06/10/2020
Il primo passo che deve fare l’insegnante è scoprire le mis-concezioni che gli alunni hanno della disciplina di riferimento.
La psicologia scolastica cosa studia?
Processo di apprendimento
Modalità di interazione per favorire l’apprendimento
L’obiettivo è costruire una condizione di benessere e apprendimento utile, significativo e vantaggioso.
La psicologia scolastica e lo psicologo scolastico prendono in carico sia l’alunno che il docente, curandosi della costruzione
di un ambiente di apprendimento favorevole sia per l’alunno che per il docente. Lo psicologo scolastico ha anche il
compito di affrontare situazioni problematiche, osservare e studiare le soluzioni e approntare strategie di risoluzione di
situazione problematiche che si presentano all’interno del contesto classe o contesto scolastico in generale.
Nel caso in cui si creano dinamiche problematiche o progettualità complesse lo psicologo scolastico può prendere in carico
anche la famiglia. In alcune scuole, in base all’organizzazione scolastica, si creano anche degli sportelli in cui lo psicologo
scolastico è a disposizione per ricevere richieste da parte degli alunni e dei docenti e, anche in questo caso, può far
riferimento alle famiglie. Tuttavia, in gene, e è una figura che sta all’interno del contesto scolastico che studia, osserva e
cerca soluzioni rispetto a dinamiche/situazioni/contesti che si presentano all’interno del contesto scolastico.
La psicologia scolastica nel nostro caso, però, ha l’obiettivo di conoscere il funzionamento del sistema cognitivo, delle sue
funzioni fondamentali.
Quali sono?
Risposte degli studenti:
Attenzione: la selezione degli stimoli si attiene all’attenzione.
Percezione: l’individuazione degli stimoli si attiene alla percezione.
Linguaggio.
Memoria.
Motivazione.
Intelligenza.
L’apprendimento non è una funzione ma un processo Noi ci occuperemo quasi per tutto il corso di apprendimento
perché il nostro scopo è quello di cercare di capire, apprendere ed imparare come si apprende. Impariamo come si impara
studiando quelle funzioni che sono fondamentali per l’apprendimento. Andremo a vedere: Come si costruisce
l’apprendimento all’interno del singolo e all’interno di un contesto/del gruppo? Quali sono le funzioni che lavorano per
costruire la conoscenza?
L’apprendimento, benché ci stiano provando a ridurlo ad una condizione di isolamento e di distanziamento, nella
condizione di normalità avviene in un contesto di gruppo ed è rilevante. E’ una variabile significativa, ossia una variabile
che è interveniente che ha un elemento di costruzione dell’apprendimento: interviene, cioè, in funzione utile verso
l’apprendimento. E’, dunque, importante per l’insegnante conoscere cosa accade all’interno di un contesto e come
l’essere inseriti in un gruppo interviene nella comprensione dei processi di apprendimento.
La prima parte del corso di studi, quindi, si soffermerà sulle funzioni cognitive, sui processi cognitivi e motivazione che
stanno alla base dell’apprendimento.
COSA È UNA FUNZIONE?
Il sistema cognitivo è costituito da diverse funzioni poiché è un sistema articolato e complesso. La funzione, quindi, è una
componente del sistema cognitivo.
Il sistema cognitivo è organizzato in modalità articolate e complesse ed è, quindi, un sistema composto da diversi elementi
e componenti.
Il sistema cognitivo centrale è organizzato su aree distinte: è, cioè, un sistema complesso composto da numerosi loci
funzionali, ossia agglomerati di neuroni che compongono aree specifiche. Ciascuna area specifica svolge una e una sola
funzione.
Il sistema cognitivo è, dunque, organizzato secondo una MODALITÀ DOMINIO-SPECIFICA: questo perché singole aree
svolgono specifiche funzioni. E’, cioè, organizzato secondo il principio della specializzazione: aree distinte sono cioè
specializzate nello svolgimento di una singola funzione. Quindi, la funzione è una componente del sistema cognitivo che
svolge un singolo processo, è una modalità di processazione delle informazioni che consente lo svolgimento di un compito.
La funzione è una modalità di organizzazione del sistema cognitivo che consente un funzionamento indipendente di
ciascuna componente rispetto alle altre, pur mantenendo una interdipendenza tra le funzioni.
Quindi le funzioni sono indipendenti ma tra loto interdipendenti. Ciò significa che ogni singola funzione svolge un
processo. Pensiamo alla metafora dell’ingranaggio: ogni singolo ingranaggio si specializza nello svolgimento di un
processo. Che cosa significa che svolge un processo?
