Elementi di base per la storia e l'epistemologia della psicologia
Storia della scienza e storia della psicologia
La psicologia nasce circa 130 anni fa. Il concetto di "paradigma" nella storia: il problema dell'unità della psicologia viene riproposto molte volte dopo la pubblicazione del libro ‘La struttura delle rivoluzioni scientifiche’ di Kuhn, secondo cui lo sviluppo della scienza non è progressivo e accumulativo ma segnato da rivoluzioni in cui si combatte tra una concezione scientifica dominante e una nuova concezione. Quando gli scienziati adottano una nuova teoria si è nella fase della scienza normale, ovvero una situazione di accordo nella comunità scientifica. Se non esiste un paradigma accettato, la scienza si dice "immatura" e porta a proporre nuovi modelli, entrando nella fase della scienza rivoluzionaria. Esempi di paradigma: copernicano, meccanica di Newton, relatività di Einstein. In psicologia il concetto di paradigma fu adottato per indicare le diverse scuole.
La tradizione europea e la tradizione nordamericana
Il pensiero europeo risale ai greci, ed è pervaso da due grandi paradigmi, aristotelismo (primato della ragione, che ha prevalso dopo il medioevo cristiano) e platonismo (primato dell'intuizione). L'opera ‘Summa Theologica’ di Tommaso d'Aquino definisce questo primato della ragione in ambito sia teologico che filosofico. Il primato della ragione è fine a se stesso, non è necessariamente utile al miglioramento dell'individuo e della società; conoscere per il conoscere. L'esperienza soggettiva che accompagna il razionalismo non è necessariamente ottimistica; fiducia tragica nella ragione.
Tra il 1850 e il 1900 nasce anche il positivismo, accomunato al razionalismo dal naturalismo, da una forma totalizzante di immanentismo. Se ne distacca però per il fenomenismo (esiste ciò che appare, non esiste nulla oltre il piano empirico) e per la scelta ateistica (il razionalismo era agnostico). Per il positivismo la scienza-tecnologia è la chiave per la felicità umana. Negli Stati Uniti non approda il razionalismo europeo; prevale il pragmatismo di Peirce e James, che è tuttora alla base della forma mentis americana. Nel pragmatismo non c’è distinzione tra momento teoretico e pratico della conoscenza; esiste solo la forma di conoscenza teorico-pratica. Ogni vera conoscenza è necessariamente funzionale al miglioramento individuale e collettivo; è una forma particolare di democrazia; eclettismo; non c’è la categoria della storicizzazione.
Le scuole e gli orientamenti della psicologia
Cultura europea di fine '800 e nascita della psicologia come scienza
La psicologia nasce quando alla fine dell'800 si sente l'esigenza di una scienza specificamente rivolta alla mente umana e fondata sul metodo sperimentale. Secondo Roberto Ardigò, la psicologia è collocata alla base dell'edificio scientifico. Vengono esaltati scienza e tecnica; vengono poste le basi per l'elettromagnetismo (tavola periodica di Mendeleev); si costituiscono fisiologia e medicina sperimentale di Bernard. In pratica, la verità acquisita cede il posto ad un accertamento solo "probabilistico", anche grazie alla teorizzazione delle geometrie non-euclidee, la teoria della relatività e la teoria quantistica (indeterminismo di Heisenberg).
Wundt, il capostipite della psicologia
Il fondatore della psicologia accademica fu Wundt, che nel 1873 pubblicò ‘Fondamenti di psicologia fisiologica’, il primo trattato psicologico-scientifico, e fondò il primo laboratorio a Lipsia. Non fu un innovatore ma seppe sintetizzare in un’opera tutte le concezioni e i risultati empirici di carattere psicologico emersi. Affrontò la psicofisiologia dei sensi (vista e udito), l’attenzione; sostenne una particolare teoria detta "volontarismo", secondo cui i processi psichici passavano attraverso quattro fasi, l’ultima delle quali era l’atto di volontà, che suscita la reazione psichica e che è connotato dal libero arbitrio, vissuto come una specie di stati d’animo “risolutivi”. Secondo Wundt, l'oggetto della psicologia è l’esperienza umana immediata (quella mediata è oggetto delle scienze fisiche). Fu il primo a codificare il metodo sperimentale psicologico. Enunciò il “parallelismo psicofisico” (i processi mentali e i processi fisici dell’organismo umano sono paralleli - si causano a vicenda).
