ALESSITIMIA
Valutazione e trattamento
Testo di: Caretti, V. & La Barbera, D.
L’alessiti ia u te i e i t odotto egli a i ’
DEFINIZIONE E VALUTAZIONE: da Peter Sifneos, un
e dell’U ive sità di Bosto . Questo te ine
ricercato deriva dalle parole greche a che vuol dire assenza,
lexis linguaggio e thymos emozione e che quindi letteralmente significa mancanza di parole per le
emozioni . Le caratteristiche osservate nei soggetti alessitimici sono:
ive e e ell’ide tifi a e i se ti e ti;
- la difficoltà nel desc
- la difficoltà nel distinguere gli stati affettivi soggetti dalle componenti somatiche di queste
emozioni;
- i ridotti processi immaginativi; o;
- lo stilo cognitivo concreto, pratico e orientato all’este
- la tendenza al conformismo sociale.
Per comprendere il nucleo basilare del costrutto di alessitimia è fondamentale riconoscere la distinzione fra
i termini emozioni e sentimenti. Le emozioni sono fenomeni biologici innati, geneticamente programmati,
funzionali alla sopravvivenza della specie. E questi fenomeni sono mediati dai sistemi subcorticali e limbici.
“o o i sosta za la o po e te iologi a dell’affetto. I sentimenti sono invece fenomeni psicologici
i ua to i pli a o l’elaborazione
individuali molto più complessi cognitiva e il vissuto soggettivo. Questi
“o o ui di la o po e te psi ologi a dell’affetto.
fenomeni sono mediati dai sistemi neocorticali.
L’alessiti ia o i di a pe ta to i dividui se za e ozio i, he sa e e i possi ile, a soggetti che non
riescono a elaborare le emozioni a livello psicologico trasformandole in affetti.
Si tratta di una condizione a lungo valutata con interviste semistrutturate come la Beth Istrael Hospital
Ps hoso ati Questio ai e, u o st u e to p oposto da Pete “if ios, e l’Ale itih ia P ovoked
Response Questionnaire. Entrambi gli strumenti presentano però dei limiti, in quanto sono interviste che
dipe do o dall’esa i ato e. Pe supe a e i li iti di questi strumenti, un gruppo di ricerca guidato da
Greame Taylor, il gruppo di Toronto, ha elaborato la Toronto Alexithymia Scale. Si tratta di un questionario
autosomministrato, che inizialmente era composto da 41 item e che in seguito è stato ridotto a 20 item.
Lo strumento valuta la presenza di caratteristiche alessitimiche considerando tre fattori: la difficoltà
tificare
nell’ide i sentimenti, la difficoltà nel comunicare i sentimenti agli altri e il pensiero orientato
o. Il
all’este questionario si basa su una scala Likert a 5 punti, e al soggetto viene chiesto di fornire una
isposta su ua to d’a o do o og i affe azio e del uestio a io. “i posso o otte e e pu teggi t a u
minimo di 20 e un massimo di 100. Sono considerati non alessitimici soggetti che ottengono punteggi
inferiori a 51; borderline, soggetti che ottengono punteggi tra 51 e 60, alessitimici soggetti che ottengono
È i po ta te p e isa e he, o osta te l’utilità dello st u e to, si t atta
punteggi superiori a 60. sempre di
un test di autovalutazione che richiede una qualche capacità di introspezione psicologica che negli
alessitimici è molto deficitaria. Per questo motivo, il gruppo di Toronto ha sviluppato recentemente
u ’i te vista se ist uttu ata, la Toronto Strakcred Interviu for Alexithymia. In questa intervista vengono
poste al soggetto 24 domande che vanno a indagare la presenza di alessitimia sulla base di 4 fattori:
all’este o e
difficoltà a identificare i sentimenti; difficoltà a descrivere i sentimenti; pensiero orientato
ridotti processi immaginativi. Il soggetto è invitato a fornire per ogni risposta un ricordo o un episodio della
propria vita che possa esemplificare quanto ha affermato. In questo modo si possono evidenziare aspetti 1
inconsapevoli e distorsioni cognitive che non possono essere rilevate dai questionari. Questo strumento ha
dimostrato una buona validità e attendibilità, e oggi è molto impiegato. Si consiglia comunque di non usare
solamente uno strumento per raccogliere informazioni sull’alessitimia, ma di utilizzare un approccio multi-
a he i test p oiettivi o e il Ro s a h e il TAT. L’utilizzo
metodologico, impiegando altri strumenti, tra cui
dei test p oiettivi fo is e i fo azio i utili sulle app ese tazio i del “ e dell’oggetto, e degli schemi di
atta a e to, he so o tutti aspetti he ell’alessiti i o se a o esse e defi ita i.
O o e sottoli ea e he l’
MODIFICHE COSTRUTTO: alessitimia è un costrutto che nasce in campo
dall’osse vazio e di pazie ti
psicosomatico, precisamente affetti da patologie mediche che per lungo
te po so o state o side ate le lassi he alattie psi oso ati he as a, olite ul e osa, l’e ze a e .
