RIASSUNTO PSICOLOGIA
DINAMICA
Psicologia e salute
Sunto
L'origine del termine psicologia dinamica proviene dalla psichiatria dinamica (neurologia
francese) di fine '800 che viene rappresentata da Charcot e Janet e riguardava lo studio di
patologie dipendenti da lesioni dinamiche/funzionali non visibili. La psicologia dinamica
sottopone la psicoanalisi a verifiche empiriche ma non va confusa con essa poiché
quest’ultima ha due sistemi motivazionali (libido e destrudo) mentre la psicologia dinamica
ne ha di più. La psicologia dinamica si basa sull'inconscio e analizza le patologie sulla base
dei conflitti tra schemi, proiezioni di ciò che si ha dentro, regole rigide ecc.
1. Prospettiva Freudiana
Il pensiero freudiano segue due modelli teorici:
Darwiniano
-> basi biologiche del comportamento e l’adattamento dell’organismo all’ambiente
Demistificante
-> cerca il vero significato dei fenomeni oltre l’inganno e l’autoinganno, ovvero, il
disvelamento delle motivazioni più “basse” dell’essere umano.
La comprensione degli enigmi della mente è centrale, inoltre verrà definito il “normale” funzionamento psichico ed
elaborerà diverse teorie
Teoria del funzionamento psichico (normale e patologico) -> governato dalle pulsioni
Teoria dello sviluppo psicosessuale -> il complesso edipico sarà centrale per l’organizzazione adulta
Teoria psicoanalitica -> ad esempio libere associazioni, analisi dei sogni e del transfert
1.1 Difese
Freud sposterà l’attenzione dai correlati neurologici del funzionamento psichico all’esperienza soggettiva del
paziente, in Studi sull’isteria (1895) attribuisce la causa dell’isteria a dinamiche psichiche inconsce.
Principi del funzionamento psichico
Determinismo psichico: ogni azione mentale ha una causa
Principio di costanza: la psiche si sforza di liberare l’eccitamento eccessivo
Principio di piacere: richiede una scarica immediata per soddisfare la pulsione
Principio di realtà: inibisce il principio di piacere per limitarsi alle esigenze della realtà
In Studi sull’isteria Freud specifica anche le tre diverse ipotesi eziologiche alla base dell’isteria
Isteria da stato ipnoide: i fatti traumatici sono vissuti in uno stato di coscienza che ha restrizioni nel campo
di coscienza (simile all’ipnosi)
Isteria ritentiva: la scarica emotiva è impedita dalla particolare natura del fatto traumatico, che ne ostacola
la manifestazione
Isteria da difesa: una specifica forza psichica si oppone al recupero del ricordo, la stessa forza che impediva
in precedenza alla rappresentazione di rendersi conscia
Successivamente il concetto di oblio da difesa viene esteso all’isteria, è un desiderio inconscio di tenere lontani i
ricordi traumatici dalla coscienza, l’affetto legato al ricordo viene escluso dalla coscienza ma continua a influire sul
comportamento.
Dopo la definizione di isteria da difesa viene elaborato il concetto di rimozione, ovvero il modo in cui i contenuti
.
ideativi intollerabili vengono mandati nell’inconscio Il meccanismo della rimozione è articolato in 4 fasi:
1) esperienza sessuale traumatica da rimuovere
2) rimozione
3) fase di difesa riuscita, che fa sembrare tutto normale eccetto per l’esistenza di un sintomo primario
4) fase in cui le rappresentazioni rimosse ritornano, con formazione di nuovi sintomi
Dopo il 1905 il concetto di trauma sessuale viene sostituito con quello di infantilismo della sessualità anticipando
il concetto di trauma cumulativo (occorrono una pluralità di fattori eziologici per il costituirsi di una patologia,
non solo uno).
L’importanza dei fatti della vita sessuale nel trauma sarà definito il motivo per cui si sviluppa un determinato tipo
di psicopatologia (teoria del trauma):
Se il bambino è stato passivo nel trauma sessuale -> Isteria
Se il bambino è stato sedotto nel trauma sessuale -> Nevrosi ossessiva
I sintomi vengono quindi definiti espressione simbolica di processi psichici inconsci che appagano dei desideri ma
allo stesso tempo ci si difende da essi. Rendendo coscienti le determinanti inconsce il sintomo scompare attraverso
la scarica dell’affetto originariamente collegato al contenuto.
