Riassunto psicologia generale II
Capitolo 1: La scienza della personalità
Personalità: qualità psicologiche che contribuiscono a determinare caratteristiche persistenti e caratterizzanti del singolo, come il sentire, il pensare e il comportarsi.
Il primo modo di confrontare tra loro le teorie della personalità consiste nel guardare ai concetti da esse utilizzati per descrivere la struttura della personalità.
Sistema: si riferisce alla personalità nella sua interezza e nella sua complessità, come insieme di parti interdipendenti tra di loro.
È possibile valutare e confrontare le teorie della personalità per come trattano i processi della personalità. La psicologia della personalità si è concentrata in particolare su quattro aspetti:
- La cultura di appartenenza
- La classe sociale
- La famiglia
- I pari
La ricerca, per essere condotta con rigore, deve basarsi su osservazioni sistematiche e deve poter essere replicata. I criteri fondamentali alla luce dei quali valutare una ricerca rigorosa sono:
- Attendibilità: riguarda il grado di stabilità, certezza e replicabilità dei dati. In altre parole, se le osservazioni non sono attendibili, o se lo strumento usato non è adeguato, si otterranno risultati diversi in osservazioni o somministrazioni diverse.
- Validità: concerne il fatto che le osservazioni di ricerca devono riflettere realmente ciò che intendo studiare.
- La ricerca dovrebbe rispondere anche a criteri etici che devono essere seguiti in tutte le fasi della ricerca.
Etica: un insieme di norme e di valori che regolano il comportamento dell'uomo in relazione agli altri e un criterio che permette all'uomo di giudicare i comportamenti, propri e degli altri, rispetto al bene e al male (come quello realizzato da Milgram nel 1965 sull'obbedienza all'autorità, o quello del 1973 sulla simulazione di un ambiente carcerario, a opera di Zimbardo).
Principali categorie o tipi di dati utilizzati dagli psicologi della personalità nelle loro ricerche:
- Dati L (life record data, dati relativi a eventi di vita)
- Dati S (self-report data) e O (observer data) sono maggiormente esposti al rischio di distorsioni (bias)
- Dati T (test data, dati sperimentali)
I principali metodi di ricerca in psicologia della personalità sono i seguenti:
- Metodo clinico (o studio dei casi)
- Metodo sperimentale (o studio di laboratorio)
- Metodo correlazionale (spesso legato all’uso di questionari di personalità)
Nella ricerca clinica, i vantaggi (o punti di forza) sono:
- Viene rispettata la “spontaneità” della relazione entro ambienti naturali
- Viene salvaguardata una maggiore attenzione alla complessità della personalità
- Viene garantita una maggiore profondità dell’analisi
Gli svantaggi (o punti di debolezza) potenziali, sono:
- L’osservazione non è sistematica
- È difficile generalizzare i risultati
- Le variabili non sono controllate
- C’è il rischio di un eccesso di soggettività nella interpretazione dei dati
Capitolo 2: Le teorie psicodinamiche della personalità
La psicoanalisi può essere intesa come:
- Un metodo rivolto all’indagine delle modalità in cui si svolgono e si manifestano i processi psichici
- Una tecnica terapeutica che assume come quadro di riferimento l’impostazione del punto precedente
- Un’impostazione teorica in cui confluiscono i risultati delle osservazioni sistematiche compiute in sede psicoterapeutica e quelli derivati dall’impiego del metodo psicoanalitico in altri campi
Prima e seconda topica
L’organismo opera – secondo Freud – in primo luogo in base a quello che definisce principio di piacere ossia ricercando la gratificazione immediata dei propri desideri. Dovendosi scontare con le esigenze della società e del mondo esterno, nel corso dello sviluppo, l’individuo è costretto ad introdurre un secondo principio di funzionamento: il principio di realtà, che prevede lo spostamento della gratificazione fino al momento in cui se ne presenterà un’occasione socialmente accettabile.
