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RIASSUNTO

PREFAZIONE- La semiotica oggi: aperture e rilanci

La semiotica appare oggi come una disciplina inattuale per l'insistente e implicita azione di disturbo che

essa esercita verso ciò che nel presente si trova a dominare. Questo accade per una ragione epistemologica

(conoscenza dei metodi delle scienze e dei metodi con cui si arriva a costruire se stessa): oggi si è tornati a

credere che da un lato ci sono i fatti (studiati dalla scienza) e dall'altro i valori (di pertinenza dello Spirito). Si

professano così due tipi di tendenze teoriche che sono due poli di un unico sistema di idee:

• COGNITISMO--> che porta avanti un programma di ricerca sostanzialmente naturalistico;

• STORICISMO--> che riformula ogni desiderio di conoscenza nei termini del magistero

dell'esperienza umana.

Siamo tornati, insomma a una fase pre-strutturalista. La semiotica, per sua configurazione interna, non può

che distinguersi da questa doppia opzione teorica: ogni segno è composto da due facce, ognuna delle quali

non può fare a meno dell'altra (no ci sono significanti privi di significati). Il linguaggio è il luogo della

reciproca costituzione tra oggetto e soggetto. Soggetto e oggetto, senza il linguaggio, on esisterebbero. La

semiotica ha coltivato l'ambizione di porsi come metodologia di queste scienze strutturali, come strumento

di traduzione e di sintesi tra di esse in nome id alcune generali categorie della significazione e della

comunicazione. Dello studio semiotico molti non ne colgono l'utilità e l'urgenza e per questo ha

fatto sempre fatica a venir fuori da quel varco strettissimo tra metafisica e logica matematica.

La ricerca sulla significazione, attaccata sui due fronti del calcolo logico e della speculazione filosofica, ha

dovuto combattere una doppia battaglia, fornendo materia sensibile e sociale alle pure forme intellettuali e

segmentando e articolando il mondo dell'esperienza umana e storica. La vecchia dicotomia ermeneutica tra

spiegare e comprendere viene più sottilmente articolata all'interno di ognuno: nelle scienze naturali

(Naturwissenschaften) e nelle scienze umanistiche (Geisteswissenschaften). Ci sono semmai complesse

dialettiche interne, sia alle discipline cosiddette esatte, si a quelle cosiddette umane, tra il momento della

spiegazione causale dei fatti e quello della comprensione razionale dei segni.

Per la semiotica la comprensione è un semplice effetto di superficie di una più profonda spiegazione dei

fatti umani e sociali. Per il semiologo l'analisi del testo-mondo ha lo scopo precipuo di svelarne

l'articolazione di base e di metterne meglio in evidenza il senso.

La SEMIOTICA si configura insomma come un programma di ricerca sul senso e distribuisce il proprio

lavoro su 4 livelli di ricerca, strettamente collegati fra loro:

1. ANALISI EMPIRICA--> di insiemi significanti, incontro concreto con alcuni dati ricchi di senso di cui

occorre rendere conto; senza un qualche contatto diretto con il mondo sensibile e significativo,

nessuna scienza della significazione sarebbe possibile. La semiotica fa propria l'esigenza fondamentale

di una descrizione di quei linguaggi e di quella comunicazione, e quindi di una valenza pragmatica del

lavoro intellettuale.

2. METODO--> che permetta di dirigere verso quegli insiemi significanti uno sguardo orientato, una

ricognizione che vada alla ricerca di pertinenze prestabilite, che trasformi la primitiva percezione di una

qualche presenza del senso in un vero e proprio testo. ANALISI SEMIOTICA= ANALISI

TESTUALE, poiché riconfigura i dati sensibili da esaminare in termini di precise forme, ossia

di sistemi di significazione. E la nozione di testo comprende qualsiasi porzione di realtà significante che

può venire studiata dalla metodologia semiotica, acquisendo quei tratti formali di chiusura, coerenza,

coesione ecc...

3. Non tutti i metodi vanno bene. È necessario che il metodo usato venga passato al vaglio di una

teoria che faccia interagire modelli e categorie, interdefinendoli fra loro. In tal modo, le categorie

d'analisi divengono concetti, riorganizzati in un quadro d'insieme che ne controlli il

valore esplicativo rispetto al mondo ma anche al rigore teorico in sé. Tale analisi per essere efficace

è necessario che si fondi su una teoria determinata, che si basa a sua volta sull'esito di precedenti lavori

d'analisi. Il che impedisce qualsiasi forma di distinzione tra momento teorico presunto puro e momento

interpretativo che ne consegue. L'analisi mira alla teoria generale del senso e della significazione: dà

luogo a nuove ipotesi teoriche e metodologiche, tracciando la strada per una loro parziale verifica.

