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Processi psicosociali nei gruppi

Alberto Voci

Il processo di categorizzazione

La categorizzazione è uno dei principali strumenti di trasformazione e alterazione della realtà in funzione della mente umana. Infatti, gli esseri umani non si limitano a registrare la realtà per quella che è ma la rielaborano, la dotano di significato grazie agli schemi mentali, a loro volta influenzati da fattori cognitivi, emotivi e motivazionali. Infatti, l’ambiente fisico è talmente complesso e mutevole che, per riuscire a sopravvivere, è necessario per la mente umana operare delle semplificazioni:

  • Percepire l’ambiente come stabile (non notando le piccole variazioni).
  • Inserire stimoli simili all’interno di classi preesistenti e trattarli come equivalenti per favorire l’economia cognitiva (processo di generalizzazione). Quindi non si analizzano gli stimoli come fossero nuovi ma si generalizzano ad essi conoscenze possedute.

Ciò è possibile applicando agli oggetti etichette concettuali. Ogni atto di percezione implica un processo di etichettamento nel quale le caratteristiche degli oggetti percepiti vengono confrontate con quelle dei concetti mentali. L’esito di questo confronto è la categorizzazione degli oggetti in classi; gli stimoli sono tra loro diversi ma con caratteristiche simili vengono trattati come equivalenti.

Nel processo di categorizzazione, oltre alla classificazione, compaiono altre due operazioni mentali:

  • Ancorare lo sconosciuto al conosciuto: ossia un processo di deduzione attraverso il quale vengono attribuite al nuovo stimolo le caratteristiche della classe nel quale si inserisce. Questo ci permette di acquisire conoscenza rilevante dello stimolo ma allo stesso tempo è causa di distorsioni poiché, interpretando nuovi stimoli sulla base di esperienze passate, investiamo la realtà di significati che non possiede.
  • Accomodare il conosciuto in base alle novità: ossia aggiornare il contenuto della categoria in base alle nuove caratteristiche possedute dallo stimolo inserito in essa. Le categorie possono essere quindi adattate.

Per un’interazione funzionale con l’ambiente ci deve essere un equilibrio tra eccessiva flessibilità e rigidità: è necessaria una struttura stabile che dia un senso di continuità alle nostre esperienze ma che sia allo stesso tempo pronta a cogliere le variazioni ambientali. Questa dicotomia ha dei correlati neurologici: sistema neocorticale preposto alla codifica di nuovi stimoli in entrata.

Approcci al tema della categorizzazione

Esistono due approcci al tema della categorizzazione:

  • Sono gli attributi stessi degli stimoli a determinare il processo di categorizzazione. La mente si limita a registrare gli stimoli ambientali, classificandoli in base alle loro caratteristiche oggettive attraverso un principio di similarità. Tuttavia, la similarità tra due oggetti non è assoluta ma contestuale.
  • Il processo di categorizzazione non è guidato da caratteristiche intrinseche agli oggetti ma da una motivazione, uno scopo (teoria).

In conclusione, entrambi gli approcci sono corretti perché un atto di percezione implica un’attribuzione di significato agli stimoli ambientali che tuttavia, una volta percepiti, sono in grado di modificare i nostri schemi mentali preformati.

Conseguenze della categorizzazione

Le conseguenze della categorizzazione includono l'assimilazione intracategoriale (sottostimare la differenza tra elementi appartenenti a una stessa categoria) e la differenziazione intercategoriale (sovrastimare le differenze tra elementi appartenenti a categorie diverse). Questi due processi sono funzionali al processo di semplificazione dell’ambiente, tuttavia, comportano delle vere e proprie alterazioni percettive, in quanto somiglianze e differenze rispecchiano non attributi posseduti dagli oggetti ma il modo in cui tali oggetti sono categorizzati.

Categorizzazione sociale

La categorizzazione sociale è il processo di categorizzazione applicato all’ambiente sociale attraverso cui gli individui vengono classificati in gruppi. L’inclusione di un individuo all’interno di una categoria avviene mediante un confronto che si basa sulla similarità (tra stimolo e categoria) o sull’etichettamento (tra etichette concettuali e categoria).

