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PSICOLOGIA E PSICOPATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO SESSUALE. 1°.

6 – Marzo – 2018.

Sessualità è lo studio di ciò che è pertinente a ciò che riguarda il sesso.

Il termine “sesso” è diverso da “genere”, devono essere utilizzati in modo

differenziale.

Sesso gli esseri viventi sono sessuati. Ogni singolo individuo possiede

gameti maschili o femminili. I sessi possono essere due, dal punto di vista

biologico, a seconda del patrimonio genetico che l’individuo possiede.

I disturbi del comportamento sessuale sono situazioni patologiche, portano ad

espressioni fenotipiche e/o genotipiche anormali.

Persone con patrimonio genetico coerente ma con un testicolo da una parte e

un ovaio dall’altra non sono biologicamente normali, spesso hanno anche

apparati genitali esterni confusi.

Genere riguarda l’aspetto culturale, non quello biologico. Costruzione

culturale che attribuisce al sesso maschile e a quello femminile,

determinate regole e modalità di comportamento. Tali regole variano a

seconda della cultura.

La sessuologia non è una scienza vecchia, è una disciplina recente. Ci sono due

testi considerati punti di riferimento:

1. Psichiatra tedesco. Nel 1886 pubblicò un trattato “Pshycopatia Sexualis”,

consta di due volumi e sono scritti in tedesco. I casi di sessuologia sono

scritti in latino, perché si riteneva che solo le persone colte potessero

leggere l’orrore di questi casi. Si riteneva, in psichiatria, che la malattia

mentale e la perversione sessuale (oggi chiamata parafilia), fossero il

risultato di una degenerazione. In alcuni individui la spinta evolutiva si

fermava e regrediva ad un livello più primitivo.

Lo psichiatra considerava i perversi persone che regrediscono, per motivi

biologici in senso degenerativo. Nella sua opera c’erano molti aspetti

discutibili.

2. Fine 800, un altro famoso sessuologo che aderiva alla visione

degenerativa, Ellis un inglese. Scrisse un trattato sull’omosessualità, egli

riteneva che si dovesse avere un atteggiamento comprensivo ed

accettante nei confronti degli omosessuali. Quando morì non aveva ancora

pubblicato il trattato.

Il più famoso rappresentate della teoria della degenerazione della teoria della

sessualità è Freud. Grande aderente alla teoria della degenerazione, sosteneva

che tutte le psicopatologie derivassero da una fissazione a una di queste fasi.

Freud ebbe un atteggiamento molto aperto e accettante nei confronti

dell’omosessualità, non si espresse mai in termini di patologia. Questo anche

perché egli partiva da una visione bisessuale. Furono i suoi seguaci che caddero

nel polo della patologia e la psicoanalisi considerò, da dopo Freud,

l’omosessualità come un disturbo di personalità e come tale comparve nel DSM

– II.

Ancora oggi, gli assertori della terapia riparativa dell’omosessualità, la quale

mirerebbe a riorientare gli omosessuali verso l’eterosessualità, sono di

orientamento psicodinamico.

Ogni tanto può arrivare in terapia qualche omosessuale egodistonico, che non

vuole essere tale.

Un altro autore appartenente a questo aspetto degenerativo è un famoso

sessuologo tedesco, era un grande assertore della bisessualità, riteneva che gli

esseri umani fossero fondamentalmente bissesuali.

Oggigiorno gli autori dell’approccio psichiatrico ritengono che ci sia un continuum

tra normalità e patologia. Ci sono vari gradi, non esistono due poli opposti.

Sostengono l’esistenza di una gradualità tra patologia e normalità, la patologia

è l’esaltazione di alcune caratteristiche presenti nelle persone normali. Il

principale assertore di questo fu Ivan Block, il padre della sessuologia, nel 1906

fece un immenso trattato “Scienze Sessuali”, considerato il primo vero e proprio

trattato di sessuologia. Visione duplice dell’omosessualità.

Considerava tutte le parafilie come conseguenza di percezioni sinestetiche, di un

processo di associazione tra una sensazione sessuale e uno stimolo casuale.

Questa teoria del condizionamento è stata ripresa.

Nel periodo tra le due guerre la sessuologia non ha prodotto nulla di

interessante, il campo era dominato dalla psicoanalisi.

Negli anni ‘40 e ‘50 la sessuologia, negli USA, ha avuto un grosso impulso che

nel ‘48 produsse il rapporto Kinze sulla sessualità maschile e femminile.

Dagli anni ‘50 in poi intervennero Masters e Johnson, elaborarono una teoria sui

disturbi sessuali.

