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Riassunto Esame Psicologia Sociale

Riassunto per l'esame di psicologia sociale e dei gruppi, basato sull'integrazione degli appunti presi a lezione e studio autonomo sul testo consigliato dalla prof.ssa Di Pentima "Focus Group", Zammuner 2003. L'argomento trattato è il metodo di ricerca qualitativo quale, appunto, il Focus Group.

Esame di Psicologia sociale docente Prof. L. Di Pentima

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COME SCEGLIERE IL MODERATORE

Il ricercatore deve porsi alcune domande rispetto a:

- Livello di esperienza

- Parteciperà a tutte le fasi di ricerca o condurrà solo il focus?

- È aggiornato sulle nuove tecnologie? (qualora servirà nella ricerca)

- È in grado di fornire i risultati velocemente?

- Conduce il gruppo con una guida accurata o approssimativamente?

- Si prepara adeguatamente per la discussione?

- È in grado di sviluppare la conversazione su tutti i temi previsti? (nel tempo e nel

modo giusto)

Sa catturare l’attenzione dei partecipanti e farli parlare?

-

COMPITI DEL MODERATORE

Prima della sessione: deve arrivare in anticipo, controllare la stanza, fare un briefing se necessario.

Imparare a memoria le domande e provare ad immaginare l’andamento del gruppo.

all’arrivo dei partecipanti deve accoglierli, presentarsi, intrattenerli (argomenti

Durante la sessione:

neutri) e creare un ambiente amichevole (in questa fase può cominciare ad osservarli); nella fase

introduttiva deve esporre l’argomento di ricerca, spiegare come si svolgerà il FG – fase delicata che

condiziona tutto il focus, è importante come si porrà; nella fase di discussione di gruppo deve

assicurarsi di svolgere il proprio ruolo non dimenticando e tralasciando nulla.

A termine della sessione: dopo le domande finali, risponde a quelle poste dal gruppo. Se i partecipanti

vogliono fermarsi a parlare: o decide di continuare fino ad un certo punto il FG o realizza una seconda

sessione da svolgere un altro giorno con gli stessi partecipanti.

Il riassunto dopo la fine: moderatore e co-moderatore si fermano, riascoltano la registrazione,

integrano gli appunti, li rivedono e si confrontano. È bene registrare questa parte perché le impressioni

sono a caldo.

 può essere l’esperto

ASSISTENTE DEL MODERATORE/ CO-MODERATORE:

tecnico. Importante prima, durante e dopo il FG:

- Organizza, pensa agli aspetti logistici della stanza (registratore, microfoni,

lavagna, sedie, temperatura, illuminazione, ecc.)

- Accoglie i partecipanti, assicurandosi non entri nessun altro, se non previsto

l’arrivo dei ritardatari

- Prende nota della conversazione dettagliatamente e osservando espressioni

linguistiche e comportamenti di ciascuno, osserva le dinamiche

- Pone delle domande, se concordato con il moderatore. Spesso formula il riassunto

finale

- Partecipa alla fase di analisi.

RISPETTO AI PARTECIPANTI

o Esperto che influenza il gruppo

o Il dominante

o Colui che divaga

L’intollerante

o

o Il timido

o Il distratto

Il moderatore deve saper gestire anche i commenti problematici dei partecipanti: es. le informazioni

sbagliate vanno corrette solo se necessario; o i giudizi negativi fatti su altri partecipanti

Se pongono:

 DOMANDE PRIMA DEL FG: soddisfare le loro curiosità senza compromettere la

discussione

 L’INTRODUZIONE: risponderà alla fine del FG, lì saranno ben accette

DOMANDE DOPO

 DOMANDE DURANTE IL FG: dipende dal tipo di domanda: non deve essere evasivo

Importante non sbagliare la composizione dei gruppi: ETEROGENEITÀ ma non troppo per non

creare conflitti. Parametri: genere, età, religione, provenienza etnica. 

un’esperienza concreta con l’oggetto di ricerca.

