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Psicologia sociale

Capitolo 1 - Cos'è la psicologia sociale?

Psicologia sociale: interazione tra le persone. Allport: indagine scientifica di come pensieri, sentimenti e comportamenti degli individui siano influenzati dalla presenza oggettiva, immaginata o implicita degli altri. Presenza implicita: come l'interazione attribuisce significato alle cose (norme).

Verifica delle ipotesi: se le statistiche dimostrano che l'effetto ha una probabilità inferiore al 5% di essere dovuto al caso, allora lo si può considerare autentico.

Teorie della psicologia sociale

  • Comportamentismo: radicali (rinforzo), neocomportamentisti (fattori contestuali e costrutti non osservabili).
  • Psicologia cognitiva: modo in cui le persone interpretano e cambiano in modo attivo il proprio ambiente attraverso processi e rappresentazioni cognitive.
  • Neuroscienza: cognizione associata ad attività cerebrale di tipo chimico.
  • Psicologia sociale evoluzionistica: gran parte del comportamento umano affonda le radici nel passato della specie. Tuttavia, ruolo significativo va attribuito a contesto e ambiente.

Teorie collettivistiche: Approccio top-down: comportamento individuale spiegato in base ai gruppi/ Approccio bottom-up: comportamento individuale spiegato a partire da cognizione della personalità del singolo individuo.

Riduzionismo: spiegare un fenomeno attraverso linguaggio e concetti di livello di analisi inferiore. Psicologia sociale criticata perché spiega fenomeni sociali in termini che non sono sociali, rimandando per esempio a processi cognitivi e motivazionali. Doise ha proposto l'accettazione di diversi livelli di spiegazione per la costruzione di teorie che integrino formalmente concetti provenienti da livelli diversi.

Positivismo: accettazione acritica del metodo scientifico come unico modo per giungere a vera conoscenza.

Breve storia della psicologia sociale

Esordi studiosi tedeschi influenzati da Hegel. A fine Ottocento Le Bon sviluppò l'idea di mente di gruppo. In seguito McDougall affermò che le persone vengono trasformate dalle situazioni collettive. Tajfel e Turner (anni '70) distinsero identità sociale e identità personale. Una delle prime questioni riguardava top-down (processi sociali influenzano individuo) o bottom-up (psico individuale influenza sociali). Pubblicazione spartiacque di Allport (1924), l'agenda per la disciplina. Primo esperimento di Triplett, sull'impegno della gente nel svolgere compiti davanti a spettatori o a rivali. La psicologia sociale moderna si diffuse negli USA negli anni '20. Dagli anni '60 rapida e decisa rinascita in Europa, particolare enfasi sui rapporti di gruppo.

Capitolo 2 - Pensiero sociale

Pensiero: linguaggio interiore conscio, cognizione: processi mentali largamente inconsci, ce ne accorgiamo solo facendo attenzione, cognizione sociale: processi che influenzano il comportamento sociale e ne sono influenzate.

Coerenza cognitiva: ridurre l'incoerenza tra le proprie cognizioni, perché spiacevole.

Modello dello scienziato ingenuo: le persone hanno necessità di attribuire specifiche cause ai comportamenti e agli eventi, per rendere il mondo un luogo sensato. Questo modello sta alla base delle teorie attribuzioni.

Economizzatore cognitivo: le persone usano le cognizioni meno complesse e faticose. Tattico motivato: le persone hanno molte strategie cognitive, che selezionano in base agli obiettivi.

Controllo delle impressioni

Le impressioni che ci formiamo sono influenzate più da alcune informazioni che da altre. Asch (1946) sosteneva che i tratti centrali avessero un'influenza spropositata sulle configurazioni delle impressioni finali, al contrario dei tratti periferici, caratterizzati da influenza poco significativa. I tratti centrali presentano alte correlazioni con altri tratti. La centralità è influenzata dal contesto. Teorie implicite della personalità sono largamente diffuse all'interno della stessa cultura.

Effetto primacy: incidenza spropositata delle prime informazioni sull'impressione generale del destinatario (recency: ultime info hanno influenza grande, raro). L'aspetto fisico infatti influenza molto.

Schema

Insieme circoscritto e coerente di cognizioni interconnesse che ci permette di comprendere rapidamente una persona in una situazione. Gli schemi attivano il processo top-down (deduttivo), ovvero che l'impressione generale è basata su preconcetti. Oppure bottom-up (induttivo), le informazioni acquisite dal contesto formano un'impressione accurata.