Nel ’70 Kaplan. 2°.

7 – Marzo – 2018.

Tumescenza vaginale rigonfiamento di sangue del 1/3 anteriore della vagina,

si crea una sorta di manicotto che accoglie il pene e garantisce l’aderenza delle

pareti vaginali con quelle del pene ed aumenta la stimolazione sessuale.

Come avviene la lubrificazione?

L’apparato genitale femminile non possiede ghiandole che producono liquido

lubrificante, questo liquido proviene per trasudamento dall’apparato vascolare

della donna che si è vasodilatato. Questi vasi sanguigni che si dilatano, rendono

le pareti semipermeabili alla linfa del sangue.

La linfa trasuda dalle pareti dei vasi, attraversa la parete vaginale e crea il liquido

lubrificante.

Se non avviene la vasodilatazione e quindi la vasocongestione non ci può essere

lubrificazione. La tumescenza è la conditio sine qua non della lubrificazione

femminile.

Risposta prodotta dal sistema vegetativo parasimpatico. Questo sistema

vegetativo nelle condizioni di quiete, rilassamento, tranquillità.

Il sistema parasimpatico produce il sistema di eccitamento femminile.

Masters e Jacobson sono stati i primi a studiare la risposta sessuale in

laboratorio. Individuando quattro fasi:

1. Eccitamento sessuale:

a. Fisiologico/oggettivo nella donna consiste nella tumescenza delle

pareti vaginali (del 1/3 anteriore della vagina) e nella produzione del

liquido lubrificante vaginale.

b. Psicologico/soggettivo nella dona consiste nel fatto che la donna

si sente eccitata sessualmente, è un vissuto personale della donna.

Nel maschio l’eccitamento soggettivo ed oggettivo sono appaiati

(meccanismo ON/OFF): quando un uomo ha un’erezione è anche eccitato

soggettivamente, solitamente.

Nella donna ci può essere anche solo uno dei due eccitamenti. Per

esempio, eccitamento fisiologico senza quello psicologico (anedonia

sessuale, disfunzione molto rara). La condizione opposta comporta il

disturbo dell’eccitamento sessuale femminile.

Perché c’è questa differenziazione? Alcuni sessuologi hanno proposto che

siccome nei primati, purtroppo, le femmine sono vittime di abuso sessuale

il fatto che una femmina possa avere la lubrificazione vaginale senza

essere eccitata protegge i genitali femminili. Questo lo si nota nelle donne

che hanno subito violenza sessuale e si sentono in colpa perché hanno

prodotto lubrificazione durante l’abuso.

2. Plateau: perdurare della fase dell’eccitamento sessuale, per un tempo più

o meno lungo, fintanto che si arriva all’orgasmo.

3. Orgasmo: crescita eccitamento fino a un massimo.

Orgasmo maschile è molto semplice, ce n’è uno.

Orgasmo femminile, ne esistono di più tipi. La distinzione più tipica:

a. Orgasmo vaginale/coitale penetrazione.

b. Orgasmo clitorideo senza penetrazione, con stimolazione

diretta o indiretta del clitoride, senza la penetrazione. Nettamente

più semplice.

La differenza è il modo con cui sono ottenuti.

Freud sosteneva che le donne che hanno solo l’orgasmo clitorideo sono

immature e nevrotiche, mentre le altre sono le donne normo-funzionante.

Questo NON è vero.

Le donne non sono ben progettate per avere l’orgasmo, è un evento molto

più difficile dell’orgasmo maschile. La disfunzione sessuale femminile più

frequente è l’anorgasmia, nell’uomo è l’eiaculazione precoce.

Le femmine dei mammiferi non hanno orgasmo, ad eccezione dei gorilla,

due specie di macachi o di scimpanzé bonobo, in rapporti omosessuali e

occasionalmente.

Nella donna vige la regola che più orgasmi una donna ha avuto, più è

probabile che ne avrà.

Si ritiene che circa il 60% delle donne di sia masturbata nella loro vita.

Dal 10 al 20% delle donne non riescono ad avere l’orgasmo vaginale.

Nelle donne l’aspetto fisico è meno rilevante che negli uomini.

4. Risoluzione: eccitamento decresce fino ad arrivare a zero.

Kaplan aggiunge poi un primo stadio, quello del desiderio. 3°.

12 – Marzo – 2018.

Ciclo mestruale femminile è un ciclo lunare (28 giorni), per convenzione, parte

dal primo giorno del mestruo.