Teoria dei sogni: il sogno è l’appagamento sostitutivo di un desiderio sessuale inaccettabile, rimosso. Nel sogno
opera la censura che permette ad esso di esprimersi ma in maniera mascherata costringendolo a modificarsi con lo
spostamento, la condensazione e la raffigurazione simbolica.
1.2 Sviluppo psicosessuale
Freud ritiene il funzionamento mentale in modo inconscio e determinato da istinti, inoltre elabora il concetto di
pulsioni che verrà modificato con l’ampliare delle sue teorie, inizialmente le pulsioni avranno un ruolo nel
determinare lo sviluppo psicosessuale dell’individuo.
Trieb
-> spinte che orientano il comportamento umano verso un’attività il cui fine è di eliminare la
tensione/eccitazione
Istinkt
-> comportamenti istintuali ereditari
Dopo aver abbandonato la teoria del trauma le spinte pulsionali erotiche e le fantasie saranno centrali, quindi la
patologia si svilupperebbe quando vi sono problemi di eccessiva quantità pulsionale che è incompatibile con la
realtà
Prima teoria delle pulsioni
Pulsioni di autoconservazione (o dell’Io) -> sono al servizio della sopravvivenza dell’organismo (fame)
Pulsioni sessuali -> permettono la sopravvivenza della specie con la riproduzione
Seconda teoria delle pulsioni (1920)
Pulsioni di vita (Eros/Libido) -> sessualità, energia che unisce
Pulsioni di morte (Thanatos/Destrudo) -> energia che distrugge, avidità, appetizione (essere insoddisfatti
dalla vita può portare anche a cose positive!), distruzione di ciò che si ama senza motivo
Nei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905) Freud teorizza un’organizzazione sessuale infantile con precise leggi e
fasi, in cui la libido (corrispondente alla quantità della pulsione sessuale) è un’energia plastica orientata alla ricerca
del piacere che a seconda della fase si scarica in modo diverso. Nello sviluppo possono accadere regressioni o
fissazioni a una fase che possono causare psicopatologie. Non è una teoria empiricamente fondata perché non
confutabile.
Fase orale Fase anale Fase fallica Fase di latenza Fase genitale
Dopo l’inizio della pubertà (in teoria)
0 - 1,5 anni 1,5 - 3 anni 3 - 5 anni 5 anni - pubertà
Istaurazione del complesso edipico ovvero La vita sessuale si Si struttura definitivamente la vita sessuale in
Il piacere è orientato Il piacere deriva amore per il genitore di sesso opposto e reprime, formazione cui le zone erogene delle fasi precedenti sono
dalle mucose
alla bocca, un’ambivalenza odio-amore per il genitore della moralità, vergogna organizzate e concorrono con la loro capacità
legate alla
soddisfazione nel dello stesso sesso, attraverso l’identificazione e disgusto di dare piacere al pieno soddisfacimento
defecazione,
succhiare, nutrirsi con il genitore dello stesso sesso si supera il sessuale, accettazione dei propri limiti, il
eliminazione feci, complesso e si instaura il Super-Io partner “esiste”. Questa fase non si raggiunge
controllo sfintere sempre
1.3 Narcisismo
Freud attribuisce diversi significati al termine narcisismo nelle sue opere:
Una perversione sessuale
(1)
Uno stadio normale nello sviluppo della libido in cui all’inizio la pulsione viene investita su di sé
Una caratteristica della schizofrenia in cui la libido viene investita sul soggetto
Un tipo di scelta dell’oggetto d’amore su un oggetto che il soggetto era o vorrebbe essere
(1)
Per quanto concerne il narcisismo che riguarda lo sviluppo della libido l’investimento libidico va comunque
considerato su un continuum che va da un massimo d'investimento sull’oggetto (innamoramento) ad un massimo di
concentrazione di libido sull’Io (psicosi).
Pertanto, il narcisismo assume una doppia valenza:
Fase normale (anche colui che abbia instaurato normali relazioni oggettuali può presentare regressione della
libido, che si muove così tra narcisismo ed amore oggettuale)
Fase patologica (in cui, invece, la libido è caratterizzata da una rigidità tale che risulta impossibile superare
il narcisismo primario, ostacolando così la possibilità di instaurare relazioni oggettuali).
