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APPRENDIMENTO E COMPETENZA SOCIALE NELLA SCUOLA

APPRENDIMENTO E SOCIALIZZAZIONE A SCUOLA

-Scuola: contesto di importanza centrale per lo sviluppo della persona (con famiglia e gruppo dei

pari) posta poca attenzione alla globalità della persona incentrandosi sui prodotti

inizialmente

dell’apprendimento: dalla 2° metà del 1900 gli psicologi cominciano a spostare l’attenzione dalla

trasmissione delle conoscenze alla costruzione dei saperi attraverso una prospettiva integrata

dei processi relazionali e cognitivi del bambino e dell’adolescente

sec: drastico cambiamento di prospettive sulle pratiche di apprendimento e insegnamento

20° dell’educazione influenzata da teorie sociali (es.costruttivismo sociale): processi di

psicologia

costruzione del significato e della conoscenza in classe considerati attività socialmente

condivise, piuttosto che derivanti da interscambi unilaterali tra insegnati e studenti

di guardare alla scuola come ad un CONTESTO trae forza anche dall’interesse degli

scelta

studiosi dell’infanzia e dell’adolescenza per il modello di Brofenbrenner(1979): sviluppo come

risultato dell’azione dell’individuo, intenzionale e diretta verso uno scopo, la quale ha come

obiettivo di adattare le mete e le potenzialità individuali alle richieste e opportunità offerte

dall’ambiente (individuo e ambiente come elementi che si influenzano reciprocamente)

contesti in cui l’individuo è immerso (scolastico, familiare, lavorativo..) sono in

diversi

interazione dinamica tra loro e sono in interazione con i più ampi contesti sociali, culturali e

ambientali

=Scuola come vero e proprio MICROSISTEMA: conseguimento di adeguate mete cognitive va ad

intersecarsi con la dimensione sociale costituita dalle quotidiane relazioni con compagni e

insegnanti, convergendo nella costruzione di una certa immagine di sé e della propria identità

-Approccio sperimentale: fase di pre-test in cui vengono rilevate le capacità individuali di

prestazione cognitiva; fase di interazione tra coetanei o tra allievo e insegnante; fase di post-test

in cui ai soggetti viene proposto individualmente un problema analogo a quello del pre-test

degli effetti specifici delle dinamiche sociali in classe ha consentito a Doise e Mugny di

esame

individuare alcuni andamenti stabili:

1.Allievi che hanno l’opportunità di confrontare/discutere con altri i propri risultati in compiti di

soluzione dei problemi ottengono più frequentemente un miglioramento nelle risposte fornite al

post-test (rispetto a chi ha lavorato solo)

2.Abilità cognitive acquisite attraverso l’interazione non sono solo di tipo imitativo: il

miglioramento è presente anche nel partner più abile (trae vantaggio dalla necessità di

riformulare le proprie conoscenze in modo più facile)

3.Progresso conseguito in un compito specifico viene spesso trasferito ad altri compiti

CONFLITTO SOCIOCOGNITIVO: confronto tra persone che mettono il rispettivo

spiegazione:

punto di vista in discussione, cercando, sulla base delle argomentazioni di volta in volta avanzate

dall’altro partner, una soluzione non completamente accessibile a livello individuale

=studi sottolineano la funzione strutturante dell’attività comune e della discussione in gruppo

per l’acquisizione di strumenti cognitivi, in quanto capace di dotare di più significati un compito e

di ricondurlo in una situazione sociale

=lavoro con il gruppo di pari rende possibile il coinvolgimento affettiva e l’attivazione di scopi

personali dell’alunno (condizioni indispensabili per l’apprendimento)

