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Psicologia sociale

Capitolo 4 - Percezione sociale

La percezione del mondo sociale

L'insieme di processi che vengono usati dalle persone per formarsi una rappresentazione cognitiva degli altri e per capirli vengono denominati percezione sociale. I processi di percezione sociale si basano sulla connessione di indizi che provengono dalle persone/gruppi, dal contesto e dal comportamento.

La formazione delle impressioni è il processo che si attua quando si integrano varie fonti informative in merito ad una persona, al fine di formare un giudizio sociale complessivo. Le prime impressioni si basano sulla bellezza fisica (persone attraenti = aspettative che siano socievoli, estroverse più di quelle introverse), sulla comunicazione non verbale (gesti, espressioni, voce, movimenti, volto) e indizi più salienti (che rimangono impressi e sono più accessibili e sono più facilmente richiamati).

Effetto di innescamento (priming)

Stimoli incontrollati possono influenzare in modo impercettibile l'interpretazione e il ricordo degli eventi: la memoria è una rete di associazioni e il priming è l'attivazione di particolari associazioni nella memoria. Tali stimoli spesso sono eventi di cui non si ha consapevolezza, come quelli subliminali e attivano anche pensiero e agire.

Percezione e interpretazione degli eventi

Il processo di formazione delle impressioni è basato su caratteristiche fisiche o sulla comunicazione non verbale. I modelli di formazione delle impressioni sono due:

  • Modello configurazionale di Asch: sostiene che si percepiscono le persone come unità psicologiche, ovvero si costruisce un'impressione complessa sulla base di alcuni tratti centrali. L'intero è maggiore della somma delle parti e i tratti non sono ugualmente importanti.
  • Modello algebrico di Anderson: le impressioni complesse si formano sommando elementi positivi e negativi, ricavando così un'impressione positiva o negativa.

Persistenza della credenza

Le ricerche mostrano che è difficile demolire una falsa credenza, una volta che la persona ricorda il fondamento logico che la sostiene. Questo fenomeno è chiamato persistenza della credenza, ovvero la persistenza delle proprie concezioni iniziali anche quando il fondamento della propria credenza è confutato. La perseveranza della credenza può avere conseguenze importanti, come informazioni poi smentite su fatti importanti, come guerra, etc. Per contrastare la persistenza si può spiegare perché una teoria opposta potrebbe essere vera.

Costruire ricordi

La mente, spesso, nella ricostruzione di ricordi può creare un falso ricordo. L'effetto informazione fuorviante è la tendenza ad incorporare nella memoria informazioni fuorvianti di un evento, dopo esserne stati testimoni e aver ricevuto un'informazione fuorviante su di esso: ciò spiega perché tendiamo ad incorporare nella memoria informazioni false o errate.

Nei confronti dell'atteggiamento, spesso le persone ricordano di aver mantenuto sempre lo stesso atteggiamento, anche quando ciò non è vero: questo accade perché le persone ricordano gli eventi positivi in modo più favorevole di come li hanno vissuti, minimizzando aspetti spiacevoli e noiosi. Per quanto riguarda il comportamento, le persone minimizzano il ricordo di comportamenti negativi e amplificano quelli positivi: c'è l'impressione di esser migliorati.

Giudizio intuitivo

L'intuizione permette l'accesso immediato al sapere, senza ragionamento o analisi. Effettivamente, l'inconscio controlla buona parte del nostro comportamento: gli studi sulla elaborazione dell'informazione inconscia confermano il limitato accesso a ciò che succede nella mente. Il nostro pensiero è parzialmente controllato (intenzionale, consapevole) e parzialmente automatico (impulsivo, spontaneo, dove non opera la ragione).

Gli schemi, modelli mentali, guidano le nostre percezioni e le interpretazioni delle nostre esperienze, producendo aspettative su ciò che è probabile che avvenga. Con sufficiente esperienza, le persone possono intuitivamente sapere la risposta ad un problema, mentre senza avere un'esperienza sul tema, i pensieri inconsci possono guidarci verso una scelta soddisfacente. L'intuito presenta comunque dei limiti: disposizione all'illusione, errori di interpretazione percettiva e fantasie e credenze strutturate.