I partecipanti devono aver avuto regola di base,

vale sempre. Importante non usare l’ipotesi, il condizionale, e partire sempre dall’esperienza.

È il ricercatore a creare il gruppo o ne usa uno preesistente? Dipende dall’oggetto di ricerca: se

interessa una tematica che il gruppo condivide o se mi interessa la vita del gruppo senza scendere nei

contenuti va bene la seconda opzione; se quel gruppo non condivide alcune tematiche, meglio non

rischiare.

Dimensione del gruppo: almeno tre più il moderatore e gli osservatori. Fino a 6 è un mini group.

Massimo 14 persone. Tutti devono parlare e rispondere a tutte le domande.

RAPPORTO TRA COMMITTENTE E MODERATORE DURANTE IL FG

Quando il committente ha delle integrazioni o osservazioni e il moderatore deve interrompere la

conversazione e deve essere bravo poi ad inserire nel focus le sue proposte improvvisando. È una fase

che va pianificata: deve dare dei compiti ai partecipanti nel tempo che si allontana.

QUANDO SI PRESENTANO PIÙ PERSONE

Assistente spiega. Se ci sono figli, parenti, amici invitati a partecipare si fa compilare loro un

questionario.

QUANDO CI SONO RITARDATARI

che spiega loro l’inizio della conversazione o li manda via se

Importante il ruolo del co-moderatore

non si decide di accettarli (va deciso nella pianificazione).

QUANDO SI PRESENTANO MENO PERSONE

Condurlo ugualmente e sentire chi non è venuto per capire il perché.

QUANDO NON VIENE NESSUNO

Assicurarsi che ora e luogo siano giusti, contattare tutti telefonicamente e capire perché non sono

venuti.

SE SI DEVE MODIFICARE GIORNO, ORA O LUOGO

Chiamare tempestivamente i partecipanti per chiedere loro disponibilità.

IMPREVISTI TECNICI E ORGANIZZATIVI

Per questo è importante che mod e co-mod arrivino in anticipo.

PRESENZA DI DISTRAZIONI

Questi elementi vanno previsti

IL GRUPPO NON RISPONDE A STIMOLAZIONI E DOMANDE

Cominciare conversazioni a due, riformulare le domande.

TEMPO A DISPOSIZIONE MANCANTE

Va evitato pianificando bene le domande.

LA REGISTRAZIONE DELLA DISCUSSIONE

Tramite:

 Appunti presi da moderatore e co-moderatore: chiari e approfonditi, categorizzati. Utile

disporre di uno schema o griglia.

 rende meno spontanea la conversazione. Vantaggi: focalizza l’attenzione

Lavagna:

 Osservazione del committente: facilitato se è sul luogo di svolgimento del FG.

 Registratore: spiegarne l’uso, tranquillizzando i partecipanti. È indispensabile per cogliere

tutti gli aspetti e confrontarli dopo con i dati trascritti.

Importante non confondere il FG con:

- gruppi naturali,

- brainstorming.

- Nominal group technique, in cui i membri non interagiscono tra loro, il ricercatore

raccoglie informazioni separatamente da ogni persona, le elabora e le ripropone al

gruppo

- Delphi grou,p in cui i membri non si incontrano mai, perché il ricercatore desidera

solo conoscere le posizioni individuali.

Tipi di FG:

 Full Group: discussione diretta da un moderatore che coinvolge 8/10 persone;

 Mini Group: coinvolge al massimo 6 persone e consente di ottenere informazioni più

approfondite perché ogni persona ha più tempo a disposizione per esprimere le proprie

opinioni;

 Telephone Group: avviene mediante una conversazione telefonica e viene utilizzata quando

non è possibile riunire in un unico luogo i partecipanti. Questo metodo, tuttavia, presenta

vantaggi e svantaggi in quanto è possibile una maggiore riservatezza ma non si crea

un’interazione tra i partecipanti e, allo stesso tempo, non è possibile per l’osservatore annotare

i comportamenti non verbali.

