Estratto del documento

Identità e partecipazione in rete

Introduzione

Le relazioni sociali stanno cambiando a causa dell'uso dei social network, che ridefinisce i concetti di partecipazione (soprattutto politica) e identità. Le tecnologie di rete plasmano i contesti comunicativi e dell'agire sociale, ma vengono a loro volta modellate dalle pratiche sociali. Occorre pertanto ridare centralità alla dimensione culturale della partecipazione grassroot, che converge con le logiche broadcasting tra spazi di negoziazione e conflitto. Le dinamiche reticolari ospitano infatti forme di auto-rappresentazione identitaria collettiva (creata attraverso la produzione di contenuti condivisi collocati nei contesti di vita quotidiana).

La disseminazione dei propri frame ideologici tramite la mobilitazione online e offline comporta però il rischio di produrre un eccesso di rappresentazioni (tipico di un movimento che non necessita di leadership formali) e realtà movimentiste web based che invece amplificano la propria seduzione istituzionalizzandosi grazie alla pluralità di rappresentazioni carismatiche delle leader-totem. La logica connettiva della rete rende visibili e possibili le pratiche di produzione di legami sociali e di rappresentazione comunicativa della densità dei legami. La narrazione di sé deve quindi essere adatta alla scalabilità delle audience e orientata alla condivisione e alla risonanza.

La social tv, ad esempio, è una modalità di fruizione della tv che contribuisce a creare uno spazio discorsivo pubblico in cui le modalità di rappresentazione della politica dialogano con le grammatiche di auto-rappresentazione dei network publics. L'uso di Twitter per informarsi suggerisce una sinergia tra tempi e modalità espressive televisive e le audience connesse. La satira, invece, fa emergere caratteristiche culturali dei partecipanti secondo principi di una user generated culture tipica delle fan community.

Le possibilità asincrone e sincrone articolano il rapporto tra comunicazione interpersonale e di massa accrescono le possibilità di costruzione del nostro vissuto comunicativo intrecciando biografie individuali e realtà collettive. L'odierna semplicità di uso dei social agevola tale processo, rendendo possibili forme di auto-rappresentazione pubblica che comprendono porzioni dell'identità tradizionalmente relegate alla sfera privata. Tuttavia, se da un lato troviamo l'élite partecipativa che coinvolge minoranze attive, dall'altro troviamo lo slacktivism, una forma di attivismo pigro, nonostante la grande euforia online che diventa, quindi, un semplice modo di rappresentarsi, non orientato al risultato. In alcuni casi, tuttavia, internet ha agevolato la "mobilitazione cognitiva" degli elettori, ossia una partecipazione in rete che si trasforma in partecipazione visibile, rendendo i social catalizzatori del cambiamento che condividono argomenti chiave e forniscono strumenti di mobilitazione.

Tecnologie di mediazione del sé: affordance e limiti dei social media per i movimenti di protesta

Nei primi anni del Duemila le applicazioni web 2.0 come blog e social si sono affermati come aperti, liberi e democratizzanti; oggi sono tuttavia plasmati da interessi corporativi, monitorati e censurati. Malgrado la capacità di diffondere i frame, infatti, vi sono anche una serie di vincoli.

Ciò che il web 2.0 ci consente, (le "affordance"), rappresenta una vasta gamma di opportunità e potenzialità, in quanto prolunga noi stessi ed è legato ad altri strumenti di mediazione del sé. I social media consentono forme di comunicazione istantanee ma anche asincrone (e più facilmente archiviabili).

Quattro sono le logiche interconnesse ma analiticamente distinte: la necessità di trasmissione dei frame, il reclutamento di sostenitori e la mobilitazione, registrazione delle testimonianze (collegate alle tre tecnologie del sé di Foucault: svelamento, esame e ricordo) e l'organizzazione (identificabile con la dimensione dell'amplificazione).

Le tecnologie quindi consentono di costruire le identità e le idee, e così di acquisire consapevolezza come movimento, ottenere attenzione globale e superare le strategie nazionali, attivando canali di comunicazione interna tra centro e periferia di un movimento. In tal modo ciascuno può equilibrare meglio il proprio coinvolgimento con la vita quotidiana.

Esiste una tensione tra la natura individualistica dei social media e le identità collettive che i movimenti di protesta mirano a costruire. Internet è infatti ormai uno spazio iper-mercificato, condizionato dai divari digitali e relativi alle competenze, nonostante l'aumento dei tassi di penetrazione. I media tradizionali conservano infatti la capacità di comunicare a tutti, mentre nei social media i movimenti predicano principalmente ai convertiti.

