SISTEMI DI RENDICONTAZIONE AZIENDALE
IL BILANCIO SOCIALE DELLE IMPRESE - RUSCONI
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA: GENERALITÀ’
1.
Etica:
Il ruolo dell’etica nella gestione societaria può essere visto come:
● una cornice della gestione che interviene direttamente solo in particolari casi;
● una vera e propria funzione della gestione intrinseca alle decisioni aziendali ed al
core business costituendo un vincolo/opportunità.
1.2 La responsabilità sociale d’impresa
Per responsabilità sociale d’impresa si intende alla responsabilità dell’impresa verso
la società civile costituita dalle persone e dall’ambiente che interagiscono fra loro
In sostanza tutto ciò che viene influenzato dall’attività di
anche sul piano economico.
impresa è oggetto di responsabilità sociale, cioè che rimanda a norme etiche.
Vi sono punti da considerare sul rapporto fra etica e responsabilità sociale:
● sull’utilità di varie politiche aziendali
vi possono essere differenze di valutazione
anche in ipotesi di coincidenza di valori etici di fondo (es su come viene distribuita la
ricchezza, si pensi alla differenza management-dipendenti);
● differenti posizioni etiche di principio rendono difficile un giudizio omogeneo sulla
responsabilità sociale (es l’adeguamento a canoni di responsabilità sociale viene
attuato x pura convenienza economica senza reale convincimento morale).
Uno dei maggiori rischi dell’attuale diffusione della responsabilità sociale è la
strumentalizzazione che va evitata.
1.4 Due domande si basa sulla legge, sull’azione volontaria in base all’etica
1. La responsabilità sociale
individuale o sull’opportunità di mercato? l’attuazione della responsabilità
Il testo della commissione europea del 2001 afferma che
sociale è volontaria nel senso di andare al di la di quanto richiesto dalla legislazione
sociale, ecologica…(truffe, corruzione) sull’attività aziendale.
Verso chi l’impresa è responsabile?
2. “teoria degli
Per spiegare chi sono i destinatari della CSR bisogna affrontare la
stakeholder”.
2. L’APPROCCIO STAKEHOLDER E LA NECESSITÀ’’ DELLA “MISURAZIONE” DELLA
RESPONSABILITÀ’ SOCIALE
Gli stakeholder sono i portatori di interesse nell’azienda. La teoria degli stakeholder viene
proposta come un allargamento degli studi sulla gestione strategica delle aziende.
→ Per freeman l’impresa per svilupparsi in termini di competitività e redditività a lungo
termine non deve puntare in modo unilaterale sulla massimizzazione del valore
dell’azienda per gli azionisti, ma cercare una massimizzazione dell’utilità per tutti gli
stakeholder.
Vi si forma un rapporto fra aspetti etici e strategico-strumentale nella misura in cui:
● a lungo termine il comportamento etico e quello strategico-strumentale coincidono
nelle operazioni e nei risultati perché chi non rispetta i diritti e aspettative legittime
degli stakeholder prima o poi viene punito dallo stesso mercato anche sul piano
economico-finanziario;
● non vi sono particolari divergenze sui valori quindi è possibile trovare sempre
convergenze che portano ad un equilibrio accettabile per tutti gli stakeholder.
2.2 I dilemmi connessi al concetto di stakeholder a che fare con l’impresa cosa
Quando si dice che occorre rivolgersi a tutti colori che hanno
si intende?
● se ci si limita alla rendicontazione per le linee guida sui bilanci sociali gli stakeholder
sono tutti i portatori di interesse dell’azienda, ovvero si dà rilievo al principio di
“inclusione”;
● pratica e teoria si scarta l’inclusione di coloro che come interesse hanno l'ostilità
nella
all’esistenza dell'impresa e pongono in atto atteggiamenti illegali contro essa
(terrorismo).
Cosa si vuol dire quando si parla di aspettative legittime o di diritti?
● considera l’approccio stakeholder come una guida all’azione del management e
si dal fatto che la CSR dell'impresa non è un “prodotto”
non come una serie di regole
precostituibile ma è un processo su cui sussistono divergenze come ogni processo
innovativo.
2.3 La necessità della misurazione dell’adempimento delle responsabilità verso gli
stakeholder: i bilanci sociali d’impresa
Redigere il bilancio sociale d’impresa permette a tutti gli interlocutori di fare del loro
meglio per calcolare “costi” e “ricavi” sociali ovvero non può porre fine a tutte le
diversità di valutazione che possono manifestarsi sul piano etico-sociale, ma consiste nel
porre basi rigorose alla valutazione che ciascun stakeholder può dare dell'adempimento
della CSR dell’impresa.
