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Riassunto esame Sociologia dei nuovi Media, prof. Santoro, libro consigliato L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione, P. Himanen

Appunti per l'esame di Sociologia dei nuovi Media, basati su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Santoro: "L'etica hacker e lo spirito dell'età dell'informazione", P. Himanen. Si fanno inoltre riferimenti ai capitoli del libro consigliato dal docente per l'esame.

Esame di Semiotica dei nuovi media docente Prof. M. Santoro

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La triade di Torvalds corrisponde al modello di Maslow → H = F³ (happiness = food, fun, friends).

Il modello Torvalds/ Maslow fa luce su come le motivazioni degli hacker siano diverse da quelle

dell’etica protestante.

La “sopravvivenza” oppure “per guadagnarsi da vivere bisogna lavorare”: queste sono le risposte

che un gran numero di persone darà quando gli verrà chiesto perché lavorano.

Nella loro accezione, sopravvivenza si riferisce a un certo stile di vita socialmente determinato:

nella nostra società, il lavoro è una forma di accettazione sociale.

Nella comunità degli hacker le motivazioni sociali giocano un ruolo importante, ma differente.

Secondo Raymond, gli hacker sono motivati dalla forza del riconoscimento tra pari, che non deve

sostituire la passione, ma deve venire come risultato di un’azione appassionata, della creazione di

qualcosa di socialmente prezioso per la comunità creativa. Nell’etica protestante spesso avviene

l’opposto.

È questo legame tra livello sociale e livello passionale che rende così efficace il modello degli

hacker.

Quando le motivazioni sociali non trovano un alleato nella passione, si connettono alla

sopravvivenza, e la vita a poco a poco si concentra sul “guadagnarsi da vivere”.

Ovviamente gli hacker sanno che in una società capitalista è difficile essere davvero “liberi”, senza

possedere un certo capitale individuale. Ma siccome il capitalista è quella persona che guadagna

sulla vita di un’altra persona, quest’ultima non potrà mai essere davvero libera di basare il proprio

lavoro sulle sue passioni.

Ci sono esempi di hacker che hanno scelto il “capitalismo hacker”:

- alcuni fanno parte del capitalismo tradizionale solo temporaneamente: Wozniak dopo 6 anni di

lavoro presso Apple, se ne andò con in mano azioni del valore di cento milioni di dollari. Grazie alla

sua indipendenza economica è stato poi in grado di scegliere cosa fare.

- altri diventano nemici degli hacker, poiché il profitto prende il sopravvento sulla passione, come

Bill Gates con la Microsoft, che dalle sue origini hacker è passato ad un capitalismo hacker per,

infine, abbracciare completamente l’etica protestante.

Visti i problemi a coniugare l’hacking con le forme di capitalismo, alcuni hacker stanno esplorando

nuove direzioni per difendere un nuovo tipo di economia, basata su “l’impresa open-source”,

sviluppando software aperti. Il padre di queste è Richard Stallman, il quale non si oppone

direttamente al capitalismo, ma al fatto che ci sia l’idea di fare soldi solo chiudendo le informazioni

agli altri.

-Dalla netiquette alla netica-

Oltre al livello del lavoro e quello del denaro esiste un terzo che può essere chiamato netica, o etica

del network.

Netica = il rapporto tra gli hacker e le reti della network society in un’accezione più ampia rispetto

al più familiare “netiquette”.

Netiquette = i principi di comportamento per la comunicazione in Rete.

-Lo spirito dell’informazionalismo-

Nell’economia dell’informazione il nuovo professionista dell’informazione è, secondo Castells,

“autoprogrammabile” e ha “la capacità di riqualificarsi e adattarsi a nuovi compiti, nuove procedure

e nuove fonti di informazione, mentre la tecnologia, la domanda e il management accelerano il loro

tasso di cambiamento”.

Nell’età dell’informazione quasi ogni tipo di conoscenza diventa rapidamente datato; di

conseguenza, per restare al passo con le nuove sfide, questi professionisti autoprogrammabili hanno

bisogno di ripensare costantemente le loro competenze.

I professionisti dell’informazione devono imparare a essere in parte i manager di se stessi e a

programmare la propria attività in modo più efficiente nell’interesse del manager.