Ricapitolando gli stadi libidici sono:
Autoerotismo -> non c’è oggetto, il soddisfacimento avviene tramite diverse zone erogene del corpo)
narcisismo primario -> il soggetto si sceglie come primo oggetto d’amore (investimento libidico su di sé)
amore oggettuale -> il soggetto sceglie l’oggetto come primo oggetto d’amore
narcisismo secondario -> la libido viene ritirata sugli oggetti
In Introduzione al narcisismo (1914) Freud rivede il suo modello teorico riguardo al narcisismo.
1.4 Modelli della mente
Freud elabora due topiche del funzionamento mentale
1° topica o modello topografico (1899)
Conscio
(razionale, logico, processo secondario, non si contraddice)
Preconscio
(schermo tra conscio e inconscio, logico, il materiale per passare da inconscio a
conscio deve passare la censura dell’Io)
Inconscio
(energia libera, processo primario, atemporale, illogico, desideri istintuali infantili,
i suoi contenuti seguono il principio del piacere ovvero fanno pressione perché vogliono ottenere
il soddisfacimento immediato)
2° topica o modello strutturale (1922)
Super Io:
Ideale dell’io, regole morali consce e inconsce che vengono dai divieti genitoriali e
dalla fine del complesso edipico, il messaggio è “attento che stai facendo del male o ti stai facendo
del male”, regola conscia: come si saluta, come ci si comporta, quanti fidanzati si possono avere.
Regola inconscia: persecuzione di sensi di colpa di cui non si è consapevoli, ad esempio perdita
dell’erezione durante un rapporto per un senso di colpa inconscio.
Io:
“servo di 3 padroni” è il tramite tra l’es (da cui prende energia) le caratteristiche del mondo
esterno (esame di realtà) e le esigenze del Super Io per soddisfare le pulsioni. L’Io ha parti consce
e inconsce la parte conscia gestisce attenzione, percezione, motilità volontaria, memoria,
concentrazione e decisione, la parte inconscia gestisce i meccanismi di difesa, inoltre è più veloce
della parte conscia.
Es
: tutto inconscio, principio di piacere, illogico, atemporale, pulsioni sessuali e aggressive,
presente dalla nascita, l’imperativo è “liberati e godi”
N.B. nella seconda topica non vi sono più luoghi specifici confinanti e il conflitto non è più tra conscio e inconscio,
ma ci sono strutture in cui possono convivere conscio e inconscio mentre il conflitto è tra istanze, il passaggio
avviene in seguito alla riformulazione della libido in termini dualistici (pulsioni di vita vs pulsioni di morte) che
metteva in luce incongruenze nel primo modello topico.
1.5 Cura psicoanalitica
Freud considera le nevrosi come campo specifico per l’intervento psicoanalitico, in cui alla base della cura vanno
considerate le sue teorie sulla rimozione (ciò che è inconscio va riportato alla luce e affrontato emotivamente),
(2)
conflitto tra pulsioni, sviluppo psicosessuale, modelli della mente e nevrosi da traslazione (transfert ). Sulla base
delle libere associazione dei pazienti Freud scopre il ruolo delle fantasie sessuali e introduce l’interpretazione
ovvero ipotesi con cui il paziente può arrivare alla propria realtà psicologica. Per quanto riguarda il trattamento
legato alla concezione del conflitto tra istanze (Es, Io e Super Io) l’obiettivo è quello di risolvere il conflitto interno
per trovare un compromesso più adattivo, dove è l’Es deve subentrare l’Io.
(2) La scoperta del transfert avviene dopo il caso di Anna O. tra il 1880 e 1882 in cui Freud interpreta i sentimenti
provati da Anna come uno “spostamento” dalle figure genitoriali della paziente al collega Breuer. Il transfert dopo
qualche anno sarà elaborato da Freud e diventerà oggetto cardine della cura psicoanalitica.
2. Teorie e visioni del mondo
È importante parlare delle teorie sulla visione del mondo poiché essa influenzerà il modo in cui ogni terapeuta
“vede” il suo paziente, come esso influirà sulla sua decisione di seguire un determinato modello teorico e sul modo
in cui costruirà l’alleanza terapeutica. La pretesa di neutralità che viene dalla psicoanalisi classica è più illusoria
che altro poiché i propri valori vengono portati all’interno di ogni relazione terapeutica.
2.1 Visioni del mondo
È importante considerare che le categorie qui sotto sono riduttive poiché ogni persona è diversa, sarebbe più
opportuno considerare illimitate categorie in cui le seguenti sono solamente una “bussola” che indica l’est e l’ovest
delle teorie psicoanalitiche.