1. Con il primo giorno parte la prima fase (follicolare/proliferativa), che dura

2 settimane. Si chiama follicolare così perché matura il follicolo di Graf 

struttura che produce l‘ovulo. Si chiama proliferativa perché si spessisce e

si vascolarizza l’endometrio. Quest’ultima è struttura che faciliterà

l’attecchimento dell’ovulo fecondato nell’utero e porterà il nutrimento al

feto che cresce. In questa fase aumenta la produzione di due ormoni:

a. Follicolo stimolante stimola crescita e maturazione del follicolo che

dovrà produrre l’ovulo.

b. Luteinizzante favorisce la trasformazione del follicolo che si è

aperto, in corpo luteo.

Verso la metà della prima fase comincia a prodursi l’estradiolo (estrogeno),

questo produce la reazione cerebrale tipica del cervello femminile. La

produzione di estrogeni dovrebbe produrre un abbassamento dell’ormone

follicolante e luteinizzante. Nella donna accade che l’ormone follicolo

stimolante diminuisce mentre si ha un picco dell’ormone luteinizzante 

risposta tipica del cervello femminile sessualmente maturo.

Questo fa sì che da un lato il follicolo si apra e produca un ovulo maturo

che migra dall’ovaio, fino alle tube di Falloppio, dove potrebbe essere

fecondato.

Il follicolo, sotto l’azione dell’ormone luteinizzante si trasforma in corpo

luteo (giallastro).

Normalmente in una donna matura un mese un ovaio un mese l’altro.

2. Fase luteinica fase secretiva perché all’interno dell’utero si produce un

muco particolare che facilita la gestazione.

Il copro luteo comincia a produrre progestinici (che favoriscono

l’attecchimento dell’ovulo fecondato e la sua crescita), se vi è un ovulo

fecondato scende nell’utero, si fissa alle pareti dell’endometrio ed inizia la

gravidanza. Se l’ovulo non viene fecondato, non scende nell’utero e muore

e decade all’interno delle Tube dove viene riassorbito. Qui avviene una

produzione di progesterone, che sostiene per un po’ il mantenimento

dell’endometrio, ma poi mancano gli ormoni prodotti dal feto quindi

l’endometrio decade, si sfalda, si stacca dalle pareti dell’utero ed espulso

come materiale mestruale.

Il ciclo fino ai 30/35 anni, poi possono iniziare un po’ di irregolarità. La

gravidanza dopo i 35 anni si chiama gravidanza attempata. Tra i 48 e i 52

abbiamo il climaterio e la donna va in menopausa. Una donna è in menopausa

quando non ha il ciclo per un anno consecutivo.

Immediatamente prima e dopo l’ovulazione le capacità di orientamento spazio –

temporale di una donna scendono ai picchi più bassi.

Dopo la menopausa c’è un basso livello di estrogeni e comporta conseguenze

per le donne le pareti vaginali diventano più sottili e questo crea problemi per

la tumescenza vaginale e la lubrificazione.

Possono cominciare dei sintomi di coito doloroso.

Il calo degli estrogeni produce un effetto sulla pelle, produce meno collagene,

iniziano le rughe. Il terzo aspetto è il calo della mineralizzazione delle ossa, le

ossa diventano osteoporotiche.

Infine, ci sono aspetti più psicopatologici inerenti al ciclo mestruale sindrome

pre – mestruale, che attualmente viene chiamata disturbo disforico

premestruale. Nella settimana precedente l’inizio del mestruo, alcune donne,

entrano in una fase un po’ particolare. Il termine disforico, si riferisce a una

condizione in cui una persona ha un umore che scende e diventa irritabile,

reagisce in modo aggressivo a stimoli di bassa entità.

Accanto a questi principali quadri vi è la mancanza di capacità di concentrazione,

attenzione, la donna si sente gonfia e non tollera abiti stretti, alcune donne si

tolgono gli anelli, possono avere dolori sparsi.

La sindrome pre mestruale patologica è presente con una prevalenza di 1,3%

delle donne, se però consideriamo questi sintomi non sufficientemente forti da

considerarlo come disagio vi è da aggiungere un 1,8% di donne.

I sintomi deboli ce li hanno molte donne.

Non si sa bene a cosa sia dovuta, alcuni la considerano un aspetto legato alla

produzione ormonale, altri come una forma di reazione psicologica della donna

al ruolo sottomesso e secondario alla società.

Il trattamento di questa sindrome, se patologica, viene trattata con

antidepressivi serotoninergici, sembrano efficaci anche se vengono presi qualche

giorno prima dell’inizio della sindrome.