Tipi di schemi

  • Schemi di persona (su persone specifiche)
  • Schemi di ruolo
  • Script (eventi, come si fa qualcosa)
  • Schemi di sé
  • Schemi senza contenuto (regole per elaborare informazioni)

Categorie: insiemi di esemplari con in comune la stessa area di famiglia, insiemi sfuocati di attributi correlati, definiti prototipi.

Stereotipi: schemi di gruppi sociali, quelli applicati a outgroup sono etnocentrici, spesso associati a pregiudizi e discriminazione. Gli stereotipi sono immagini semplificate dei membri di un gruppo, si basano sulle differenze. La stereotipizzazione è una scorciatoia cognitiva che ha funzione adattiva. Difficilmente cambiano. Affidarsi a categorie per chiarire le percezioni è un'attività assolutamente indispensabile che produce anche distorsioni cognitivo-percettive generalizzate. Tejfel ha introdotto il principio di accentuazione per descrivere come diamo risalto alle analogie e alle differenze tra istanze appartenenti alla stessa/diversa categoria. Inoltre, tendiamo a fare più errori all'interno di una categoria che tra le categorie.

Categorie di base: godono di priorità cognitiva perché sono più utili, le meno inclusive sono inserite sotto le più inclusive. Secondo la teoria della distinzione ottimale le categorie di base servono agli uomini per considerare gli individui simili tra loro, ma allo stesso tempo diversi.

Acquisizione e modifica degli schemi

Li acquisiamo e li modifichiamo attraverso gli incontri con istanze che si inseriscono nella categoria. Sono elastici e possono arricchirsi. Nonostante questo, non cambiano molto facilmente. Presentare un'idea per poi dire che è sbagliata farà comunque sì che questa rimanga impressa. Modalità di cambiamento degli schemi: per registrazione (accumulo di prove), per conversione (massa critica di prove discordanti), per formazione di sottotipi (per rimediare alla presenza di prove discordanti).

Codifica sociale

Processo di rappresentazione degli stimoli esterni nelle nostre menti. Fasi: analisi preattentiva (scansione automatica), attenzione focalizzata, comprensione, elaborazione inferenziale (collegamento dello stimolo ad altre conoscenze). La codifica dipende dall'attenzione, che è influenzata dalla salienza: proprietà che distingue uno stimolo dagli altri. L'attenzione è spesso guidata dall'accessibilità delle categorie e schemi che abbiamo già in testa. Le categorie accessibili, quelle che usiamo di più, vengono attivate molto facilmente, questo è il priming.

La nostra memoria dipende da ciò che attrae la nostra attenzione nell'interagire. Quanto più la nostra attenzione è focalizzata, tanto più profondamente elaboriamo e immagazziniamo informazioni. La memoria opera come una rete di associazioni. Idee specifiche o elementi di memoria (nodi) sono collegate ad altri nodi. I legami associativi sono attivati dalla ripetizione cognitiva più diventano forti, ed è più probabile recuperare un nodo.

La memoria si organizza per individuo o per gruppo, nei primi incontri è più probabile che si formi per gruppo.

Inferenza sociale

Modo in cui elaboriamo informazioni sociali per formarci impressioni sulle persone ed esprimere i giudizi. Processo bottom-up: costruiamo impressioni a partire dai singoli dati, processo top-down: traiamo inferenze da schemi e stereotipi generali.

Per rapide decisioni usiamo un percorso euristico/periferico, per riflettere attentamente usiamo un percorso sistematico/centrale.

Correlazione illusoria: giudichiamo che esista una correlazione (percezione di una co-occorrenza inesistente). Chapman: credenza nella magia. Sovrastimiamo le coppie formate da elementi tradizionalmente associati. Basi per la correlazione illusoria: significato associativo (elementi associati perché dovrebbero esserlo) e differenziazione condivisa (elementi associati perché condividono caratteristiche inusuali).

L'inferenza sociale è un processo guidato dallo schema, traiamo conclusioni a sostegno di schemi di cui già disponiamo.

Euristiche

Strategie, scorciatoie cognitive che traducono la soluzione di un problema dalle caratteristiche complesse a più semplici operazioni di giudizio:

  • Della rappresentatività: stimiamo quanto un esemplare sia simile al tipico membro di una categoria.
  • Della disponibilità: gli eventi che vengono in mente con facilità sono considerati più comuni e diffusi di quanto realmente siano.
  • Ancoraggio e accomodamento: impressioni legate a sensazioni iniziali. Le inferenze riguardo agli altri sono ancorate alle convinzioni che abbiamo su noi stessi.