-Relazione insegnante-allievo: riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze

sociali e cognitive: funziona come fattore protettivo in grado di favorire lo sviluppo e modellare i

percorsi individuali degli alunni E promuove l’infrastruttura evolutiva su cui si costruiscono le

conoscenze e le esperienze scolastiche

una dimensione di supporto dell’insegnante e una di comprensione ed equo

distinguiamo

trattamento rispetto alla prestazione scolastica dell’alunno

(studente deve essere considerato come costruttore attivo della propria conoscenza e non

recipiente passivo di esperienze e competenze altrui)

-Apprendimento: costruzione sociale che si produce nei soggetti che apprendono attraverso la

mediazione dell’insegnamento in contesti specifici e attraverso codici e sistemi di segni e simboli

condivisi alcune metodologie di insegnamento-apprendimento: si dispongono lungo un

proposte

continuum che va dal tradizionale insegnamento “spiegazione alla cattedra-compito individuale

al banco/interrogazione” a stili educativi improntati a valorizzare la motivazione dell’alunno, la

cooperazione tra compagni, la capacità organizzativa e di supporto dell’insegnante

learning, approcci rivolti alla responsabilizzazione degli alunni, alla dimensione

es.cooperative

affettiva ed emotiva dell’apprendimento, l’attivazione di percorsi metacognitivi e di

pianificazione dei processi di apprendimento

-RICERCA TRASLAZIONALE: ricerca che si muove passando da un ambito scientifico all’altro, che

riesce ad ottenere risultati trasferibili ed utilizzabili in più campi integrando la teoria con la

prassi, l’attività di ricerca sperimentale con la pratica operativa, con l’obiettivo di servire al

progresso degli studi e delle applicazioni in relazione allo sviluppo del bambino e della comunità

di fondare la pratica e le politiche di intervento su conoscenze scientifiche

importanza

ricerca di base alla valutazione dei programmi di intervento

dalla alla natura bidirezionale e di influenza reciproca tra ricerca di base e prassi

attenzione

operativa: implica una ricerca guidata dalla rilevanza sociale dei problemi e dalla necessità di

facilitare la soluzione di essi come primo anello di congiunzione perché i suoi studi

ricercatore

hanno come oggetto le problematiche rilevanti per la comunità

sulla valutazione di interventi in termini di efficacia ed efficienza al fine di documentare

enfasi

nuove applicazioni pratiche fondate empiricamente in grado di migliorare i servizi per la

collettività delle condizioni operative e diffusione di info

valutazione

-Maggior parte dei servizi/programmi proposti non sono supportati dall’evidenza empirica (non

sono passati, prima della loro attuazione, attraverso una valutazione scientifica dell’efficacia):

standard di evidenza non sono ancora sufficientemente diffusi, le strategie di intervento di chi ha

potere decisionale vengono adottate senza una valutazione accurata e piani di intervento

difficilmente si conciliano con le esigenze di istituzioni, enti e società

-Society for Prevention Science distingue 3 livelli di sperimentazione e valutazione:

1.Livello dell’efficacia: effetti benefici di un intervento in condizioni ottimali di realizzazione

2.Livello dell’efficienza: se intervento è proficuo nel mondo reale (in un contesto in cui sono attivi

fattori di influenza contestuali) implementazione, fedeltà programma e adattamento al

qualità

contesto

3.Livello di implementazione del progetto su larga scala: standardizzazione del modello e

fornitura dei materiali/servizi

-Valutazione dei progetti di intervento:

1.Valutazione ex ante: valutati i progetti nelle fasi di ideazione, progettazione e strategie di

attivazione

2.Valutazione in itinere: valutati i progetti nella loro implementazione (fornisce feedback e

suggerisce miglioramenti)

3.Valutazione ex post: valutati gli esiti del progetto (cambiamenti intervenuti)

-Disegni di ricerca per la valutazione di efficacia/efficienza:

1.Random control trial: gruppi scelti con procedura casuale

2.Quasi sperimentale con appaiamento: si sceglie un gruppo e si cerca un gruppo di controllo

appaiato (caratteristiche simili per età, genere, razza)