Ci troviamo nell'epoca degli schermi ubiqui, in cui spesso siamo presenti fisicamente e mentalmente altrove. La frammentazione degli intervalli di attenzione e la riduzione delle capacità di concentrarsi e memorizzare sono state bilanciate dall'influenza positiva di Internet sulle abitudini di ricerca degli studenti. Oltre che il costo di partecipazione sia minimo e più facilmente ignorabile per i poteri costituiti, Internet è stato anche criticato per aver de-ideologizzato le lotte economiche, sociali e politiche dei loro significati radicali.

Internet e i social hanno inoltre promosso valori capitalistici orientati alla produzione di valore aggiunto in spazi di profitto in cui tutto ciò che facciamo è monitorato, in virtù di termini e condizioni d'uso accettate. Facebook ha inoltre rimosso gruppi politici giustificando tale azione tramite il fatto che i profili di Facebook possono rappresentare solo individui.

Le pratiche di sorveglianza degli attori statali per garantire la sicurezza nazionale e la guerra al terrorismo servono quindi a incriminare e sopprimere preventivamente azioni dirette. I governi occidentali cercano infatti di intervenire a livello locale nei luoghi in cui è in corso il dissenso. Foucault sosteneva che attraverso le tecnologie del sé vincoliamo il nostro pensiero alla consapevolezza delle aspettative della società su come ci si comporta, ossia ai tentativi delle forze dominanti nella società di chiudere le spaccature di emancipazione.

Movimento 5 Stelle. Identità, poteri, corpi

L'identità virtuale e collettiva è determinata da appartenenze oggi contaminate e permeabili. Le nuove forme di legami sociali ed esperienze partecipative e rappresentative interne alla network society hanno desemantizzato di fatto la demarcazione tra virtuale e reale, consentendo a nuove identità di affermarsi senza che alcun atto ufficiale ne dichiari l'appartenenza, da subito visibile e manifesta. Essere in connessione è ormai uno strato ineliminabile del sociale: il soggetto non conosce il mondo come altro da sé, ma si conosce nel mondo in cui è immerso e di cui si percepisce parte. Tutto ciò che egli è espresso e mediato dalla rete, spazio comune virtuale che amplifica le tendenze presenti nella società e diventa esperienza proprio per la condivisione di identità e contenuti.

Baym sostiene che il reale entri nel virtuale e viceversa, generando una correlazione tra vita sociale online e offline in cui le interazioni avvenute nella prima hanno una retroazione sulla seconda e organizzano tempo e spazio quotidiani, in cui si privilegia la "continuità" dell'esperienza comunicativa alla "separazione" delle identità. L'idea di identità è quindi portatrice di valenza simbolica in quanto legame identitario, che è allo stesso tempo vincolo e risorsa.

La trasformazione sociale prodotta dal e nel M5S mostra una tendenza all'autoritarismo che rispecchia il desiderio di ordine partecipativo. La loro identità è connaturata nella rete di utenze, ma si è concretizzata nella rete di attivisti che condividevano norme di reciprocità generalizzata, fiducia interpersonale e tendenza alla cooperazione reticolare. Qui la partecipazione è simbolo di intenzionalità diretta di cambiamento concretizzata in un'istituzione, che diviene il luogo politico in cui l'identità si realizza, giustificando il dominio con la sostituzione della liberazione della politica da sé stessa con la sua normalizzazione.

Il M5S è infatti progressivamente diventato istituzione, contraddicendo l'autodefinizione di non-movimento e fornendo uno "schema di condotta". Il binomio adesione spontanea e naturale/instabilità dei vincoli di partecipazione riflette l

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Riassunto esame Sociologia dei new media e internet studies, prof. Boccia Artieri, libro consigliato Identità e partecipazione in rete Pag. 1 Riassunto esame Sociologia dei new media e internet studies, prof. Boccia Artieri, libro consigliato Identità e partecipazione in rete Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia dei new media e internet studies, prof. Boccia Artieri, libro consigliato Identità e partecipazione in rete Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Sociologia dei new media e internet studies, prof. Boccia Artieri, libro consigliato Identità e partecipazione in rete Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiovannaUrb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei new media e internet studies e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Boccia Altieri Giovanni.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community