2.4 L’approccio stakeholder e i diritti informativi
Il bilancio sociale indica gli stakeholder come referenti dei suoi dati e informazioni. Il
“gruppo di studio per il bilancio sociale” li definisce come:
→ sono stakeholder quei soggetti (individui, gruppi, organizzazioni) chw hanno con
l’azienda relazioni significative e i cui interessi sono a vario titolo coinvolti nell’attività
aziendale per le relazioni di scambio che intrattengono con essa o perchè ne sono
influenzati.
Per il bilancio sociale è essenziale definire le caratteristiche che assicurino trasparenza e
neutralità dell’informazione agli stakeholder, è un documento che “rende il conto” con
specifiche consuntive.
Secondo gli standard più diffusi (GRI, gruppo bilancio sociale) dal punto di vista di eticità
e trasparenza occorre fare riferimento ad una visione inclusiva e ampia degli stakeholder
da informare rinunciando a selezionarli in base al potere.
→ si fa riferimento al termine “accountability” come: il dovere e la responsabilità di
spiegare, giustificare, a chi ne ha diritto che cosa si sta facendo per rispettare gli
impegni presi con gli interlocutori sul piano economico-reddituale sia da altri punti di
vista. Nel momento in cui si pubblica un bilancio sociale si dichiara di informare in modo
trasparente gli stakeholder su come si adempie a determinare responsabilità verso di loro,
un obbligo morale di correttezza informativa.
L’ACCOUNTABILITY D’IMPRESA E L’ESIGENZA DI UN BILANCIO SOCIALE
3.
La diffusione dei dati/informazione avviene o per legge (bilancio esercizio) o volontariamente
(bilancio sociale). Un punto fondamentale alla trasparenza delle comunicazioni del bilancio
d’esercizio è rappresentato dall’ accountability.
→ la legittimazione dell’impresa sul piano economico-finanziario comporta la presenza di un
che va attuata anche quando non conviene all’azienda
accountability economico-finanziaria
(es risultati negativi) per motivi di immagine, essendo funzionale al buon andamento del
sistema economico in termini di produzione di ricchezza e benessere.
L’accountability riguarda anche il bilancio sociale, un’azienda che non è trasparente sui
risultati d’esercizio è automaticaente socialmente irresponsabile.
3.2 L’informazione socio ambientale e il bilancio d’esercizio
L’ottica del bilancio d’esercizio è quella di informare gli stakeholder su come l’azienda sta
agendo su punto di vista dei risultati economici, finanziari e patrimoniali sul mercato.
L’ottica del bilancio sociale è valutare tutti gli effetti per tutti gli stakeholder in tutte le
direzioni.
4. STORIA DEL BILANCIO SOCIALE
La storia del bilancio sociale si compone in 3 fasi:
1. primi lavori teorici e alcuni tentativi di legislazione e standardizzazione;
2. calo di tensione degli anni 80;
3. sviluppo delle applicazioni pratiche dagli anni 90, nascita di linee guida e
standardizzazione e interessamento delle istituzioni e delle organizzazioni
economiche.
4.1 Nascita e primi sviluppi dei bilanci sociali
Nascono negli anni 70 sotto il nome di social accounting. Si hanno profonde differenze nei
contenuti dei bilanci sociali in relazione alle diverse realtà ambientali e statali.
4.2 I modelli pionieristici
Modello di Linowes
E’ un modello del ‘73 e presenta elementi di fondo del bilancio sociale indicando i contributi
positivi/negativi verso la società civile. Carente di indicatori e informazioni che caratterizzano
il contributo generale che l’attività aziendale fornisce alla società civile.
Bilancio social-economico della ABT di Boston
Sempre anni ‘70 si basa sull’integrare il conto economico e lo stato patrimoniale con
valutazioni di “esternalità positive e negative” pseudo monetarie ovvero dandogli un valore
ipotetico in dollari. Si tratta di costi e ricavi per la società civile che no sono evidenziati negli
scambi con l’impresa (es. i danni ambientali sono esternalità negative) (es. un'impresa che
crea know how professionale in un’area in cui mancava genera esternalità positive).
Inoltre l’ABT presenta risultati separati per aree di stakeholder.