Heider (1958), importanza di studiare le teorie psicologiche ingenue o del senso comune, dato che influenzano il comportamento. Spiegazioni per il comportamento: fattori individuali (personalità, capacità) responsabili dell'attribuzione interna o disposizionale/fattori ambientali (contesto) responsabili all'attribuzione esterna o situazionale.

Modello della covariazione di Kelley (1967), se il comportamento sia causato dalla disposizione interna o da fattori situazionali. Alto valore distintivo e alto consenso portano a un'attribuzione esterna, basso valore distintivo e basso consenso a attribuzione interna.

Weiner (1979), cause e conseguenze dei tipi di attribuzione compiuti dalle persone quando eseguono un compito con successo oppure no: luogo (la prestazione è dovuta all'attore o alla situazione?), stabilità e controllabilità.

Bem (1972), teoria dell'autopercezione: facciamo attribuzioni del nostro comportamento allo stesso modo in cui facciamo attribuzioni del comportamento altrui, per mezzo dell'attribuzione interna aumentiamo la conoscenza di noi stessi.

Emozioni: attivazione fisiologica + cognizioni che usano per etichettare lo stato di attivazione come emozione.

Differiamo nello stile attribuzione: gli interni tendono a fare attribuzioni interne, il nostro destino dipende da noi, e viceversa gli esterni.

Il comportamento di un individuo risponde a una sua disposizione di fondo o tratto della personalità, teoria dell'inferenza corrispondente, una causa stabile che rende il comportamento delle persone prevedibile e aumenta la nostra sensazione di controllo.

Errore fondamentale di attribuzione: tendenza delle persone ad attribuire il comportamento a stabili disposizioni di fondo della personalità. Detta anche bias corrispondenza, considerare il comportamento come corrispondente a disposizioni interne piuttosto che a situazioni esterne.

Essenzialismo: ritenere che il comportamento rifletta caratteristiche di fondo e immutabili, innate.

Effetto attore-osservatore: attribuire il proprio comportamento a cause esterne e il comportamento degli altri a cause interne. Dovuto al fatto che giudichiamo gli altri indipendentemente dal contesto e alla maggior conoscenza che abbiamo di noi stessi.

Effetto del falso consenso: sopravvalutare la diffusione del proprio comportamento ritenendo che gli altri si comportino come noi (tendenza sistematiche di tipo egocentrico).

Tendenze sistematiche a vantaggio del sé: accreditiamo i nostri comportamenti positivi come espressioni di ciò che siamo e delle nostre intenzioni (tendenza sistematica di accrescimento) e giustifichiamo i nostri comportamenti negativi sulla base di coercizione, vincoli normativi (tendenza sistematica all'autoprotezione).

Tendenze di autoaccrescimento più comuni: strategie autoadesive (attribuzioni a fattori esterni espresse pubblicamente in maniera anticipata a proposito di un proprio fallimento), credenza in un mondo giusto (il mondo è giusto e prevedibile, alle persone buone capitano belle cose ecc).

Spesso i gruppi o la società costruiscono spiegazioni sociali, che noi condividiamo. Compiano attribuzioni causali solo quando gli eventi sono inattesi, quando siamo di cattivo umore percepiamo mancanza di controllo.

Errore ultimo di attribuzione: tendenza di attribuire a fattori interni i comportamenti negativi di un outgroup e a quelli positivi di un ingroup e ad attribuire a fattori esterni i comportamenti positivi di outgroup e negativi di ingroup.

Attribuzioni intergruppo etnocentriche: assegnazione della causa del comportamento proprio o altro all'appartenenza a un gruppo.

Teoria delle rappresentazioni sociali (Moscovici): spiegazioni elaborate collettivamente a proposito di fenomeni poco familiari e complessi hanno la capacità di renderli familiari e di semplice comprensione. Queste spiegazioni diventano condivise e divulgate attraverso la discussioni informale tra non specialisti. Le nostre reazioni agli eventi sono rapportate a una certa definizione, comune a tutti i membri della comunità a cui apparteniamo.

Voci: informazioni non verificate diffuse tra individui che cercano di capire eventi incerti e confusi. La voce diventa più breve e meno dettagliata, alcune caratteristiche selezionate vengono ingigantite.

