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Appunti di Rossini Giulia www.libriusatiunito.weebly.com

caratteri che esprimono il suo significato; i caratteri non hanno necessariamente la

stessa pronuncia della parola straniera ed è possibile che nulla dell’aspetto fonetico

della parola cinese ricordi la parola straniera.

Le trascrizioni semantiche vengono naturalizzate più facilmente (treno = huoche,

fuoco+veicolo).

Parole giapponesi >> circostanze analoghe.

o

Molte soluzioni miste. Si sforzano di scegliere caratteri adeguati, non solo nel significato ma anche nel suono,

ad esempio: “vitamina” si scrive con 3 caratteri, che si pronunciano “weitaming” e significano “proteggere la

propria vita”; “shampoo” si scrive con 2 caratteri, che si pronunciano “xiangbo” (dalla forma inglese) e

significano “profumo-onda”

Segmento più piccolo di una sillaba: -r. Un certo numero di parole possono essere seguiti dalla finale

retroflessa –r. Questa –r non è mai accentata: è estranea al sistema dei toni melodici. Ad esempio, le sillabe

“lai”, “lan” e “la” non si distinguono più le une dalle altre quando sono seguite da –r; la pronuncia è la

medesima in tutti e tre i casi. Talvolta può essere omessa e resta libero di leggere le parole con o senza la –r.

Punteggiatura. Il confine tra le frasi non è marcato. Annotare personalmente i punti forti o le pause del testo

tracciando con curo con inchiostro rosso piccoli cerchi a margine dei suoi libri. La punteggiatura è, in Cina, d’

uso recente. Nel novembre 1919 alcuni professori presentarono una petizione al ministro dell’ Educazione per

chiedere l’ adozione di un sistema di interpunzione ricalcato sull’ inglese.

Valorizzazione. In alcuni manuali scolastici i nomi proprio vengono sottolineati, uso poco diffuso; ciò non

avviene mai nei romanzi o nei giornali.

Impaginazione. Tradizionalmente i caratteri venivano ordinati in colonne verticali dall’ alto in basso.

Disposizione ereditata dalla giustapposizione di tavolette di bambù legate insieme, oppure, in parallelo, da

opere scritte sulla seta. Dal 1967 tutte le opere vengono scritte in orizzontale nella Cina popolare. Ormai la

disposizione verticale si ritrova solamente nelle riedizioni di opere classiche.

A Hong Kong si scrive o stampa in verticale ciò che è formale (leggi e decreti, cartoncini di invito), ciò

che viene considerato un fondamento della cultura (i corsi di lingua cinese a scuola), quando è

destinato ad un ampio pubblico (giornali e romanzi) e ciò che deve risultare particolarmente leggibile,

come i libri per bambini. Si scrivono invece in orizzontale la corrispondenza comune, gli appunti, le

ricevute di banca, opere scientifiche.

Poesia, metrica. Fino a epoche recenti, in cinese le poesie non venivano distinte dai testi in prosa. Fin dalle

origini la metrica cinese era fondata su un sistema di rime attestato a partire dallo “Shijing”, il “Libro delle odi”.

L’ elemento di base della poesia cinese è il distico. Una frase palindroma è un gruppo di parole che può essere

letto indifferentemente da sinistra a destra e viceversa, pur conservando lo stesso significato. Non ci si

contenta di approfittare delle due direzione nell’ orizzontale: sono stati inventati testi dalla letteratura

pluridimensionale o che si potevano leggere secondo “percorsi” determinati dal valore simbolico (“poesie-

labirinto”). 5

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Evoluzione degli stili di scrittura. Il tracciato dei caratteri si è modificato nel corso del tempo. Ciò che è mutato

sono le tecniche di esecuzione, i tipi di tratti e lo stile, a partire da un repertorio di forme che rappresentavano

oggetti: "yu" "pesce" raffigurava un pesce con testa, coda, pinne e il corpo ricoperto di scaglie; tutti elementi

che perdurano nel carattere attuale, ma talmente schematizzati da essere irriconoscibili.

Le origini mitiche. Tra imperatori, Fu Xi, Shen Nong e Huang Di, ritenuti i fondatori della civiltà cinese,

sarebbero intervenuti nell' elaborazione della scrittura.

• I trigrammi (Fu Xi). I trigrammi (bagua) consistono in una serie di otto simboli formati da segmenti di

retta, di pari lunghezza, interrotti o meno, ordinati su tre livelli.