Peculiarità della categorizzazione sociale:

  • Permette di operare inferenze comportamentali attraverso un processo di deduzione dalle caratteristiche della categoria sociale al singolo individuo. L’insieme di caratteristiche tipiche di una categoria sociale è detto stereotipo. Funzione di inferenza.
  • Permette di rendere l’ambiente controllabile e dotato di significato, in quanto etichettando le persone come appartenenti a una categoria sociale siamo in grado di spiegare i loro comportamenti. Funzione di spiegazione.

Questo processo, però, può avere anche delle conseguenze negative per chi ne è l’oggetto, poiché può indurre la formulazione di giudizi che non tengono conto delle reali caratteristiche delle persone coinvolte. Questo fenomeno è detto pregiudizio verso una categoria sociale e può tradursi in comportamenti negativi nei confronti dei singoli soggetti che ne possono far parte, e si andrebbero a riscontrare episodi di discriminazione comportamentale.

Categorizzazione automatica e pregiudizio

La categorizzazione sociale può essere automatica: ovvero, la sola esposizione ai tratti distintivi di una classe di individui attiva una categoria a causa dell’attivazione di stereotipi associati al gruppo. Il pregiudizio non è sempre negativo.

Bargh, Chen e Burrows (1996) hanno dimostrato che vi è un collegamento tra stereotipi e comportamenti corrispondenti senza che gli individui ne siano consapevoli. Infatti, in un esperimento hanno dimostrato che lo stereotipo può essere attivato dalla semplice presentazione subliminale di una fotografia del volto di una persona afroamericana. Similmente, gli stereotipi hanno la capacità di autoalimentarsi in modo automatico.

Se le informazioni in entrata sono coerenti con lo stereotipo, la loro codifica avviene in modo immediato, mentre se sono incoerenti viene richiesto uno sforzo cognitivo che ne rallenta l’acquisizione. Perciò, è molto più semplice confermare uno stereotipo piuttosto che smentirlo. Inoltre, esiste la tendenza a confermare gli schemi, e tale fenomeno è detto profezia che si autoavvera.

Profezia che si autoavvera

La profezia che si autoavvera è l’insieme dei meccanismi mentali che fanno in modo che le profezie si avverino (quello che si pensa e ci si aspetta). Avviene attraverso: selezione dell’informazione che va a confermare le idee e l’atteggiamento che va a incidere sulla situazione. Gli schemi vanno a creare delle aspettative riguardo il comportamento altrui, e queste aspettative possono dare forma alla realtà.

In una scuola elementare venne somministrato un test intellettuale, i cui risultati (casuali) furono poi comunicati agli insegnanti, al fine di produrre in loro delle aspettative sugli alunni in apparenza più promettenti. Qualche tempo dopo, un ulteriore test andò a dimostrare un incremento dei punteggi dei ragazzi considerati promettenti: le aspettative prodotte negli insegnanti avevano prodotto degli effetti nella direzione attesa (cioè gli insegnanti ponevano più attenzione e riguardi - più feedback positivi - agli studenti promettenti).

È sufficiente l’attivazione automatica della categoria perché lo stereotipo si confermi da sé.

Strategie per evitare l’attivazione automatica degli stereotipi

  • Motivazione all’accuratezza: la motivazione a fornire giudizi accurati riduce gli stereotipi in maniera notevole.
  • Categorizzare persone in categorie differenti: se sono disponibili due categorie per la stessa persona, l’attivazione automatica di una provoca l’inibizione automatica dell’altra (questa strategia può essere applicata solo in situazioni considerate favorevoli, altrimenti va a rafforzare il pregiudizio).
  • Trasformare lo stereotipo negativo in positivo.
  • Compire uno sforzo consapevole per non utilizzare categorie e stereotipi.

Tuttavia, è constatato da alcuni autori l’esistenza del cosiddetto effetto rimbalzo: i pensieri precedentemente soppressi tornano in mente più forti dell’attimo prima e in misura molto più forte.