(paragone: il semiologo, come l'etnologo, davanti al testo deve abbandonare

i propri sguardi stereotipi per adoperare più efficaci strumenti di descrizione e di comprensione.

4. RIFLESSIONE FILOSOFICA--> occorre che i concetto vengano messi al vaglio di una riflessione

filosofica più ampia che ne valuti le conseguenze epistemologiche, esercitando una sorta di controllo al

vertice, instaurando cioè una sorta di dialogo con altre forme di riflessione filosofica che s'esercitano

sui medesimi campi d'indagine. La semiotica è una filosofia del linguaggio, una filosofia con i mezzi

di un'analisi testuale fondata metodologicamente e teoricamente.

Questi 4 livelli della semiotica, non sono separabili tra loro, poiché fanno parte di un comune progetto

di ricerca. La gerarchia fra essi è di tipo logico e non esclude anzi una necessaria circolarità. Uno degli scopi

della ricerca semiotica futura è infatti quello di cercare gli anelli mancanti che uniscono e organizzano

questi quattro fondamentali livelli, di occupare gli interstizi e costruire dei ponti tra momenti della ricerca

che ancor oggi vengono intesi in modo autonomo.

Da qui l'idea di elaborare una competenza semiotica attraverso un'antologia di alcuni dei principali testi

fondatori della disciplina. Ci sono infatti due modi di intendere la semiotica:

1. Il primo è quello di pensarla come un campo di problemi di varia natura, con una qualche tangenza

fra loro ma sostanzialmente non traducibili in vista di una comune linea di ricerca (attorno al tema del

linguaggio si agitano questioni come quelle della cognizione, della comunicazione animale ecc...).

2. Il secondo modo è quello di tagliare all'interno di questo campo aperto di questioni una serie di

concetti e di categorie, cercando di interdefinirli fra loro e orientarli verso un'unica direzione di studio,

quale quella del senso umano e sociale.

Questa antologia illustra i punti chiave del cammino teorico partendo dalla linguistica strutturale di

Saussure arrivando a Greimas e alla sua scuola. Nella ricerca semiotica vi è stata una svolta quando

furono introdotti problemi legati al valore e all'efficacia, all'affettività e alla credenza, alla sensorialità e

al corpo, che ha modificato la fisionomia di una teoria della significazione nella direzione di uno studio

verso il valore performativo dei testi e del carattere somatico del semantico.

La semiotica è stata molto legata al segno. Nuovi spazi testuali si sono aperti all'esplorazione,

spostando l'accento da un termine all'altro delle opposizioni, creando nuove categorie

semantiche, cambiando la gerarchia di generalità concettuale, estendendo nuovi concetti a nuove

sostanze e arricchendo la tipologia segnica con la nozione di segno categorialmente motivato. La

semiotica ha avuto una sua morfogenesi e distinti filoni di ricerca diversamente etichettati. Per le

discipline dei sistemi e dei processi di significazione resta valido il progetto generale che include vari

processi nel frame della discorsività.

Per verificare la condizione semiotica dopo la sua svolta basterebbe:

I. l'impiego delle nozioni di passione--> la dimensione passionale correlata all'azione è stata la

materia di indagine nella semiotica narrativa proppiana e lévi-straussiana. Il modello canonico narrativo

può specificare alcune profonde intuizioni filosofiche, poi promette e permette all'antropologia e

alla linguistica di uscire dalle categorizzazioni paradigmatiche e di generare

descrizioni comparative pertinenti degli affetti e dei loro ruoli nelle azioni significative.

II. L'impiego della nozione di enunciazione--> permette l'orientamento predicativo, il punto di vita

sull'enunciato. l'analisi parte dall'istanza capace di compiere gli "atti di testo" che

lo costituiranno come tale.

