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Scrittura cinese definitiva

Origini del mito ideografico

La scrittura cinese è avvolta da una serie di miti. "Quanto sia vero che la scrittura Chinese si possa quasi perfettamente intendere senza saper punto la lingua", è una conclusione di Leopardi presente nello Zibaldone. Affermazione in realtà eco di una convinzione diffusa nei secoli precedenti, maturata sulla scorta delle descrizioni fatte da coloro che per primi avevano presentato all'Europa la diversità e la stranezza di quella lingua.

  • Il geografo e teologo Giovanni Lorenzo d'Anania, nell'opera "L'universale fabrica del Mondo ovvero Cosmografia", 1573 riferisce che i cinesi "si servono à luogo di lettere di caratteri hieroglifici". La prima comparsa di un discorso sulla lingua cinese in Europa è aperto da Lorenzo d'Anania; storicamente ci troviamo agli albori dell'origine della stampa con le prime spedizioni missionarie provenienti dalla Cina verso l'Europa, il mondo colto europeo si rende conto dell'esistenza di un popolo che scrive una lingua molto arzigogolata che viene paradossalmente associata ai geroglifici egizi. La scrittura cinese è considerata da una derivazione del sistema pittografico dei geroglifici egizi ed è considerata per questo motivo una scrittura misteriosa.
  • Il monaco agostiniano spagnolo Juan Gonzales de Mendoza, nell'opera "Historia de las cosas mas notables, ritos y costumbres del gran Reyno de la China", 1585 scrive "i cinesi non hanno però alcun'alfabeto di lettere come abbiamo noi, ma scriuono ogni cosa con figure". Il libro di Juan Gonzales, stampato a Roma in lingua spagnola, è il primo libro pubblicato riguardante la storia della Cina ed il primo in cui sono stampati i caratteri cinesi in cui da un a descrizione del sistema di scrittura meno fantasiosa descritto da d'Anania.
  • Il filosofo Francis Bacon nella sua opera "Advancement of Learning", 1605 scrive, con ammirazione "i caratteri cinesi non esprimono lettere o parole, bensì cose o idee, così che nei paesi e nelle province dove non si comprenda la rispettiva lingua, è tuttavia possibile leggere i rispettivi scritti"; nel 1605 aveva caldeggiato la proposta di una lingua utilizzabile, che si sarebbe appunto potuta modellare sul cinese. Tratta la questione relativa alla natura ideografica e pittografica della scrittura cinese, qui i riferimenti alla Cina sono molto frequenti il che fa capire che nel mondo intellettuale inglese potevano circolare molte informazioni relative alla Cina (probabilmente riguardanti al sistema di scrittura). Qui Tsien nella sua opera Written on Bamboo and Silk fa un riferimento a Bacon citandolo in un suo articolo in cui discute in dettaglio come il sistema ideografico posto in atto da Liu Xian sia di classificazione tripartita della conoscenza (tian, di, ren). Il Mito ideografico associato il mito dell'universalismo a cui fa riferimento la citazione dello Zibaldone di Leopardi (libro Abbiati), in cui si fa un'affermazione fuorviante, in quanto nessun elemento presente nella lingua cinese è tale da poter indurre a sostenere questa tesi, che Francis si impegna a sfatare. Era nata così e si era radicata la convinzione (non del tutto dissipata oggi), che vuole a lingua cinese caratterizzata da una scrittura ideografica i cui segni rappresentano idee, prescindendo dell'aspetto fonologico del linguaggio: i simboli di cui la scrittura cinese fa uso sarebbero unità poste in rapporto diretto con contenuti mentali, senza relazione con i valori fonetici della lingua parlata, e per questo denominate ideogrammi.

Differenze tra grafemi delle scritture alfabetiche e i caratteri cinesi

La scrittura cinese è diversa delle cosiddette fonetiche perché i segni grafici di cui essa si avvale non costituiscono un alfabeto.

  • Nelle scritture alfabetiche:
    • Grafemi: le unità minime che corrispondono al più piccolo segmento di discorso rappresentato nella grafia, ciascuna delle quali si distingue da ogni altra unità del sistema.
    • I grafemi rappresentano suoni privi di significato, le lettere.
    • In ciascuna lettera, quindi si trovano abbinati forma e suono.
  • Nel sistema di scrittura cinese:
    • Le unità grafiche (i caratteri), rappresentano associazioni di suono e significato.
    • Tre sono invece gli elementi che si trovano combinati in ciascun carattere cinese: unità grafica (carattere) – unità di significato (morfema) – unità di suono (sillaba).

La caratteristica distintiva del sistema di scrittura cinese è la corrispondenza esistente tra carattere, morfema, sillaba. Dunque, chiamare i caratteri ideogrammi è inesatto, in quanto i caratteri cinesi non rappresentano necessariamente idee. Morfemi, sono:

  • I più piccoli segmenti di enunciato dotati di senso.
  • Unità di significato incorporate nei grafemi cinesi.
  • Monosillabici → (di conseguenza), i suoi caratteri risultano associati, sul piano fonologico, a singole sillabe.