Modello del gruppo di studio Sozialbilanz-Praxis
Modello proposto da rappresentanti di diverse aziende basato su alcuni punti e prime vere
linee guida:
● complementarità bilancio d’esercizio e sociale;
● visione chiara delle finalità informative del bilancio sociale;
● bilancio sociale diviso in tre parti di cui una riservata al calcolo del valore aggiunto;
● rifiuto dell’uso dei costi/benefici pseudo monetari dell’ABT
Modello aperto
Anni ‘80. Individua quali caratteristiche debba avere un bilancio sociale come strumento
trasparente ad uso dei vari stakeholder in modo che essa sia oggettivo e controllabile
dall’esterno e che includa considerazioni di tipo qualitativo-soggettivo.
I principi più importanti:
● centralità del bilancio d’esercizio: le informazioni del documento contabile riguardano
interlocutori con cui la gestione d’impresa ha una relazione economico-
tutti gli
finanziaria di scambio sul mercato quindi vengono evidenziati i rapporto con molti
stakeholder;
● separazione tra valutazioni additive e distributive: si dividono i risultati del bilancio
sociale in aree distinguendo tra:
○ termini contabili di costi e ricavi per l’impresa e
valutazioni di mercato:
riclassificati a valore aggiunto (ricavo venduto - costo venduto);
○ valori pseudo monetari nell’ottica della
valutazioni additive e bilanciate:
società civile e del suo insieme;
○ valutazioni additive e non bilanciate: valori pseudo monetari irragionevoli e
quindi si ricorre ad indicatori di altro tipo non confrontabili tra loro;
○ valutazioni qualitativo-distributive: valutazioni non esprimibili dal punto di vista
beneficio economico ma si pensi ad esempio al giudizio morale sulla
distribuzione tra gli stakeholder del valore aggiunto.
● Strumentalità del bilancio sociale: ovvero dare la possibilità agli stakeholder di
disporre di un ulteriore buono strumento di informazione.
4.3 Il calo di tensione degli anni 80
Negli anni 80 si passa dal capitalismo regolato degli anni 50 in poi a forme di liberalismo
molto più accentuato che porta a significative riduzioni di ricerche di modelli e
attuazione di bilanci sociali principalmente per 3 motivi:
1. pochi bilanci sociali redatti e poche linee guida che conferiscono attendibilità;
2. paura di comunicare dati sociali negativi avvantaggiando i concorrenti;
3. resistenza da parte di esperti contabili di considerare il bilancio sociale nella loro
disciplina.
4.4 Sviluppo delle applicazioni pratiche, interessamento delle istituzioni e delle
organizzazioni economiche e la nascita della standardizzazione
l’approccio stakeholder
Dalla metà degli anni 90 comincia a diffondersi e la business
con l’appoggio delle vari istituzioni governative. Si fa strada l’idea che un’azione non
ethics
volta solo al profitto sia condizione per lo sviluppo delle aziende, che il bilancio sociale
per l’impresa possa costituire uno strumento per l‘immagine e per
indicando buoni risultati
avere un vantaggio competitivo. Sorge la necessità di predisporre documenti comparabili.
4.5 Il bilancio sociale in Italia
L’evoluzione del bilancio sociale è stata tortuosa anche in Italia a causa di alcuni ostacoli:
● Inadeguatezza dell’informazione contabile ordinaria: negli anni 60/70 i bilanci
d’esercizio delle aziende presentano limiti dal punto di vista di una corretta
accountability economico-finanziaria e patrimoniale, causa la loro scarsa trasparenza
re valori incerti (es ridurre i risultati positivi con una riserva occulta per coprire risultati
eventualmente negativi futuri).
● Riluttanza dei vertici aziendali a sopportare i rischi connessi allo scambio di
informazione troppo trasparente (es azionisti che si teme che esigano troppo in
termini di dividendi negli anni buoni e che si spaventino e vendano tutto in quelli
cattivi);
● Scarso interesse dei sindacati e di molti altri stakeholder per la responsabilità
sociale ed il bilancio sociale
Nel mondo accademico dagli anni 80 si è mossi per preparare un terreno fertile alla
diffusione del bilancio sociale in concerto con gli studi di economia aziendale.
Dagli anni 90 infatti cominciano a ridursi i timori delle imprese e a considerare la
responsabilità sociale come opportunità e si diffonde la cultura della trasparenza nei bilanci
ordinari e si sviluppano prima applicazioni pratiche.
Viene costituito il gruppo di studio per il bilancio sociale (GBS) finalizzato alla
di principi e linee guida e nascono i primi corsi universitari (1999) sull’etica
predisposizione
aziendale e bilancio sociale.
5. SCOPI DI REDAZIONE E MODALITÀ’ INFORMATIVE DEI BILANCI SOCIALI
Nei capitoli precedenti si è affrontato il perchè scrivere il bilancio sociale secondo caratteri
o
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