Psicologia culturale - Inghilleri
Parte prima una nuova disciplina
Capitolo 1: I fondamenti della psicologia culturale
1.1 I precursori e le origini
1.1.1 Lev Vygotskij
Lev Vygotskij è il primo autore che ha dato spazio adeguato all'influenza della cultura nei processi di sviluppo e di vita degli esseri umani. Due apporti fondamentali:
- Messa in luce della centralità del contesto socioculturale nei processi di sviluppo
- Teorizzazione del concetto di artefatto culturale
Sua biografia e opere p. 3
- Propone una teoria della mente umana
- Utilizzo di nuovo approccio di studio differente da quelli allora in auge nella comunità scientifica di Russia e Occidente
- Metodo di ricerca che Vygotskij definisce storico: fenomeni e comportamenti vanno studiati nella loro storia, trasformazioni che li hanno interessati a partire dal momento da cui sono apparsi fino al tempo della loro (eventuale) scomparsa
Nel 1923 Piaget espone la propria teoria sullo sviluppo cognitivo del bambino: sviluppo cognitivo è processo a base genetica, quindi pressoché indipendente dal contesto
- Ha andamento stadiale: competenze sviluppate al raggiungimento di determinate età
- In esso pensiero e linguaggio strettamente legati: compaiono in primo luogo come funzioni egocentriche e solo in secondo tempo vengono "socializzati" e resi funzionali a comunicazione con gli altri
Sulla base di questo lavoro, Vygotskij, insieme a Lurija, svolge ricerche che saranno alla base della teoria storico-culturale dello sviluppo, pubblicata prima in Lo sviluppo psichico del bambino, e poi nella sua opera più nota Pensiero e linguaggio (anni ’30).
Pensiero e linguaggio non si sviluppano parallelamente: questi due processi evolutivi, nati come indipendenti, si intersecano più volte nel loro cammino, e così facendo permettono all'organismo in evoluzione (filogeneticamente) o al bambino in fase di sviluppo (ontogeneticamente) di integrare processi complessi all'interno di un Sé in costruzione.
Ma aspetto importante e innovativo, controcorrente rispetto alla psicologia a lui contemporanea, è che tanto l'evoluzione di un individuo quanto quella di una società sono storicamente e culturalmente connotate: niente cresce senza una cultura; sviluppo è processo eminentemente culturale.
1.2 Linguaggio: 3 stadi di sviluppo:
- Esteriore: apprendimento di tipo imitativo
- Egocentrico: il bambino usa la sua neonata competenza linguistica, oltre che per comunicare, per interiorizzare gradatamente il linguaggio, fino a farlo diventare mentale e quindi autonomo
- Interiore: linguaggio stesso diventa strumento atto a interiorizzazione e a comunicazione del pensiero, che contemporaneamente ha sviluppato basi della propria struttura e delle proprie funzioni
Concetti di Vygotskij qui sintetizzati:
- Lo sviluppo dell'essere umano è un processo sociale: scambio del bambino con altre persone interagenti nella sua quotidianità
- In questo scambio, il bambino è un soggetto attivo, dotato di intenzioni e di iniziative che si manifestano nelle sue espressioni concrete
- Questo processo è eminentemente culturale
- Il bambino fa uso di strumenti (gli artefatti) sviluppati durante l'evoluzione filogenetica e specifici della società cui appartiene
- La mente diventa strumento di mediazione tra mondo esterno e interno
Linguaggio al centro della linea sociale di sviluppo (storica) che interagisce con linea naturale di sviluppo (genetica) tramite la mediazione semiotica
Mediazione semiotica: articolata da individuo tramite uso di determinati strumenti, gli artefatti (formati storicamente, accumulandosi nel bagaglio culturale di ogni specifico gruppo sociale). Artefatto è elemento innovativo di Vygotskij e diventerà tema cardine di tutta la psicologia culturale!