Oggi, non pochi grafemi in seguito all'evoluzione storica conosciuta dalla lingua cinese, si sono ritrovati a rappresentare più morfemi e, un crescente numero di morfemi è oggi formato da sequenze di più sillabe, nessuna delle quali è portatrice individualmente di significato. Ad esempio, prestiti assimilati da altre lingue, entrati in uso per sopperire alla mancanza dei corrispondenti termini del lessico cinese, formati da sequenze polisillabiche dove viene meno la corrispondenza carattere-morfema-sillaba, risultando costituite da più caratteri e più sillabe ma da un unico morfema.

Sul piano fonologico:

  • I caratteri cinesi sono associati a sillabe – ma non per questo il sistema di scrittura cinese può dirsi sillabico (scritture sillabiche: una sillaba viene rappresentata graficamente da caratteri diversi, i quali distinguono i diversi significati che a quella sillaba sono associati).
  • Lingua cinese → lingua tonale: le sue sillabe sono articolate contraendo i muscoli della laringe in modo da ottenere particolari modulazioni della voce durante la fonazione. Quattro sono i toni della lingua moderna standard e a ciascuno di essi corrisponde una curva melodica, la quale (come è norma nel sistema di trascrizione dei caratteri in lettere latine noto come pinyin), viene contrassegnata da specifici segni diacritici apposti al di sopra della vocale durante la cui articolazione è modulato il tono. Nessuna indicazione di tono è invece fornita nella scrittura in caratteri.

Nelle epoche che seguirono le sillabe cinesi, anticamente assai più variegate e numerose delle attuali, andarono soggette a un progressivo impoverimento fonologico, che si manifestò nella perdita di svariati suoni consonantici. Oggi, il lessico della lingua moderna standard è composto per la stragrande maggioranza da parole polisillabiche (costituite da più sillabe e quindi da più morfemi e caratteri). L'originario monosillabismo della lingua spiega la peculiarità della scrittura cinese che vuole i suoi grafemi:

  • Separati l'uno dall'altro da eguale distanza.
  • Ciascuno inscritto in una forma idealmente quadrata di pari dimensioni.

I caratteri-morfemi sono separati. Non vi sono indicazioni circa i confini delle singole parole, il cui inizio e la cui fine non sono graficamente contrassegnati in alcun modo.

Origini mitiche della scrittura cinese e antichi simboli grafici

In conclusione, il sistema di scrittura cinese è comunicativo ed efficace tanto quanto il sistema alfabetico dove si armonizza la componente semantica e quella fonetica la quale è prevalente nella maggior parte dei caratteri utilizzati (prevalente anche nei geroglifici egizi o nella scrittura maya). Per via di questa prevalenza fonetica possiamo dire che si tratta di un sistema di scrittura differente dagli altri in quanto questi usano alfabeti, mentre la scrittura cinese si serve di grafemi composti da morfemi e fonemi. Non si possono non tener presenti le origini mitiche della scrittura cinese risalenti ai tre imperatori Fuxi, Shennong e Huangdi a cui si devono le invenzioni principali come l'agricoltura, riti, esagrammi (combinazioni particolari di strutture simboliche trattate nel libro dei mutamenti). Si crede che gli esagrammi rappresentanti i numeri, siano le primissime forme grafiche alla base dello sviluppo delle forme dei successivi caratteri.

Nel loro complesso, i diversi simboli grafici incisi su ossa di animali e gusci di tartaruga (rinvenuti in sepolture del VII millennio a.C circa, portate alla luce nella provincia dello Henan) e sui vari frammenti di terrecotte neolitiche (rivenute in diversi siti della Cina Settentrionale tra il V e il II millennio a.C), di cui abbiamo testimonianza archeologica rappresentano qualcosa di più di semplici decorazioni. Si tratta di disegni utilizzati per trasmettere precisi significati:

  • Registrare eventi.
  • Fissare contratti e accorsi.
  • Annotare dati di vario genere.

I messaggi e le informazioni che quelle immagini comunicavano non erano però intesi nella forma linguistica, ed esse non possono in nessun caso considerarsi esempi di scrittura, se con scrittura si intende la rappresentazione grafica degli enunciati della lingua, ovvero delle parole usate nel linguaggio parlato. Non è da escludersi che in quegli antichi simboli grafici si possano rintracciare le forme embrionali di alcuni dei cosiddetti pittogrammi da cui si sarebbero evoluti i più antichi caratteri cinesi. Ciò non stabilisce però una relazione diretta tra essi e la nascita della scrittura in Cina, dato che tali simboli pur impiegati per trasmettere significati, in nessuno modo però sembravano consentire una lettura linguisticamente strutturata.

