Nuovi media, vecchi media
Introduzione
L’idea di cultura è oggi al centro delle strategie cognitive sviluppate dalle scienze sociali e riprese dai mass media per spiegare le dinamiche dei rapporti sociali, le prestazioni dei sistemi economici, il funzionamento delle istituzioni politiche, le grandi e piccole trasformazioni storiche. Ma cos’è la cultura? Esistono almeno due accezioni:
- Cultura come sfera delle attività artistiche e intellettuali.
- Cultura come l’insieme di atteggiamenti, norme, valori, credenze e rappresentazioni di collettività umane.
Accanto a questa distinzione troviamo quella tra:
- Cultura alta o ufficiale → Si riferisce alle forme di espressione culturale prodotte ancor più spesso fatte proprie dalle élite.
- Cultura popolare → Si riferisce a quella dei gruppi marginali e subordinati.
Un’altra distinzione ancora è quella tra:
- Cultura autentica → Quella che viene apprezzata socialmente.
- Cultura di massa → È l’oggetto di ricerca privilegiato dello scienziato e dello storico.
Quest’ultima distinzione si è diffusa il secolo scorso grazie al contributo della Scuola di Francoforte. Oggi la cultura è pluralistica, più sistemi estetici sono in funzione all’interno della stessa forma culturale, non esistono standard universali di qualità. I confini tra le forme culturali sono fluidi e ciò che importa è che sono socialmente costruiti e riposano su specifici assetti istituzionali.
Tradizioni di ricerca empirica in campo culturale
Negli ultimi tre decenni si sono sviluppate due principali tradizioni di ricerca empirica in campo culturale:
- Cultural studies – Affondano le loro radici nelle ricerche di storici e critici letterali, come Hoggart, Williams e Thomson e di critici sociali e politici, come Hall, e si sono mossi nella logica della trasgressione dei confini disciplinari in vista dell’edificazione di un nuovo campo accademico e discorsivo il cui nucleo identificante è l’indagine, con qualunque mezzo, del rapporto tra cultura, potere e disuguaglianze sociali.
- Nuova sociologia culturale – Non ha un unico grande nucleo tematico, è meno esplicitamente impegnata in un senso politico, è meno interdisciplinare, normalmente più analitica e presuppone lo sviluppo di un approccio empirico all’analisi della cultura e della sua produzione e consumo.
Di queste due tradizioni, in Italia si è, a lungo, avvertita la presenza della prima, e questo sia per l’influenza che può derivare da una vicenda ormai più che trentennale, sia perché più “europea” e quindi più vicina all’esperienza insieme storica e culturale italiana, sia, e forse soprattutto, grazie al lavoro di ricerca empirica svolto sul caso italiano da studiosi.
Diamanti, civette e (nuovi) media, ovvero come mettersi d’accordo sull’analisi culturale
Secondo Griswold, l’insieme degli strumenti analitici utili per un’analisi della cultura sono:
- Oggetti culturali → Termine che sostituisce quello più comune di “cultura”, spesso considerato come un pacchetto più o meno coerente, o come un insieme di strumenti utili al perseguimento di vari scopi. Gli oggetti culturali sono definiti come significati condivisi incorporati in una forma. Un oggetto culturale può essere tangibile o intangibile; tutto può essere analizzato come oggetto culturale.
- Il diamante culturale → Una volta identificato, il diamante indica gli elementi e le relazioni che vanno tenute presenti nell’analisi di qualsivoglia fenomeno culturale. Le relazioni fondamentali sono individuate da un diamante culturale formato da quattro punti: il mondo sociale, l’oggetto culturale, i creatori dell’oggetto e i suoi ricevitori; e le sei connessioni che li legano.
- Comprensione → Richiede la collocazione dell’oggetto culturale all’interno di un genere di oggetti. Nell’attribuire gli oggetti ai generi, il ricercatore deve tenere conto delle strutture interne, degli schemi e delle capacità che l’oggetto culturale ha di veicolare significati in relazione ad altri oggetti culturali.
- Spiegazione → Il ricercatore è finalmente in grado di enunciare affermazioni di tipo causale (collega tutti i punti del diamante). La spiegazione consiste nel tracciare la connessione tra l’oggetto culturale interpretato e il mondo sociale, connessione mediata dai processi e dalle pratiche di produzione e ricezione. La causalità viene verificata seguendo i criteri di affidabilità e validità.
Esempio dell’Otello di Shakespeare
Lo scopo dell’analisi culturale, soprattutto per gli scienziati sociali, è arrivare al punto in cui è “facile capire” e “andare d’accordo”. I capolavori interagiscono continuamente con gli oggetti culturali più comuni. Nel complesso, gli oggetti culturali stereotipati celano strutture estetiche e cognitive che risuonano, e acquisiscono uno status superiore, nelle opere esemplari.
Secondo esempio: la letteratura regionale
La forma più comune di letteratura regionale è di gran lunga quella del giallo regionale. Le più importanti espressioni letterarie dell’estetica regionale sono:
- Ambientazione in città piccole o rurali.
- Personaggi semplici e provenienti dalle classi inferiori.
- Accurate descrizioni di territorio.
- Trame centrate sul conflitto tra indigeni e stranieri (visti come innovatori).
- Riferimenti al passato, a una vita più semplice che va scomparendo.
- Tensioni tra indigeni e stranieri per quanto riguarda lettura, scrittura, istruzione e livello culturale.
Quest’ultimo elemento assume due forme diverse: nella prima i locali esprimono una profonda differenza nei confronti di lettura, scrittura e/o istruzione, mentre nella seconda, opposta alla prima, i locali, etichettati dai forestieri come zoticoni, dimostrano di avere cultura o intelligenza.
Il diamante culturale
Ogni singolo diamante culturale è statico, un’istantanea. Il diamante rappresenta la relazione complessiva in un preciso momento. Si possono esaminare i cambiamenti nel tempo dando origine a un modello più complesso, un parallelepipedo culturale. L’emergere dei nuovi media, tuttavia, comporta una revisione più profonda. Ciò che caratterizza i new media è la possibilità di partecipare. Nei new media il ricevitore può aggiungere materiale alla voce o crearla a partire da più fonti.
Con i new media, la priorità va alla capacità di agire e alle interazioni. Il diamante rimane il medesimo, ma l’attenzione si concentra sull’asse orizzontale che rappresenta le relazioni tra le persone. Le persone utilizzano la cultura per essere i soggetti che sono e per svilupparsi in coloro che potrebbero essere, per connettersi con persone che la pensano come loro, che sono attraenti o necessarie o con cui intrattengono già una qualche relazione strutturale.
L’analisi culturale non è particolarmente convincente quando si limita all’esame approfondito di un singolo oggetto culturale, anche se prende in considerazione la produzione e la ricezione dell’oggetto stesso. Allo stesso modo, l’evidenza empirica tratta esclusivamente da uno degli estremi del campo di genere non permette di comprendere il genere nella sua interezza. Ogni singolo oggetto culturale possiede proprietà uniche e irripetibili. Anche i raggruppamenti più compatti, come gli esempi stereotipati e i capolavori, condividono alcune caratteristiche. L’analisi di come vengono usati oggetti comuni dal capolavoro contribuisce a chiarirle e a comprenderle.
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