La famiglia va a scuola: discorsi e rituali di un incontro
Introduzione
L'oggetto di analisi del libro è l'incontro scuola-famiglia, allo scopo di mettere in luce la complessità delle dinamiche interpersonali in un contesto istituzionale. Nella prospettiva adottata, le interazioni sociali sono intese come forme di interdipendenza e come luoghi di creazioni di significati.
Per quanto riguarda le forme di interdipendenza, Lewin sostiene che il comportamento dipende dalla particolare configurazione del campo psicologico a quel dato momento. Il campo psicologico costituisce l'insieme delle prospettive che l'individuo usa per rappresentarsi l'esperienza passata e futura, e tali prospettive sono fra loro interdipendenti. Quando più individui interagiscono in una struttura di gruppo, l'idea di interdipendenza definisce le caratteristiche dinamiche globali del funzionamento del gruppo, intendendo quest'ultimo come una totalità dinamica dove i singoli individui rappresentano eventi significativi nella misura in cui vengono considerati in interazione gli uni con gli altri.
La voce della scuola
Successo/insuccesso scolastico
Nell'incontro scuola/famiglia avviene qualcosa che è molto più complesso di quello che sembra. L'incontro, infatti, mette a confronto non solo due adulti responsabili, a diverso titolo, della formazione di un ragazzo ma due concezioni educative differenti. La scuola apparentemente rappresenterebbe la voce ufficiale, ma non è affatto così. Infatti, fra gli insegnanti emerge una pluralità di modelli educativi che solo in parte condividono le indicazioni programmatiche ufficiali.
Ne è un esempio il diverso modo di concepire il tempo pieno, introdotto negli anni Ottanta, da parte degli insegnanti, che si divisero fra chi lo considerava un'opportunità anche per attuare una didattica innovativa e chi una perdita di tempo, riducendolo a un semplice dopo scuola.
Dal punto di vista scientifico, l'esistenza di una pluralità di voci all'interno dell'istituzione scuola viene identificata come espressione delle diverse rappresentazioni sociali che coesistono nei contesti professionali e sociali. Le rappresentazioni sociali sono elaborazioni cognitive della realtà influenzate dalla posizione sociale degli individui che le producono e riguardano il modo in cui essi apprendono e interpretano gli accadimenti della vita, gli elementi del contesto e le persone che lo abitano.
In questa dinamica sociale, l'educabilità dell'intelligenza diviene un'importante posta in gioco, in quanto ogni insegnante sa che la sua missione professionale dipende dal successo del suo lavoro. E molto spesso considerare l'intelligenza come un dono innato costituisce una modalità di prevenzione del rischio di categorizzazione sociale negativa da parte degli insegnanti e, talvolta, anche da parte di quei genitori che cercano giustificazione all'insuccesso scolastico dei propri figli.
La scuola come contesto di successo/insuccesso
Nelle caratteristiche organizzative e nelle tradizioni culturali di una scuola si possono individuare elementi che possono contribuire al successo o all'insuccesso degli allievi. Ancora oggi, nonostante un ampio processo di democratizzazione della scuola, gli esiti dei percorsi di formazione continuano a dipendere in larga misura dalle potenzialità sociali, economiche e culturali degli allievi.
Ogni scuola, in quanto contesto sociale e culturale, è un luogo di elaborazione di rappresentazioni e costituisce una comunità di apprendimento nella quale convivono diversi attori con ruoli differenti, i quali producono storie condivise. Una scuola, quindi, è anche un insieme di storie, che a loro volta generano aspettative e modulano comportamenti degli attori che vi partecipano. Ad esempio, andare al classico o al professionale attivano scenari rappresentazionali completamente diversi sia per gli alunni, ma anche per i docenti e per i genitori.
Da ciò deriva il fatto che esistono aspettative molto diversificate rispetto alle scuole, che avranno ricadute importanti sui parametri di successo/insuccesso degli allievi e sulla natura della loro formazione.
La classe come contesto di successo/insuccesso
Innanzitutto, la classe scolastica è un gruppo. Esistono due opposte visioni del gruppo: somma di comportamenti individuali (Allport); totalità dinamica, non data dalla semplice aggregazione di più individui, come che si costituisce come un organismo a parte (Lewin). Per comprendere efficacemente una classe occorre considerarla come un gruppo inteso in senso lewiniano. Infatti, gli insegnanti esperti sanno che l'intervento educativo efficace non si rivolge al singolo allievo ma all'intera classe.
Esiste, inoltre, una sorta di Sé educativo che dipende dalla visibilità sociale, dalle percezioni degli altri, dal tipo di attività svolte e perfino dal posto all'interno della classe. Monteil, per dimostrare che la storia scolastica di successi/insuccessi degli allievi ha un suo preciso ancoraggio nella situazione sociale della classe, realizza una ricerca di grande interesse. I risultati di questa ricerca sono sorprendenti: i buoni allievi riescono meglio in condizioni di visibilità, gli allievi mediocri in condizioni di anonimato.
L'autore riassume questi risultati sottolineando che un buon allievo si trova ad essere incentivato da una condizione di visibilità e di comparazione sociale. L'allievo mediocre, invece, in condizioni di comparazione sociale, ma senza il rischio di essere interrogato, sembra mobilitare risorse che gli permettono di affrontare con successo la prova finale.
Da queste ricerche ciò che appare sorprendente è la chiara dimostrazione dei legami fra prestazioni cognitive e condizioni sociali.
La voce della famiglia
Gli aspetti micro-sistemici
La famiglia è intesa all'interno di questo volume come un mondo sociale, che elabora nel suo ciclo di vita rappresentazioni dello sviluppo e dei processi di apprendimento che inevitabilmente costituiscono lo sfondo esplicativo di quanto accade al figlio nel corso dell'esperienza educativa.
L'immagine della scuola e della vicenda educativa del figlio, assumono all'interno della ricerca esposta nel testo, significati molto eterogenei, legati alle vicende che hanno caratterizzato il ciclo di vita del nucleo familiare e dei singoli attori che lo compongono. Naturalmente, la famiglia è essa stessa parte di un più ampio sistema culturale.
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