• Le cordicelle annodate (Shen Nong). Avrebbe insegnato alle genti ad annodare cordicelle per

registrare gli eventi, sistema di contabilità. Le cordicelle annodate non costituivano una scrittura

perchè non comportavano una "lettura", ma prefiguravano alcune funzioni sociali della scrittura:

conservare il ricordo del passato storico e assicurare la perennità dei legami contrattuali trai i membri

della società.

• Segni della natura (Huang Di). Ministro di nome Cang Jie avrebbe inventato la scrittura cinese così

come la conosciamo oggi. Il rapporto della scrittura con la natura vi è sotto diversi aspetti: - discorso

scritto, contemporaneamente "emblema" (Granet) e principio organizzatore del mondo; - la forma dei

caratteri con il suo significato; - il tracciato di ogni carattere ispirato dalla contemplazione dei

movimenti nella natura: acqua che scorre in una cascata, volo degli uccelli, canne al vento ecc...

Prime tracce: ossa e carapaci

Scoperta. Nel corso dell' inverno 1898-1899, in seguito alla piena di un fiume, emersero "frammenti di

carapacidi tartaruga e di scapole di cervo con delle iscrizioni". Circa tremila di questi frammenti, inizialmente

ritenuti "ossa di drago" dagli abitanti e ridotti in polvere per essere venduti come medicine.

Descrizione. Su uno dei lati delle ossa e delle scapole si vedono degli alveoli incisi a distanze regolari, nei quali

venivano inseriti punteruoli arroventari sul fuoco. Crepe che venivano interpretate a scopi divinatori. Mentre le

crepe servivano a comunicare con gli antenati o gli dei, le iscrizioni avevano la funzione di archiviare a

posteriori alcune delle domande sottoposte a divinazione. I caratteri incisi sono tracciati su colonne verticali.

Uno stesso carattere non è sempre orientato secondo la direzione che assume regolarmente nelle epoche

successive. Tutto ciò può essere imputato all' irregolarità del supporto. Un altro aspetto rilevante è che i gruppi

di due carateri in colonna sono stati interpretati dai filologi cinesi come termini composti e chiamati "hewen",

"caratteri congiunti": ne deduciamo che in cinese la tendenza a utilizzare parole di due sillabe non è una novità.

La scrittura. Fin dai primi ritrovamenti si è riusciti ad archiviare fino a cinquemila caratteri diversi che sono di

fatto gli stessi caratteri in uso oggi. Vi sono molteplici esempi di uno stesso carattere riprodotto in maniera

identica in testi diversi: ciò dimostra che tale scrittura era l' uso di un' intera comunità e non il passatempo di

pochi eletti. 6

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La scrittura sotto la dinastia Zhou (1027-256 a.C.)

La scrittura era stata oggetto di un primo tentativo di codificazione per regolare gli usi regionali/individuali,

facendo un censimento di circa 1000 caratteri.

Le vestigia. Bronzi (dove le iscrizioni erano più colate nel metallo), lamelle di bambù con iscrizioni, e iscrizioni

su seta.

Situazione alla fine degli Zhou. Si svilupparono movimenti filosofici. La scrittura ufficiale (dazhuan) sarebbe

stata conservata nella regione dove era stata fondata la prima capitale Zhou e nel principato Qin (dove la

scrittura era simile al dazhuan ma non ugualissima).

La scrittura sotto la dinastia Qin (Qin shi Huang di, 221-207 a.C.)

Per unificare l’impero, l’imperatore impose regole comuni per tutti gli oggetti coinvolti nelle

comunicazioni/scambi: pesi, misure, monete, mezzi di trasporto, scrittura.

Venne creato il manuale dei caratteri Xiaozhuang (piccolo sigillo), dove vennero eliminate sostanzialmente

alcune varianti e semplificato l’esecuzione tecnica: le linee sinuose dei caratteri Zhou (dazhuan) sono sostituite

da: - rette o curve arrotondate

- le intersezioni sono ad angolo retto

- i tratti di larghezza costante.

La scrittura acquisisce così grande unità di stile e leggibilità.

Attraverso il rogo dei libri del 213 a.C. le opere scritte in grafie corrotte vengono eliminate, per dare spazio alla

nuova regola e sancire l’abbandono delle altre forme.