Nella prima topica Freud fa una descrizione della mente tripartita (divisa in 3) in conscio, preconscio e inconscio:
- Nel conscio, risiedono i contenuti e i desideri di cui l’individuo è consapevole in un dato momento
- Nel preconscio, i contenuti e i desideri dei quali non è cosciente, ma di cui può divenire consapevole, se gli indirizza la sua attenzione
- Nell’inconscio, i contenuti e i desideri di cui non può essere cosciente, se non in particolari circostanze e a determinate condizioni
L’inconscio, secondo Freud, non opera in modo casuale, ma è governato da leggi. I nostri “veri” sentimenti e desideri confinati nell’inconscio possono riemergere alla coscienza:
- Attraverso un lapsus
- Attraverso un sogno
- Attraverso la formazione di un sintomo nevrotico
Nella seconda topica Freud afferma che la personalità è composta di tre istanze, vere e proprie personificazioni, con funzionamento, scopi e contenuti ben distinti:
- L’Es, sede delle pulsioni e parte più primitiva della mente
- L’Io, che si sviluppa in un secondo momento distinguendosi dall’Es e che “mantiene i rapporti” con la realtà
- Il Super-Io, ultimo a svilupparsi e sede delle istanze ideali e morali dell’individuo
Le pulsioni
La pulsione può essere caratterizzata per la sua fonte (processo di eccitamento con stato di tensione), la sua meta (abolizione dello stato di tensione) e il suo oggetto (la persona o cosa verso cui è indirizzata la pulsione).
Un meccanismo di difesa, nella teoria psicoanalitica, è una funzione propria dell'Io attraverso cui si protegge da richieste libidiche eccessive o da esperienze pulsionali troppo intense e che non è in grado di fronteggiare direttamente. Secondo Freud l’angoscia generata dal richiamo di un ricordo doloroso o traumatico infantile mette in atto i meccanismi di difesa. Alcuni sono:
- La rimozione, la proiezione, la negazione, l’isolamento, l’annullamento, la razionalizzazione
- Formazione reattiva: riconoscere ed esprimere un atteggiamento che in realtà è l’esatto opposto di quello fantasticato
- Sublimazione porta ad un totale reinvestimento energetico in una nuova direzione
Condensazione processo in cui il medesimo comportamento può assolvere alla necessità di gratificare più impulsi.
Lo sviluppo psicosessuale
Gli stadi dello sviluppo psicosessuale:
- Fase orale (da 0 a 2 anni)
- Fase anale (da 2 a 3 anni)
- Fase fallica (da 4 a 5 anni)
- Fase di latenza (da 6 anni alla pubertà), caratterizzato da una diminuzione delle spinte e degli interessi sessuali
- Fase genitale (dalla pubertà in poi)
La fase fallica è caratterizzata dal complesso di Edipo (per il maschio) o da quello di Elettra (per la femmina), caratterizzati da intensi sentimenti di amore per il genitore dell’altro sesso e di rivalità con quello dello stesso sesso. Il complesso di Edipo occupa una posizione centrale nella teoria dello sviluppo psicosessuale di Freud in quanto superandolo, l’individuo arriva ad identificarsi con il genitore del proprio sesso, base per lo sviluppo della propria identità di genere.
Per Freud la formazione della personalità è un processo che - almeno nelle sue linee generali – si conclude nei primi 5 anni di vita. L’epoca nella quale si collocano le esperienze infantili decisive sarà determinante per il successivo strutturarsi del carattere. Il bambino resterà “fissato” prevalentemente agli specifici modi di gratificazione delle pulsioni e meccanismi di difesa dall’angoscia di una determinata fase dello sviluppo psicosessuale (fissazione). L’adulto (specie se “sotto pressione”) continuerà a ritornare allo stesso tipo di relazione oggettuale, e all’uso degli stessi meccanismi difensivi (regressione). A seconda della fase alla quale è avvenuta la fissazione si strutturerà una personalità orale, anale, o fallica.
- Personalità orale: caratterizzata da un grande narcisismo, incapacità di riconoscere gli altri come entità autonome e continua aspettativa di dover ricevere dagli altri. La personalità orale è esigente, impaziente, avida e gelosa.
- Personalità anale: caratterizzata da tratti in relazione ai processi al periodo anale, ma in forma modificata. I processi fisici (accumulazione ed espulsione delle feci) e interpersonali (lo scontro tra la volontà del bambino e quella dei genitori) propri del periodo, trovano espressione in età adulta, in quella che viene definita triade anale: ordine e pulizia, avarizia, ostinazione.