IL DISEGNO DI RICERCA

1. Circoscrizione del problema, scopi, ricerca e definizione delle ipotesi (Quando il

committente ha un problema da risolvere; la definizione di esso influenza tutto il resto)

2. Formulazione del disegno di ricerca (Comprende tutti gli aspetti inerenti pianificazione e

conduzione della ricerca, analisi dei dati e interpretazione. Valutare vincoli e risorse)

3. Raccolta dei dati (raccogliere informazioni)

4. Analisi dei dati

5. Interpretazione dei risultati

La ricerca può essere:

- Pura o applicata

- Descrittiva o esplicativa (far emergere le motivazioni)

LA PIANIFICAZIONE E LE FASI DEL FG

Importante pianificare ogni passo, ogni tempo di ciascuna fase in modo accurato.

1 FASE: - Definire lo scopo, il risultato che si vuole raggiungere: formulare sinteticamente

gli obiettivi.

- Definire il ruolo del committente nel progetto: se può partecipare o ricevere solo il

resoconto; deve approvare tutto.

- Definire il tempo necessario per la ricerca: influenza le persone da coinvolgere.

- Definire il piano di reclutamento dei partecipanti

- Definire le caratteristiche del moderatore

- Scrivere le domande

- Definire il piano di analisi dei dati

2 FASE: - RECLUTAMENTO dei partecipanti: scegliere le persone giuste per ottenere le

informazioni desiderate.

3 FASE: - Discussione di gruppo

4 FASE: - Analisi dei dati RECLUTAMENTO

Vanno definite:

- le caratteristiche del campione rispetto allo scopo da raggiungere, grado di

omogeneità (criterio di segmentazione): carattere sociodemografico - esperienze

– –

di vita atteggiamenti, opinioni, preferenze dei partecipanti livello di conoscenza

dei membri

- L’ampiezza del gruppo: da 6 a 10 persone. Un mini-group: 4 persone/massimo

L’ampiezza influenza la conversazione. –

10-12 persone. La durata: 90 120 min al

massimo.

- Il numero dei gruppi (quanti FG realizzare): a seconda dello scopo, delle

caratteristiche del campione, dal tempo a disposizione. Non più di 3 - 5 FG.

Importante la flessibilità. Utilizzare più gruppi quando la ricerca è esplorativa;

utilizzare meno gruppi quando c’è saturazione; utilizzare un solo gruppo quando è

difficile estrapolare informazioni dal contesto, quando non si trovano persone e/o

per una questione di costi.

Reclutamento da liste già esistenti: rivolgersi a organizzazioni o aziende o alla comunità

stessa;

reclutamento con campionamento a valanga o a palla di neve: passa parola, meno costoso in

termini di costi e tempo.

reclutamento nel luogo di svolgimento del FG: il focus si svolge subito dopo questa fase. Es

supermercati, aziende, ecc.;

reclutamento presso scuole, associazioni e organizzazioni: se si ha bisogno di un campione

specifico che appartiene a tali gruppi;

reclutamento attraverso mezzi di comunicazione: volantini, annunci;

reclutamento attraverso agenzie specializzate.

IMPORTANTE…

 utilizzare criteri di reclutamento più adeguati alla ricerca: processo di selezione o screening

 verificare con apposite domande se i partecipanti hanno le caratteristiche richieste

 i partecipanti devono essere interessati alla ricerca

 –

offrire incentivi (in denaro o altro dono ai partecipanti per motivarli uguale per tutti)

 contattarli in modo adeguato: per posta o telefono, spiegare loro le modalità e ricordare poi

l’appuntamento.

Il tasso di risposta/partecipazione: numero totale di persone che hanno partecipato alla discussione e

fornito i dati per la ricerca. Quando il tasso di non risposta è alto: errore nella pianificazione!

