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Riassunto psicologia dinamica

Psicologia e salute

L'origine del termine

L'origine del termine psicologia dinamica proviene dalla psichiatria dinamica (neurologia francese) di fine '800, rappresentata da Charcot e Janet, che riguardava lo studio di patologie dipendenti da lesioni dinamiche/funzionali non visibili. La psicologia dinamica sottopone la psicoanalisi a verifiche empiriche ma non va confusa con essa poiché quest’ultima ha due sistemi motivazionali (libido e destrudo), mentre la psicologia dinamica ne ha di più. La psicologia dinamica si basa sull'inconscio e analizza le patologie sulla base dei conflitti tra schemi, proiezioni di ciò che si ha dentro, regole rigide ecc.

Prospettiva freudiana

Il pensiero freudiano segue due modelli teorici:

  • Darwiniano: basi biologiche del comportamento e l’adattamento dell’organismo all’ambiente.
  • Demistificante: cerca il vero significato dei fenomeni oltre l’inganno e l’autoinganno, ovvero, il disvelamento delle motivazioni più “basse” dell’essere umano.

La comprensione degli enigmi della mente è centrale, inoltre verrà definito il “normale” funzionamento psichico ed elaborerà diverse teorie:

  • Teoria del funzionamento psichico (normale e patologico): governato dalle pulsioni.
  • Teoria dello sviluppo psicosessuale: il complesso edipico sarà centrale per l’organizzazione adulta.
  • Teoria psicoanalitica: ad esempio libere associazioni, analisi dei sogni e del transfert.

Difese

Freud sposterà l’attenzione dai correlati neurologici del funzionamento psichico all’esperienza soggettiva del paziente. In Studi sull’isteria (1895) attribuisce la causa dell’isteria a dinamiche psichiche inconsce.

Principi del funzionamento psichico

  • Determinismo psichico: ogni azione mentale ha una causa.
  • Principio di costanza: la psiche si sforza di liberare l’eccitamento eccessivo.
  • Principio di piacere: richiede una scarica immediata per soddisfare la pulsione.
  • Principio di realtà: inibisce il principio di piacere per limitarsi alle esigenze della realtà.

In Studi sull’isteria Freud specifica anche le tre diverse ipotesi eziologiche alla base dell’isteria:

  • Isteria da stato ipnoide: i fatti traumatici sono vissuti in uno stato di coscienza che ha restrizioni nel campo di coscienza (simile all’ipnosi).
  • Isteria ritentiva: la scarica emotiva è impedita dalla particolare natura del fatto traumatico, che ne ostacola la manifestazione.
  • Isteria da difesa: una specifica forza psichica si oppone al recupero del ricordo, la stessa forza che impediva in precedenza alla rappresentazione di rendersi conscia.

Successivamente il concetto di oblio da difesa viene esteso all’isteria, è un desiderio inconscio di tenere lontani i ricordi traumatici dalla coscienza; l’affetto legato al ricordo viene escluso dalla coscienza ma continua a influire sul comportamento. Dopo la definizione di isteria da difesa viene elaborato il concetto di rimozione, ovvero il modo in cui i contenuti ideativi intollerabili vengono mandati nell’inconscio. Il meccanismo della rimozione è articolato in quattro fasi:

  1. Esperienza sessuale traumatica da rimuovere.
  2. Rimozione.
  3. Fase di difesa riuscita, che fa sembrare tutto normale eccetto per l’esistenza di un sintomo primario.
  4. Fase in cui le rappresentazioni rimosse ritornano, con formazione di nuovi sintomi.

Dopo il 1905 il concetto di trauma sessuale viene sostituito con quello di infantilismo della sessualità, anticipando il concetto di trauma cumulativo (occorrono una pluralità di fattori eziologici per il costituirsi di una patologia, non solo uno). L’importanza dei fatti della vita sessuale nel trauma sarà definito il motivo per cui si sviluppa un determinato tipo di psicopatologia (teoria del trauma):

  • Se il bambino è stato passivo nel trauma sessuale → Isteria
  • Se il bambino è stato sedotto nel trauma sessuale → Nevrosi ossessiva

I sintomi vengono quindi definiti espressione simbolica di processi psichici inconsci che appagano dei desideri ma allo stesso tempo ci si difende da essi. Rendendo coscienti le determinanti inconsce il sintomo scompare attraverso la scarica dell’affetto originariamente collegato al contenuto.

