L'italiano scritto: usi, regole e dubbi
Scrittura e tipi di testo
Un testo verbale scritto è caratterizzato da linearità poiché può essere paragonato a un flusso lineare che ha un inizio e una fine, ma anche da reticolarità, poiché può essere paragonato a una rete i cui nodi sono tenuti insieme da corrispondenze e legami sintattici fra le parti che caratterizzano la coesione di un testo e da rapporti semantici logici, concettuali fra le varie parti e con la realtà extralinguistica che caratterizzano invece la coerenza di un testo.
Oltre alla coesione e la coerenza, un testo è caratterizzato da altri principi costitutivi, ad esempio l'intenzionalità e l'accettabilità: l'intenzionalità è esercitata dall'emittente nel momento in cui immagina un testo tenendo come riferimento il lettore o l'interlocutore a cui si rivolge; quindi, fanno parte dell'intenzionalità, per esempio, l'ordine, la pulizia, la chiarezza di un testo, la sistemazione delle informazioni, la divisione in capitoli e in capoversi, la scelta dei caratteri e tutti quegli elementi che fanno capire che il testo è ben chiaro nella mente dell'emittente. Viceversa, l'accettabilità è esercitata dal ricevente nel momento in cui si predispone all'accoglimento di un testo creandosi delle aspettative: in questo caso, l'effetto sorpresa è molto più vantaggioso ai fini comunicativi dell'effetto prevedibilità, infatti ogni qualvolta l'emittente inganna il lettore inducendolo a immaginare delle situazioni che poi non accadranno o, attraverso l'effetto suspense, ritarda il più a lungo possibile le sue intenzioni, il lettore sarà maggiormente attento e maggiormente coinvolto nella comunicazione.
Un altro principio costitutivo del testo è l'informatività, che consiste nel grado di originalità e imprevedibilità di un testo che ovviamente dipende anche dalle conoscenze pregresse che l'interlocutore ha sull'argomento e dal suo interesse per quell'argomento. L'intertestualità è legata alla natura reticolare di un testo, quindi al fatto che ogni testo trasmigra da un'opera all'altra, da un codice all'altro, da un genere all'altro, nello spazio e nel tempo; il riferimento ad altri testi può essere esplicito (attraverso citazioni note, parodia, plagio, traduzione, commento, parafrasi ecc.) ma anche implicito: ogni qualvolta infatti un emittente produce un testo, pur non avendo intenzione di richiamarne altri, è inevitabilmente influenzato da tutto ciò che ha visto, sentito, letto su quell'argomento.
Infine, l'appropriatezza, ossia l'adeguatezza del lessico, della sintassi, dell'organizzazione delle informazioni a seconda della funzione del testo, del mezzo comunicativo usato, dell'occasione, dell'identità del ricevente e del rapporto sociale fra ricevente ed emittente.
Il contesto è l'insieme delle informazioni che situa un testo spazialmente e cronologicamente, fuori dal discorso verbale, nella realtà fisica o extralinguistica. Nel parlato, il contesto è dato dal qui ed ora della situazione comunicativa, condivisa da emittente e ricevente che appunto hanno la possibilità di interagire e di completare il senso del discorso attraverso sguardi, movimenti, gesti, tono della voce, pause, silenzi ecc. Viceversa, questo non può avvenire nello scritto in cui ovviamente lettore e emittente non possono interagire; infatti, essendo lo scritto una rappresentazione codificata della lingua, anche il contesto deve essere codificato divenendo quindi materiale linguistico e prendendo il nome di cotesto. Ciò che nel parlato si crea da sé attraverso la situazione, nello scritto deve essere descritto attraverso sequenze e descrizioni che cercano di ricreare quella situazione.
Una dimensione a metà fra contesto e cotesto tipica dello scritto è il paratesto, che aggiunge informazioni relative al contenuto del testo a partire dal genere, dall'autore, dalla data di pubblicazione, aggiungendo anche a volte componenti iconiche e immagini. Il testo spesso tralascia molte informazioni necessarie alla sua piena comprensione, per cui è necessario che emittente e ricevente condividano la stessa base di conoscenze, una sorta di enciclopedia; il lettore può così mettere in atto il fenomeno cognitivo dell'inferenza, che può essere agevolata da rimandi intertestuali, note esplicative, glosse (e su internet dai link).