DOVE e QUANDO: facilitare il più possibile i partecipanti. Ora e giorno dipendono dalle

caratteristiche dei partecipanti. Il luogo deve essere accessibile, comodo, confortevole, con poche

distrazioni, riservato e neutro.

GRADO DI STRUTTURAZIONE DEL FG: influenza tutte le fasi!

 FG non strutturato: scopo esplorativo: domande aperte per favorir la discussione; il

moderatore ha il compito di guidare ed esplorare, interviene poco e ascolta. Presupposto:

devono essere motivati.

 FG strutturato: domande numerose, formulate dal generale al particolare. Si usa quando il

moderatore è poco esperto e quando il ricercatore servono informazioni particolari. Maggior

controllo della conversazione. 3

PIANIFICAZIONE DELL’ANALISI DEI DATI passi:

Definire il tempo necessario per l’analisi: dipende dalla complessità dei dati

-

- Definire come organizzare i dati annotati dal moderatore e registrati

- Definire il formato da proporre per il resoconto finale da dare al committente

FORMULAZIONE DELLE DOMANDE

Devono essere CHIARE e BREVI; avere un unico significato per tutti e una terminologia familiare

ai partecipanti.

Fasi:

1. Chiarire il problema, identificare il target/campione

2. Creazione e stesura dei temi delle domande: elaborare idee insieme

3. Scrivere le domande: calcolando anche il tempo di ciascuna

Rivedere le domande: sottoporle all’attenzione di altri ricercatori e/o di partecipanti

4. simili.

TOPIC GUIDE QUESTIONING ROUTE

 Percorso strutturato di domande.

 Prepara parole chiavi, indicative di  Si usa per ricerche in ambito

temi e argomenti. accademico, no profit, pubblico.

 Si usa nelle ricerche di mercato,

quando il ricercatore non ha  Vantaggi: analisi dei dati puntuale;

abbastanza informazioni. qualità maggiore; possibilità di

confronto tra le domande.

 Vantaggi: poco tempo nella

formulazione; più possibilità di confronto  Svantaggi: rigidità; più tempo da

tra i partecipanti. impiegare nella formulazione; richiede

conoscenza a priori delle modalità e dei

 Svantaggi: difficoltà nella fase di partecipanti.

analisi; minor controllo; poco scientifico.

CATEGORIE DI DOMANDE

Domande d’apertura:

a) la prima domanda. Risposta veloce con lo scopo di creare un ambiente

confortevole e rompere il ghiaccio.

introduce l’argomento e permette di cominciare a riflettervi.

b) Domanda introduttiva: Favorisce

la conversazione. Poco utile per l’analisi.

anticipa quella sostanziale e permette di vedere l’argomento in base

c) Domanda di transizione:

allo scopo di ricerca. Mette l’argomento in rapporto con l’esperienza del soggetto.

d) Domande sostanziali/chiave: permette di raccogliere le informazioni richieste dai

partecipanti. Possono essere da un minimo di due ad un massimo di cinque.

e) Domanda finale: chiude la discussione. Di tre tipi: può incoraggiare il gruppo a riflettere sui

commenti fatti ed evidenziale qualcosa; può essere un breve riassunto del moderatore o del

co-moderatore chiedendo se si è dimenticato qualcosa; può essere la descrizione dello scopo

di ricerca chiedendo la loro opinione di adeguatezza (utile all’inizio di una serie di FG).

“perché?”

La domanda è utile per approfondire alcune questioni rilevanti.

FORMATO DELLE DOMANDE

Aperte: permettono di muoversi liberamente nel rispondere e hanno lo scopo di approfondire.

Retrospettive: consentono alla persona di guardare alla propria esperienza.


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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione, gestione e valutazione dei Servizi Sociali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher desiato.chiara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Di Pentima Lorenza.

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