Teoria dei sogni

Il sogno è l’appagamento sostitutivo di un desiderio sessuale inaccettabile, rimosso. Nel sogno opera la censura che permette ad esso di esprimersi ma in maniera mascherata costringendolo a modificarsi con lo spostamento, la condensazione e la raffigurazione simbolica.

Sviluppo psicosessuale

Freud ritiene il funzionamento mentale in modo inconscio e determinato da istinti, inoltre elabora il concetto di pulsioni che verrà modificato con l’ampliare delle sue teorie. Inizialmente le pulsioni avranno un ruolo nel determinare lo sviluppo psicosessuale dell’individuo.

  • Trieb: spinte che orientano il comportamento umano verso un’attività il cui fine è di eliminare la tensione/eccitazione.
  • Istinkt: comportamenti istintuali ereditari.

Dopo aver abbandonato la teoria del trauma, le spinte pulsionali erotiche e le fantasie saranno centrali. Quindi la patologia si svilupperebbe quando vi sono problemi di eccessiva quantità pulsionale che è incompatibile con la realtà.

Teorie delle pulsioni

  • Prima teoria delle pulsioni
    • Pulsioni di autoconservazione (o dell’Io): sono al servizio della sopravvivenza dell’organismo (fame).
    • Pulsioni sessuali: permettono la sopravvivenza della specie con la riproduzione.
  • Seconda teoria delle pulsioni (1920)
    • Pulsioni di vita (Eros/Libido): sessualità, energia che unisce.
    • Pulsioni di morte (Thanatos/Destrudo): energia che distrugge, avidità, appetizione (essere insoddisfatti dalla vita può portare anche a cose positive!), distruzione di ciò che si ama senza motivo.

Nei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905) Freud teorizza un’organizzazione sessuale infantile con precise leggi e fasi, in cui la libido (corrispondente alla quantità della pulsione sessuale) è un’energia plastica orientata alla ricerca del piacere che a seconda della fase si scarica in modo diverso. Nello sviluppo possono accadere regressioni o fissazioni a una fase che possono causare psicopatologie. Non è una teoria empiricamente fondata perché non confutabile.

  • Fase orale (0 - 1,5 anni): il piacere è orientato alle mucose della bocca, soddisfazione nel succhiare, nutrirsi.
  • Fase anale (1,5 - 3 anni): il piacere deriva dalla defecazione, eliminazione feci, controllo sfintere.
  • Fase fallica (3 - 5 anni): instaurazione del complesso edipico, ovvero amore per il genitore di sesso opposto e ambivalenza odio-amore per il genitore dello stesso sesso.
  • Fase di latenza (5 anni - pubertà): la vita sessuale si reprime, formazione della moralità, vergogna e disgusto.
  • Fase genitale: si struttura definitivamente la vita sessuale, in cui le zone erogene delle fasi precedenti sono organizzate e concorrono con la loro capacità di dare piacere al pieno soddisfacimento sessuale, accettazione dei propri limiti, il partner “esiste”. Questa fase non si raggiunge sempre.

Narcisismo

Freud attribuisce diversi significati al termine narcisismo nelle sue opere:

  • Una perversione sessuale.
  • Uno stadio normale nello sviluppo della libido in cui all’inizio la pulsione viene investita su di sé.
  • Una caratteristica della schizofrenia in cui la libido viene investita sul soggetto.
  • Un tipo di scelta dell’oggetto d’amore su un oggetto che il soggetto era o vorrebbe essere.

Per quanto concerne il narcisismo che riguarda lo sviluppo della libido, l’investimento libidico va comunque considerato su un continuum che va da un massimo d'investimento sull’oggetto (innamoramento) a un massimo di concentrazione di libido sull’Io (psicosi).

Pertanto, il narcisismo assume una doppia valenza:

  • Fase normale (anche colui che abbia instaurato normali relazioni oggettuali può presentare regressione della libido, che si muove così tra narcisismo ed amore oggettuale).
  • Fase patologica (in cui, invece, la libido è caratterizzata da una rigidità tale che risulta impossibile superare il narcisismo primario, ostacolando così la possibilità di instaurare relazioni oggettuali).

