La motivazione (A. Moè)
Capitolo 1 – Cosa è la motivazione
Motivazione: insieme strutturato di esperienze soggettive che spiega un comportamento legato ad uno scopo. Tuttavia, vi sono comportamenti non motivati (passivi) e motivazioni che non diventano comportamenti. Le motivazioni a base genetica tendono a essere stabili, non così quelle a base cognitiva che sono modificabili (controllo) ma, in assenza di interventi, tendono alla stabilità e alla conferma.
Classificazioni
Criterio Tipologia
- Origine Intrinseca o estrinseca: complessità nello stabilirlo (es. motivazioni estrinseche con causa intrinseca). "Perché?" In presenza d’entrambe è possibile
- La riduzione della prima se la seconda è data in modo controllante e l’incentivo riguarda la persona,
- Viceversa se è data in modo informativo e l’incentivo è relativo al comportamento.
- Scopo Attività o risultato (strumentalità). "Per cosa?"
- Filogenesi Primarie (legate al mondo animale) o secondarie.
- Accessibilità Implicite (inconscio, non controllabile, non sottostà ai principi di coerenza cognitiva) o esplicite (accessibile alla coscienza, controllabile, strutturato all’interno di un sistema di pensieri e credenze).
A cui è possibile aggiungere il criterio "Per chi?". Tipologie: noi stessi o gli altri.
Motivi, motivazioni e volontà
Motivazioni: dipendono dall’interrelarsi di motivi, caratteristiche motivazionali del singolo e situazioni favorevoli (o non). Motivi: disposizioni sottostanti costantemente presenti che, data una situazione appropriata, si traducono in motivazioni.
- Necessari dunque, ma non sufficienti per la motivazione.
- Tendenzialmente stabili e con base affettiva, i più studiati sono: riuscita, potere e affiliazione (Murray).
- Hanno due componenti, una di avvicinamento che porta a voler affrontare una situazione (Avv=M x P x I dove M=Motivo, P=Probabilità di soddisfare il motivo; I=Incentivo o emozione anticipata, come mi sentirò se) e una di allontanamento o evitamento (All=Me x Pe x Ie). Queste sono indipendenti e possono entrare in conflitto.
Volontà: è incentrata sulla realizzazione delle intenzioni scelte attraverso i processi motivazionali secondo il Modello Rubicone: processi motivazionali (scelta) -> passaggio del Rubicone (formarsi dell’intenzione) -> volontà: mantenimento dell’intenzione nell’azione.
Passione: forma estrema di motivazione nella quale ci si identifica con un’attività che viene valutata importante. Si distingue tra armoniosa (funzionale e controllata) e ossessiva.
Valutare le componenti motivazionali
- Implicite:
- TAT (test di appercezione tematica): prevede la presentazione veloce di alcune tavole che rappresentano delle situazioni da interpretare. I partecipanti devono raccontare delle storie che spieghino cosa accade in queste tavole. È un test proiettivo: la persona proietterà nella storia le dinamiche motivazionali del profondo.
- IAT (implicit association test): confronto tra tempi di reazione nel rispondere a associazioni proposte tramite software di un computer. Si basa sull’assunzione che vi siano associazioni mentali più o meno attivate non consapevoli che possono essere rivelate dalla velocità di risposta.
- Preferenza per le attività: valutazione a base osservativa. Se una persona si sente bene, realizzata e motivata nello svolgere certe attività, si suppone che abbia una disposizione implicita verso quest’ultima.
- Esplicite: Questionari. Pro: valutano diversi costrutti, in tempi brevi, sono facilmente somministrabili e confrontabili, non servono apparecchiature specifiche. Contro: desiderabilità sociale, acquiescenza, tendenze sistematiche.
Si è scoperto che la relazione fra i risultati di misurazione delle due componenti è debole o assente: si tratta quindi di componenti diverse della motivazione, una profonda ed una consapevole.
Perché siamo motivati?
- Secondo la visione omeostatica siamo motivati da dei bisogni che creano della tensione.
- Secondo altre teorie (sostenute da studi sulla deprivazione sensoriale) ricerchiamo la stimolazione, abbiamo bisogno di essere motivati e spesso è un piacere esserlo.
Capitolo 2 – Dai bisogni all’autorealizzazione
Bisogno: spinta, necessità la cui mancata soddisfazione non permetterebbe di vivere adeguatamente. I bisogni sono stati spesso classificati in liste o in gerarchie (piramide di Maslow). Le gerarchie distinguono solitamente tra bisogni primari, legati alla sopravvivenza e basati su schemi innati, e secondari, basati invece su un’anticipazione dello stato futuro.
Istinti e pulsioni
Fonte di bisogni primari sono istinti e pulsioni.
| Istinti | Pulsioni |
|---|---|
| Innescato da uno stimolo esterno preciso | È una spinta interna indipendente dal contesto |
| Rigido e stereotipato, sempre uguale | Diverso e individualizzato |
| Carenza | Tensione |
Il bisogno di autorealizzazione
Vi è una motivazione profonda ad autorealizzarci attraverso la soddisfazione di tre bisogni fondamentali: Competenza, Autonomia, Relazione.
Teoria di Rogers: le persone hanno bisogno fin dalla nascita di ricevere una “considerazione positiva incondizionata” o “amore incondizionato”, ovvero una valutazione di sé come persona che vale, indipendentemente dai risultati. Se ciò avviene la persona potrà esprimere sé stesso in un sistema di fiducia e non di giudizio...
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