Sentire e condividere
Capitolo 1. Una questione antica: dal biologico al mentale
Empatia: competenza nel cogliere il vissuto altrui in termini emotivi (capire), unita alla disponibilità di condividere le stesse emozioni (condividere). È fondamentale per l'intersoggettività e le relazioni intime.
Affetti: secondo Zavattini sono il fondamento della soggettività umana (attraverso l'altro costruisco me) e ponte di unione tra sé e l'altro nelle relazioni significative.
Relazioni. Due prospettive di analisi:
- Analizzarne le variabili psicologiche e comportamentali che intervengono per condurre alla comprensione altrui (livello macro).
- Individuare i meccanismi biologici che rendono possibile la comprensione altrui (livello micro).
Negli ultimi anni scienze mediche/biologiche e sociali stanno lavorando per creare un filone di ricerca interdisciplinare che unisca l'approccio biologico (delle neuroscienze) con quello psicologico. Obiettivo futuro è determinare i modelli adeguati per indagare simultaneamente da entrambe le prospettive la materia oggetto di indagine senza semplicismi.
Capitolo 2. Gli affetti
Storia dello studio delle emozioni. L'opera di Darwin "L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali" è considerata il punto di partenza nello studio dell'emozione. Dopo il periodo nero comportamentista, a partire dagli anni Sessanta le emozioni iniziano ad essere studiate non come elementi disorganizzati ma come elementi adattivi (anche le emozioni con vissuto spiacevole).
Emozione: insieme dinamico, un processo (carattere processuale) di interazione tra ambiente (stimolo) e persona (risposta comportamentale). Il processo emozionale:
- Ha una fase di attivazione, una durata e una fase di attenuazione.
- È caratterizzato da una causa, un riorientamento dell'attenzione e una tendenza comportamentale.
L'emozione comporta un'attivazione a:
- Livello fisiologico (sistema nervoso e endocrino).
- Muscolo-scheletrico (espressioni, postura…).
- Esperienziale (vi è un vissuto).
Per rilevare la presenza di un'emozione è necessario un approccio trisistemico che registri ciascuno di questi aspetti:
- Per registrare i mutamenti neurofisiologici sono necessari strumenti di laboratorio. Per analizzarli occorrerà dunque utilizzare la tecnica dell'induzione: indurre nei soggetti l'emozione per studiarla.
- Per le modificazioni muscolo-scheletriche si presta particolare attenzione al volto. Si usano strumenti come l'elettromiogramma (che rivela la tensione muscolare) o tecniche standardizzate e di eterovalutazione come il FACS (raccolta di fotografie del volto e che fornisce una specie di catalogo di espressioni facciali).
- Per il vissuto si utilizzano metodi di autovalutazione, questionari e liste di aggettivi, narrazioni e diari.
Altri costrutti affettivi (oltre all'emozione) sono:
Affetti: termine generico che include tutte le emozioni ed altri stati emotivi.
Umore: è uno stato affettivo di bassa intensità, pervasivo, che in genere manca di una causa direttamente percepibile, caratterizzato da un tono edonico.
Temperamento: o tratto emozionale, è una condizione stabile nel tempo, una tendenza a provare una determinata emozione con una certa ricorrenza e a rispondere con la reazione emotiva conseguente in diverse situazioni.
Sentimento: è l'aspetto fenomenologico dell'emozione, cioè il suo vissuto consapevole che si intreccia coi processi cognitivi. Tali processi consapevoli sono interpretati come schemi cognitivi che generano delle aspettative e che concorrono nella valutazione dell'oggetto.
Secondo Damasio sono due aspetti dello stesso fenomeno: l'emozione si configura come attivazione corporea, che viene poi interpretata dal cervello in un'immagine mentale, il sentimento, dove la componente prettamente percettiva si mescola con la memoria e altri sistemi della personalità.
Diversi tipi di emozioni
Emozioni di base: sono presenti universalmente in tutte le persone e hanno base innata, non culturalmente appresa. Sono presenti in tutte le culture e hanno espressioni riconoscibili, ciò che varia tra culture sono le regole di manifestazione. Tali emozioni sono: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa.
Prove dell'innatismo delle emozioni di base:
- Esperimento di Ekman: a partecipanti americani e giapponesi sono stati mostrati filmati neutri, piacevoli o sgradevoli. Conclusioni: tutti i partecipanti avevano reagito con le stesse emozioni fondamentali, poi, intervenuta la consapevolezza della reazione, i due gruppi manifestavano un controllo volontario dell'emozione diverso.
- Micro-momentary expressions: tutti noi in presenza di uno stimolo manifestiamo delle micro-emozioni a reazione spontanea (innate e non controllate) che durano 1/5 di secondo e possono poi essere mascherate con altre.
- Le emozioni di base compaiono già strutturate fin dai primi giorni di vita.
Emozioni complesse (miste o secondarie): insieme dinamico di emozioni frutto di un intreccio tra diverse emozioni di base o tra un'emozione di base con altri sistemi della personalità, tra cui il sistema cognitivo. Sono interrelate anche con l'esperienza personale e la cultura di riferimento (esistono emozioni culturalmente specifiche).
| Emozioni di base | Emozioni complesse |
|---|---|
| Innate | Sociali |
| Adatte a risolvere problemi di sopravvivenza | Adatte a risolvere problemi relazionali |
| Sono rapide e automatiche | Frutto di elaborazioni e valutazioni cognitive |
| Con espressioni mimiche universali e pattern di attivazione prototipici | Espressioni soggettive e culturalmente influenzate |
Il ruolo dei processi di valutazione dello stimolo
Diverse sono le posizioni degli autori sulla possibilità che allo stimolo segua una valutazione cognitiva (appraisal) prima della reazione emotiva.
- La prospettiva evoluzionistico-funzionalistica sostiene che non sia necessaria. Principale esponente: Izard con la Teoria delle emozioni differenziate, che sostiene che, se è pur presente un intreccio costante tra emozioni e processi cognitivi, questi ultimi non siano necessari per il generarsi delle emozioni di base. Si ammette invece una loro influenza nella costituzione di emozioni complesse.
- La prospettiva cognitivista invece crede di sì. Si tratterebbe in questo caso di un giudizio preriflessivo, un'attribuzione causale volta a spiegare l'attivazione fisiologica dell'organismo. Principale esponente: Klaus Scherer con la Teoria Componenziale delle Emozioni, la valutazione può avvenire seguendo 3 livelli d'elaborazione: senso-motoria, schematica, concettuale (solo quest'ultima è consapevole).
Capitolo 3 – Corpo ed emozioni: reazioni comportamentali ed espressioni facciali
Manifestazioni delle emozioni sul sistema muscolare:
- Modificazioni volte a produrre una certa postura o una preparazione all'azione. In quest'ottica, le emozioni sono processi di attivazione di comportamenti che contribuiscono ad una relazione adattiva tra individuo e ambiente.
Frijda: la preparazione all'agire rappresenta un aspetto essenziale delle emozioni. Attraverso questo meccanismo, le emozioni guidano le azioni degli individui in modo coerente con la situazione e le necessità dell'ambiente.
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