Il testo scritto, quindi, si basa su un equilibrio fra detto e non detto e la quantità di informazioni omesse distingue un testo poco vincolante, che può omettere molte informazioni (ad esempio i testi letterari che si basano su una partecipazione attiva del lettore), dai testi molto vincolanti (ad esempio norme, leggi, tabelle orarie) che non possono omettere informazioni ma devono essere chiari ed espliciti al massimo affinché tutti possano capire allo stesso modo.
La comunicazione di internet si basa sull'integrazione fra iconico e scritto: la comunicazione iconica è molto più facile e immediata poiché fissa la realtà in immagini e video, ma le immagini, che siano statiche o in movimento, non sono adatte a veicolare tutti i tipi di contenuti, per cui lo scritto rimane fondamentale, ad esempio, per creare dibattiti, fissare regole, scavare in profondità l'animo umano, raccontare storie; la lingua scritta infatti non è utile soltanto a organizzare in maniera chiara e ordinata le informazioni ma, grazie alla sua potenza espressiva, può permetterci di esprimere sensazioni, sentimenti, ricordi, suggestioni.
Ovviamente la comunicazione scritta in internet non è tradizionale, monologica e pianificata dall'inizio alla fine ma comprende strategie e caratteristiche del parlato, ad esempio l'interattività. È possibile distinguere diverse categorie di testo a seconda della funzione che svolgono, quindi dello scopo che si prefiggono nella realtà; all'interno di ogni categoria inoltre è possibile distinguerli in diverse sottocategorie in base ad altri criteri come il codice, l'identità del ricevente, il registro. Si tratta di una schematizzazione convenzionale poiché ogni testo presenta caratteristiche appartenenti a più categorie quindi si configura come un testo misto.
- I testi narrativi sono accomunati dalla narrazione di fatti, reali o immaginari, legati tra loro dai nessi tipici della narrazione, soprattutto il nesso temporale e il nesso causa-effetto; sono testi narrativi tipici quelli letterari scritti, sia in prosa che in poesia, come poemi, biografie, novelle, fiabe; quelli prettamente parlati come i racconti dei cantastorie o gli aneddoti che i parlanti si scambiano quotidianamente; e quelli multimediali come film, testi di canzoni, storie a fumetti.
- I testi descrittivi sono molto rari nella realtà; di solito le descrizioni fanno parte di altri testi come narrazioni, pubblicità o manuali.
- I testi argomentativi sono quelli che cercano di convincere il lettore ad accettare o a fare eventualmente propria una posizione ideologica o un'opinione; fanno parte di questa categoria saggi, articoli scientifici, tesi e tesine, discorsi politici, arringhe legali, pubblicità, articoli ecc. e di solito presentano una struttura simile che può variare ma che comunque rimane riconoscibile: premessa, ipotesi, argomenti, antitesi, confutazione dell'antitesi, tesi e conclusione.
- I testi informativi trasmettono in modo oggettivo un sapere a chi si presuppone ne sia privo e procedono dal dato al nuovo in modo da poter interpretare quest'ultimo sulla base del primo; rientrano in questa categoria: dizionari, enciclopedie, soluzioni di esercizi, appunti e note, spiegazioni, elenchi di dati, insegne, cartelli.
- I testi regolativi prevedono l'imposizione di un punto di vista o di un comportamento, per questo sono caratterizzati da modi e tempi verbali ben precisi, come il congiuntivo esortativo, l'imperativo, l'indicativo presente o futuro e l'infinito; fanno parte di questa categoria ad esempio i testi normativi come ordinanze, decreti e sentenze, i testamenti e i cartelli stradali.
Varietà e stile
Ogni lingua è caratterizzata dalla fluidità, dal non essere mai uguale a se stessa eppure sempre...
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