Gli atti discorsivi di Débrayage ed embrayage, la cui successione accumula una memoria testuale che dà

nuovo senso alle figure discorsive, alle configurazioni enunciazionali stilistiche e retoriche. La pratica

dell'enunciazione diventa un sofisticato modello della comunicazione e dell'influenza che si propone

d'esercitare: "Ogni enunciazione suppone un locutore e un ascoltatore e nel primo l'intenzione in qualche

modo di influenzare l'altro" afferma Benveniste. E Greimas aggiunse che il patto è il frame fiduciario, a

diversa tonalità passionale, che si instaura nella co-enunciazione. L'istanza dell'enunciazione importa

dunque per quel che comporta di forza del discorso, del suo capire il ondo e del suo carpire l'altro. Si

introduce così nella semiotica del discorso una componente conflittuale già emersa nelle

prime ricerche sulla narratività, come manipolazione modale nei discorsi persuasivi. Gli aspetti logici e

retorici dell'argomentazione troveranno senso all'interno di una teoria polemica delle posizioni e delle forze

messe in campo dalla discorsività. Questi modelli possono contribuire a una riformulazione

delle tipologie discorsive correnti ( come i generi).le semiotiche "connotative" andrebbero sostituite con

categorie semiotiche più generali a cui quei parametri

dovrebbero contribuire in via comparativa. Se il linguaggio esercita presa sul pensare, come ipotizzavano Sa

pir e Whorf, avviene al livello dei diversii tipi di discorsi che caratterizzano tutta una cultura. Per farci

pensare quel che possiamo dire e per lasciarci dire quello che non potevamo pensare. La

dimensione discorsiva introduce inoltre a nuove vedute sul terreno della traduzione, che avviene tra lingue

diverse, all'interno della stessa lingua e tra forme di contenuto trasmesse da sostanze espressive differenti.

Le ricerche in corso sulla costruzione di livelli appropriati e pertinenti, affermano che la

traduzione modifica variamente le lingue source e quelle target, quelle di partenza e quelle di arrivo. Le

pratiche discorsive e le loro traduzioni e transduzioni conflittuali ne costruiscono/

rivelano aspetti imprevisti e nuovi.

Un discorso a parte merita la problematica estesica e la ricerca sulla sensazione, in

particolare sull'articolazione tra il corpo "proprio" della tradizione fenomenologica e quello "oggettivo" che

il sapere biologico rappresenta e manipola. per alcuni la semiotica è propriocettiva, si terrebbe cioè

all'articolazione tra l'estracettivo e l'intracettivo; è uno studio delle forme nel loro rapporto tensivo e poi

categoriale con le sostanze del mondo naturale e culturale. Gli esiti della svolta discorsiva

hanno implicazioni interessanti nelle ricerche di storia della semiotica, la cui agenda non può essere iscritta

nel canone della storiografia filosofica perché deve includere proposizioni formulate in diversi campi

(pittura, musica ecc..) e perché la ridefinizione concettuale opera a ritroso, scoprendo novi autori o

scrutando testi già conosciuti. la visitazione della tradizione antropologica e linguistica del 900 si presenta

più pertinente e produttiva. Nella semiotica si sta tornando al retaggio fenomenologico, un fondamento

per Greimas. (il libro si occuperà della tradizione europea). Sulla stessa semiotica interpretativa un dibattito

critico è in coso, che oppone una prospettiva ermeneutica (interpretazione dei testi)

e storica a un approccio cognitivo.

La semiotica prende in esame proprietà discorsive nel quadro di una teoria del senso e interroga

sulla composizione delle informazioni, sulla loro circolazione e disposizione significativa.

Il programma semiotico e antropologico persegue un confronto fecondo e risolutamente comparativo con

tutte le discipline della significazione. La semiotica rivendica una vocazione molteplice, empirica

e sperimentale. La condizione sine qua non è che la semiotica sappia immaginare dei modelli utili per

provare e descrivere, ma anche per massimizzare la resistenza dei fenomeni da interpretare; dei "dispositivi

per disputare" che offrano al pensiero occasioni per replicare e ribattere. Il metalinguaggio semiotico è un

"organon" per la ricerca , che dà indicazioni-istruzioni sul modo di acquisire conoscenze certe e di allargare

l'ambito di verità riconosciute. Il semiologo è come un intercessore disciplinare con propri stili e regimi di

descrizione e interpretazione; con diversi gradi d'elaborazione dei concetti e di capacità d'elaborare e

offrire modelli. Ha bisogno anche di una terminologia efficace e motivata e di una

schematizzazione rappresentativa e operativa.