3.Serie temporali interrotte con/senza controllo: si osserva il fenomeno sistematicamente e si

registrano cambiamenti a seguito dell’intervento

-Limiti ricerca traslazionale:

nel passaggio dal laboratorio al mondo reale: non c’è corrispondenza di risultati

difficoltà che i risultati siano uguali perché anche il laboratorio ha molti condizionamenti che

impossibile

possono influenzare i risultati

credere che rigore sia specifico solo della fase sperimentale e che possa essere

sbagliato

abbandonato nella fase di traslazione alla realtà operativa

può influenzare gli interventi e gli esiti: importanza di esperimenti rigorosi a livello di

contesto

comunità rispetto ai quali il processo di comprensione del fenomeno sia il più vicino possibile alla

realtà

-Nella formazione scolastica si registra una scarsa adesione agli standard of evidence: riforma

scolastica basata su tali dati avrebbe il potenziale per cambiare la pratica educativa e rendere la

ricerca centrale per le politiche dell’istruzione

-Percorso di ricerca con la rete di scuole SENZA ZAINO per valutare l’efficienza della

sperimentazione e coglierne possibili meccanismi di mediazione o moderazione: esperienza di

traslazione volta alla valutazione di interventi promettenti in termini di efficacia ed efficienza con

il fine di documentare esperienze significative nella scuola e capaci di migliorare i servizi

educativi per la comunità

valutazione dei cambiamenti negli apprendimenti; valutazione dei cambiamenti nella

obiettivi:

competenza sociale; confronto tra approccio didattico Senza Zaino e metodologia didattica

tradizionale; valutazione delle relazioni tra are degli apprendimenti e area della competenza

sociale efficacia intervento: disegno di ricerca sperimentale con due rilevazioni a due

valutazione

gruppi a confronto

SENZA ZAINO PER UNA SCUOLA DI COMUNITA’

-Dewey: “noi non educhiamo mai direttamente ma indirettamente attraverso l’ambiente”

nel suo complesso, come ambiente ricco di stimoli e suggestioni che promuove certi

scuola

atteggiamenti e ne frena altri, suscita l’apprendimento e la crescita dei soggetti in formazione

sull’ambiente di apprendimento: cuore dell’esperienza delle scuole che aderiscono

centratura

alla rete “Senza Zaino”

GLOBALE AL CURRICOLO: visione ampia della proposta formativa che si collega ai

APPROCCIO

filoni contestualistici, situazionali ed esperenziali

-Oggi il sapere si basa molto sulla diffusione e l’uso dei libri di testo che risponde ad una logica

di standardizzazione, cui fa da riscontro un’impostazione trasmissiva dei saperi organizzati in

discipline non comunicanti tra loro, realizzata in un ambiente asettico e costituito da banchi

monoposto separati e allineati rivolti verso una cattedra

*CURRICOLO SEGMENTATO ha permesso la strutturazione dei moderni sistemi scolastici

rispondendo a criteri di economicità e massima espansione, permettendo lo sviluppo della

società attuale MA oggi è insufficiente: emerge la necessità di immaginare approcci olistici,

ecologici, di tipo globale

di un curricolo capace di formare l’intera persona, la quale poi dovrebbe diventare

necessità

titolare di competenze specialistiche e integrate per interpretare il mondo interiore ed esteriore

*CURRICOLO GLOBALE: passaggio da una progettazione pura e semplice della formazione ad una

PROGETTAZIONE DELL’AMBIENTE FORMATIVO

di tipo ESTENSIVO del curricolo: modalità diversa per affrontare i problemi generali

prospettiva

dell’educazione (inclusi: finalità e obiettivi del processo educativo, sviluppo cognitivo e

socioemotivo degli alunni, atteggiamenti degli insegnanti, metodi di insegnamento,

organizzazione dell’istituzione scolastica, relazione scuola-società)

=curricolo coincide con il complesso dell’esperienza scolastica: non si identifica con le materie

