Sunti di sociologia dei processi culturali e comunicativi
La metamorfosi della diceria
Benjamin racconta la decadenza dei narratori nelle società moderne, rimpiazzati da romanzi e giornali che marcano la fine della tradizione. Ritiene che si narri meno in quanto la narrazione non riesce a comunicare esperienza. Il pettegolezzo è un tipo di narrazione in cui il confine tra i fatti e il racconto dei fatti è cangiante perché è un misto di bugie, fantasia e invenzione. La narrazione è il dispositivo tramite cui è possibile costruire la trama dell’esperienza. La memoria individuale è plasmata dalla comunità sociale. L’importanza di avere memoria di sé sta nel mantenere la propria identità ed esprimere il bisogno di proiettarsi nel futuro.
I popoli nomadi diventarono sedentari ponendo un limes nel loro girovagare, che rappresentava il confine tra il proprio territorio e quello altrui. Nascono i miti e i rituali che aiutano a raccontare la storia dei primi popoli. Si vanno costruendo identità, culture e una struttura di potere. La nascita di queste comunità sedentarie ha condizionato la nascita di una cultura basata sui racconti, narrazioni che rendevano unico il popolo. Lo sciamano, mediatore tra dimensione terrena e ultraterrena, interpretava i segni che riteneva venissero dall’aldilà. La sua narrazione era dettata dalla cultura e dalle presunzioni di verità del tempo in cui viveva. La vita quindi è una grande rappresentazione ed il pettegolezzo una micro-architettura narrativa con un ruolo preciso nei racconti.
Il pettegolezzo dà un senso di continuità alla vita sociale. Si tratta di piccole storie che riempiono la cultura di emozioni e contenuti, sono pratiche di scambio sociale. Il pettegolezzo si compone tramite i vari punti di vista in cui è possibile raccontare la stessa storiella. I vari racconti della storia, ci danno una visione più complessa dei fatti descrittivi. Un pettegolezzo dovrebbe essere avvolto da un’atmosfera di segretezza, il cui svelamento è l’obiettivo che i pettegoli si propongono e quanta più intimità riescono a svelare tanto più si propaga il chiacchiericcio. Si condannano le altrui interazioni per proteggere le proprie maschere quotidiane.
Il ruolo è l’insieme delle aspettative che convergono su un individuo in quanto occupa una determinata posizione in una rete di relazioni sociali strutturate. Il comportamento di ruolo è il modo con cui l’individuo agisce mostrando un certo grado di conformità al ruolo stesso. Secondo Goffman il soggetto indossa una maschera all’interno della società. Le parti recitate dagli attori sociali sono dettate da regole e peculiarità della struttura sociale di appartenenza. Goffman parla di frames, cornici rappresentative dei tratti che identificano il tipo di evento che si attua nell’interazione. Gli attori devono seguire le regole del frames, mostrando una certa competenza.
L’azione sociale è una rappresentazione sulla scena sociale di un determinato evento, dove i soggetti si mascherano, sono solo ciò che rappresentano. Il pettegolezzo è una delle strategie di smascheramento, fa perdere la faccia a chi si ritrova nell’uragano delle parole. Simmel, sociologo tedesco, sostiene che la conversazione sia una pratica sociale che garantisce i legami fra gli interlocutori e vivifica interazioni. Inoltre, rendiamo partecipi gli altri solo di pochi frammenti della nostra vita, scegliendo cosa nascondere e cosa rivelare. L’interazione è connessa alla curiosità. Per far sì che ci sia il pettegolezzo si deve svelare la segretezza.
Goffman esamina la vita sociale elementare, costruendo ed organizzando gli elementi connessi ad ogni interazione. Vengono suddivisi in tre tipologie: il modo in cui un attore si presenta agli altri; il modo con cui egli guida e controlla le impressioni che di lui si vanno formando gli altri; il modo con cui egli esamina il genere di modi di agire che può e non può compiere mentre svolge la propria rappresentazione. L’interazionismo simbolico ha dimostrato che i nostri interlocutori possono percepire le nostre caratteristiche personali. Ed il pettegolezzo potrebbe minacciare il percorso di costruzione della reputazione.
Secondo la terapia two-step flow of communication, i contenuti dei media sono filtrati dai leader d’opinione, che li arricchiscono della loro interpretazione. I pettegoli innescano un meccanismo di conversazione che con il suo propagarsi nella rete sociale definisce l’identità pubblica della vittima. Avere delle opinioni e gestirle diventa socialmente rilevante nello spazio in cui le "persone private" s’incontrano: il privato assume nuove forme di vita sociale pubblica e culturale, si assottiglia il confine della sfera privata. Il sistema dei media crea l’ambiente in cui il pettegolezzo si manifesta di più. Il gossip crea uno spazio intermedio tra chiacchiericcio sussurrato e diceria da media, creando quasi un nuovo genere. I media pubblicizzano il privato. Riviste, film, reality, talk show trattano di vicissitudini familiari, tradimenti, malattie. Il tam tam mediatico legittima il pettegolezzo.
Se si conosce la vita privata di un protagonista della TV, il successo è garantito. Il pettegolezzo mediatizzato è un passaggio obbligatorio per diventare celebrità. Alberoni sosteneva che nel mondo antico esistesse una sola élite, quella del potere, mentre oggi esiste anche quella dei divi, i personaggi dello spettacolo che costruiscono l’oggetto del pettegolezzo collettivo nelle società di massa. I riflettori accendono il buio dell’intimità. Il divo viene mondanizzato dai media. L’industria del gossip inserisce nella quotidianità i protagonisti del frames mediale. Codeluppi parla di gossipcrazia, la società si popola di personaggi diventati celebri solo per le loro apparizioni nel mondo mediale. Di conseguenza ci troviamo di fronte a uno spettatore che si identifica in questi personaggi sempre più simili a lui. Il coronamento del "sogno d’amore" diventa un evento in cui gestire i più piccoli dettagli. La differenza tra il matrimonio filmato in dvd ed il matrimonio modello è la distanza di osservazione dello spettatore. L’oggetto personaggio di un matrimonio domestico non è mediato, ma perde la sua corporeità nel filmato: vive per un istante in un non luogo e senza tempo. Spettacolarizzazione della propria vita privata.
Newsmaking, pettegolezzo e società in rete
La narrazione nel momento in cui si innesta nella rete modifica le caratteristiche originali. Il web apre scenari nuovi (R. D’Agostino, fondatore di Dagospia). Le nuove tecnologie e i social rivoluzionano e condizioneranno il gossip del futuro. Fare giornalismo ha subito mutazioni sia dal punto di vista della strumentazione con cui si diffonde l’informazione, sia dal cambiamento della società e dal modo in cui si forma l’opinione pubblica. Vi è una separazione tra il prima e il dopo sexigate Lewinsky. Il caposaldo del giornalismo è la verifica delle fonti. L’utilizzo dell’espressione “if true” autorizza la pubblicazione dell’informazione.
Così i rumors diventano la fonte delle notizie. Si scrive tutto e il contrario di tutto. Ci si allontana da “La funzione della notizia è di segnalare un fatto; la funzione della verità è di portare alla luce i fatti nascosti cercando di dare un quadro sulla realtà che consenta agli uomini di agire” (Lippmann). Con l’attuale organizzazione della verità sociale, la stampa non riesce a fornire con continuità la dose di conoscenza che la popolazione esige. Secondo Castells i media sono lo spazio dove si costruisce il potere, cercano sempre di
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