- Personalità fallica: si caratterizza soprattutto per l’ostentazione della propria potenza e virilità. Il maschio fallico dunque, è esibizionista, competitivo, maschilista. Nella donna, invece, dà luogo a quella che viene definita personalità isterica.
La teoria di Erikson estende il concetto di sviluppo all’intero arco di vita della persona su una concezione psicosociale dello sviluppo di 8 fasi. Ciascuna di esse si caratterizza per un compito di sviluppo, che riguarda un particolare aspetto della relazione tra il soggetto e il suo ambiente di vita. Ogni compito di sviluppo si pone di fronte all’individuo come un dilemma da risolvere, e potrà avere un esito positivo o negativo.
| Stadio psicosociale | Età (appr.) |
|---|---|
| Fiducia di base vs. Sfiducia | 0-1 |
| Autonomia vs. Vergogna e dubbio | 2-3 |
| Iniziativa vs. Senso di colpa | 4-5 |
| Competenza vs. Inferiorità | Latenza |
| Identità vs. Dispersività | Adolescenza |
| Intimità vs. Isolamento | Inizio dell’età adulta |
| Produttività vs. Stagnazione | Età adulta |
| Integrità vs. Disperazione | Vecchiaia |
Trattamento psicoanalitico
Gli obiettivi di un trattamento psicoanalitico sono:
- La risoluzione delle fissazioni a stati precoci dello sviluppo
- La riallocazione dell’energia impegnata per scopi difensivi in attività più mature
- La riduzione del ricorso ai meccanismi di difesa
- La riconduzione della vita psichica sotto il controllo dell’Io
Libera associazione: produzione verbale del soggetto, non vincolata ad alcun argomento predeterminato e non sottoposta al controllo cosciente sui contenuti espressi.
Transfert: la riedizione - nel rapporto con il terapeuta - di sentimenti e modalità comportamentali già sperimentate dal paziente nei confronti di alcune figure significative.
Bowlby:
- Modelli operativi interni: rappresentazioni mentali di sé e dell’altro in interazione, emotivamente connotate, che costituiscono il fondamento delle aspettative che l’individuo costruirà da adulto rispetto agli altri.
- La teoria dell’attaccamento si fonda sull’utilizzo di metodi etologici (in particolare l’osservazione): identifica nell’uomo e in specie animali, un sistema comportamentale di attaccamento, che garantisce ai piccoli la vicinanza agli adulti, e con essi l’accudimento e il nutrimento. Se le richieste e l’accudimento si integrano armoniosamente, la madre funge per il piccolo da base sicura. Gli individui differiscono tra loro per il tipo di attaccamento sviluppato (sicuro, insicuro ambivalente o evitante, disorganizzato), che si rifletterà sulle modalità relazionali in età adulta.
La Strange Situation è una procedura standardizzata per l’osservazione e classificazione dei comportamenti di attaccamento ed esplorazione in bambini di 1 anno.
Altri approcci psicodinamici
Adler e Jung sono stati i principali esponenti del dissenso psicoanalitico: la rottura nei confronti delle idee di Freud avvenne a causa del rifiuto di considerare le pulsioni sessuali come l’unico fondamento per la comprensione della vita psichica dei loro pazienti.
L’elemento di maggior discrepanza tra le idee di Freud e quelle di Adler risiede probabilmente nell’importanza assegnata da quest’ultimo alle influenze sociali sulla formazione della personalità e al conscio piuttosto che al rimosso. In particolare Adler concepisce il senso di inferiorità come derivato dell’esperienza infantile, originaria della propria debolezza nel rapporto con l’adulto, che si traduce nell’aspirazione alla superiorità. Anche la nevrosi, per Adler, può essere spiegata in relazione all’inferiorità come tentativo di ipercompensazione, che porta alla distorsione della realtà. Infine, la terapia si configura come percorso volto al recupero di uno stile di vita più aderente alla realtà e più idoneo alla realizzazione delle proprie aspirazioni.
Jung postula l’esistenza di un inconscio collettivo, deposito delle esperienze cumulative di tutte le generazioni che hanno preceduto l’individuo, è un’eredità che condividiamo con tutti nostri simili. Al centro dell’inconscio collettivo troviamo gli archetipi, immagini primordiali o simboli, riconoscibili nelle manifestazioni religiose, culturali, nei miti e nelle fiabe di tutte i popoli e di tutte le epoche.
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