L'associazionismo
Ha le sue radici nella filosofia empirica inglese del '600/'700. La vita mentale nasce esclusivamente dalle “sensazioni elementari” che si combinano tra loro originando sensazioni complesse (principio dell'associazione). Ebbinghaus fece il primo tentativo di studiare sperimentalmente un processo mentale superiore, con un esperimento basato su sillabe prive di senso; risultò che l’apprendimento è più facile e veloce quanto più corta è la lista e che raddoppiando la lunghezza della lista doveva raddoppiare anche il numero di ripetizioni.
Pavlov e la scuola pavloviana
Nel 1935 ‘Il riflesso condizionato’, esperimento sulla salivazione del cane. Negli anni '40/'50 ebbe un forte peso in Unione Sovietica per il lavaggio del cervello con i principi del condizionamento.
Strutturalismo (o introspezionismo)
Titchener nel ‘Manuale di psicologia’ (1910) afferma che la psicologia ha come oggetto l’esperienza umana, come la fisica; la sola differenza è che la fisica studia l’esperienza in quanto indipendente dal soggetto esperiente, mentre la seconda l’esperienza in quanto dipendente dal soggetto. La coscienza è una struttura complessa perché è costituita dalla somma di molti elementi semplici. Sul modello della chimica, anche la psicologia deve procedere per scomposizione analitica ed evidenziare gli elementi semplici della coscienza. Gli elementi semplici sono le sensazioni, che corrispondono agli stati di coscienza determinati dalla stimolazione di un organo sensoriale periferico. Oltre a quelle dei cinque sensi, Titchener sottolinea anche l’esistenza delle sensazioni cinestesiche (da muscoli, tendini, giunture).
L'elemento “immagine” compare nei processi mentali relativi a esperienze non attuali, come ricordi e anticipazioni. L'elemento “stati affettivi” è costitutivo delle emozioni e dei sentimenti quali amore, odio, gioia, tristezza; si stemperano se ripetuti.
Gli elementi semplici hanno degli attributi. Quelli della sensazione e dell’immagine sono: qualità, intensità, durata, chiarezza. Gli stati affettivi non possiedono la chiarezza; infatti, se ci concentriamo sui nostri stati affettivi, otteniamo l’effetto opposto, cioè li dissolviamo.
L’introspezione è l’unico metodo che differenzia la psicologia dalle altre scienze; lo psicologo introspezionista deve sempre salvaguardarsi dall’incorrere nell’errore dello stimolo (consiste nell’attribuire significati o valori ai dati dell’esperienza cosciente che vanno invece ritratti nella loro esistenzialità). Lo strutturalismo viene messo in difficoltà da due scuole successive: la psicologia della Gestalt (che accusa il suo elementismo) e dal comportamentismo (che accusa il suo affidarsi a coscienza e introspezione).
Il funzionalismo (Scuola di Chicago)
Fu la prima scuola di psicologia tipicamente nordamericana. Il suo più importante esponente fu William James (‘Principi di psicologia’, 1890) che ebbe un ruolo decisivo nel suscitare un interesse collettivo verso la psicologia negli Stati Uniti. Facendo esplicito riferimento alle concezioni di Darwin, gli psicologi funzionalisti considerano l’organismo umano come l’ultimo stadio del processo evolutivo. I processi mentali sono quelli che sono perché in qualche modo hanno aiutato l’organismo a sopravvivere (adattamento/comportamento adattivo). Anche la coscienza ha una funzione adattiva, che compare solo quando il comportamento è ostacolato da eventi problematici e, dopo aver svolto il proprio ruolo adattivo, tende ad eclissarsi. I funzionalisti affrontano lo studio di processi mentali “nuovi”: emozione (carattere adattivo, es. della collera o ansia), motivazione, pensiero, apprendimento (oggetto principale della ricerca funzionalistica e funzione adattiva per eccellenza).