Apparizione di una scrittura in tratti: il lishu. All’epoca in cui si sviluppa l’uso del pennello, appare lo stile detto

lishu, o “scrittura dei funzionari”:

- Spessore delle linee più variabile

- Proporzione maggiore delle linee rette

- Caratteri leggermente più larghi che lunghi

Sotto i Qin sono quindi accaduti due importanti eventi:

1) Codificazione una sola grafia per carattere con uno stile omogeneo = xiaozhuan

2) Trasformazione dell’esecuzione dei caratteri, si passa alla preponderanza delle linee curve a quella

dei tratti (lishu). 7

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Diversificazione dello stile sotto gli Han. Verso l’inizio della nostra era apparvero nell’ordine 3 stili di scrittura:

- Caoshu (libero): creato per necessità di concisione, comprensibile solo dagli iniziati. I tratti perdono la propria

individualità, sono legati, si finisce per scrivere ogni carattere con un solo movimento.

- Xingshu (corsivo): I caratteri conservano tutti gli elementi, rimangono separati, ma sono tracciati

velocemente, gli angoli sono arrotondati.

- Kaishu (regolare): Geometrico, rigida regolarità diventa la scrittura usata oggi.

L’uso attuale

Gli unici a essere impiegati correntemente sono il Kaishu (stile regolare) e il xingshu (stile corsivo).

L’apprendimento della scrittura cinese inizia sempre dal Kaishu.

Con la Fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, il governo ha proceduto a una nuova

standardizzazione della scrittura cinese e ha messo in atto un’importante riforma, finalizzata a semplificare un

gran numero di caratteri d’uso comune.

Nel 1955 è stata pubblicata una lista di oltre 1000 caratteri errati; secondo questa lista, prima qualificare come

varianti 2 o più grafie, è necessario assicurarsi che il loro significato e il loro uso coincidessero esattamente;

conseguentemente, si determinava quale variante fosse più comune o più comoda.

Nel 1954, il Comitato per la riforma della scrittura elaborò un progetto che sarebbe stato pubblicato dal

Consiglio dei ministri della Repubblica popolare cinese il 28 gennaio 1958, che consisteva in uno schema di 515

caratteri semplificati e 45 elementi di carattere, che indirettamente semplificavano tutti i caratteri alla cui

composizione partecipano, più di 1700.

La popolazione si adattò in modo relativamente veloce alla riforma, nonostante le reticenze di coloro che

sapendo scrivere non capivano la necessità di un nuovo sforzo di apprendimento, e degli ambienti acculturati

che rimpiangevano che le edizioni antiche fossero diventate inaccessibili alle giovani generazioni.

In Cina, nell’insegnamento e nella maggior parte delle pubblicazioni sono ammessi soltanto i caratteri

semplificati, ma i caratteri tradizionali non sono più un tabù: pubblicità, biglietti da visita, biglietti di personalità

pubbliche, son tutti scritti in cinese tradizionale.

Strumenti e supporti

Il pennello. Costituito da peli di animali legati tra loro all’estremità più spessa, gli animali che si trovano a metà

autunno nelle pianure del nord della Cina forniscono un materiale eccellente. Tutti i peli devono essere lisci e

dritti. La presa sul pennello è ferma: l’allievo si esercita inizialmente a sollevare il polso, poi il gomito. Quando

sa tenere con fermezza il pennello e fare l’inchiostro, l’allievo comincia a scrivere in base a modelli.

Inchiostro. Composto da nerofumo ottenuto per combustione da corpi grassi o rami d’albero. Il criterio per

riconoscere un buon inchiostro è la sua lucentezza che invecchiando migliora. L’inchiostro liquido si ottiene

fregando il bastoncino d’inchiostro in un po’ d’acqua. Il calamaio è chiamato pietra d’inchiostro.

Scrittura su seta e su carta. Prima dell’invenzione della carta si scriveva su seta. La carta di Cina ha una

superficie leggermente assorbente, ciò implica che la quantità di inchiostro depositata localmente dipende dal

tempo in cui il pennello è rimasto a contatto con la carta. Nessuna correzione è possibile.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto del libro La scrittura cinese per l'esame della professoressa Barbara Leonesi. Gli argomenit che vengono trattati sono i seguenti: a scrittura cinese non è mai stata presa in considerazione nel passato anche se è sempre stato importato
materiale (e si presuppone ci siano state scritte sopra i pacchi) dalla Cina stessa, eppure si analizzò la scrittura cinese quando vennero importati i primi libri nel XVI secolo.


DETTAGLI
Esame: Lingua cinese
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature moderne
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliarssn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Leonesi Barbara.

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