Mediazione culturale: per Vygotskij avviene all'interno di medesimo contesto storico-culturale. Cultura infatti mette in atto in maniera costante operazione di mediazione semantica fra realtà (l'oggetto) e l'individuo (il soggetto), rendendo la prima interpretabile al secondo al fine di dirigere proprie azioni e propri pensieri (fig. 1.1 p. 6)
Nell'incontro con oggetti esterni il soggetto non ha contatto diretto, ma tanto i significati quanto le pratiche vengono mediati dagli artefatti = elementi simbolici culturalmente costruiti e tramandati, che orientano individuo nei processi di attribuzione di senso e che possono essere:
- Di tipo materiale (oggetti costruiti da uomo)
- Di tipo immateriale (elementi concettuali, come ad esempio il linguaggio)
L'artefatto è quindi prodotto della cultura che si interpola fra individuo e mondo e lo rende intelligibile. Contemporaneamente l'insieme degli artefatti costituisce la cultura di un determinato contesto
Artefatti possono essere:
- Di tipo tecnico-pratico
- Di tipo psicologico-simbolico
In entrambi i casi duplice funzione di:
- Strumento, con cui individuo conosce e modifica la realtà
- Simbolo, attraverso cui il soggetto comunica e tramanda i significati nel succedersi delle generazioni
Lavoro di Engerstrom a partire da Vygotskij pp. 7-8.
1.1.2 Jerome Bruner
La mente a più dimensioni (1986): sostiene compresenza di due modalità di pensiero, complementari e qualitativamente differenti, che organizzano e costruiscono la realtà secondo principi specifici:
- Il pensiero paradigmatico o logico-scientifico, simile a quanto descritto nei lavori piagetiani
- Il pensiero narrativo, determinato da relazione dell'individuo con ambiente storico e culturale, in accordo con teorie di Vygotskij
Ritiene che il lavoro della psicologia sia quello di studiare il modo in cui l'uomo interpreta il mondo, se stesso e gli altri, cioè di ciò che è distintivo dell'essere umano: la capacità di costruire, condividere e tramandare significati.
Suo lavoro su soliloqui spontanei che Emmy, bimba di 2 anni, produceva sistematicamente prima di addormentarsi (p. 9).
La costruzione del Sé: passa attraverso la narrazione, legata a padronanza del linguaggio inteso non solo come lessico e sintassi, ma anche in relazione alla retorica e alle regole per costruire un discorso narrativo.
Linguaggio:
- Impone non solo un punto di vista sul mondo, ma anche sull'impiego della mente nei confronti del mondo
- Oltre a essere mezzo di comunicazione, diventa primario strumento di rappresentazione della realtà e in tal modo struttura il pensiero
Nel processo di costruzione del Sé, la cultura entra non solo fornendo i contenuti simbolici e gli strumenti per comprendere e interiorizzarli, ma anche proponendo un modello strutturale che influenza la costruzione del pensiero e il suo funzionamento. Citazione. Bruner p. 9.
Negli ultimi 20 anni Bruner ha concentrato la propria attenzione sullo studio della relazione culturalmente condotta tra individuo e universo dei significati. Questo lo ha portato a formulare ipotesi secondo cui, durante lo sviluppo cognitivo, oltre a costruirsi una teoria della mente per comprendere i pensieri altrui, il bambino strutturi una teoria della cultura che gli permette di dare senso al mondo dei significati in cui si trova immerso.
Cultura = capacità umana di rappresentarsi il rapporto con il mondo e in questa veste gioca duplice ruolo:
- Quello di mondo cui adattarsi
- Quello di insieme di modalità e strumenti con cui giungere a tale adattamento
Scopo della cultura: contenere i significati e gli strumenti di significato affinché le persone possano accedervi e partecipare attivamente alla loro costruzione. È attraverso questo processo situato di significazione che si costituisce e si evolve la mente umana.
La rappresentazione è la radice della cultura individuale, interiorizzata attraverso esperienza e narrazione. Il sistema simbolico è ciò che informa il contesto culturale esterno. Il stretto legame che si crea tra rappresentazione e sistema simbolico permette agli individui, attraverso continuo processo di negoziazione, di comunicare con il mondo esterno e tra loro.
Tra numero strumenti di significazione che cultura contiene e trasmette, i più "antropomorfi" sono:
- Linguaggio e pensiero narrativo
- Ad un secondo livello il racconto autobiografico: è principale strumento attraverso il quale, vicariata dalla famiglia, viene trasmessa la cultura
Interazione madre-bambino e poi famiglia-sistema sociale introduce bambino nel sistema culturale di riferimento, fungendo da primario luogo di inculturazione: a partire da interazione con madre, bambino inizia a interiorizzare modi di agire, immaginare e simbolizzare significati correnti con cultura di cui fa parte. A mano a mano che significati interiorizzati aumentano, contribuendo a sviluppo cognitivo del bambino, aumentano anche sue competenze e potenzialità, che si sviluppano in funzione delle opportunità che sono offerte da cultura.
