesto del

ciò che io voglio vedere e sapere, che si innesta la riflessione sul ruolo del

pettegolezzo sul web. Secondo Pirandello, ci sono tre verità: la mia, la tua e

la verità. Oggi la terza potrebbe essere quella della rete. I termini libertà e

potere oggi nell’era digitale sono associati ai termini condivisione e

partecipazione. Il potere della condivisione è massimo e questo è considerato

uno spazio di libertà. Nella società si innestano nuove forme di dominio che

modellano la vita, così le relazioni di potere sono all’opera con nuove forme e

nuovi attori. Le regole del marketing e il successo del passaparola tra i

membri dell’audience sono i fattori chiave per influenzare gli altri e rafforzare

il brand. You Tube e Instagram sono il luogo per reinventare i contenuti che si

diffondono in modo esponenziale. L’audience prevale sul pubblico. Il like o

retweet creano community e contribuiscono a creare cultura popolare.

Bauman sostiene che internet ha dato vita ad una generazione di fannulloni

attivisti che credono che <<cliccare su una petizione di Facebook valga come

atto politico>>. La rete è costituita da un insieme da un insieme di voci e la

condivisone genera una diffusione esponenziale. L’avvento dei social ha

modificato la struttura intrinseca del sistema relazionale e le dinamiche

sociali. Gossip e rumours ne sono parte integrante. Sui social è necessario

negoziare le relazioni considerando che in essi convivono fan, persone

famose e intermediari come giornalisti di gossip. Il tipo di relazione che si

instaura si arricchisce di contenuti che scaturiscono come rumours o gossip,

creando un’aura di mistero intorno al personaggio. Così si gestiscono i profili

social. Ci troviamo davanti alla diffusione di un insieme di pratiche relazionali

che modificano il nostro modo di comunicare. Sembra che ogni contenuto

sulla rete diventi informale e confidenziale. La costruzione che ne deriva è

forzatamente molto più legata all’emotività che non alla razionalità. Il sapere

della comunità non è più un sapere comune, ma si tratta di un sapere

collettivo.

CAP. 3 – Il gossip politico

Per comprendere la relazione tra pettegolezzo e sistema politico bisogna

riflettere sui processi di mediatizzazione della politica. I riflettori mediali sono

strumenti che svelano il privato retroscena politico e il racconto di questi

retroscena diventa pettegolezzo. La televisione trasforma le dinamiche

politiche in un format cui gli attori politici devono adeguarsi. La capacità di

usare le grammatiche dei media diventa l’arma seduttiva per la conquista

dell’elettore. Il “gioco politico” tende sempre di più al gossip per la

sovrapposizione delle funzioni pubbliche dell’attore politico con le sue

caratteristiche personali. Le telecamere invadono i retroscena del soggetto

politico. Vengono spiati sotto ogni punto di vista. Il genere televisivo che

racconta le vite dei politici è il talk show. Ricostruisce la vita quotidiana, mette

in scena intime conversazioni o accese discussioni. I talk show di Maurizio

Costanzo avevano portato gli spettatori nelle vite private dei politici. Nasce

così lo spettacolo della politica, dove l’arte di sedurre si trasforma in “mestiere

dello spettacolo”. Si presenta come un contenitore specifico degli attori politici

presenti quotidianamente nell’agorà elettronica. Con la perdita della privacy, i

media diffondono il pettegolezzo e l’immagine pubblica è sempre più

contaminata dalle passioni private. I leader esibiscono la propria vita e le

proprie emozioni, la loro umanità. La curiosità degli spettatori è legata alla

vita privata dei politici con lo stesso gusto con cui si segue quella delle

celebrità. Così il talk show s’inserisce in quell’immaginario narrativo che

intrattiene piacevolmente il pubblico. Ora è la tv ad imporre ai soggetti politici

regole, codici, ruoli, modalità espositive, così la politica diventa media politics.

La sfera politica si serve degli schemi di rappresentazione del piccolo

schermo per raggiungere l’immaginario dei pubblici che devono essere

emozionati ed entusiasmati. Politainment, mescolamento di esperienze

vissute tra il mondo dello spettacolo e quello della politica. Politica-pop:

evoluzione comunicativa della politica nel suo adeguarsi alla cultura popolare

dei media. La politica-spettacolo trova spazio nella trasmissione Porta a

Porta, dove i politici costruiscono un’interazione con i cittadini. Questo tipo di

conversazione salottiera mescola il protagonismo degli ospiti politici al

voyeurismo mediatico. Tronisti, ragazze immagine, politici, giornalisti e

intellettuali sono la nuova élite che fa audience, crea opinione. È il tempo

degli opinionisti che spesso si trasformano in pettegoli. Di recente però gli

indici di ascolto si sono abbassati. Solo Renzi e Salvini sembrano poter

risollevare le sorti di queste narrazioni politiche. Oggi è il Web, con i siti,

social e blog, ad introdurre nuovi modelli narrativi e ad offrire una nuova

chance a chi desidera sbirciare nella vita altrui.

L’arrivo dei social network ha creato un palco virtuale dove personaggi come

Grillo hanno dominato fondando la loro fortuna politica sulla rete. Ha creato

un sito internet che viene definito “una macchina da guerra nella top

mondiale”. Egli ha utilizzato molto le sue doti da affabulatore nei teatri e in tv,

unita con quella di Casaleggio ha creato un marketing elettorale di successo.