Ricapitolando gli stadi libidici sono:

  • Autoerotismo: non c’è oggetto, il soddisfacimento avviene tramite diverse zone erogene del corpo.
  • Narcisismo primario: il soggetto si sceglie come primo oggetto d’amore (investimento libidico su di sé).
  • Amore oggettuale: il soggetto sceglie l’oggetto come primo oggetto d’amore.
  • Narcisismo secondario: la libido viene ritirata sugli oggetti.

In Introduzione al narcisismo (1914) Freud rivede il suo modello teorico riguardo al narcisismo.

Modelli della mente

Freud elabora due topiche del funzionamento mentale:

  • 1° topica o modello topografico (1899)
    • Conscio: razionale, logico, processo secondario, non si contraddice.
    • Preconscio: schermo tra conscio e inconscio, logico, il materiale per passare da inconscio a conscio deve passare la censura dell’Io.
    • Inconscio: energia libera, processo primario, atemporale, illogico, desideri istintuali infantili, i suoi contenuti seguono il principio del piacere ovvero fanno pressione perché vogliono ottenere il soddisfacimento immediato.
  • 2° topica o modello strutturale (1922)
    • Super Io: ideale dell’io, regole morali consce e inconsce che vengono dai divieti genitoriali ed alla fine del complesso edipico, il messaggio è “attento che stai facendo del male o ti stai facendo del male”, regola conscia: come si saluta, come ci si comporta, quanti fidanzati si possono avere. Regola inconscia: persecuzione di sensi di colpa di cui non si è consapevoli, ad esempio perdita dell’erezione durante un rapporto per un senso di colpa inconscio.
    • Io: “servo di 3 padroni” è il tramite tra l’es (da cui prende energia) le caratteristiche del mondo esterno (esame di realtà) e le esigenze del Super Io per soddisfare le pulsioni. L’Io ha parti consce e inconsce, la parte conscia gestisce attenzione, percezione, motilità volontaria, memoria, concentrazione e decisione, la parte inconscia gestisce i meccanismi di difesa, inoltre è più veloce della parte conscia.
    • Es: tutto inconscio, principio di piacere, illogico, atemporale, pulsioni sessuali e aggressive, presente dalla nascita, l’imperativo è “liberati e godi”.

Nella seconda topica non vi sono più luoghi specifici confinanti e il conflitto non è più tra conscio e inconscio, ma ci sono strutture in cui possono convivere conscio e inconscio, mentre il conflitto è tra istanze. Il passaggio avviene in seguito alla riformulazione della libido in termini dualistici (pulsioni di vita vs pulsioni di morte) che metteva in luce incongruenze nel primo modello topico.

Cura psicoanalitica

Freud considera le nevrosi come campo specifico per l’intervento psicoanalitico, in cui alla base della cura vanno considerate le sue teorie sulla rimozione (ciò che è inconscio va riportato alla luce e affrontato emotivamente), conflitto tra pulsioni, sviluppo psicosessuale, modelli della mente e nevrosi da traslazione (transfert). Sulla base delle libere associazione dei pazienti Freud scopre il ruolo delle fantasie sessuali e introduce l’interpretazione ovvero ipotesi con cui il paziente può arrivare alla propria realtà psicologica. Per quanto riguarda il trattamento legato alla concezione del conflitto tra istanze (Es, Io e Super Io), l’obiettivo è quello di risolvere il conflitto interno per trovare un compromesso più adattivo, dove è l’Es deve subentrare l’Io.

La scoperta del transfert avviene dopo il caso di Anna O. tra il 1880 e 1882 in cui Freud interpreta i sentimenti provati da Anna come uno “spostamento” dalle figure genitoriali della paziente al collega Breuer. Il transfert dopo qualche anno sarà elaborato da Freud e diventerà oggetto cardine della cura psicoanalitica.

Teorie e visioni del mondo

È importante parlare delle teorie sulla visione del mondo poiché essa influenzerà il modo in cui ogni terapeuta “vede” il suo paziente, come esso influirà sulla sua decisione di seguire un determinato modello teorico e sul modo in cui costruirà l’alleanza terapeutica. La pretesa di neutralità che viene dalla psicoanalisi classica è più illusoria che altro poiché i propri valori vengono portati all’interno di ogni relazione terapeutica.

Visioni del mondo

È importante considerare che le categorie qui sotto sono riduttive poiché ogni persona è diversa, sarebbe più opportuno considerare illimitate categorie in cui le seguenti sono solamente una “bussola” che indica l’est e l’ovest delle teorie psicoanalitiche.