MA comprende l’intera gamma di risorse e contingenze educative come scuola in

curricolo

quanto esperienza vissuta dall’alunno

=considerare l’apprendimento come il risultato di attribuzioni di significato e di senso di attività,

prodotti e processi che riguardano il gruppo di lavoro, gli strumenti usati e il luogo in cui avviene

l’apprendimento

-Nuova visione dell’ambiente formativo visto come un sistema complesso fatto di un

HARDWARE(spazi e architetture, arredi, strumenti didattici, tecnologie) e di un

SOFTWARE(relazioni, competenze professionali dei docenti e degli allievi, programmi nazionali e

piani formativi)

di software e hardware definita come APPROCCIO GLOBALE AL CURRICOLO:

connessione

necessità di rivisitare il funzionamento dell’organizzazione scolastica ponendo l’accento sul

SISTEMA DELLE ATTIVITA’ (sono le attività poste in essere dalla scuola a definire il curricolo)

delle attività composto da 2 fattori (SOFTWARE e HARDWARE) e 2 livelli (DIMENSIONE

sistema

BACK e FRONT) combinati in un certo modo dai SOGGETTI che operano all’interno della scuola: il

livello FRONT riguarda la parte direttamente produttiva (aula) mentre livello BACK indica tutto

quello che funge da supporto (attività non di aula)

=intreccio dei due fattori con i due livelli definisce il SISTEMA DI ATTIVITA’ e dunque il curricolo

globale)

-Anche lo spazio costituisce uno strumento: es della classe “a cinema” costituita da

struttura

banchi monoposto difronte alla cattedra dice di una modalità sorvegliativa di insegnamento che

richiama, a sua volta, l’idea di controllo (contrasta con una scuola orientata verso le

competenze, il cui esercizio si fonda sull’autonomia) e la trasmissione mette enfasi sulla

dimensione solo mentale del processo di apprendimento

presenza che non solo trasmette MA incoraggia la ricerca e la scoperta secondo una

docente:

modalità di intendere il sapere e l’apprendimento fondata sulla responsabilità

-Dalle “indicazioni nazionali” è prevista un’adeguata continuità tra DIMENSIONE VERTICALE e

ORIZZONTALE del curricolo (tra il cosa e il come): il COSA riguarda i contenuti dell’insegnamento,

impegna a legare le discipline in SENSO VERTICALE (individuando un percorso di progressivo

approfondimento e specializzazione) e ORIZZONTALE (favorendo interconnessione e

interdisciplinarietà); il COME riguarda i modi d’insegnare, sottolinea l’attenzione alla disposizione

spaziale e all’uso della strumentazione didattica, all’incremento della responsabilizzazione degli

alunni

-Progettazione scolastica si ispira a 3 valori: OSPITALITA’, RESPONSABILITA’, COMUNITA’

1.OSPITALITA’: ambienti accoglienti, ben organizzati, ordinati, gradevoli, ricchi di materiali, curati

esteticamente

favorisce un buon clima relazionale che facilita l’apprendimento e l’assunzione di

tutto

responsabilità da parte degli alunni, la messa in atto di comportamenti autonomi e la vita di

comunità anche come accoglienza della diversità di culture, genere, lingue, interessi,

ospitalità

intelligenze e abilità: importanza di una scuola inclusiva, progettata per tutti (secondo approcci

come l’Universal Design for Learning)

DIFFERENZIATO: pratica delle scuole che aderiscono al modello Senza Zaino

INSEGNAMENTO

caratterizzata da modalità di raggruppamenti (lavoro in coppia, in terna, piccoli gruppi)

=lavoro personale viene valorizzato perché la rielaborazione individuale rimane comunque

importante: si organizzano le attività usando le potenzialità dei vari gruppi in relazione agli

obiettivi posti, senza dimenticare l’impegno personale

IN CONTEMPORANEA: altra modalità che prevede lo svolgimento nella classe di

LAVORO

attività div

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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