L'invenzione della scrittura in Cina si attribuisce a tre imperatore mitici:

  • Fu Xi: colui che concepì gli otto trigrammi. Trigrammi → combinazioni di tre linee orizzontali, spezzate o continue, che disegnavano le possibili configurazioni dell'interazione di yin (principio passivo, linea spezzata) e yang (principio attivo, linea continua). Gli otto trigrammi, secondo antiche teorie cosmologiche, correlavano a fenomeni del mondo naturale (intesi come immagini delle fasi costantemente mutevoli attraverso le quali si esplica l'ordine dell'universo), si videro assegnati una sorta di paternità dei caratteri cinese in quanto rappresentazioni simboliche.
  • Shen Nong: colui a cui fu ascritta l'introduzione della pratica di registrare informazioni mediante nodi su cordicelle e dell'impiego del primitivo sistema di contabilità (metodo). Non si trattava di un tipo di scrittura ma di un accorgimento funzionale per mantenere a memoria eventi, contratti, dati.
  • Huangdi (più propriamente al suo ministro Cang Jie): gli fu attribuita l'invenzione dei caratteri veri e propri. L'invenzione dei caratteri veri e propri, che sarebbe stata ispirata dall'osservazione delle orme stampate sul terreno dagli animali, in particolare degli uccelli.

Pur essendo queste tre leggende, contengono però un fondo di verità: la scrittura cinese sembra infatti essersi effettivamente sviluppata in loco in modo autonomo e non esiste prova alcuna che essa sia stata importata dall'esterno o abbia subito influenze da parte di altre civiltà.

I primi documenti scritti

I più antichi reperti archeologici che documentano l'esistenza in Cina di un sistema di scrittura organico e pienamente sviluppato sono costituiti in massima parte da ossa oracolari con iscrizioni risalenti alla tarda epoca Shang (periodo compreso tra il XII e l'XI secolo a.C.). Le ossa oracolari sono la testimonianza materiale che ci rimane dei riti divinatori praticati in Cina in da epoche remote. In preparazione al rito si predisponevano gusci di tartaruga e scapole o altre ossa di animali, per lo più bovini, sulla cui superficie, precedentemente ben levigata, venivano prodotte piccole incavature. Il rito consisteva nell'applicarvi una fonte di calore intenso e nell'interpretare il responso del Cielo osservando le screpolature che ne risultavano nel vaso. In questo tipo di divinazione, chiamata plastromanzia o scapulomanzia, invalse l'usanza di incidere sul supporto utilizzato nel rito brevi testi sulla quindicina di caratteri, contenenti la domanda formulata e l'oracolo ottenuto in risposta, e talvolta altre brevissime informazioni e annotazioni. Le ossa oracolari utilizzate a scopo divinatorio venivano conservate negli archi reali.

Le iscrizioni oracolari presenti su un certo numero di vasi sacrificali in bronzo forgiati a fini cerimoniali o per celebrare avvenimenti di particolare importanza, dimostrano con il loro lessico e le loro strutture sintattiche ben consolidate, una notevole maturità linguistica; il che lascia intendere che la scrittura dovesse già allora avere alle spalle una prolungata evoluzione, non documentata a causa della natura deperibile dei supporti utilizzati.

Altri supporti utilizzati erano listarelle (listelli) di bambù assemblate da cordoncini annodati. Nonostante la mancanza di testimonianza materiali, esistono comunque indizi abbastanza probanti che permettono di datare la nascita della scrittura cinese anche se solo in modo approssimativo. Si crede possa risalire l'esistenza certa al XIII secolo a.C. Ricostruibili, quanto meno a grandi linee, sono anche le tappe da esse toccate nel corso della sua lunga storia, che l'anno portata ad a evolversi fino a diventare un sistema maturo, pienamente in grado di registrare gli enunciati della lingua in tutta la loro complessità.

Processo formativo dei caratteri

Il percorso evolutivo della scrittura cinese (come si evince dallo studio dei grafemi), si è compiuto schematicamente in tre grandi fasi:

  • I FASE: coincide con la nascita della scrittura stessa. La scrittura ha luogo nel momento in cui ci si rende conto della possibilità di avvalersi di segni grafici per rappresentare parole e suoni (i nomi che cose, atti e concetti designavano). I simboli pittografici furono i più antichi grafemi di cui la scrittura cinese si servì nella sua prima fase di sviluppo. Vengono designati come simboli pittografici i grafemi suddivisi tradizionalmente in tre classi di caratteri:
    • Simboli imitativi (xiangxing)
    • Simboli indicativi (zhishi)
    • Simboli associativi (huiyi)

Simboli imitativi grafemi che rappresentano parole designanti:

  • Persone
  • Animali
  • Oggetti materiali
  • Entità fisiche
  • Concetti esprimibili visivamente in modo semplice e immediato

Si avvalgono di raffigurazioni visive per trasmettere il loro significato originario.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mi.na.23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sinologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Corsi Elisabetta.
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