Un altro aspetto legato al ciclo è la procettività e recettività sessuale della donna:

a. Procettività essere procettiva consiste nel fatto che la donna fa avance

sessuali al maschio.

b. Recettività essere recettiva consiste nell’accogliere le avance sessuali di

un maschio e le accetta.

Le femmine dei mammiferi sono entrambe le cose solo nel periodo

dell’ovulazione; nei periodi non ovulatori non sono mai procettive e sono solo,

raramente, recettive. Questo comportamento ha una sua ragione, è ovvio che

una femmina deve darsi da fare nel periodo dell’ovulazione.

Questi due aspetti, se visti dal punto di vista umano, hanno risultati diversi: i

periodi in cui la donna è più recettiva e procettiva sono i periodi perimestruali

(immediatamente prima e dopo il mestruo), questo ha fatto ipotizzare che la

donna sia più desiderosa di avere rapporti sessuali in periodi in cui non c’è il

rischio di avere figli.

Si pensava che i disturbi della fase di risoluzione fossero solo maschili, poi è

stato individuato il disturbo dell’eccitazione sessuale femminile persistente.

La donna ha un rapporto, orgasmo, ma dopo l’orgasmo non si sente soddisfatta

e si ritrova come se dovesse avere ancora l’orgasmo per soddisfarsi e quindi

ottiene la soddisfazione solo dopo 6/7 orgasmi che si autoproduce. Oltre a questa

circostanza, c’è un’altra caratteristica: la donna può avere degli orgasmi

spontanei, durante il giorno, totalmente imprevedibili; si può arrivare anche a

60/80 orgasmi al giorno.

In alcune donne si innesca questa situazione a seguito di assunzione di farmaci

serotoninergici, in altre produce l’eliminazione del disturbo. Non è chiara la

causa.

In alcune donne il disturbo è esordito dopo un trauma pelvico o dopo un abuso

sessuale. 4°.

13 – Marzo – 2018.

La fase dell’erezione maschile avviene tramite una stimolazione nervosa

parasimpatica, sistema vagale, perché il principale nervo parasimpatico è il

nervo vago.

Nervo sia motorio che sensoriale (= afferente ed efferente) che regola il

funzionamento dello stomaco e degli intestini e contiene anche le fibre sensoriali

che provengono da stomaco, intestini e genitali.

Dopo la fase dell’eccitamento abbiamo la fase del plateau. Qui non succede

niente di nuovo, l’erezione continua finché si arriva alla fase dell’orgasmo.

Questa è l’unica fase in cui la sessualità maschile è più complessa di quella

femminile, perché l’uomo eiacula, durante l’orgasmo.

Dunque l’orgasmo maschile si suddivide in due fasi:

1. Emissione regolata dal sistema ortosimpatico. L’unico aspetto della

sessualità maschile e femminile prodotta da questo sistema.

Qui abbiamo la produzione dello sperma, quest’ultimo viene prodotto ogni

volta che un uomo eiacula, mescolando diversi elementi, perché è un

miscuglio di più prodotti di varie parti.

I testicoli producono gli spermatozoi.

o Dai dotti deferenti gli spermatozoi arrivano e si accumulano

o nell’ampolla del dotto deferente.

Accanto ad ogni ampolla ci sono le vescicole seminali strutture

o che producono un liquido seminale, che non contiene spermatozoi.

Sia l’ampolla che la vescicola sboccano nell’uretra.

o La prostata è la parte liquida più importante che costituisce lo

o sperma. La prostata emette un liquido che sbocca dal dotto e dalle

due aperture del dotto sboccano gli spermatozoi che il liquido della

vescicola seminale, che si aggiungono al liquido prostatico.

Spermatozoi, liquido prostatico, liquido delle vescicole e delle ghiandole

del Cowper (che avevano già prodotto nella fase di eccitamento il loro

liquido che si era depositato nell’uretra) si mescolano e generano lo

sperma.

A questo punto tutte queste componenti sono depositate nell’uretra.

2. Espulsiva /Eiaculatoria sono coinvolti il muscolo ischio – cavernoso e il

muscolo bulbo spongioso, i quali avvolgono la base del pene. Sono muscoli

che schiacciano la base del pene e di conseguenza, ritmicamente l’uretra,

dunque viene pompato fuori lo sperma.

La sensazione di piacere dell’orgasmo, nell’uomo, sicuramente è preannunciata

dalle sensazioni dell’emissione, in quel momento è possibile bloccare

l’eiaculazione se si ferma.

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia del comportamento sessuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Dèttore Davide.
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