Eccessiva fiducia in sé (overconfidence)

Le intuizioni automatiche a volte sbagliano e solitamente non si è consapevoli dei propri errori, anche perché le persone tendono ad avere eccessiva fiducia di sé, ovvero tendono ad essere più sicuri che corretti, sovrastimando l'esattezza delle proprie credenze. Ciò avviene anche perché le persone:

  • Sono ignoranti riguardo la loro ignoranza, alimentando così la sicurezza.
  • Tendono a ricordare i loro giudizi sbagliati come se fossero giudizi quasi giusti.
  • Tendono a cercare informazioni che confermino le proprie impressioni (bias di conferma).

Per superare la distorsione legata all'eccessiva sicurezza esistono tre tecniche:

  • Feedback immediato.
  • Per ridurre l'errore di pianificazione (errore nel calcolo del tempo stimato per svolgere una attività), si può disfare le varie unità che compongono il compito e stimare il tempo per ogni unità.
  • Considerare informazioni che confutano i propri giudizi.

Euristiche

Il sistema cognitivo è veloce ed essenziale: applica strategie di pensiero semplici ed efficienti. Tali strategie sono adattive e promuovono la sopravvivenza: sono chiamate euristiche, e spesso possono provocare errori. Le varie euristiche sono:

  • Euristica della rappresentatività: si basa sulla rilevanza degli attributi di una persona, considerata come criterio per poter considerare la persona stessa membro di una certa categoria. E' la tendenza a giudicare l'appartenenze di una persona ad una categoria sulla base della considerazione di quanto quella persona incarna il prototipo della categoria. Aiuta le persone a decidere velocemente in quale categoria collocare gli altri. Difetto: sminuisce l'effetto di altre informazioni importanti.
  • Euristica della disponibilità: tendenza a giudicare la frequenza o la probabilità di un evento/situazione in termini di quanto è facile pensare esempi di quell'evento/situazione. Il fattore importante quindi è la facilità con cui il contenuto viene ricordato. Le persone infatti sono veloci a dedurre una verità generale da un caso vivido, mentre sono lente a dedurre casi particolari da uno generale. Difetto: attribuire peso eccessivo ad una situazione vivida.
  • Euristica della simulazione o pensiero contro-fattuale: il pensiero contro-fattuale è il poter immaginare scenari e risultati alternativi che sarebbero potuti accadere, ma non sono accaduti. Difetti: vivere di rimpianti, attribuire troppa importanza a fortuna.
  • Euristica dell'ancoraggio e dell'accomodamento: tendenza ad ancorarsi ad un punto di riferimento iniziale, adattando la risposta a quel punto di riferimento. Stima di qualche valore a partire da un valore iniziale a cui viene accomodato il nuovo oggetto. Difetto: sottostimare/sovrastimare la persona o l'oggetto considerato.

Le euristiche possono portare ad errori, ma esse svolgono una funzione utile e adattiva. L'uomo comunque non si affida sempre alle euristiche, ma solo quando:

  • Non ha tempo per un'analisi approfondita.
  • Ha troppe informazioni e non riesce a distinguere quelle rilevanti da quelle inutili.
  • L'oggetto in questione non è importante.
  • Scarse conoscenze in merito all'oggetto/questione.
  • Qualcosa della situazione funge da stimolo con effetto priming.
  • Ottimismo che ci fa credere di non aver bisogno di fare sforzi cognitivi.

Il pensiero illusorio

Sul pensiero impatta il tentativo di mettere ordine ad eventi casuali: ciò può portare ad errori.

Correlazione illusoria

È la percezione di una relazione, in realtà inesistente, o la percezione di una relazione più forte di quella reale. I fattori che producono correlazione illusoria sono:

  • Associazione di significati: le credenze di una persona la spingono a credere che due variabili siano associate.
  • Distintività condivisa: vengono associate due variabili che condividono alcune caratteristiche inusuali.

Le persone inoltre trovano facilmente eventi casuali per confermare le loro credenze: infatti se si crede che esista una correlazione, si noteranno e si ricorderanno meglio gli eventi che la confermano. La correlazione illusoria è alla base degli stereotipi.

Illusione del controllo

È la percezione che eventi incontrollabili siano soggetti al controllo di qualcuno o siano più controllabili di quanto in realtà lo siano. Troviamo tale illusione nei giocatori d'azzardo. L'illusione di controllo non ci permette di riconoscere l'effetto della regressione verso la media, ovvero la tendenza statistica di punteggi o comportamenti estremi di tornare verso la media.