Questo processo di interiorizzazione si avvale di meccanismi di rappresentazione di tre modalità:
- Rappresentazione attiva: schema di tipo operativo, atto a coordinare i movimenti necessari per compimento di determinato compito motorio
- Rappresentazione iconica: è immagine, schema di tipo spaziale
- Rappresentazione simbolica: è sistema di riproduzione dell'esperienza attraverso sistemi simbolici, come il linguaggio
Ciascuna di queste si avvale di specifici artefatti che limitano o facilitano sviluppo di alcune modalità rappresentative più di altre, detti amplificatori culturali:
- Amplificatori delle attività motorie (strumenti meccanici e tecnologici che supportano attività pratiche)
- Amplificatori delle attività sensorie (lenti, sonar, laser)
- Amplificatori delle attività di pensiero (teorie scientifiche, mito)
Costruzione del Sé = strutturazione flessibile, culturalmente determinata e con ampi margini di negoziazione per adattamento al contesto socioculturale di appartenenza. Cultura condiziona e modifica sviluppo dell'individuo, ma individuo non è oggetto passivo di questa mediazione di significati.
1.3 Natura e cultura: psicologia evoluzionistica e psicologia culturale
Interazione tra fattori biologici e fattori non biologici cioè socioculturali è esperienza comune nella vita quotidiana di ciascuno di noi: ad esempio variazioni del respiro o della sudorazione quando si è di fronte a situazioni stressanti o ansiogene.
Psicologia evoluzionistica si occupa di questo tema: cervello della specie umana ha sviluppato una serie di tratti psicologici adattivi. Essi, in funzione degli stimoli presenti nell'ambiente, consentono di attivare vari tipi di processi di adattamento (emozioni, percezioni, processi cognitivi, comportamenti).
I tratti sono elementi pan-umani, di tutta la specie e costanti in ogni individuo. I processi invece variano in funzione delle condizioni socioculturali e storiche. Intero processo appare bio-culturale: elementi biologici e culturali interagiscono in modo inestricabile a livello sia della formazione dei tratti di base sia della loro espressione nei diversi contesti storici e sociali.
I tratti adattivi permettevano raggiungimento di obiettivi immediati indirettamente collegati ad aumento della fitness, come per esempio trovare cibo, costruire o scoprire rifugi, raggiungere status sociale elevato, saper comandare, aver cura dei figli.
Alla base di questi tratti pan-umani ci sono le emozioni: tratti sarebbero stati selezionati in quanto capaci di suscitare emozioni positive in caso di situazioni adattive ed emozioni negative in caso di situazioni ambientali disadattive.
Comportamento deriva da processo di co-costruzione tra geni e cultura, nel senso che essi si influenzano reciprocamente. Storia di una persona e quella di una società derivano da selezione naturale e selezione culturale < co-costruttivismo bioculturale: le esperienze che avvengono nei contesti sociali e culturali danno forma alle dinamiche e alla reciprocità esistente tra cervello e comportamento. Cervello così inteso come processore di informazione aperto e dinamico, ricettivo rispetto a influenze culturali.
Un modello tipico dell'approccio bioculturale è quello dell'equazione adattiva estesa proposto da Massimini:
C = f (G, CI, n) + (AN, CE, n) + I (G, CI, CE)
- C = comportamento
- f = funzione di
- G = istituzioni genetiche o biologiche
- CI = cultura interna o intrasomatica o intrapsichica
- AN = ambiente naturale
- CE = cultura esterna o extrasomaica, materiale e immateriale
- n = penetranza (importanza relativa tra i due tipi di istruzioni, biologiche e culturali, così come essa si manifesta nelle diverse situazioni comportamentali)
- I = inerzia (di istruzioni genetiche, della cultura intrapsichica, della cultura extrasomatica)
Ogni comportamento umano dipende sempre da interazione e da co-azione di un numero ristretto di fattori. Primo gruppo di fattori concerne individuo: si tratta di istruzioni e vincoli comportamentali depositati all'interno del sistema nervoso centrale:
- Da un lato istruzioni genetiche di tipo biologico ereditate e depositate nel DNA della persona (G)
- Dall'altro le istruzioni culturali intrapsichiche (CI) frutto di apprendimento e elaborazione individuale nel corso arco di vita
Secondo gruppo di fattori concerne il mondo esterno: istruzioni e vincoli comportamentali depositati all'esterno dell'individuo:
- Da un lato ambiente naturale (AN)
- Dall'altro nella cultura (CE) immagazzinata fuori dal soma e dalla psiche
Terzo gruppo di fattori connesso al fattore tempo: istruzioni comportamentali biologiche (genetiche) o della cultura intrapsichica individuale o della cultura extrasomatica che erano utili e adattive in periodo passato ma non lo sono più nel momento attuale pur rimanendo, per inerzia, a disposizione del comportamento di un individuo (memorie, ricordi, apprendimenti che costituiscono il nostro nucleo di identità).
