Che cos'è il diritto?
Il diritto è circondato da una fitta serie di incomprensioni dovute a due motivi:
- Una componente immateriale che rende il diritto misterioso per l’uomo comune
- Viene visto come una realtà ostile dall’uomo della strada sia perché gli piove dall’alto e da lontano (rischio probabile di una separazione fra diritto e società) e sia perché gli sa di potere, di comando autoritario
Tali risultati negativi sono dovuti essenzialmente a quel vincolo sempre più stretto che si è creato tra potere politico e diritto nel corso dell’età moderna in cui veniva controllata ogni manifestazione sociale. Il potere inoltre, facendo leva sulla concezione autoritaria del diritto che abbiamo visto, si fa forte di testi cartacei dove esso possa essere letto e poi obbedito silenziosamente. Tutti questi fattori hanno inevitabilmente deformato l’immagine del diritto nella coscienza collettiva.
Oggi, tuttavia, si impone un recupero per il diritto ed è importante delinearne i tratti più generali:
- Umanità: il diritto è hominum causa, cioè si è originato, sviluppato e consolidato con l’uomo e per l’uomo. Il diritto è, cioè, scritto nella storia.
- Socialità: il diritto è relazione tra più soggetti. Può trattarsi di una società universale come la comunità internazionale o di due soggetti che vendono o comprano un bene. Tuttavia, non ogni manifestazione sociale è di per sé giuridica ma solo quelle caratterizzate da due fattori essenziali: l’organizzazione e l’osservanza spontanea (come avviene in linguistica!) delle regole organizzative, ritenute quindi buone.
Possiamo osservare, quindi, come il diritto non abbia per referente necessario lo Stato! Inoltre, il diritto, organizzando il sociale, mette ordine nella società. Diritto = ordinamento: l’essenza del diritto consiste non in un comando ma nell’atto di ordinare. Ciò implica il primato della dimensione oggettiva e, cioè, il superamento di posizioni singole nella loro insularità. Inoltre, tale elemento ordinativo fa sì che il diritto non piova dall’alto ma sia una pretesa che viene dal basso.
Come accennato in precedenza, il diritto è ordinamento osservato e l’osservanza si basa su una precisa consapevolezza dei valori che sorreggono l’ordinamento. In tal modo, l’ordine giuridico acquisisce una forte solidità che non ha bisogno della coazione poliziesca per mantenersi stabile. Per valore si intende un principio o un comportamento che la coscienza collettiva ritiene di sottolineare conferendogli assolutezza e costituendolo come modello. Tale modello affonda le sue radici nei valori storici ma è comunque propenso ad arricchirsi nella maturità dei tempi. Diritto = realtà di radici.
Infine, possiamo affermare che il diritto produce, senza dubbio, regole ma inserendosi in un apparato di potere come lo Stato, la dimensione politica ingloba sempre di più quella giuridica. Qualora tali regole non venissero osservate, scatterebbero le sanzioni definibili come misure messe in atto per castigare l’inosservanza delle norme (sanzioni civili, amministrative e penali). Si parla, inoltre, di coazione nel caso...
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