  • Kohut considera il funzionamento dell’uomo in due prospettive
    • Uomo colpevole: vuole diminuire le tensioni a cui lo costringono le mete delle pulsioni, il sentimento dominante è la colpa e rappresenta la psicologia del conflitto.
    • Uomo tragico: vuole realizzare il Sé e sentirsi fedele al suo progetto profondo, il sentimento dominante è l’inquietudine e rappresenta la psicologia del Sé.
  • Strenger considera due visioni nella psicoanalisi
    • Visione classica: la persona è un “cesto” con possibilità di sviluppo limitate che necessita una disciplina per evolversi.
    • Visione romantica: la persona è originariamente buona e solo successivamente viene corrotta dalle circostanze.
  • Bollas considera due modalità di pensare e vedere il mondo
    • Mente occidentale: privilegia il linguaggio strutturato che esclude l’indeterminato, la rappresentazione del contenuto è la cosa più importante.
    • Mente orientale: privilegia espressioni non verbali che comprendono l’indeterminato, la forma della presentazione del contenuto è importante come il contenuto.

Weltanschauungen

La domanda su cosa sia l’uomo ha origine in Grecia (V secolo a.C.) con i filosofi di Atene detti sofisti di cui Socrate che non crede che l’uomo possa consapevolmente scegliere il male se non per ignoranza. Nell’Etica nicomachea di Aristotele emerge un uomo in relazione con gli altri e il mondo, in tale rapporto l’uomo realizza la propria personalità raggiungendo la felicità.

Sensibilità del terapeuta

La piena sensibilità dello psicoterapeuta è influenzata fortemente dalla sua visione del mondo. Winnicott propone di far emergere il vero Sé del paziente attraverso il silenzio, inteso come modalità di puro stato di essere non più impegnata a reagire nell’ansietà delle esperienze date dalla relazione terapeutica in cui il paziente fa esperienza di sé stesso. Masud Khan propose che il compito fondamentale del terapeuta sia quello di fornire un ambiente protettivo che possa attivare l’autoesplorazione. Balint considera il terapeuta come “dispensatore di tempo e ambiente” non oppressivo, in modo che il paziente possa trovarsi e procedere da sé. Nina Coltart distingue “essere attento” dal “fare attenzione” in cui nel primo caso si indica il cercare di imparare ad osservare, ascoltare e sentire in silenzio, l’attenzione intenzionale permette di imparare ad essere presenti per arrivare ad una comprensione del paziente in tutto e per tutto. Jung afferma che è fondamentale mettersi al livello del paziente, accettando le sue emozioni e rispecchiarle, non bisogna porsi come esseri superiori che sanno tutto ma mettersi in sintonia con la situazione in modo da non allontanare il paziente. Kohut, fondatore della psicologia del Sé, critica la psicoanalisi classica per il fatto che esiste una prevenzione teorica per cui lo psicoanalista non può comportarsi in maniera rilassata perché se lo fa è un errore (uomo colpevole). Bowlby, come Jung, sostiene di non mettersi al di sopra del paziente (“io so, te lo dico io”) perché il paziente considererebbe le proprie percezioni come prodotto irrazionali di fantasie inconsce e potrebbe mettersi sulla difensiva; bisogna invece porsi in una posizione del tipo “tu lo sai, dimmelo tu” in modo che il paziente possa arrivare a considerare le sue percezioni sempre come prodotto irrazionale, ma di ciò che ha veramente sperimentato, è importante che il terapeuta si ponga in ascolto considerando l’altro come narratore di eventi che ha veramente patito. Stern evidenzia l’importanza del momento “qui ed ora” della relazione terapeutica perché la psicoanalisi classica si concentra troppo sul passato.

L'inconscio

Impostazione di Freud

Determinismo psichico: ogni azione mentale ha una causa. È centrale nella sua visione soprattutto il concetto che i processi mentali inconsci abbiano una loro motivazione a realizzare un determinato obiettivo da cui derivano i seguenti concetti:

  • Determinazione multipla (o sovradeterminazione): ogni evento psichico può essere spiegato in termini di più fattori determinanti.
  • Funziona multipla: un’azione o evento psichico può servire a più scopi e può essere regolato da più fattori.

Inoltre il sistema inconscio è regolato dal principio di piacere basato a sua volta sul principio di costanza (il sistema tende a scaricare l’eccitazione).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zerozero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Caviglia Giorgio.
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