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RIASSUNTO SEMIOTICA DELL’ARTE

Libro consigliato Semiotiche della pittura

Semiotiche della pittura raccoglie saggi che hanno avuto un contributo importante alla

semiotica del visivo.

La prima parte della raccolta è incentrata sulla dimensione plastica della pittura.

La semiotica plastica si sviluppa con Greimas e si basa sul presupposto che il piano plastico di

un testo visivo sia portatore di significato, indipendente dal suo piano figurativo.

L’analisi del piano dell’espressione di un’immagine implica una prima segmentazione in

insiemi discreti, resa possibile dall’organizzazione contrastiva dell’immagine stessa.

Le categorie che costituiscono il sistema sono ritrovabili grazie ai loro termini opposti

presenti sulla superficie.

LA DOPPIA SPAZIALITA’ IN PITTURA: SPAZIO SIMUATO E TOPOLOGIA PLANARE

A proposito di Loth e le figlie

Felix Turlemann

Thurelmann si interroga sul concetto di spazialità, che insieme alla temporalizzazione e

all’attorializzazione costituisce una delle componenti della discorsivizzazione.

Prende in esame il Dizionario di Greimas e Courtés e nota come nel modello greimasiano il concetto di

spazializzazione sia strettamente legato alla figuratività quindi alla simulazione del mondo naturale.

Turlemann individua nella pittura figurativa, accanto allo spazio simulato, una seconda spazialità, la

topologia planare, ossia l’organizzazione spaziale di un testo nel momento in cui si manifesta nella

sua materia sensibile. Non è legata al grado di figuratività, ma allo spazio della superficie

bidimensionale.

Una figura occupa perciò due posizioni: una all’interno dello spazio simulato e l’altra sulla superficie

piana del quadro. La distinzione tra spazio simulato e topologia planare è essenziale nell’analisi di

opere figurative.

Loth e le figlie

Quadro anonimo della scuola di Anversa

dell’inizio XVI secolo – ora al Louvre – che

rappresenta la scena biblica della distruzione di

Sodoma.

Nell’analisi di Loth e le figlie è possibile ritracciare

questa doppia lettura spaziale:

LETTURA FIGURATIVA:

In primo piano si svolgono i preparativi per

l’incesto: Loth abbraccia una delle figlie, mentre

l’altra versa il vino. Sullo sfondo la città di Sodoma

viene distrutta dal fuoco che cade dal cielo.

- LIVELLO SPAZIALE: spazio coerente

- LIVELLO TEMPORALE: sono rappresentati

simultaneamente due momenti successivi

(momento della fuga + incesto)

- LIVELLO ATTORIALE: gli attori dell’incesto

compaiono una prima volta nel corteo dei

fuggitivi, seguiti da un asino (ripreso nello

scheletro in primo piano) e dalla moglie di Loth

che, voltatasi verso la città, è stata trasformata

in una statua di sale.

Nella roccia in alto a sinistra si riconosce una figura antropomorfa (testa di profilo con cappuccio) che

guarda verso la città (probabile rimando alla moglie di Loth).

ARTICOLAZIONE TOPOLOGICA:

Turlemann opera una partizione dello spazio in 4 zone, grazie all’individuazione di

due assi (verticale e orizzontale, evidenziati da indici figurativi come l’albero, la

2 1 linea di orizzonte e il tetto della tenda).

Le 4 zone rinviano a 4 diversi concetti tematici:

1: DISTRUZIONE della città

2: CONSERVAZIONE della roccia e della forma umana

3: GENERAZIONE della razza

3 4 4: DECOMPOSIZIONE dei corpi

Verrebbe spontaneo articolare questi 4 concetti secondo lo schema del quadrato semiotico della

categoria dell’esistenza (vita vs morte), ma risulterebbe riduttivo.

Le relazioni tra le 4 zone:

Si possono costituire 2 coppie di zone che si contrappongono tra loro

Distruzione (1) vs Generazione (3)

Conservazione (2) vs Decomposizione (4)

L’opposizione tra 1. e 3. deve essere considerata opposizione di base.

