Processi cognitivi
Settore della conoscenza che si è sviluppato nella seconda metà del XX secolo grazie al: cognitivismo. Il cognitivismo fu un nuovo metodo per studiare la mente che si è esteso grazie alle ricerche svolte dagli americani e britannici e anche per gli apporti di discipline: cibernetica, informatica, filosofia, logica, linguistica, biologia e discipline neurologiche. Acquisì importanza lo studio dei processi cognitivi dopo la pubblicazione nel 1967 del libro “Psicologia cognitivista” di Ulric Neisser. La quale si occupa di tutti quei processi tramite cui l’input sensoriale viene trasformato, ridotto, elaborato, immagazzinato, recuperato ed infine utilizzato. (Cioè lo studio dell’inconscio cognitivo: i processi mentali si osservano dalle risposte comportamentali non sono direttamente osservabili). Quindi studiare i processi cognitivi significa studiare quei processi che riguardano le capacità degli individui di percepire, comprendere, ricordare, comunicare, risolvere i problemi e produrre nuove conoscenze. È ancora in pieno sviluppo. La psicologia cognitiva studia la mente e il comportamento umano dell'individuo ideale, normodotato.
Stadi dell’elaborazione cognitiva
Presupposti: la mente è un sistema simbolico a capacità limitata che interagisce con l’ambiente esterno (e interno) compiendo una serie di operazioni sugli stimoli. I fenomeni studiati sono i processi mentali, un processo mentale è una sequenza di operazioni eseguite a partire da un input (stimolo) e che conducono ad un output (risposta).
- Input sensoriale: (osservabile e misurabile) i processi cognitivi iniziano nel momento in cui il sistema cognitivo è in contatto con l’ambiente esterno (o interno) e dall’ambiente provengono gli stimoli che colpiscono i sistemi sensoriali.
- Trasformazione: la rappresentazione dello stimolo è il risultato di una costruzione attiva e non di una registrazione passiva e fedele dell’ambiente (differenza tra realtà fisica e realtà percepita).
- Riduzione: è possibile prestare attenzione ad una piccola parte degli stimoli che provengono dall’ambiente, e ancora meno se ne ricordano. Effetto cocktail party Cherry, 1953, si riferisce alla capacità di prestare attenzione ad una conversazione in situazioni in cui si svolgono più conversazioni contemporaneamente.
- Elaborazione: gli stimoli in entrata vengono integrati con le conoscenze già possedute.
- Immagazzinamento-recupero: le informazioni sono conservate in memoria e possono essere recuperate.
- Effetto “torri gemelle” (effetto Kennedy, nello studio originale), alcuni eventi associati a forti emozioni si mantengono in memoria per molto tempo indipendentemente dalla volontà di ricordarli.
- Comprensione di frasi, quante sono le lettere dell’alfabeto? (grammatica generativo-trasformazionale Chomsky).
- Output-utilizzo: osservabile e misurabile, le informazioni possono essere usate per fornire una risposta (apprendere un compito, leggere, prendere decisioni, risolvere problemi, esprimere una preferenza).
- Problema della tripletta (Wason, 1960) obbedisce ad una regola. Che regola? Per scoprire la regola, i partecipanti devono produrre nuove triplette. Per ciascuna nuova tripletta, lo sperimentatore dice se essa.
Capitolo 1: Cenni storici
Lo strutturalismo (come è strutturata la mente?)
Psicologia = scienza è un approccio psicologico inaugurato da Wilhelm Wundt con il suo primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia nel 1879 (Wundt adotta procedure e metodi della chimica e della fisica di fine ‘800). Titchener definisce questo approccio strutturalismo: studio della struttura della mente. La mente è formata da tanti “agglomerati” di sensazioni, emozioni, pensieri, ricordi ecc… Per capire come si sono formate le percezioni complesse (rappresentazione del mondo esterno) si devono analizzare le sensazioni elementari provocate dall’esperienza immediata (atomi psichici, parte dei processi psichici non scomponibile). Si utilizza il metodo dell’introspezione: guardare dentro la propria mente, consiste nella descrizione minuziosa dei contenuti mentali che hanno luogo durante la percezione di uno stimolo esterno.