Teorie della cospirazione: teorie casuali astruse, che attribuiscono disastri naturali e sociali a attività intenzionali e organizzate da parte di specifici gruppi sociali.

Capitolo 3 - Sé, identità e società

Sé e identità sono costrutti cognitivi che condizionano l'interazione sociale e la percezione che subiscono l'interazione della società. L'idea che ognuno abbia un sé è relativamente nuova. Le spinte del cambiamento sono state dovute a: scolarizzazione, industrializzazione, illuminismo e psicoanalisi.

Il sé è individuale o collettivo? Ci sono sostenitori di entrambe le teorie, per molto tempo la tendenza prevalente è stata sul sé individuale; molti psicologi dell'inizio come Le Bon (teorizzatore del comportamento collettivo) e McDougall (mente di gruppo).

Sicuro è che il sé nasce e si forma grazie all'interazione sociale (interazionismo simbolico di Mead). La società influenza il modo in cui gli individui pensano a se stessi. Per comunicare con efficacia necessitiamo di simboli che devono avere significato condiviso. L'interazione efficace di basa anche sulla capacità di assumere il ruolo dell'altro.

La formazione del concetto di sé proviene dal vedere noi stessi come ci vedono gli altri (sé riflesso). Le persone non si vedono gli stessi occhi degli altri, ma nel modo in cui immaginano che gli altri li vedano (Tice). Siamo perlopiù inconsapevoli di quello che gli altri pensano di noi. Le persone sovrastimano le proprie caratteristiche positive, il controllo che hanno sugli eventi e sono eccessivamente ottimiste (triade dell'autoaccrescimento).

Autoconsapevolezza: stato in cui si è coscienti di sé come oggetto. Sé privato/sé pubblico. L'autoconsapevolezza privata adatta i nostri comportamenti ai modelli interiori, quella pubblica è orientata verso l'autopresentazione di noi stessi agli altri sotto una luce positiva.

Deindividuazione: perdere il senso della propria identità individuale, assumendo comportamenti antisociali, dovuta alla riduzione di autoconsapevolezza.

Imagaziniamo informazioni intorno al sé attraverso schemi in modo simile rispetto a quanto facciamo per altre persone. Secondo Markus il concetto di sé è complesso e multisfaccettato; abbiamo idee chiari in merito ad alcune dimensioni di noi ma non su altre.

Effetto di sovragiustificazione: in assenza chiara di cause esterne supponiamo id aver scelto spontaneamente quel comportamento perché ci piaceva.

Le ricompense possono avere risultato contrario a quello sperato, riducendo la motivazione e il piacere che si prova nello svolgimento di un compito in precedenza motivato intrinsecamente. Bisognerebbe ridurre il rilievo delle ricompense basate sullo svolgimento del compito e incrementare il numero di quelle basate sulla qualità della prestazione.

Festinger, teoria del confronto sociale per dire come le persone acquistano conoscenza di sé attraverso il confronto con gli altri; abbiamo bisogno di avere fiducia nella validità delle nostre percezioni e l'unico modo che abbiamo per farlo è attraverso il confronto. Confrontiamo le nostre prestazioni con persone che sono leggermente sotto di noi. I confronti verso l'alto possono danneggiare l'autostima.

Modello di mantenimento dell'autostima (Tesser), minimizziamo la nostra somiglianza con la persona migliore di noi.

Teoria della categorizzazione di sé (Turner): il processo di categorizzazione del sé come membro di un gruppo produce identità sociale. BIRGing: menzionare nomi importanti per collegarsi a persone o gruppi ammirati e migliorare l'impressione che gli altri hanno di noi.

Teoria della discrepanza del sé: sé reale (come realmente siamo), sé ideale (come vorremmo essere), sé normativo (come pensiamo che dovremmo essere).

Regolazione del sé: strategie per far corrispondere il nostro comportamento a un modello ideale o normativo. L'incapacità di colmare la discrepanza tra realtà e ideale può deprimerci, tra realtà e norma può renderci ansiosi.

Teoria basata sull'autoregolazione: strategie per portarsi al livello dei proprio modelli attraverso sistema di promozione (essere motivati a concretizzare le proprie speranze, concentrarsi sugli eventi positivi attraverso strategie di avvicinamento, importanza di ideali) e sistema di prevenzione (essere motivati a adempiere ai doveri, concentrarsi sugli eventi negativi attraverso strategie di allontanamento, importanza di norme).

Identità sociale

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bene.music di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Giannetti Enrichetta.
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