Questo costrutto però nel corso del tempo si è evoluto, ampliato e modificato, grazie in particolare al
gruppo di Toronto. Negli ultimi 30 anni la definizione di cosa sia una malattia psicosomatica è
profondamente cambiata e oggi si ritiene che non esistano malattie psicosomatiche ma fattor psicosociali
che hanno un peso differente in certi individui, indipendentemente dal tipo di patologia medica. Agli inizi
dell’alessiti ia
degli anni 90 il gruppo di Toronto parla come di un potenziale paradigma per la medicina
psicosomatica. A fine anni 90 il gruppo di Toronto pubblica un libro in cui la prospettiva cambia
adi al e te e si ap e la possi ilità di i daga e l’alessiti ia i dipe de te e te dai osiddetti distu i
Il g uppo di To o to i o os e io he l’alessitimia
psicosomatici. non è una caratteristica tipica di alcune
malattie specifiche considerate psicosomatiche, ma è un elemento che si può individuare in molte malattie
mediche e psichiatriche. Studi recenti hanno infatti dimostrato la presenza di caratteristiche alessitimiche in
malattie mediche come quelle cardiovascolari, gastrointestinali, respiratorie, dermatologiche e psichiche,
come i disordini alimentari, i disturbi da dipendenza, i disturbi di ansia, i disturbi dissociativi e i disturbi
“e o do al u i l’alessiti ia o dov e e esse e o side ata e essa ia e te u a si d o e
affettivi.
patologica, ma bensì un tratto più o meno stabile di personalità che interagisce con gli eventi stressanti
predisponendo il soggetto in modo aspecifico verso al somatizzazione e lo sviluppo di malattie psichiche e
L’alessiti ia pot e e esse e i se ita i u
mediche. continuum dimensionale : in cui a un estremo
a d e e o ollo ate le situazio i più g avi e e o t atta ili o e l’a affettività i apa ità di p ova e le
e ozio i, is o t ata sop attutto ei pazie ti psi oti i e l’a edo ia i apa ità di p ova e pia e e tipica dei
pazie ti dep essi e t e all’alt o est e o a d e e o ollo ate le situazio i e o g avi e p o le ati he
o e l’alessiti ia he igua da u a diffi oltà el o p e de e e o u i a e le e ozio i e l’i i izio e i
sull’esp essio e delle e ozio i . L’alessitimia
cui si esercita un controllo viene considerata dal gruppo di
Taylor come un fenomeno legato alla disregolazione affettiva. La regolazione affettiva è la capacità di
tollerare gli affetti negativi bilanciandoli con quelli positivi, in modo autonomo, ossia senza ricorrere in
L’alessiti ia può esse e ui di o epita o e
modo esclusivo a oggetti esterni o acting comportamentali.
disturbo della regolazione degli affetti.
“ulla ge esi dell’alessiti ia,
ORIGINE ALESSITIMIA: sono state proposte varie teorie. Diversi autori
concordano nel riconoscere il ruolo delle prime relazioni madre-bambino nello sviluppo affettivo. Un
normale sviluppo affettivo ha luogo quando i genitori sono capaci di leggere gli indizi affettivi del bambino e
di regolare questi stati. Winnicott fu uno dei primi a riconoscere la funzione essenziale di regolazione
svolta dalla madre. Winnicott parla di preoccupazione materna primaria, uno stato fisiologico di
eg essio e he utile pe l’a udi e to del figlio. U a adre sufficientemente buona è in grado di
percepire empaticamente le esigenze del neonato, rispondendo adeguatamente. Il modo in cui il bambino
a udito da u pu to di vista fisi o, assie e all’atteggia e to della ad e ua do lo tie e i a io,
favoriscono lo sviluppo di un Sé allo stesso tempo psichico e somatico, cioè di un senso di esistenza nel
Qua do l’a ie te o isulta
proprio corpo, processo che Winnicott definisce integrazione psicosomatica. 2
adeguato a svolge e ueste fu zio i, l’espe ie za corporea del bambino non sarà ben integrata nel Sé e
isulte à difettosa la possi ilità di ela o azio e e tale dell’espe ie za. Questo impedirà al bambino di
app op ia si psi ologi a e te del p op io o po, favo e do l’i stau asi di distu i fisi i. I u o si ile stato,
infatti, le sensazioni somatiche non vengono elaborate e rappresentate simbolicamente in modo adeguato,
l’attività psi hi a te de a dive ta e ual osa di sepa ato dall’espe ie za o po ea.
per cui Un altro
contributo importante viene dalla psicologia del Sé e in particolare da Kouht. Kohut ha introdotto il
concetto di oggetto-Sé, inteso come un oggetto del mondo esterno che viene percepito come parte del Sé
e utilizzato pe egola e fu zio i psi ologi he vitali, o e l’autosti a. Questa funzione è svolta dai genitori,
i quali, attraverso la propria capacità empatica, rispondono alle esigenze corporee e mentali del bambino
riprestando il suo equilibrio omeostatico. Nel caso invece di un fallimento cronico della capacità empatica
della madre si viene a formare un Sé danneggiato, incapace di usare adeguatamente gli oggetti- sé. Un
modello molto utile per interpretare i fenomeni alessitimici è la Teoria del codice multiplo proposta da
Wilma Bucci. Secondo questa teoria, esistono tre modalità fondamentali di elaborazione delle informazioni:
il modo sub simbolico non verbale, il modo simbolico non-verbale, e il modo simbolico verbale.
L’ela o azio e si oli a o ve ale igua da tutti uegli sti oli o ve ali he ve go o p o essati in
; l’ela o azio e si oli a o ve ale igua da i ve e uelle i agi i e tali u volto, u a
parallelo
musica) che, pur presenti nella coscienza, non possono essere tradotte in parole; la modalità simbolica
verbale, infine, riguarda tutti quegli stimoli che possono essere verbalizzati, per mezzo del linguaggio.
Queste tre modalità di elaborazione delle informazioni sono profondamente interconnesse per mezzo di un
processo che viene definito attività referenziale. Nei soggetti alessitimici, vi è scarsa connessione
referenziale tra processi non simbolici ed elaborazione verbale, in conseguenza di un arresto dello sviluppo
oppure per una disconnessione secondaria a esperienze traumatiche. Quindi, in sostanza, in questi casi,
non solo mancano le parole per le emozioni ma il paziente è privo di simboli per i suoi stati somatici.
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