Stati d'animo e giudizi

Gli stati d'animo condizionano i nostri giudizi sociali: i sentimenti influiscono sulla cognizione. Le persone felici sono più fiduciose, affettuose e reattive e gli stati d'animo pervadono il pensiero, influenzando i giudizi e portando alla mente esperienze passate associate all'umore. I pensieri legati all'umore possono distrarre dal pensiero complesso: per questo quando eccitati o arrabbiati, è più probabile che si esprimano giudizi affrettati e che si valutino gli altri in base a stereotipi.

La spiegazione del mondo sociale

I giudizi degli altri dipendono da come vengono spiegati i loro comportamenti.

La causalità dell'attribuzione: a una persona o a una situazione

Il processo con cui si usano le informazioni per trarre un'inferenza sulla cause di un comportamento o di un evento è detto attribuzione. Spesso tale attribuzione riguardo ad un comportamento può essere erronea ed attribuita ad una fonte sbagliata: si parla allora di fraintendimento.

La teoria dell'attribuzione è la teoria di come le persone spiegano il comportamento altrui. Secondo F. Heider, quando si osserva qualcuno agire intenzionalmente, qualche volta si attribuisce tale comportamento a cause interne (carattere, motivazioni, abilità, attribuzione disposizionale) e altre volte a cause esterne (situazione, destino, caso, persone potenti, attribuzione situazionale).

Weiner ha sviluppato il pensiero di Heider, aggiungendo altre cause, ovvero cause stabili (permanenti, durature), cause instabili (fluttuanti) e la controllabilità delle cause (se le cause sono sì o meno controllabili dalla persona).

La teoria dell'inferenza corrispondente di Jones e Daves sostiene che le persone tendono a inferire che le azioni di una persona corrispondono a suoi tratti di personalità, sue qualità stabili: l'inferenza porta a ritenere che il comportamento/intenzione degli individui corrisponda a disposizioni interne di tipo stabile (tratti di personalità). Un'inferenza del genere è giustificata quando il comportamento messo in atto dalla persona:

  • È scelto liberamente, non costretto.
  • È imprevisto.
  • È svincolato da ruoli sociali.
  • Ha effetti non comuni.

Il modello di covariazione di Kelly sostiene che, prima di formulare un giudizio, le persone compiono una serie di osservazioni, rilevano le covariazioni di più cause potenziali e attribuiscono l'effetto alla causa con cui covaria maggiormente. Lo schema che seguono è:

  • La persona in genere si comporta così in questa situazione (distintività)? → Sì
  • La persona si comporta in modo diverso in questa situazione rispetto alle altre? → No (bassa distintività) Allora viene fatta un'attribuzione interna (disposizione personale).
  • → Sì (alta distintività) Attribuzione esterna (alla situazione personale).
  • → Sì Gli altri si comportano allo stesso modo in questa situazione (consenso)?
  • → No (basso consenso) vedi punto 3.
  • → Sì (alto consenso) vedi punto 4.

L'errore fondamentale di attribuzione

È la tendenza a sovrastimare il peso dei fattori disposizionali ed a sottovalutare il peso dei fattori situazionali. Tale errore avviene anche quando le persone sanno di essere la causa del comportamento di un altro: si svalutano quindi le restrizioni sociali e la situazione.

L'errore di attribuzione si commette spesso in base alla consapevolezza situazionale e la prospettiva:

  • Differenza attore-osservatore: le persone osservano gli altri da una prospettiva diversa da quella usata per osservare sé stessi. Quando si guarda una persona l'ambiente diventa relativamente invisibile: la persona cattura la nostra attenzione e sembra sia la causa di ciò che accade.
  • Distorsione della prospettiva della videocamera: osservando il video di una confessione di un sospettato, la prospettiva della videocamera (puntata sul sospettato o sul detective) influenza il giudizio di colpa.
  • Prospettive che cambiano col tempo: quando le persone ricordano il proprio passato diventano come osservatori esterni.
  • Autoconsapevolezza: quando l'attenzione si focalizza su noi stessi spesso si attribuiscono responsabilità e eventi a noi stessi. Quindi coloro che focalizzano l'attenzione su sé stessi si vedono come fossero gli osservatori (attribuiscono il comportamento più a fattori interni che alle situazioni): ciò avviene perché siamo consapevoli di come cambia il nostro comportamento con le situazioni e quindi ci vediamo più mutevoli delle altre persone.