CAP 2

Introduzione--> il percorso della semiotica

Il TESTO è l'oggetto di studio della semiotica, scienza dei sistemi di significazione e dei processi di

comunicazione. Il testo è una configurazione di senso (una novella, una poesia, un'immagine, una canzone,

un film, un oggetto, un comportamento, una conversazione, una pubblicità, una città, anche se quest'ultimi

non sono testi dal punto di vista empirico, ma possono essere esaminati dal punto di vista teorico-

metodologico, dato che è concepibile riscontrare in essi le stesse proprietà formali di testi letterari o

linguistici). Appunto il testo si rende percepibile mediante sostanze: linguistiche, visive, gestuali, sonore,

spaziali, corporee ecc.., e si può ritenere uno schema formale per la spiegazione di tutti i fenomeni sociali e

umani, culturali e storici. La testualità può essere riconosciuta dalle seguenti caratteristiche:

• Negoziazione--> un piccolo segno, un emblema, un marchio, un logo possono essere veri e propri

testi. Del testo tutto è negoziato. Tutto ciò che può sembrare ovvio (cornici dei quadri, copertine dei

libri, sipari teatrali) non per questo è meno negoziato. Rappresenta la possibilità di cambiare il

significante (es. Traduzioni).

• Biplanarità--> presupposizione reciproca di due piani, espressione e contenuto, ognuno dei quali è

dotato di una materia, una forma che la ritaglia e una sostanza che deriva da questo ritaglio. Nel caso

dei testi visivi, ad esempio, le immagini che vediamo e i significati che vi ritroviamo sono sostanze,

reciprocamente, dell'espressione e del contenuto, ricavate da un preliminare ritaglio di tutto ciò che

può essere significato culturalmente (materia del contenuto). A fondare il testo è la solidarietà fra una

forma dell'espressione e una forma del contenuto.

• Chiusura testuale--> che anche se non è espressa, è comunque significata. Una città, per esistere

come oggetto di senso, per essere percepita come tale, deve avere dei confini.

• Tenuta--> insieme testuale che genera la sua articolazione interna (la sua strutturalità).

• Pertinenza--> nei testi ogni singolo elemento dipende dagli altri con cui interagisce. Dipende dal

contesto, la pertinenza è la scelta del punto di vista.

• Percorso generativo del senso--> il testo ha moltiplicato livelli, ossia può essere colto in modo

semplice o complesso, astratto o concreto. Tutti questi elementi, comunque verranno approfonditi

successivamente, poiché tutto questo rimanda a ciò che è stato considerato prima, ovvero l'adozione

della nozione di segno e senso.

1.IL SENSO

Intanto sul senso Greimas ha condensato con lo slogan "Mettere il senso in condizione di significare" lo

scopo e i presupposti della semiotica. Per lui il problema del senso non si pone, il senso è posto, s'impone

come un'evidenza, come una "sensazione di compresenza" del tutto naturale. Il punto sta nel dare "senso

al senso", determinare le molteplici forme della presenza del senso e i modi della sua esistenza. Questo è il

compito della semiotica. Il mondo che noi riconosciamo, gli spazi, gli oggetti della vita quotidiana, i vestiti,

le persone, i discorsi sono tali perché assumono un determinato senso per noi.

2. SAUSSURE E LA CONCEZIONE LINGUISTICA DEL SEGNO

SAUSSURE --> Ferdinand de Saussure affronta il problema del segno a partire dalla lingua. Per Saussure il

segno è l'unione di due entità: significato e significante. Il SIGNIFICANTE è la forma, fonica o grafica,

articola i dati sensoriali e viene utilizzato per richiamare l'immagine che, nella nostra mente, è associata ad

un determinato concetto, o significato. Il SIGNIFICATO, appunto, articola gli elementi mentali. Prima della

lingua, il pensiero non è che una massa amorfa, come lo sono i suoni che l'uomo può emettere.

3. LO STRUTTURALISMO

La lingua lavora quindi contemporaneamente su due piani ed elabora le sue unità, costituendosi tra due

masse amorfe. Nella lingua no si potrebbe isolare né il suono dal pensiero, né il pensiero dal suono, ed è

grazie ad essa che i due ordini si combinano. Ma il legame dell'idea e del suono è radicalmente arbitrario.

Ecco perché soltanto il fatto sociale può creare un sistema linguistico. Per capire meglio questo

concetto, Saussure afferma che la lingua è un sistema di differenze, organizzato da un insieme di norme,

regole e convenzioni che chiama langue, e dall'atto individuale di linguaggio, e come tale creativo, che

chiama parole, e che possono variare in base a fattori sociali e culturali o soggettivi. consequenziale a

questa impostazione è l'importanza che assume la nozione di v

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescacaropreso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Caputo Cosimo.
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