Edward Thorndike: “legge dell’effetto” = ogni atto che in una data situazione produce soddisfazione finisce con l’essere associato a quella situazione; quindi, quando la situazione si ripresenta, l’atto ad essa relativo ha maggiori probabilità di ripetersi rispetto al passato. Infine, i funzionalisti aprono la psicologia allo studio delle differenze individuali, dello sviluppo infantile, del comportamento animale; identificano il vero con l’utile e giustificano la psicologia come scienza per il suo elevato valore sociale.
Comportamentismo (behaviorismo)
Si sviluppa dagli anni ‘20 agli anni ‘70; operò un’autentica rivoluzione, sostituendo il “comportamento” alla “coscienza” come oggetto di studio della psicologia. Watson fece una critica radicale di tutti i concetti psicologici “soggettivistici” di derivazione filosofica, che fanno riferimento a oggetti non direttamente osservabili e che non si prestano a una vera analisi sperimentale. Ciò che determina il comportamento umano e animale è esclusivamente l’influenza ambientale. Nasce lo schema S-R. Successivamente, Watson ingloba nella sua concezione il concetto di “condizionamento”.
Skinner: aggiunse il “condizionamento operante” al condizionamento rispondente di Pavlov. Compì un gran numero di esperimenti con ratti e piccioni utilizzando una particolare gabbietta (Skinner-box). Il condizionamento operante implica che un organismo tende a ripetere i propri comportamenti che sono stati seguiti da “rinforzi”, cioè da situazioni gratificanti per l’organismo stesso.
Tolman: propone una concezione “moralistica” (o “globalistica”) del comportamentismo che si avvicinava alla psicologia della Gestalt; introdusse il concetto di “direzionalità” del comportamento e di “mappa cognitiva”. Il comportamentismo entra in crisi quando alla fine degli anni ‘50/inizio ‘60 ci si rese conto che non era in grado di spiegare i comportamenti umani complessi. È stato molto criticato per il suo ridurre l’essere umano a un organismo passivo. Infatti, Skinner (‘Al di là della libertà e della dignità’, 1973) non esitò a pronunciarsi contro l’esistenza nell’uomo del libero arbitrio e della responsabilità della morale e a proporre una società governata dalle leggi del condizionamento.
La teoria socio-cognitiva di Bandura è una diretta filiazione del comportamentismo; a lui si deve la scoperta dell’apprendimento osservato (apprendere semplicemente osservando un modello).
La psicologia della Gestalt
È una scuola europea emigrata dagli anni ‘20 negli Stati Uniti, che ha combattuto l’elementismo e il meccanicismo del comportamentismo. Ha fornito molta conoscenza sperimentale nel campo della percezione, della memoria e del pensiero, facilitando la strada al cognitivismo. Metodo fenomenologico di Husserl (vedere le cose come realmente appaiono; non esistono errori di percezione, come ci appaiono le cose sono; apparire è essere). Questo metodo si risolve in una rieducazione dello psicologo alla realtà fenomenica delle sue percezioni.
In natura esistono forze che si auto-organizzano seguendo principi dinamici interni, che tendono ad assumere la struttura più equilibrata, omogenea e regolare secondo il principio del “minimo dispendio” (es. sfera). Von Ehrenfels: precursore più diretto del Gestaltismo; osserva che una melodia è composta da suoni e quindi va al di là degli elementi che la compongono. Il tutto rappresenta una realtà autonoma e irriducibile agli elementi e alla somma degli elementi che astrattamente la compongono.
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