Leggendo le guide del Personal Development (PD) scopriamo 7 virtù cardinali:

1. Immaginare l’obiettivo, determinazione – orientamento all’obiettivo. Bisogna sempre aver

presente l’obiettivo e nominarlo può aiutare a ricordarselo;

2. Seguire valori come l’ottimizzazione per risparmiare tempo e arrivare prima. Il PD insegna ad

usare il tempo nel modo più concentrato.

3. Flessibilità – i mezzi usati per raggiungere l’obiettivo devono accompagnarsi alla volontà di

essere flessibili.

4. Stabilità – una costante progressione verso l’obiettivo, che non deve mai essere perso di vista,

senza permettere che eventuali battute di arresto possano produrre un effetto disgregativo. Dal

punto di vista del PD, “emozioni negative” non devono interferire.

5. Laboriosità – lottando per raggiungere il proprio obiettivo, bisogna ammirare il duro lavoro.

6. Denaro – per la selezione degli obiettivi è qualcosa di intrinseco.

7. Misurabilità del risultato – documentare il progresso.

La vita diventa governabile quando viene ridotta a un obiettivo e a un momento alla volta. Allora la

domanda è semplice: Sto vivendo, adesso, in funzione del mio obiettivo più importante?

Questo tono religioso del PD chiarisce che, anche se questa metodologia è tesa al raggiungimento

dell’obiettivo immediato, psicologicamente non è soltanto qualcosa di strumentale.

Perché dovremmo preoccuparci di analizzare il PD nel contesto della network society?

La ragione è che questo esame può proiettare una luce indiretta sul problema cruciale della logica

dei network economici sollevato da Castells in The Information Age. Castells si domanda quale sia

“il fondamento etico dell’impresa network”, lo “spirito dell’informazionalismo”, e prosegue

specificando: “Cos’è che tiene uniti questi network? Si tratta di alleanze puramente strumentali,

accidentali?”.

A prima vista, sembrerebbe proprio che la network society sia una società totalmente priva di valori:

le imprese del network vogliono adattare i loro prodotti ai valori di una cultura qualsiasi e

intendono mercificare alcuni di quei valori culturali nel caso in cui esista un mercato

sufficientemente ampio.

Allo stesso tempo, le culture stanno per abbandonare qualsiasi valore tradizionale che possa

ostacolare l’attività delle imprese network nella loro sfera, per non essere tagliate fuori

dall’economia dell’informazione globale. Tuttavia si deve aver ben presente che quando Weber

usò il termine spirito del capitalismo o etica protestante non si riferiva a una cultura che si era

evoluta dappertutto esattamente nello stesso modo.

In secondo luogo, i valori che riteneva tenessero insieme sviluppo, lavoro e denaro erano

molto diversi dai vecchi valori etici.

Il denaro è il valore o scopo supremo dello spirito che governa la network society, e gli altri

valori sostengono la realizzazione di quello scopo.

Le imprese commerciali e li stati non si pongono di cambiare il mondo; essi sono arrivati a un modo

di pensare strategico e flessibile che è destinato a salvaguardare il fare denaro continuamente e con

successo in un qualsiasi momento possibile.

Per le imprese network l’ottimizzazione è importante.

La stabilità completa la lista dei valori che definiscono lo spirito dominante della network society.

Su questo sfondo si può comprendere come il sistema di valori del PD funzioni così bene per i

lavoratori di successo nelle imprese network proprio perché esso è, di fatto, un’applicazione dei

valori propri delle imprese alla vita degli individui.

In ultima analisi, gli ideali di un’impresa del network o di una persona e quelli di un computer o di

un network sono effettivamente gli stessi: l’abilità nel funzionare in modo flessibile in maniera

ottimale per ciascun obiettivo di progetto, adeguato velocemente la stabilità.

La stabilità è il valore più prossimo ai vecchi valori etici: un network è stabile quando non collassa

e pone termine alle attività praticate al suo interno.

Le imprese commerciali ottimizzano le loro reti allo scopo di sopravvivere nella competizione

economica, e quelle che non riescono a tenere il passo vengono tagliate fuori dai network.

Per combattere questa logica del networking esclusivo. A questo proposito opera l’istituzione

hacker collocata al cuore dello sviluppo della Rete, l’Internet Society. La sua etica si riassume in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher toni.jacopo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica dei nuovi media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Santoro Marco.

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