Che riceve un input, elabora quell’input secondo delle modalità sue proprie (es. elaborazione visiva, motoria, verbale,
connessioni di informazioni), svolge un processo specifico e produce un risultato, un output. Il risultato dà luogo ad una
risposta funzionale dell’individuo sull’ambiente oppure dà luogo a una connessione con altre funzioni/componenti/
risposte per costruire un comportamento/risposta più complesso/a.
La costruzione di un comportamento complesso deriva dall’interazione dinamica tra le singole funzioni.
Che cosa è una funzione? Una modalità di processazione delle informazioni.
Quali sono le funzioni che consentono l’apprendimento?
ATTENZIONE
Funzione che consente di selezionare gli stimoli. Tra tutti gli stimoli che entrano all’interno del campo percettivo,
l’attenzione è la funzione che consente di selezionare lo stimolo che sarà poi processato, elaborato (arriva, cioè,
al sistema cognitivo centrale per subire una elaborazione). L’attenzione è una funzione articolata, ossia costituita
da diversi componenti, ma ha un funzionamento piuttosto chiaro e diretto.
PERCEZIONE
Studente 1 risponde: “La recezione e l’elaborazione degli stimoli”.
o Studente 2 risponde: “Un feedback: una risposta che da l’organismo che provengono dall’ambiente
o esterno”.
Studente 3 risponde: “E’ la prima elaborazione dello stimolo ricevuto”.
o
La professoressa sta cercando di far emergere tra noi come lo stesso oggetto possa dar luogo a delle
rappresentazioni mentali (= un concetto) diverse.
Tra le risposte date, possiamo vedere come emergano delle risposte differenti poiché per lo studente 2 la
percezione è “un feedback, una risposta retroattiva che l’organismo, l’individuo da ad uno stimolo percepito,
proveniente dall’esterno” mentre, per lo studente 3 “è la prima elaborazione: è un’elaborazione che il sistema
cognitivo attiva nei confronti di uno stimolo percepito”.
Forse c’è qualcosa di più filosofico nella risposta dello studente 2 e qualcosa di più scientifico nella risposta dello
studente 3, ma sono entrambe corrette perché ognuno ha la propria rappresentare.
Però quello che accade in questo contesto che abbiamo rilevato ora, accade sistematicamente nel processo di
insegnamento-apprendimento.
Nel processo di apprendimento, qualunque oggetto dà luogo a una rappresentazione mentale individuale in
ciascun soggetto, corretta o meno che sia: sta all’insegnante comprendere se tale percezione/rappresentazione
concettuale sia una mis-concezione (una rappresentazione completamente scorretta) e quindi intraprendere un
processo di correzione per consentire la costruzione di un concetto scientificamente corretto aderente alla
struttura concettuale della disciplina.
Quindi, la percezione è un processo attivo e continuo perché c’è la mediazione del soggetto che interviene con le
proprie rappresentazioni e percezioni, ma è comunque una prima elaborazione.
MEMORIA
E’ un sistema complesso, poliedrico, mutevole. La memoria muta e cambia.
I ricordi sono stabili o instabili, oggettivi o soggettivi, come si recuperano, come si costruiscono? Quante memorie
esistono?
Risposte:
Studente 1: “la memoria non è permanente e muta nel tempo”. In che senso muta nel tempo?
o Studente 2: “La memoria è mutevole perché si modifica nella sua capacità: aumenta o diminuisce la
o capacità di mantenere memorie”.
Studente 3: “la memoria è limitata”.
o Studente 4: “la memoria di un ricordo lontano può essere modificata con il passare del tempo”.
o Studente 5: “in base al nostro vissuto, un ricordo può assumere un diverso significato e si modifica”.
o Studente 6: “la riattivazione di una memoria alla coscienza ne aumenta la stabilizzazione: più si ripete una
o memoria, più questa si stabilizza nel tempo”.
Studente 7: “Tenere un diario e rileggere quell’informazione o quel dato continuamente consente la
o riattivazione del ricordo”. Questo ha a che fare con la modalità del recupero del ricordo che ha
necessariamente bisogno di una stimolazione. Il ricordo senza una stimolazione non può essere riattivato.
Il recupero della memoria non può avvenire in modo volontario e intenzionale se non sulla base di una
stimolazione. Il recupero della memoria ha bisogno di un suggerimento: non si può decidere di ricordarsi
qualcosa indipendentemente da un suggerimento esterno.