Nessuno prima di loro aveva promosso la propaganda di un partito ricorrendo

alle parolacce. Grillo si trasforma in politico grazie al V-Day, che funziona nel

passaparola, in rete, coalizza il malcontento, e associa il Movimento

all’antipolitica. Le reti sono diventate forme organizzative efficienti grazie a tre

caratteristiche: flessibilità, capacità di riconfigurarsi in sintonia con un

ambiente in mutamento; scalabilità, capacità di espandere o ridurre le proprie

dimensioni con perturbazioni limitate; la capacità di sopravvivenza sta

nell’abilità della rete di operare in un’ampia gamma di configurazioni

resistendo agli attacchi ai propri nodi e codici. Con i giornalisti Grillo si

comporta quasi come Berlusconi: mescola il monologo a una cinica strategia

comunicativa ispirata alle previsioni di Casaleggio. L’avvento delle reti

distruggerà i giornali, ma anche i giornalisti considerati gli intermediari tra i

cittadini e il potere politico. I reporter verranno sostituiti dai prosumer ovvero

colui che è sia produttore sia consumatore delle notizie. Online chiunque può

diventare giornalista. Rete e registro comico sono le 2 chiavi di lettura che

permettono di interpretare il patrimonio politico conquistato soprattutto nelle

prime fasi della discesa in campo di Grillo. Oggi la retorica, pur avendo

assunto connotazione dispregiativa, non è morta. Il linguaggio della politica è

il linguaggio della persuasione e per questo non può fare a meno delle forme

retoriche. La politica urlata di tv e radio diventa protagonista dei social, dove

una certa propaganda trova una sua collocazione naturale. Intanto si dice poi

c’è tempo per smentire.

Renzi e Berlusconi sono accomunati dal protagonismo, propensione allo

spettacolo, parlano per slogan, linguaggi simili, sempre pronti alla battuta,

sono venditori di politica tramite un linguaggio mutuato dal marketing, usano il

gossip in modo strategico. Il rumor è importante per tenere alta l’attenzione

su di loro, indipendentemente dalla verità dello stesso. Veloce e web addict il

primo, televisivo e voce fuori campo che interviene a sorpresa il secondo.

Siamo in epoca di paradossi, la satira fa politica tanto che Crozza assurge al

ruolo di analista politico. Si perde la misura del senso dell’analisi politica.

Candida Morvillo paragonò la gestualità di Renzi a quella del televenditore

Mastrota. Ciò è frutto della berlusconizzazione della tv. Il gossip quindi

riguarda l’emulazione, dal vestiario ai concetti, dalle parole ai modi di fare.

Agli italiani entrambi appaiono credibili perché nessuno verifica il contrario.

CAP. 4 - Gli imperi del gossip

Patchwork: fa riferimento alla sovrapposizione di storie senza gerarchie nel

soap opera, ecc. Le soap opera sono legate all’essenza della cultura

femminile, per il loro stile. L’importanza della conversazione nelle trame della

soap indica la base di oralità che conferma l’importanza del conversare per la

creazione e la cura delle relazioni. L’interazione comunicativa tra piccolo

schermo e pubblici prevede la differenza tra alcuni termini come il concetto di

immaginario, un insieme d’immagini che dà ordine alla realtà, un repertorio di

rappresentazioni condivise fondamentale per l’integrazione sociale. Indagare

l’immaginario è un’operazione contraddittoria: si analizza da una prospettiva

soggettiva, ponendo l’attenzione su chi immagina, ma anche oggettivamente,

soffermandosi sugli artefatti che lo compongono. Il vero diventa ciò che

ciascuno crede che gli altri credano sia tale. È fondamentale la narrazione

che vogliamo dare noi della nostra realtà. Bisogna riconoscere un

immaginario comune, ma anche fare i conti con la nostra esperienza, con il

meccanismo attraverso cui diamo forma al nostro personale modo di leggere

il mondo. I media cooperano alla costruzione sociale della realtà perché sono

parte del mondo. Mediatizzazione dell’esperienza permette ai telespettatori di

giocare in un ambiente narrativo che assume sembianze di un programma

contenitore, di approfondimento informativo, di talk politico. I social

Messaging come Twitter e Whatsapp vengono usati per commentare gli

eventi televisivi. Sono i programmi televisivi a scegliere gli argomenti per le

puntate tra i più discussi sul web.

I racconti di cronaca nera in tv in quanto riscontrano grande successo. La

violenza coinvolge tutti noi. La cruda realtà per diventare racconto mediale

deve consentire la possibilità di sviluppare la narrazione non tralasciando gli

aspetti passionali come amore ed eros. Le telecamere entrano nelle indagini,

svelano la routine dei protagonisti provando a scavare nelle loro vite. I delitti

sono tormentoni, fotoromanzi d’appendice che coltivano la curiosità oscena

dei pubblici. Oscenità intesa in chiave di evento fuori dalla scena,

controcorrente. La paura mescolata alla voglia del proibito, il segreto gusto

del voyeurismo, il desiderio di travalicare i limiti per scoprire le conseguenze,

ecc sono meccanismi che il racconto tragico di cronaca nera attiva nelle sue

dinamiche narrative ed attraverso cui seduce le platee tv. L’humus culturale di

tali casi di cronaca è intriso di pettegolezzo e pregiudizio, di voglia d’apparire

e prendere parte alla scena della gente, di chiacchiere di paese, ecc. Si mette

in scena la sofferenza altrui permettendo alla curiosità di valicare confini

prima inaccessibili, ma senza farsi mai del male. L’emozione del crimine

riguarda i drammi personali, i luoghi, le storie, i volti di chi uccide. La tv punta

sui dettagli angoscianti, sulla curiosità, sulla suspense e sulla paura; è

l’ambiente con i personaggi e le loro relazioni ad interessare. Spesso i fatti

diventano interessanti perché maturano in un contesto quotidiano. Il


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione: editoria e giornalismo
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher inzaghino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Carzo Domenico.

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