- È necessario un rigoroso addestramento per riportare le sensazioni elementari e non quelle complesse, frutto dell’esperienza passata e dell’elaborazione delle sensazioni elementari.
- Chi è addestrato distingue le sensazioni elementari dal significato e dalla funzione dell’oggetto.
Limiti dell’introspezione:
- Si basa sul resoconto verbale, non tutti possono riferire verbalmente le proprie sensazioni e bambini, malati mentali, compromette la finalità stessa della scuola.
- Mancanza di considerazione dell’attività inconscia (anch’essa responsabile del comportamento umano).
- L’esperienza della sensazione elementare suscitata da una stimolazione sensoriale è soggettiva.
Il funzionalismo
Cambiamento di finalità: "a cosa servono i processi mentali?" è un indirizzo di ricerca in psicologia che nasce negli Stati Uniti alla fine dell’800 da William James e John Dewey. Il comportamento umano deve essere considerato come un processo di adattamento dell’organismo all’ambiente (origini: evoluzionismo di Darwin). I processi mentali sono il risultato evolutivo dei processi funzionali che nell’uomo mediano il rapporto tra ambiente e bisogni dell’organismo. Psicologia scienza biologica. La psicologia è interessata a studiare la natura e le caratteristiche delle funzioni mentali, la mente e corpo (funzioni psichiche e fisiologiche) sono considerate allo stesso livello.
La funzione psichica della percezione e la funzione fisiologica della respirazione hanno entrambe il fine evoluzionistico di garantire la sopravvivenza e l’adattamento al mondo esterno. Fine anni ’20 declino, anche se l’interesse per i processi funzionali sopravvive nella psicologia cognitiva.
Il comportamentismo
Psicologia S – R è un approccio alla psicologia, sviluppato dallo psicologo John Watson agli inizi del Novecento, l’oggetto di studio è il comportamento osservabile (insieme delle risposte muscolari e ghiandolari) non i processi mentali (“psicologia della black box” = secondo i comportamentisti la mente è una scatola nera il cui funzionamento interno è inconoscibile).
- Condizionamento classico Pavlov.
- Condizionamento operante Skinner.
Il comportamentismo è stato definito anche “Psicologia stimolo-risposta” poiché l’organismo ha come variabile di studio il comportamento manifesto (osservabile e misurabile) e identifica gli stimoli in entrata che provocano le risposte in uscita.
Neocomportamentismo
Psicologia S - O - R (Watson 1913) Alcuni scienziati comportamentisti assumono l’esistenza di “variabili interne intermedie” (Tolman 1932; Hebb, 1949, componenti psicologiche non manifeste che agiscono tra la presentazione dello stimolo e l’emissione della risposta e attività non osservabile che avviene all’interno dell’organismo (O = Organismo).
La psicologia di Gestalt
“Forma organizzata” o “configurazione”. È una corrente psicologica incentrata sui temi della percezione. Nasce in Europa come reazione allo Strutturalismo nel 1912. Uno dei fondatori fu Wertheimer con la pubblicazione del suo esperimento sul movimento stroboscopico. Movimento apparente costituito dalla proiezione di una serie di immagini fisse (singoli fotogrammi) alternate a intervalli di buio della stessa durata. L’osservatore percepisce un’unica immagine dinamica in movimento.
Stroboscopio = proiettore che può emettere un massimo di 400 lampi di luce al secondo, illumina in successione molto rapida stimoli statici, movimento apparente. Secondo la Gestalt conta la totalità di un fenomeno, non le singole parti. L’intero è qualcosa di diverso dalle singole parti che lo compongono. Il movimento stroboscopico è un movimento fenomenico apparente indotto da stimoli statici presentati in sequenza, infatti utilizza il metodo fenomenologico (osservazione naturalistica dei fenomeni e di ciò che appare all’osservatore senza mediazioni concettuali. Osservazione no esperienza). La realtà fisica e la realtà fenomenica spesso non coincidono.
Cognitivismo
Oggetto di studio: processi cognitivi fondamentali per l’elaborazione delle informazioni e per la presa di decisione finalizzata alla risposta. “Tutto quello che sappiamo della realtà è stato mediato non solo dagli organi di senso, ma da sistemi complessi che interpretano continuamente l’informazione fornita dai sensi” (Neisser). Lo sperimentatore non può vedere direttamente i processi cognitivi ma può inferirli.
