Il mondo delle cose
M. Douglas, B. Isherwood
Introduzione
La promozione delle vendite gode di cattiva reputazione: il consumismo è infatti condannato poiché insensibile al bisogno, sebbene tutti noi siamo riluttanti a cambiare le nostre abitudini. I beni vengono acquistati per benessere materiale, benessere psichico (fini personali) oppure per ostentazione (compiendo il cosiddetto "consumo vistoso"). L'analisi di Veblen è la principale responsabile del disprezzo per il consumo.
Esso non è tuttavia solo il risultato del lavoro, ma il suo impulso, a sua volta derivato dal bisogno sociale di materiale comunicativo con cui relazionarsi con altre persone e condividere sé stessi. Beni, lavoro e consumo sono quindi stati astratti dal contesto sociale globale.
La razionalità economica è tuttavia accompagnata da una valutazione metaforica, basata sul confronto e sulla socialità. I beni di cui ci si appropria, infatti, dichiarano visibilmente la gerarchia di valori del consumatore, che può quindi col tempo giudicarli inadatti, eliminarli o sostituirli.
Come possiamo osservare a partire dai casi analizzati da James, la creazione di significati di un bene è ben lontana dall'utilizzo, ma strettamente legata al resto degli oggetti dell'ambiente. I beni fanno infatti parte di un sistema di informazioni aperto.
La povertà si definisce come la carenza oggettiva di beni materiali o un sentimento di privazione, di cui tuttavia si può non essere pienamente consapevoli. Se è possibile accedere alle informazioni necessarie e si può diffondere le proprie idee, ossia se si è socialmente coinvolti, ci si può tuttavia non considerare poveri.
Il coinvolgimento sociale varia tuttavia in base al modello di consumo, da cui dipendono le diseguaglianze sociali: in quello su piccola scala i collegamenti sono brevi e fragili, mentre in quelli su larga scala l'unità familiare fa un notevole uso sociale dei beni come ponti (ma anche come barriere).
Parte prima – I beni di consumo come sistema di informazione
La definizione antropologica di consumo associa la società industriale a quella tribale in cui il commercio era appena diffuso. La teoria economica si concentra invece sull'assenza di coercizione nel consumo, basato su libere scelte, irrazionalità, tradizioni e innovazioni, in ogni caso questioni private.
Tuttavia esistono questioni, come ad esempio quelle ambientali, che di fatto limitano le possibilità di consumo. Esso può pertanto essere definito come l'uso non commerciale di beni materiali.
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