L'errore di attribuzione deriva anche da differenze culturali: le culture occidentali (cultura individualista) ritengono che sia l'individuo la causa degli eventi, mentre nella cultura asiatica (cultura collettivista) viene data importanza alle situazioni.

Le aspettative del mondo sociale

Credenze sociali e giudizi sono importanti perché influiscono su ciò che si sente e su come si agisce e possono creare una loro realtà. Quando le nostre idee portano ad agire in modo da produrre una loro apparente conferma si parla di profezia che si auto-avvera. Per esempio, le aspettative di un'insegnante possono modificare il comportamento verso un determinato studente, influenzando il comportamento dello studente.

Un altro effetto delle aspettative è che si tende ad ottenere ciò che ci si aspetta. L'aspettativa di un comportamento può indurre l'altro a confermare tale credenza (conferma comportamentale).

Capitolo 5 - Atteggiamenti e comportamenti

Gli atteggiamenti

L'atteggiamento è una valutazione favorevole/sfavorevole verso qualcosa/qualcuno: spesso è radicata nelle proprie credenze ed esibita nei sentimenti e nel comportamento intenzionale. Nella vita di tutti i giorni esprimiamo continuamente atteggiamento rispetto a eventi, oggetto e persone e spesso il processo di valutazione è automatico.

L'ABC degli atteggiamenti

Ogni atteggiamento può basarsi su sentimenti e affetti (Affect), su comportamenti (Behaviours) e su cognizioni (Cognitions) e sul loro rapporto. L'atteggiamento non si basa necessariamente su tutte e tre le componenti contemporaneamente, ma su una, due o tre di esse. Gli atteggiamenti sono quindi la risposta ad un bisogno automatico di valutazione e, per l'approccio funzionalista, hanno 4 funzioni:

  • Funzione conoscitiva, di valutazione dell'oggetto: gli atteggiamenti aiutano a capire e dare un senso al mondo.
  • Funzione di espressione dei valori: servono a esprimere i propri valori.
  • Funzione egodifensiva: servono a proteggersi da conflitti interni o da verità inconsapevoli. Aiutano le persone a perseguire un'identità più positiva.
  • Funzione di adattamento sociale: servono ad ottenere ricompense e benefici dagli altri.

Misurazione degli atteggiamenti

Gli atteggiamenti si misurano attraverso le espressioni degli atteggiamenti stessi:

  • Approccio diretto: utilizza l'autodescrizione e l'osservazione. Per l'autodescrizione vengono usate delle scale di misurazione, composte da una lista di domande/affermazioni attraverso cui le persone esprimono la propria opinione: la scala più usata è la scala Likert, una scala che si basa sull'accordo/disaccordo delle persone con ogni affermazione riguardo un atteggiamento presente in una lista.
  • Approccio indiretto: quando le persone sono sotto osservazione cercano di fare buona impressione, falsificando i test diretti. Per questo si utilizzano tecniche indirette, come le risposte muscolari facciali (elettromiografia facciale), la tecnica del bogus pipeline (falso collegamento, che scoraggia le persone a mentire dicendo loro di essere collegate ad una macchina che misura le loro risposte fisiologiche) o il test di associazione implicita (IAT, che usa i tempi di reazione per misurare quanto rapidamente una persona associa dei concetti, come razzismo).

Atteggiamenti e comportamento

Secondo LaPiere gli atteggiamenti non condizionano necessariamente i comportamenti e secondo Wicker gli atteggiamenti manifesti delle persone difficilmente sono in grado di predire i loro comportamenti.

La teoria dell'azione ragionata

La teoria dell'azione ragionata TRA (Ajzen e Fishbein) afferma che il comportamento effettivo delle persone dipenda direttamente dall'intenzione di adottare tale comportamento. Tale intenzione dipenderebbe da:

  • Atteggiamento: (favorevole o no) verso lo specifico comportamento, che considera le relative conseguenze del comportamento.
  • Pressione sociale: da parte di specifiche persone/gruppi, ad adottare il comportamento in questione.

La TRA è stata criticata, perché il comportamento...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pianoren di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Nerini Amanda.
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