La cronometria mentale
Quanto più sono numerose e/o complesse le operazioni mentali tra input ad output tanto più aumenta il tempo necessario ad emettere una risposta TR = Tempo di Reazione. È molto importante per la psicologia scientifica. I processi mentali non sono direttamente osservabili ma producono variazioni in un parametro fisico osservabile ed oggettivo il tempo. Donders (1860) dimostrò che i processi mentali richiedono tempo e che processi mentali di diversa complessità richiedono tempi di reazione diversi (non nelle slide) Modello di Norman e Bobrow: modello di stadi dell’elaborazione dell’informazione, descrive il flusso delle informazioni dal momento del segnale fisico dello stimolo sensoriale in entrata fino all’archiviazione dello stimolo nella memoria a lungo termine. Continua ad essere ad oggi l’approccio dominante sia in Europa che negli Stati Uniti grazie anche per aver affrontato il problema dello Human factors: tutti i punti di forza e di debolezza che caratterizzarono la prestazione dei militari nella seconda guerra mondiale.
Recentemente la psicologia cognitiva ha introdotto nuovi campi di ricerca: scienze cognitive, neuropsicologia, neuroscienze cognitive. Oggetto di studio: modelli computazionali del comportamento dei pazienti con danni cerebrali. Hanno permesso di fare progressi significativi nell’architettura delle aree cerebrali coinvolte nelle funzioni cognitive.
Dal cognitivismo alle neuroscienze
McClure, Li, Tomlin, Cypert, Montague e Montague (2004) in Neuron. Coca Cola e Pepsi Cola sono due soft drink sostanzialmente identici nella composizione chimica eppure la gente esprime preferenze nette per l’una o per l’altra! Al blind test i due soft drink erano preferiti con frequenza sostanzialmente simile. Al product test i partecipanti preferiscono il marchio più noto: Coca Cola. La conoscenza del marchio influenza il funzionamento del nostro cervello. Nel blind test si attiva la corteccia prefrontale ventromediale che controlla l’espressione di preferenza per uno dei due soft drink. Nel product test si attivano l’area cerebrale prefrontale dorsolaterale e l’ippocampo, aree che modulano il comportamento su basi emotivo-affettive.
Capitolo 2: Metodi di ricerca in psicologia
Fatto: quando sono verificabili e verificati, allora possono essere definiti veri in modo certo (conoscenza oggettiva e certa). Opinione: conoscenza soggettiva e priva di certezza. (rimangono sempre tali) Il concetto di verificabilità di un fatto o di un dato o di un fenomeno è ciò che ci fa uscire dall’ambito dell’incertezza e ci fa avvicinare alla certezza scientifica.
- Teorie ingenue fondate sull'esperienza personale.
- Teorie scientifiche fondate su controlli sperimentali.
La differenza tra una teoria ingenua e una teoria scientifica sta nel metodo di controllo delle spiegazioni, per le teorie scientifiche il metodo di controllo elettivo è il metodo sperimentale. L’importanza di essere scettici per la conoscenza scientifica. Famoso caso del cavallo Hans, del suo proprietario Van Osten e dello psicologo Pfungst (1911), quest’ultimo non credeva che il cavallo fosse davvero capace di capire le domande che gli venivano rivolte, e di rispondere. Osservando la situazione, formulò un’ipotesi alternativa, il cavallo riusciva a percepire impercettibili movimenti, gesti, ed espressioni delle persone che lo circondavano.
Metodo sperimentale (legato a quello scientifico)
Metodo volto a comprendere i fenomeni naturali cercando le cause che li hanno provocati. Studia il rapporto di causa-effetto mantenendo costanti tutte le altre variabili in gioco per avere la certezza che eventuali cambiamenti della V.D. siano dovuti solo alla manipolazione della V.I e non in maniera casuale. Può essere scomposto in 4 fasi:
- Individuazione e descrizione del problema. Fase incentrata sulla questione che ci si pone relativa a un fenomeno da analizzare.