Lo segnalano anche numerosi tratti figurativi e plastici:

- Ognuna possiede la propria fonte di luce, nella 1 data dal fuoco discendente distruttore e nella 3

da un fuoco ascendente contenuto;

- Hanno un forte contrasto cromatico (giallo/rosso vs rosso/blu)

Le zone 1 e 3 riguardano l’esistenza a livello sociale (distruzione della razza vs mantenimento della

specie attraverso l’incesto), mentre le zone 2 e 4 riguardano l’esistenza a livello individuale

(conservazione vs decomposizione del corpo). Turlemann individua perciò come categoria individuale

vs collettivo, che oppone le zone 1 e 3 alle zone 2 e 4.

Parentesi. Sull’efficacia di alcune formule

A questo punto Turlemann apre una parentesi su alcune

formule efficaci per la comprensione di ciò che è appena stato

detto, perché rendono immediatamente evidenti i rapporti

logici

Formula di omologazione - Levi-Strauss

a : b = x : y

La formula rappresenta le relazioni semisimboliche tra

categorie del contenuto e categorie plastiche.

Quadrato semiotico (in figura)

Campo sociale e campo individuale

Studiamo le relazioni semantiche fra quattro figure delle zone 3 e 4 per mettere in rapporto i due

ambiti di esistenza: sociale e individuale, che sono manifestati nelle due zone. Le figure sono

distribuite in uno schema topologico di forma romboidale.

A: albero

B: tronco d’albero fradicio

C: Loth e figlia

D: scheletro animale

Le figure C e D sono figure di attori già manifestati nella

minuscola scena dei fuggitivi, figure topiche.

A e B sono le figure correlate.

Le figure correlate sono collegate ciascuna con le figure

topiche da un rapporto similitudine in senso lato: B è,

come D, un oggetto naturale in via di decomposizione,

mentre A e C sono collegate secondo metafora:

nell’iconografia tradizionale l’albero è simbolo della vita

e della generazione.

A e B sono entrambe manifestazioni di stati di esistenza successivi dello stesso oggetto (l’albero). Tra

di loro c’è un rapporto di consecutività: possiamo interpretarlo secondo la categoria esistenziale:

A /vita/ B /morte/.

Per analogia possiamo interpretare il rapporto tra C e D, che sembrerebbero a prima vista non

collegate. A : B = C : D

Albero : tronco fradicio = coppia incestuosa : animale morto

la condizione della “coppia incestuosa” appare in quest’ottica uno stato provvisorio, che sarà seguito

dalla condizione /morte/ espressa dallo “scheletro animale”.

Contrariamente al testo biblico il racconto pittorico termina con un atto disforico: il momento finale è

da individuare nell’ineluttabilità della morte, destino ultimo di ogni essere umano (e non nella

sopravvivenza della razza).

Il quadro analizzato appartiene, suggerisce Turlemann, a una pittura definibile poetica, in quanto la

sua struttura semiotica è comparabile a quella della poesia.

Così come nei testi poetici l’articolazione metrica sovradetermina l’articolazione frastica, nella pittura

“poetica”, le figure - simulacri di oggetti del mondo naturale - si trovano riarticolate grazie a una

codificazione semisimbolica, che consiste nel mettere in relazione categorie semantiche e categorie

plastiche. Il quadro continua a potersi leggere come rappresentazione del verosimile di una scena

narrativa ma vi si ritrova una potente struttura logica su cui si articola il racconto.

Dopo vent’anni Turlemann torna sull’opera del Louvre con uno studio dedicato al diagramma.

La strategia usata nell’opera è quella del diagramma, ossia è un testo caratterizzato da

un’omologazione sistematica di tipo semisimbolico tra categorie topologiche elementari realizzate sul

piano dell’espressione e delle categorie del contenuto.

La strategia pittorica utilizzata in Loth e le sue figlie è tipica della pittura olandese

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher perinn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica delle arti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Corrain Lucia.
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