Effetto rimbalzo

L’effetto rimbalzo è una situazione in cui un’alterazione temporanea di un processo mentale porta, dopo l’apparente ritorno alla situazione normale, all’alterazione in direzione opposta. Detto anche effetto ironico. Questa soppressione di pensiero implica due meccanismi separati: processo intenzionale e consapevole e un processo inconsapevole. Il primo dirige l’attenzione verso degli "oggetti distrattori" (stimoli non legati al pensiero), l’altro ha la funzione di controllare che i pensieri da andare a sopprimere non riescano ad arrivare alla coscienza.

La categorizzazione sociale del sé

Tale processo permette, in primis, di andare a differenziare gruppo di appartenenza (ingroup) e gruppo degli estranei (outgroup). Nel momento in cui il Sé viene direttamente coinvolto nel processo di categorizzazione, si rileva l’effetto di omogeneità dell’outgroup: i gruppi di appartenenza vengono percepiti come meno omogenei al loro interno rispetto al gruppo degli estranei.

Questo effetto dipende:

  • Dal processo di categorizzazione del sé: poiché viviamo all’interno dei nostri ingroup, non siamo sempre consapevoli della loro presenza. In condizioni normali, pertanto, il sé non viene inserito in un ingroup, e il processo di assimilazione intracategoriale non si verifica.
  • Essendo l’outgroup sempre osservato dall’esterno, è facilmente percepito come una categoria. Ne deriva che all’interno dell’outgroup viene sempre innescato il processo di assimilazione categoriale, e i suoi membri vengono percepiti come omogenei tra di loro.

Favoritismo per l’ingroup

Un effetto che dipende dalla differenziazione intracategoriale è il favoritismo per l’ingroup: cioè la tendenza a giudicare l’ingroup in maniera più positiva dell’outgroup. Questo effetto molto spesso si va a verificare nelle società individualiste, dove il Sé è coinvolto in modo diretto nel processo di categorizzazione. Non è sempre facile trovare una dimensione in cui il proprio gruppo sia migliore: dove necessario queste dimensioni vengono create mediante un processo chiamato creatività sociale: nonostante i risultati negativi dell’ingroup, si tende a trovare un’altra dimensione nella quale l’ingroup risulti superiore rispetto all’outgroup.

Appartenenza a gruppi sociali

Il bisogno di appartenere

Tutti noi apparteniamo a gruppi sociali. Gli esseri umani hanno il bisogno, una spinta che proviene dall’interno, di appartenere a un gruppo. Si può affermare che questa sia una caratteristica intrinseca all’uomo. Per quanto riguarda le spiegazioni evoluzionistiche abbiamo innanzitutto l’attaccamento genitoriale (aspetto fondamentale), poi l’identificazione con i gruppi, nazioni, religioni, etnie. (Un sistema di attaccamento andatosi a sviluppare nel corso dell’evoluzione umana).

L’ultimo risultato delle teorie evoluzionistiche è stato l’interdipendenza obbligatoria, cioè un individuo per sopravvivere ha bisogno di altre persone, poiché è stato programmato per vivere in mezzo agli altri. Esistono dei meccanismi mentali appositi favoriscono l’interazione e l’inserimento delle persone nei gruppi sociali ed hanno bisogno di un prerequisito fondamentale: "gli esseri umani siano dotati di capacità cognitiva di percepire se stessi come membri di un gruppo piuttosto che come singoli". Costrutto dell’identità sociale. Pertanto un gruppo nasce dall’interazione interpersonale e un processo di avvicinamento e apprezzamento reciproco. (Il soggetto e il gruppo)

Il legame tra sé e il gruppo: la teoria dell'identità sociale

Gli esperimenti dei gruppi minimali

Tejfel attivò una ricerca con l’intento di scoprire quale fosse il fattore determinante per la formazione dei gruppi e andò a manipolare nei suoi esperimenti...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher poppi9491 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Scopelliti Massimiliano.
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