- Formulazione di un’ipotesi, si prevede una possibile relazione di causa-effetto tra due variabili-eventi (variabile= un qualsiasi evento o caratteristica che può assumere valori diversi). Le variabili sono di 2 tipi:
- Indipendente (causa): variabile manipolata sistematicamente dallo sperimentatore.
- Dipendente (effetto): osservata e misurata dallo sperimentatore, dipende dalla manipolazione dell’altra variabile.
- Esecuzione dell’esperimento, osservazione e misurazione degli effetti della Variabile Indipendente sulla Variabile Dipendente.
- Raccolta dei dati ed elaborazione dei risultati, conferma o falsificazione dell’ipotesi data dai risultati ottenuti attraverso un test statistico. (molto importante)
(Esperimento: procedimento in cui uno scienziato varia sistematicamente le variabili indipendenti e misura i cambiamenti che causano sulla variabile dipendente) NB: solitamente la V.D è il comportamento di chi viene sottoposto all’esperimento.
Esperimenti naturali
Eseguiti quando si indagano campi applicativi in cui non è possibile ricreare un esperimento guidato (vero esperimento) ed è preferibile l‘ “imprecisione” dell'esperimento naturale all'artificiosità del laboratorio. Generalmente si utilizzano per misurare: comportamenti, atteggiamenti, risposte prima e dopo un certo fenomeno. Privi di un gruppo di controllo (nei veri Esperimenti si manipola una variabile indipendente per misurare gli effetti sulla variabile dipendente). Si utilizzano per compiere studi di correlazione: si studia la relazione tra due o più variabili senza la causalità. Si perviene solo alla conclusione che le grandezze variano insieme. Ad esempio, c’è una relazione tra autostima e successo negli studi universitari? Misurazione dell’autostima di un gruppo di studenti e confronto con la media dei voti.
Il coefficiente di correlazione: misura l’intensità della correlazione, la forza di coesione tra due variabili (tanto + forte quanto più si avvicina a 1) e indica la direzione della correlazione. Espressa in valori che possono variare da:
- +1 correlazione positiva: All’aumentare di una variabile, aumenta anche l’altra (diretta).
- 0 variabili non correlate: Non permette di fare alcuna previsione.
- -1 correlazione negativa max: All’aumentare di una variabile, l’altra diminuisce (inversa).
Metodo sperimentale: relazione CAUSALE tra Variabile Indipendente e Variabile Dipendente. Studio correlazionale: lo sperimentatore non manipola la Variabile Indipendente. Due variabili sono in rapporto di correlazione quando al variare di una varia anche l’altra: autostima aumenta- media dei voti aumenta: correlazione positiva. Autostima aumenta - media dei voti diminuisce: correlazione è negativa.
Vantaggi degli studi correlazionali: se la correlazione è certa, la presenza di una variabile permette di predire la presenza dell’altra.
Limiti degli studi correlazionali: non è possibile stabilire una relazione causale tra le variabili.
Possibilità di errore: confondere il rapporto causale con quello di correlazione. Accade perché non si soddisfano le precondizioni (attiva) e per via delle fonti di informazione che tramettono le conoscenze (passiva).
La significatività e l’inferenza statistica
Significatività statistica: quando si ritiene che i risultati ottenuti possono essere dovuti al caso (e non alla manipolazione della V.I.).
Inferenza statistica: calcola la probabilità di ottenere gli stessi risultati attesi dall’ipotesi, anche se quest’ultima risulta sbagliata. Definita anche ipotesi di ricerca e cambia a seconda del metodo utilizzato:
- Metodo sperimentale, è la variazione della V.D causata dalla manipolazione della V.I.
- Studio di correlazione, sono le 2 variabili oggetto della ricerca correlate tra loro (al crescere di una crescerà o calerà anche l’altra).
I metodi di inferenza statistica: hanno lo scopo di misurare questa possibile errore, più bassa è la probabilità di errore, più alta è la probabilità che l’ipotesi di ricerca sia corretta. Le analisi statistiche servono a determinare qual è la probabilità di ottenere i risultati per caso. I risultati sono statisticamente significativi quando la probabilità di sbagliare è minore o uguale al 5%, la probabilità che i risultati siano stati causati dalla manipolazione della V.I. è del 95%.
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