In generale attuale e passato possono andare incontro a due destini:
- Integrarsi, creando nuove configurazioni psichiche e culturali, dando luogo cioè a positivo aumento della complessità psichica e a sviluppo del comportamento e della cultura
- Rimanere in conflitto e in opposizione, creando così forme variabili di disagio, sofferenza e anche possibile blocco dello sviluppo
1.3 Il contributo dell'antropologia alla psicologia culturale e le definizioni di cultura
Sul libro pp. 15-21.
1.4 Psicologia cross-culturale e psicologia culturale
Seconda metà del ‘900. Due "scuole" contrapposte, che affrontano problema della co-costruzione tra mente e cultura secondo approcci teorici e metodologie diversi:
Psicologia cross-culturale
Nasce da necessità di sviluppare apparato teorico più ampio di quello al momento disponibile. Per ottenere modello di ricerca e di analisi che si fonda su comparazione del comportamento nelle diverse culture più studio delle pop. di origine migrante. Vede la luce nel 1970 con nascita di Journal of Cross-Cultural Psychology, 2 anni dopo fondazione di International Association of Cross-Cultural Psychology. Altre opere p. 22.
Essa si definisce come lo "studio delle similitudini e delle differenze nel meccanismo psicologico individuale, in gruppi etnici e culturali diversi; dei rapporti tra le variabili psicologiche e quelle socioculturali, ecologiche e biologiche; e delle modifiche in corso di queste variabili". Assunti generali:
- È possibile distinguere comportamento da cultura, è possibile e utile identificare relazioni causa-effetto tra i due
- È possibile "assolutizzare" conoscenza psicologica e trasferirla in ogni contesto culturale, considerando generalizzatile il funzionamento biologico e psicologico degli esseri umani. Tra obiettivi: identificazione di modelli di pensiero e di contenuti psichici che siano generalizzabili a tutti gli individui, indipendentemente da appartenenza culturale, e che possano quindi essere considerati come assoluti
- È utile identificare tipologie di esperienze culturali che possono essere fattori della diversificazione del comportamento umano, ad esempio diversi stili relazione madre-bambino, o feste e rituali religiosi o etnici, ed è possibile definirle e categorizzarle
- È possibile e utile studiare mutamento culturale e comportamento individuale come in rapporto tra loro
La disciplina così considera cultura come variabile indipendente rispetto a comportamento:
- Verificare quanto si modifichi il comportamento individuale, considerato a base universale, al variare del contesto culturale di appartenenza
- Esplorare altre culture per scoprire nuove variabili che possono influenzare comportamento umano
Si ha una psicologia di carattere più universale. Particolare attenzione a relazione natura-ambiente. Incentiva comunicazione e dialogo tra le differenze. Rischio dell'etnocentrismo più eventuale selezione inadeguata di costrutti da usare nella ricerca p. 24.
Psicologia culturale
Risente in modo maggiore dell'antropologia: comportamento indissolubilmente legato al contesto culturale. Essa "studia le relazioni sistematiche e reciproche tra cultura, comportamenti e funzionamento della mente". Differisce da altre discipline psicologiche perché vuole comprendere funzionamento psicologico individuale in quanto situato all'interno del contesto in cui si è sviluppato. Rappresenta un approccio alla psicologia in cui i contenuti dell'agire umano e i contesti (familiari, sociali, ecologici) sono esplicitamente incorporati nelle ricerche e nelle teorie che spiegano il comportamento umano. Assunti generali:
- Cultura/pensiero, cultura/comportamento sono indistinguibili e inseparabili
- Strutture mentali e processi psicologici individuali comprensibili solo all'interno dello specifico contesto culturale
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