Studente 8: “mi viene in mente la memoria sensoriale come ricordo ancestrale” la memoria sensoriale,
o per definizione, è una memoria a brevissimo termine che consente il mantenimento in memoria
dell’informazione sensorialmente percepita per pochissimi secondi. Possiamo poi trovare la memoria
cellulare che è un tipo di memoria che consente il recupero inconsapevole di sensazioni percepite in
passato.
Una studente ha notato come ci sono alcune memorie che non hanno bisogno di un suggerimento ma
possono essere attivate in modo intenzionale e volontario (es. recupero dei numeri di telefono, recupero
della password).
Impareremo a distinguere tra “funzionamento della memoria a breve termine” e “funzionamento della
memoria a lungo termine”.
Da una parte, nel sistema di memoria a breve termine, la ripetizione intenzionale di alcune informazioni
ha una sua funzione e viene attivata automaticamente dal sistema di memoria per consentire il
prolungamento del mantenimento dell’informazione. Nella memoria a lungo termine, invece, il recupero
funziona in modo diverso.
Pensiamo al recupero di una password (è spesso un problema ricordarsi una password).
In tal caso c’è un recupero intenzionale, ossia io devo ricordarmi la mia password per poter accedere al
sistema: in quel momento devo recuperare un’informazione e la recupero intenzionalmente.
Come fai a recuperare intenzionalmente un’informazione?
Si recupera un contesto, una sorta di elemento di ancoraggio, mi costruisco un aggancio (es. un numero
per me significativo), poiché è più semplice ricordare qualcosa che abbia un elemento di significanza (che
sia significativo e abbia un valore). Quindi quando devo recuperare un’informazione che cosa faccio?
Mi costruisco un aggancio, qualcosa che mi consenta di recuperare quell’informazione: un index.
Quest’ultimo potremmo paragonarlo alla denominazione di un file nella memoria di un computer: devo
ritrovare un file registrato nella memoria del computer e allora lo indicizzo con un nome perché questo
mi consente di fare un recupero diretto (utilizzo l’indice per recuperare quel file che è perso nella memoria
nel computer). Quindi, per recuperare l’informazione, recupero l’indice che è questo suggerimento che
mi consente di andare a recuperare direttamente l’informazione. Tale suggerimento, che può essere
consapevole o meno, consente di riattivare l’informazione registrata nel magazzino di memoria.
MOTIVAZIONE
Che cos’è la motivazione?
Risposte:
Studente 1: “è lo stimolo, interno o esterno, che ci spinge a fare qualcosa”. Partiamo da noi stessi, la
o motivazione la sperimentiamo quotidianamente, tutti i giorni. E’ ciò che dirige il nostro agire.
Perché è importante la motivazione per un’insegnante?
Perché la motivazione è importante per l’apprendimento: mantiene alto il livello di attenzione.
Come funziona la motivazione, che cosa è, come si costruisce?
È molto complessa e interconnessa con numerose altre componenti della personalità e del sistema cognitivo. La
motivazione è il motore del processo cognitivo, è la chiave di accensione: se non c’è motivazione il processo di
apprendimento non parte. Ci sono diversi livelli di motivazione: alcuni più intrinseci ed altri più estrinseci.
Studente 2: “E’ importante per promuovere la crescita delle competenze e delle abilità dell’alunno e
o portarlo a percepirsi capace”. Questo è un tema su cui dovremmo lavorare perché molto importante
ed è quello su cui noi dovremo lavorare, ossia dovremo lavorare nel portare l’alunno a sentirsi capace.
L’individuo cerca una gratificazione: la spinta fondamentale dell’essere umano è quello di raggiungere il benessere
(stare bene, provare gratificazione, stare bene con ciò che si è, con ciò che si fa). Questo è uno dei bisogni
fondamentali dell’essere umano. Che cosa ci da gratificazione? Ognuno ha la propria.
Questo per capire come la motivazione sia un sistema multi-strato. Ci sono molti elementi e componenti che
intervengono nella costruzione di questo processo e per capire quali sono le motivazioni che spingono ed
inducono ad agire si potrebbe arrivare ad un’analisi molto profonda.
Di fatto, ciò che a noi interessa è che la motivazione è ciò che ci spinge ad agire, è la guida del nostro
comportamento.
SVILUPPO DEL PENSIERO: si intende la capacità di costruire dei concetti, la costruzione concettuale.