Kohut
considera il funzionamento dell’uomo in due prospettive
Uomo colpevole -> vuole diminuire le tensioni a cui lo costringono le mete delle pulsioni, il
sentimento dominante è la colpa e rappresenta la psicologia del conflitto
Uomo tragico -> vuole realizzare il Sé e sentirsi fedele al suo progetto profondo, il sentimento
dominante è l’inquietudine e rappresenta la psicologia del Sé
Strenger
considera due visioni nella psicoanalisi
Visione classica -> la persona è un “cesto” con possibilità di sviluppo limitate che necessita una
disciplina per evolversi
Visione romantica -> la persona è originariamente buona e solo successivamente viene corrotta
dalle circostanze
Bollas
considera due modalità di pensare e vedere il mondo
Mente occidentale -> privilegia il linguaggio strutturato che esclude l’indeterminato, la
rappresentazione del contenuto è la cosa più importante
Mente orientale -> privilegia espressioni non verbali che comprendono l’indeterminato, la forma
della presentazione del contenuto è importante come il contenuto
2.2 Weltanschauungen
La domanda su cosa sia l’uomo ha origine in Grecia (V secolo a.C.) con i filosofi di Atene detti sofisti di cui Socrate
che non crede che l’uomo possa consapevolmente scegliere il male se non per ignoranza.
Nell’Etica nicomachea di Aristotele emerge un uomo in relazione con gli altri e il mondo, in tale rapporto l’uomo
realizza la propria personalità raggiungendo la felicità.
2.3 Sensibilità del terapeuta
La piena sensibilità dello psicoterapeuta è influenzata fortemente dalla sua visione del mondo.
Winnicott propone di far emergere il vero Sé del paziente attraverso il silenzio, inteso come modalità di puro stato
di essere non più impegnata a reagire nell’ansietà delle esperienze date dalla relazione terapeutica in cui il paziente
fa esperienza di sé stesso.
Masud Khan propose che il compito fondamentale del terapeuta sia quello di fornire un ambiente protettivo che
possa attivare l’autoesplorazione.
Balint: considera il terapeuta come “dispensatore di tempo e ambiente” non oppressivo, in modo che il paziente
possa trovarsi e procedere da sé.
Nina Coltart distingue “essere attento” dal “fare attenzione” in cui nel primo caso si indica il cercare di imparare
ad osservare, ascoltare e sentire in silenzio, l’attenzione intenzionale permette di imparare ad essere presenti per
arrivare ad una comprensione del paziente in tutto e per tutto.
Jung afferma che è fondamentale mettersi al livello del paziente, accettando le sue emozioni e rispecchiarle, non
bisogna porsi come esseri superiori che sanno tutto ma mettersi in sintonia con la situazione in modo da non
allontanare il paziente.
Kohut fondatore della psicologia del Sé, critica la psicoanalisi classica per il fatto che esiste una prevenzione teorica
per cui lo psicoanalista non può comportarsi in maniera rilassata perché se lo fa è un errore (uomo colpevole).
Bowlby come Jung sostiene di non mettersi al di sopra del paziente (“io so, te lo dico io”) perché il paziente
considererebbe le proprie percezioni come prodotto irrazionali di fantasie inconsce e potrebbe mettersi sulla
difensiva, bisogna invece porsi in una posizione del tipo “tu lo sai, dimmelo tu” in modo che il paziente possa
arrivare a considerare le sue percezioni sempre come prodotto irrazionale, ma di ciò che ha veramente sperimentato,
è importante che il terapeuta si ponga in ascolto considerando l’altro come narratore di eventi che ha veramente
patito (!).
Stern evidenzia l’importante del momento “qui ed ora” della relazione terapeutica perché la psicoanalisi classica si
concentra troppo sul passato.
3. L'inconscio
3.1 Impostazione di Freud
Determinismo psichico -> ogni azione mentale ha una causa. È centrale nella sua visione soprattutto il concetto
che i processi mentali inconsci abbiano una loro motivazione a realizzare un determinato obiettivo da cui derivano
i seguenti concetti:
Determinazione multipla (o sovradeterminazione) -> ogni evento psichico può essere spiegato in termini
di più fattori determinanti
Funziona multipla -> un’azione o evento psichico può servire a più scopi e può essere regolato da più fattori
Inoltre il sistema inconscio è regolato dal principio di piacere basato a sua volta sul principio di costanza (il
sistema tende a scaricare l’eccitazione) e sul principio
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