L’INTELLIGENZA.
LA META-COGNIZIONE.
LE FUNZIONI STRUMENTALI: lettura e comprensione, scrittura e calcolo.
La funzione che questo brainstorming ha assunto è quella di pre-attivazione delle conoscenze poiché ciascuno studente
ha delle conoscenze, corrette o errate, già strutturate rispetto a determinati argomenti.
La pre-attivazione di queste conoscenze, attraverso il brainstorming e quindi il recupero delle memorie, delle conoscenze
e informazioni che abbiamo relativamente ad un argomento produce una effettiva attivazione delle reti neurali sulle quali
sono registrate queste conoscenze.
Dunque, il recupero delle informazioni produce la riattivazione dei neuroni e delle strutture proteiche in cui sono
registrate le memorie, inserite nelle reti neurali. L’attivazione produce l’accensione, attraverso i neurotrasmettitori, delle
memorie che contengono solo e specificatamente quelle informazioni.
Questa attivazione consente al discente (colui che apprende) di strutturare più rapidamente le nuove conoscenze
inserendole su una base di memorie pre-attivate.
In sostanza, la pre-attivazione delle conoscenze è funzionale alla costruzione dei nuovi apprendimenti.
Quello che abbiamo fatto oggi è quindi una pre-attivazione delle conoscenze che può essere fatta in modo attivo e
consapevole ma può essere anche fatta in modo passivo-consapevole: ossia, non necessariamente parlandone ma
pensandoci, il semplice recupero delle informazioni attraverso il pensiero, produce lo stesso processo di riattivazione delle
conoscenze.
Questa è una procedura che l’insegnante dovrebbe utilizzare nel corso delle proprie lezioni. L’insegnante consapevole sa
che la pre-attivazione, il recupero delle conoscenze (corrette o no) consente la costruzione di apprendimenti più stabili,
solidi e profondi.
La data che, storicamente, viene data alla nascita della psicologia è il 1827 con l’opera dello psicologo W. Wundt che
sancisce la nascita della psicologia sperimentale (1879) nella università di Lipsia.
Storicamente viene così definito, ma è una ricostruzione a posteriori. Di fatto, le ultime ricostruzioni storiche indicano che
non è esattamente così.
Comunque, la psicologia come disciplina scientifica nasce nei primi decenni dell’800.
Inizialmente la psicologia apparteneva a una branca delle scienze nomotetiche, quindi alla filosofia: solo successivamente
ha raggiunto la dignità di disciplina scientifica e autonoma, disancorandosi dall’appartenenza alle discipline filosofiche e
antropologiche.
Cosa fa Wundt?
Ad opera di Wundt avviene la collocazione scientifica della disciplina psicologica.
In questo periodo nasce la corrente dello STRUTTURALISMO: lo strutturalismo è una concezione della psiche (mente) che
pensa la mente come una struttura composta da elementi distinti. Cosa deve fare lo psicologo?
Attraverso un processo di analisi introspettiva deve individuare, scientificamente e obiettivamente, gli elementi che
costituiscono il pensiero. Il pensiero, secondo lo strutturalismo, è una struttura composta da elementi singoli (= pensiero
come se fosse un mosaico composta da elementi singoli) e l’opera della psicologia consiste nello scomporre il pensiero,
ossia il mosaico, nei singoli elementi costituenti.
Dunque, attraverso un processo di introspezione, di analisi obiettiva, la psicologia in quel periodo si occupa di ricostruire
il pensiero individuandone i singoli elementi.
Partendo dall’analisi della percezione, lo strutturalismo pone questa condizione, ad esempio: a proposito di un oggetto,
ad esempio la cattedra, lo psicologo strutturalista si chiede come viene costruita l’immagine mentale della cattedra.
Lo psicologo strutturale si interessa di capire quali sono i pezzi della rappresentazione mentale dell’oggetto. In particolare
si chiede qu
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Psicologia clinica - Appunti e rielaborazione personale attraverso la frequenza a tutte le lezioni
-
Riassunto esame Igiene, Prof. Schiavano. Appunti e rielaborazione personale attraverso la frequenza a tutte le lezi…
-
Riassunto esame Linguistica Italiana II, Prof. Felici. Appunti e rielaborazione personale attraverso la frequenza a…
-
Riassunto esame Tecnologie Didattiche, Prof. Martini. Appunti e rielaborazione personale attraverso la frequenza a …